L’industria della fecondazione in vitro spopola in Grecia, emergendo come un settore di notevole crescita ma anche di profonde complessità. In questo contesto, storie personali come quella di Lina offrono uno spaccato delle realtà che animano un mercato in forte espansione. Lina, infatti, donò i suoi ovuli per la prima volta in una clinica per la fertilità all'età di 23 anni. La sua esperienza non fu isolata, poiché nei sette anni successivi lo avrebbe fatto per altre quattro volte, illustrando una pratica che, sebbene diffusa, solleva interrogativi importanti. Ciascun ciclo di donazione includeva dieci giorni di terapia ormonale, un regime che consisteva in un’iniezione giornaliera per stimolare le sue ovaie in modo da produrre più ovuli possibili. Gli ovuli migliori sarebbero serviti per creare embrioni che sarebbero stati poi assegnati a uno dei migliaia di clienti provenienti dal resto d’Europa. “Non ti sembra di dare alla luce un bambino”, racconta Lina a BIRN, esprimendo un sentimento diffuso tra le donatrici.

Questo scenario di crescita e di sfide etiche si inserisce in un paese che, a quarantadue anni dalla nascita del primo bimbo con procreazione assistita in Inghilterra, ha visto ulteriori miglioramenti in campo scientifico che hanno dato la possibilità a milioni di persone di diventare genitori. Sono nati, così, numerosi siti web che mirano a promuovere le cliniche presenti nel paese, sponsorizzandole con immagini della costa mediterranea, offrendo la combinazione di trattamenti medici con una vacanza. La Grecia è diventata, negli ultimi anni, una delle destinazioni privilegiate per il turismo medico, specialmente nel campo della fertilità.
La Grecia come Destinazione di Riferimento per la Procreazione Assistita
La Grecia è emersa come una destinazione attraente per i trattamenti di fecondazione in vitro per una serie di motivi che combinano un quadro legale permissivo con costi accessibili e un'infrastruttura medica in evoluzione. Il paese è in grado di fornire servizi completi di FIV in un ambiente speciale, offrendo personale medico altamente qualificato che è in sintonia con le esigenze dei genitori pieni di speranze. Come nel caso del Dr. Arkoulis della Clinica Mitosis, molti medici greci hanno studiato estensivamente all’estero e hanno portato competenze e conoscenze complete alla comunità medica greca, contribuendo a un elevato standard di cura.
La legislazione attuale in materia di tecniche riproduttive in Grecia, emanata nel 2005 dal Ministero della Salute, è considerata una delle più liberali e "pazienti amichevoli" in Europa. Tutte le procedure, inclusa la donazione di ovuli e sperma, sono disponibili per le donne sotto i 50 anni e per tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro età. Le donne single possono beneficiare del trattamento e, sebbene il caso delle coppie lesbiche sia più complicato, una soluzione è possibile se uno dei partner dichiara di essere in cura come donna single e firma un atto notarile. Questo quadro legale favorevole, unito all'anonimato dei donatori - a differenza di paesi come il Regno Unito - rende la Grecia particolarmente attrattiva.
Oltre ad avere una cultura di riproduzione assistita che offre alla Grecia il numero più alto pro capite di bambini nati via metodi di riproduzione assistita, il paese ha il più adatto set-up legale per aiutare la riproduzione delle donne. La tecnologia state-of-art di Grecia, ottimi prezzi (il trattamento in Grecia è tre volte meno costoso che in paesi come il Regno Unito) e servizi altamente moderni, significa che è una delle destinazioni migliori di turismo medico, in generale, e di trattamento di FIV in particolare. Per esempio, un singolo ciclo di fecondazione in vitro con propri ovuli costa circa 3.000-3.500 euro, mentre la donazione di ovociti si aggira sui 5.000-6.000 euro, prezzi molto competitivi rispetto ad altre nazioni europee come Polonia, Repubblica Ceca e Ucraina. La durata del volo per arrivare in Grecia è breve e non esistono liste di attesa per i consulti, un vantaggio cruciale soprattutto per le donne anziane, poiché è stato dimostrato che la fertilità diminuisce con l’età. Praticamente non ci sono liste di attesa per il trattamento.
Il business della fecondazione assistita in Italia - FarWest 10/01/2025
Molte cliniche greche enfatizzano l'innovazione tecnologica. Ad esempio, il Laboratorio di embriologia di alcuni centri è costantemente dotato della tecnologia più sofisticata e avanzata. Sin dal 2012, alcune unità sono state tra le prime in Grecia e riconosciute a livello internazionale, ad aver installato il sistema di monitoraggio continuo degli embrioni mediante microscopio. È stata installata anche la seconda versione del nuovo programma avanzato di intelligenza artificiale. Sebbene l’IA non influisca in alcun modo sul progresso dello sviluppo degli ovociti fecondati, aiuta a ricavare ed esportare risultati che valutano la qualità e le dinamiche di ciascun embrione. Abbinata alla competenza degli embriologi esperti, la selezione dell’embrione o degli embrioni più adatti per il trasferimento o la crioconservazione, garantisce i più alti tassi di successo, in modo più rapido e sicuro.
