Comprendere l'infertilità maschile e i rischi della fecondazione "fai-da-te": le analisi del Prof. Salvatore Sansalone

L'infertilità maschile è una condizione che interessa attualmente circa il 7% degli uomini, con un trend in crescita, in particolare tra le fasce d'età più giovani. Questa problematica rappresenta una causa diffusa dell’infertilità di coppia e viene definita, secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO 2010), come l’impossibilità di concepire dopo almeno dodici mesi di rapporti liberi e non protetti con una partner in perfette condizioni di fertilità. In termini tecnici, l’infertilità maschile corrisponde a una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, dovuta a una insufficiente produzione di spermatozoi o ad anomalie nella qualità degli stessi. L’esame del liquido seminale, ovvero lo spermiogramma, è lo strumento fondamentale che permette di valutare le variabili seminali in tutti i soggetti in esame, fornendo una fotografia precisa della capacità fecondante.

rappresentazione microscopica della qualità e morfologia degli spermatozoi

Le cause dell'infertilità: tra incognite e patologie croniche

In circa il 30% dei casi di infertilità maschile non è possibile individuare una causa certa dell’infertilità e, di conseguenza, non è possibile adoperare una terapia specifica. Tuttavia, la ricerca medica ha fatto passi da gigante nel comprendere come diverse condizioni di salute sistemica influenzino il sistema riproduttivo. Tra queste, il diabete rappresenta una condizione medica cronica che può avere un impatto significativo sulla fertilità maschile. Diversi studi hanno dimostrato che gli uomini con diabete hanno un rischio più elevato di infertilità rispetto alla popolazione generale.

Il diabete può influenzare la fertilità attraverso diversi meccanismi patologici:

  • Disfunzione testicolare: il diabete può causare danni diretti ai testicoli, compromettendo la produzione di spermatozoi e la qualità del liquido seminale.
  • Disfunzione erettile: le complicanze del diabete (malattie cardiovascolari, nefropatia, neuropatia) e le sue comorbidità (ipogonadismo, sindrome metabolica e depressione) possono portare a problemi di erezione, ostacolando l’atto sessuale e la capacità di concepire.
  • Alterazioni ormonali: il diabete può influenzare i livelli di ormoni chiave come il testosterone, essenziali per la fertilità maschile.
  • Stress ossidativo: l’iperglicemia cronica associata al diabete può aumentare lo stress ossidativo, danneggiando fisicamente gli spermatozoi e riducendone drasticamente la qualità.

Per mitigare questi effetti, l'approccio terapeutico deve essere multidisciplinare. Il controllo glicemico ottimale, attraverso farmaci, dieta e attività fisica, è il pilastro per prevenire danni ulteriori. In alcuni casi, si ricorre a trattamenti farmacologici, come gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5) per la funzione erettile, o alla terapia ormonale (testosterone o agonisti del GnRH) per ripristinare l'equilibrio endocrino.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Nelle situazioni in cui le terapie mediche non sono sufficienti o le condizioni sono più serie, si deve ricorrere alle procedure di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). La PMA è un processo complesso, che richiede un impegno significativo di tempo, energie fisiche ed emotive e un costo economico che si aggira nell'ordine di migliaia di euro. Nonostante ciò, i dati raccolti dal Registro Nazionale della PMA dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano una crescita esponenziale: tra il 2005 e il 2022, l'attività di PMA in Italia è aumentata di quasi due volte, passando da 63.585 trattamenti a 109.755. La percentuale di bambini nati vivi sulla popolazione generale è salita dall’1,22% del 2005 al 4,25% del 2022.

È fondamentale monitorare anche fattori esterni. Recenti studi hanno dimostrato che il virus SARS-CoV-2 può influenzare negativamente i tassi di fecondità. Un’analisi di coorte retrospettiva in Cina, condotta su quasi 600 coppie, ha evidenziato che le coppie positive al virus durante il trattamento FIV o ICSI presentavano tassi di embrioni di alta qualità, formazioni di blastocisti e blastocisti disponibili significativamente inferiori rispetto alle coppie non infette. Come sottolineato dal Dr. Jing Zhao, i medici riproduttivi dovrebbero prestare massima attenzione ai pazienti con infezione da SARS-CoV-2 durante la PMA, fornendo una consulenza adeguata.

