Guida completa alle patologie podali e ossee nei cuccioli e nei cani adulti

La salute delle zampe e dello scheletro nei cani è un pilastro fondamentale per il benessere dell'animale. Le zampe del cane lo portano ovunque e costituiscono la base di una vita attiva. Tuttavia, diversi disturbi, che spaziano da problematiche dello sviluppo osseo a complesse infezioni cutanee, possono compromettere la deambulazione. Questa guida analizza le principali patologie, distinguendo tra condizioni dell'età evolutiva e processi infiammatori che possono colpire il cane durante tutto l'arco della vita.

illustrazione anatomica zampa cane con evidenziazione spazi interdigitali

La Panosteite: la "malattia della crescita"

La panosteite è una condizione ossea relativamente comune nei cani di età compresa tra i 6-15 mesi di razze grandi e giganti a crescita rapida. Colpisce le ossa lunghe e causa una zoppia persistente. La panosteite, conosciuta anche come osteodistrofia fibrosa o enostosi, è una malattia dall’eziologia sconosciuta che causa zoppia con dolore grave. Si manifesta all'improvviso, senza traumi pregressi. Poiché rappresenta una causa di zoppia nei cani giovani di razze grandi e giganti, quali pastore tedesco, alano o Labrador Retriever, in queste razze potrebbe essere presente una componente genetica che li rende più soggetti alla malattia. La panosteite è maggiormente predominante nei maschi piuttosto che nelle femmine.

Sintomatologia e diagnosi

Il sintomo più comune è un improvviso zoppicare di intensità variabile, di solito alle zampe anteriori, senza traumi pregressi. La zoppia può essere intermittente e, durante la sua evoluzione, interessare altri arti in modo acuto, diventando nel tempo una zoppia a decorso cronico. La natura di questa malattia è ciclica, in quanto alterna periodi di peggioramento a periodi di miglioramento. In caso di panosteite severa, il cane presenta anche altri segni come febbre, depressione, letargia, anoressia o perdita di peso. Se la condizione non viene trattata correttamente e in tempo, si può presentare anche l'atrofia muscolare. La diagnosi viene confermata mediante radiografia che mostra un aumento della densità delle ossa interessate, caratterizzata da enostosi midollare e neoformazione ossea.

Approccio terapeutico e prevenzione

Non esiste un trattamento chirurgico per questa condizione medica, per cui viene utilizzata solo la terapia sintomatica. Il trattamento indicato è di supporto, con somministrazione di analgesici e antinfiammatori. La prevenzione si ottiene curando l’alimentazione del cucciolo: i cani di razza grande e gigante dovrebbero seguire una dieta che non fornisca loro un eccesso di calcio, monitorando le concentrazioni di proteine e grassi per controllarne la corretta crescita.

Dose corretta del cibo per cani: come si calcola?

La Sindrome del Cucciolo Nuotatore (SPS)

La sindrome del cucciolo nuotatore o Swimming Puppy Syndrome (SPS) è una patologia congenita relativamente rara che può colpire sia cani che gatti in età neonatale. Il cucciolo appare normale nei primi giorni dopo la nascita, poi si nota la difficoltà di mettersi in posizione laterale e l’abitudine di restare in posizione sternale. Questa posizione procura una deformazione della spina dorsale, le zampe anteriori sono larghe e all’infuori, mentre le zampe posteriori sono allungate all’indietro. Le cause scatenanti sono multifattoriali, ma i fattori ambientali sono ritenuti i maggiori responsabili: una pavimentazione eccessivamente dura e levigata rende più difficile ai cuccioli rimanere ritti sulle quattro zampe. I trattamenti si basano sulla modifica della superficie di appoggio e sulla fisioterapia, facendo camminare il cucciolo in spazi molto stretti.

Eclampsia Puerperale: il rischio dell'ipocalcemia

Chiamata anche “tetania puerperale” o “febbre lattea”, l’eclampsia è una patologia acuta e grave dovuta a una condizione di ipocalcemia. Può insorgere sia prima, ma più frequentemente dopo il parto, a causa di una diminuzione del calcio ematico per la produzione di latte. Può interessare cagne di qualsiasi taglia, anche se i soggetti di piccola taglia con cucciolate numerose sono più predisposti. Il trattamento prevede l’immediata infusione endovenosa lenta di calcio. La prognosi può essere fatale se trascurata, ma è favorevole quando la condizione è riconosciuta e trattata precocemente.

grafico che illustra i livelli di calcio nel sangue post-parto

Pododermatite: infiammazione delle zampe

La pododermatite è un’infiammazione che colpisce le zampe del cane, nello specifico la cute e gli spazi interdigitali. Poiché i cani hanno bisogno delle loro zampe in quasi tutte le situazioni, un’infiammazione dolorosa può limitarli gravemente nella loro vita quotidiana. La pododermatite dei cani è una sindrome clinica multifattoriale frustrante associata ad infezioni batteriche o micotiche (Malassezia spp.) secondarie ricorrenti.