Il Mercato della Donazione di Ovuli: Tra Motivazioni Economiche e Rischi per la Salute
Nonostante le donazioni dovrebbero avvenire per motivi altruistici, la realtà spesso devia da questo ideale. Lina e Violeta, i cui nomi sono di fantasia, rappresentano chiaramente questa deviazione, avendo entrambe deciso di donare per motivi economici. Nonostante questa pratica sia illegale, è largamente diffusa ed è il risultato di un mercato in cui la domanda supera di gran lunga l’offerta. Come per il sangue, i reni e altri organi, gli ovuli non si potrebbero vendere, ma per questa ragione, la legge greca indica che questi possano essere donati per ragioni altruistiche, in linea con le regole osservate a livello mondiale. Ogni volta che Lina ha donato i suoi ovuli ha ricevuto 1200 euro dalla clinica, di cui ne ha tenuti 1000 per sé e ne ha dati 200 alla donna che aveva organizzato la donazione.
Violeta, un’amica di Lina, non ha avuto un’esperienza facile. Ha deciso di donare i suoi ovuli per motivi economici, ma dopo il secondo ciclo di terapia ormonale, un fluido ha cominciato a riempire il suo stomaco e i polmoni - una complicazione rara e potenzialmente mortale legata all’iperstimolazione delle ovaie. “Non potevo respirare” ha affermato Violeta a BIRN, un'esperienza che la portò a concludere: “Ho pensato di morire.” Anche per Lina, quella che sembrava una buona idea quando aveva vent’anni, ora le appare di meno. “Non ne voglio più sapere di quella cosa”, ha concluso. Lina afferma di non aver ricevuto alcun tipo di informazione dalla clinica riguardo potenziali rischi ed effetti collaterali, mentre la donna mediatrice le ha spiegato tutto in anticipo.
Il rischio di gravi complicazioni per le donne che si sottopongono a tali trattamenti è sempre stato basso e lo sta diventando sempre di più. Le terapie ormonali sono sempre più sofisticate e su misura per ciascun individuo. Le cliniche compiono anche test regolari per far sì che le ovaie non siano a rischio di iperstimolazione, come è successo a Violeta. Tuttavia, “c’è la preoccupazione che ogni volta che una donatrice si sottopone a un’ulteriore procedura sia esposta a rischi”, dichiara Diane Tober, un’antropologa in ambito medico e professoressa presso l’Università della California a San Francisco, che ha compiuto ricerche nel settore della fertilità. Rimangono anche questioni aperte riguardo alla misura in cui la stimolazione artificiale per la produzione di ovuli, possa portare, nel tempo, alla riduzione della loro qualità, che potrebbe influire negativamente sulle possibilità della donna di concepire in seguito. Il fatto che non ci siano certezze riguardo alle conseguenze a lungo termine dei trattamenti sulla salute e sul materiale genetico delle donne costituisce una delle maggiori argomentazioni a favore di una maggiore regolamentazione delle donazioni di ovuli.

La domanda di ovuli è soddisfatta dalle donazioni di donne che mantengono l’anonimato, come Lina e Violeta. I siti web che promuovono la Grecia come meta per la fecondazione in vitro hanno fatto aumentare l’uso di maternità surrogata e la donazione di ovuli ed embrioni per donne single e coppie. La domanda internazionale ha aiutato la crescita del settore in Grecia, dominato da cliniche private e forza propulsiva del turismo medico nel paese, fonte di milioni di euro.
Un Quadro Normativo Lacunoso e la Sfida della Supervisione
Durante tutto il periodo di espansione, le cliniche greche hanno operato senza essere sottoposte a una reale supervisione. L’agenzia statale incaricata è rimasta a corto di risorse già a partire dalla sua creazione nel 2005 e per sei anni - precisamente dal 2008 al 2014 - di fatto non ha operato. “Le cliniche operano in uno stato di anarchia”, ha affermato Katerina Fountedaki, vicepresidente dell’allora smantellata Autorità nazionale per la procreazione assistita dal 2018 al 2020. Il primo consiglio d’amministrazione si è dimesso nel 2008, lamentando un mancato sostegno da parte dello stato. L’inchiesta ha dimostrato che le cliniche greche operano nel settore senza seguire la legge e senza nessun tipo di supervisione. Questo vuoto legislativo ha permesso che, spesso, le cliniche trattassero le donatrici in modo poco etico, al limite dello sfruttamento. Molte usano gli ovuli provenienti dalle stesse donatrici più delle volte di quanto non venga considerato salutare o etico. Alcune strutture non sono riuscite a garantire, in alcune occasioni, un consenso informato riguardo ad alcune pratiche invasive che non sono esenti da rischi.