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Il fenomeno dell' "home insemination" e i rischi del "fai-da-te"

La complessità e il costo elevato della PMA hanno favorito la diffusione di pratiche alternative, spesso definite dagli anglosassoni "home insemination". Si tratta di una procedura di fecondazione ottenuta con il seme fresco di un donatore, spesso contattato online in gruppi creati ad hoc sui social network o siti di incontro. Il Prof. Salvatore Sansalone, esperto in Urologia e Andrologia presso l’Università di Tor Vergata, osserva con grande preoccupazione questo fenomeno.

Il meccanismo è spesso informale: se scatta la simpatia, il donatore attende la chiamata della coppia o della donna che monitora l’ovulazione. Gli interessati si incontrano sovente in un hotel, dove lui dona in una provetta sterile il liquido seminale e lei provvede a iniettarlo con una semplice siringa (senza ago) o una pompetta, cercando di portare il contenuto il più vicino possibile al collo dell’utero. Questa pratica viene adottata da coppie in cui il partner maschile sia infertile, da donne single o da coppie di donne omosessuali.

Il professor Sansalone avverte: “Quando lo scambio avviene tra privati senza la mediazione di una struttura sanitaria esiste un alto margine di rischio anche se il donatore si presenta con analisi recenti che dovrebbero certificarne la salute”. La documentazione fornita dai donatori privati è spesso limitata a pochi parametri, del tutto insufficienti a tutelare la salute della donna e dell’eventuale nascituro. Esistono infatti analisi cliniche che non dovrebbero mai mancare, tra cui:

  • HIV
  • HCV
  • HBsAg (antigene di superficie dell’epatite B)
  • HBc-IgG (anticorpi contro il virus dell’epatite B)
  • VDRL e TPHA (test di screening per la sifilide)
  • Citomegalovirus IgG e IgM

Oltre ai rischi infettivi, ci si muove in una zona d’ombra dal punto di vista legale, in cui nessuna delle parti è adeguatamente tutelata.

Efficacia e sicurezza: perché il metodo professionale è insostituibile

Il Prof. Sansalone sottolinea come la "home insemination" sia meno efficace di quanto si possa sperare. Il successo al primo tentativo è tutt’altro che ovvio e possono essere necessari numerosi incontri, anche a causa di una quantità di eiaculato che potrebbe risultare insufficiente. I fattori che determinano il successo sono molteplici: l'età e la salute della donna, la qualità degli spermatozoi del donatore e la corretta tempistica ovulatoria.

Mancano, nei tentativi domestici, i criteri di sicurezza garantiti dai centri specializzati. Questi ultimi eseguono lo spermiogramma per determinare le caratteristiche del seme e procedono alla cosiddetta "capacitazione" (o lavaggio) degli spermatozoi, ovvero la selezione di quelli più mobili. Inoltre, le cliniche offrono la possibilità di eseguire una stimolazione ovarica controllata, un passaggio in grado di triplicare le percentuali di successo rispetto ai tentativi casalinghi.

schema grafico che confronta i tassi di successo tra fecondazione assistita clinica e tentativi casalinghi

Per chi desidera procedere con l'inseminazione domiciliare, esistono alternative più sicure rispetto al contatto con sconosciuti online. Il Prof. Sansalone suggerisce: “Meglio piuttosto l’acquisto di un campione in una apposita banca del seme, che lo recapita a casa in un contenitore refrigerato, con un manuale di istruzioni e un kit specifico”. Esistono, ad esempio, kit approvati come il Mosie Baby, che ha superato test clinici rigorosi (inclusi test di sopravvivenza dello sperma, biocompatibilità e irritazione vaginale) per ottenere l'autorizzazione FDA. È importante notare, tuttavia, che anche questi kit sono strumenti di supporto e non costituiscono una cura per l'infertilità.

La prevenzione e la consulenza medica rimangono insostituibili. Le informazioni contenute in articoli divulgativi non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l'utente; è pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante o specialisti andrologi prima di intraprendere qualsiasi percorso finalizzato al concepimento, specialmente quando si esce dal solco delle pratiche mediche certificate. Il quadro clinico del paziente, valutato attraverso esami diagnostici accurati, è la base imprescindibile per determinare il percorso più sicuro ed efficace per raggiungere la genitorialità.

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