Sintomi e riconoscimento

I proprietari sono fondamentali per accorgersi che qualcosa non va. Tra i segnali: eccessivo leccamento dei polpastrelli, colorazione rossiccia del pelo, cattivo odore, cute umida e appiccicosa, fistole o fuoriuscite di pus. Il cane inizia a leccarsi o mordicchiarsi le zampe in modo insistente, un chiaro segno di prurito o dolore. Con il progredire della condizione, possono formarsi piccoli noduli o vescicole che diventano cisti o ulcere.

Cause primarie e predisponenti

La pododermatite raramente è causata da un singolo fattore. Le cause primarie includono:

  • Allergie: sia ambientali (pollini, acari) che alimentari.
  • Parassiti: come l'acaro Demodex, la Trombiculiasi o gli Anchilostomi.
  • Corpi estranei: come i forasacchi, che penetrano negli spazi interdigitali.
  • Malattie endocrine e autoimmuni: come il pemfigo o il lupus cutaneo.
  • Conformazione anatomica: razze con pieghe cutanee o peli corti e rigidi che si incarniscono.
  • Sovrappeso: altera l'appoggio plantare e aumenta l'attrito.

immagine dettagliata di un forasacco in un ambiente naturale

Infezioni batteriche della pelle e Piodermiti

Le infezioni batteriche della pelle nei cani sono spesso un problema secondario che deriva da altre condizioni, come malattie allergiche. Si distinguono in base alla profondità dell'infezione:

  1. Piodermite di superficie: colpisce gli strati superiori, causando arrossamento e prurito. Include gli "hot spot" e la dermatite delle pieghe cutanee.
  2. Piodermite superficiale: coinvolge i follicoli piliferi (follicolite) e può presentare papule, pustole e croste.
  3. Piodermite profonda: penetra nei tessuti sottostanti, con formazione di tratti drenanti, pus e ulcere. Spesso complicata da batteri come Pseudomonas o E. coli.

La disbiosi cutanea, ovvero lo squilibrio della flora batterica naturale, è la vera causa dell'infezione da stafilococco (Staphylococcus pseudintermedius). La diagnosi viene effettuata tramite esame clinico, citologia, raschiati cutanei e, nei casi refrattari, colture batteriche con antibiogramma.

Gestione, cura e prevenzione delle patologie podali

Per aiutare il cane a lungo termine, è importante consultare tempestivamente il veterinario. La terapia per le pododermatiti prevede la gestione della causa sottostante (antibiotici, antimicotici, antinfiammatori o cambio alimentazione) e il supporto alla barriera cutanea. Sostanze come l'Ophytrium possono rafforzare la barriera meccanica della pelle, rispettando il microbiota cutaneo naturale.

Buone pratiche quotidiane

  • Ispezione: Abituate il cane a farsi ispezionare mani e piedi fin da cucciolo. Nel periodo estivo, gli spazi interdigitali devono essere controllati quotidianamente per la presenza di forasacchi.
  • Igiene: Pulire e asciugare meticolosamente le zampe dopo ogni passeggiata, specialmente in presenza di fango o neve.
  • Scelta dei percorsi: Privilegiare superfici morbide ed evitare l'asfalto rovente o ghiaia appuntita.
  • Gestione del dolore: In caso di lesioni, evitare che il cane si lecchi insistentemente, utilizzando collari elisabettiani o protezioni specifiche se prescritte dal medico.

Il recupero da infezioni profonde può essere lungo e richiede molta pazienza da parte del proprietario. La costanza nel trattamento e il rispetto scrupoloso delle indicazioni veterinarie sono gli strumenti principali per garantire al cane una qualità della vita ottimale e prevenire le recidive. La prevenzione, attraverso una dieta bilanciata, il monitoraggio del peso e il controllo periodico delle estremità, resta la difesa più efficace contro l'insorgenza di queste patologie invalidanti.

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