BIRN ha individuato la presenza di violazioni in singole cliniche, ma risulta difficile capire quanto sia esteso questo fenomeno nel settore. È evidente come alcune cliniche agiscano nel rispetto delle leggi e dell’aspetto etico, mentre altre non lo facciano. Si è continuato ad operare nonostante un vuoto legislativo, quindi è impossibile capire quante cliniche stiano commettendo violazioni, anche perché non c’è un sistema di raccolta dati. “Le cliniche risultano colpevoli quando commettono delle violazioni”, ha affermato Vassilis Tarlatzis, pioniere nel campo della procreazione assistita in Grecia e primo vicepresidente dell’autorità nazionale dal 2006 al 2008. Tuttavia, ha affermato, alla fine è lo stato quello da condannare, visto che diversi governi che si sono susseguiti senza essere in grado di creare un ente regolatore e un registro centralizzato. “Tutto ciò mostra il dilettantismo dello stato”, ha dichiarato Tarlatzis a BIRN.
Un altro argomento a favore di una maggiore regolamentazione nel settore deriva dai potenziali rischi per la popolazione. La legge greca non stabilisce quante volte una donna possa affrontare alcuni trattamenti oppure quanti ovuli possano essere conservati e utilizzati per ogni processo; queste decisioni vengono lasciate alla discrezione di ogni clinica. In pratica, però, anche il rispetto dell’unico limite fissato dalla legge, ossia quello dei dieci bambini nati per donatrice, viene lasciato alla discrezione delle singole cliniche, per cui non esiste un meccanismo di supervisione efficace. Alcune cliniche, dato il mancato controllo dei loro registri, sono state in grado di stravolgere i limiti etici e di ignorare qualsiasi limite legale, allo scopo di perseguire il mero profitto. In assenza di un registro centralizzato, le cliniche hanno il compito molto difficile di rispettare la legge che limita il numero di bambini per donatrice. Gli impiegati più coscienziosi chiederanno alla possibile donatrice se ha donato in altre cliniche, ma la donna, incapace di stabilire quanti bambini sono nati dai suoi ovuli, provvederà a elencare le altre cliniche. In pratica, quindi, se una clinica è sottoposta a un’enorme domanda di ovuli non sarà portata a fare molte domande sul passato della donatrice. In caso contrario, per una serie di ragioni, la donatrice potrebbe anche decidere di non svelare tutte le procedure precedenti. “Non possiamo sapere se la donatrice sia andata anche da qualche altra parte”, ha affermato Christina, che lavora in una clinica rinomata nel paese, e che ha deciso di parlare a condizione che il suo nome reale non sia citato. “Il fatto che non tutto sia stato registrato può avvenire, ma non per forza per la volontà di nascondere qualcosa: ci può essere anche una mancanza di tempo, organizzazione, ecc.” Christina descrive un caso in cui una donna che aveva appena donato i suoi ovuli aveva già superato il numero permesso di nascite. I medici e i clienti erano furiosi perché questo materiale genetico andava distrutto per una questione etica. “Abbiamo buttato decine di ovuli”, ha affermato a BIRN. “È stato un disastro, non potete immaginare cosa è successo.” Lina non ha idea di quante cellule uovo possano essere state prese da lei nei cinque cicli di trattamento e nemmeno quante siano diventate effettivamente embrioni ed eventualmente bambini. La donna è stata rassicurata solamente sul fatto che le sue ovaie erano in grado di produrre ovuli. Gli esperti affermano che le ovaie possono produrre dalle 10 alle 40 cellule uovo per ciclo, il numero dipende da fattori quali il regime ormonale e le caratteristiche del donatore. Se possono essere fecondati in media 10 ovuli per ciclo, secondo una stima generosa, Lina potrebbe avere ben 50 figli biologici - una possibilità che non aveva considerato prima della sua conversazione con BIRN. “Davvero?” ha esclamato, sorridendo.

La Crescita del Settore e le Sue Ombre
Circa 200mila bambini nascono ogni anno in Europa grazie a procedure come la fecondazione in vitro. Partendo dal declino demografico nelle aree più ricche del globo, con sempre più persone che scelgono di dare vita ad una famiglia sempre più tardi, la riproduzione assistita appare come una soluzione tecnologica di fronte a un enigma socio-economico. La tecnologia, però, è ancora lontana dall’essere qualcosa di perfetto e molte cause delle difficoltà riproduttive di uomini e donne rimangono un mistero. Le alte possibilità di fallimento contribuiscono a una maggiore domanda di ovuli sani, che le cliniche greche cercano di soddisfare usando le stesse donatrici più spesso di quanto, in realtà, sia raccomandato.
La Grecia è uno dei paesi con i tassi di declino demografico in più rapida ascesa nel mondo. Nel 2005, il governo ha emanato una serie di leggi che cercano di ampliare l’accesso alla riproduzione assistita. Altre leggi incoraggiano il turismo medico come forma di reddito legata al settore della fertilità. La Chiesa ortodossa si è dimostrata contraria a questi provvedimenti per le sue posizioni più conservatrici sulla materia, ma è apparsa influenzata positivamente dal fatto che la fecondazione in vitro permetterebbe ai greci di avere famiglie più numerose. Negli anni successivi al 2008 il paese è stato colpito dalla crisi economica e da ondate migratorie, che hanno allargato la platea di donne disponibili a donare il loro materiale genetico per ragioni economiche.
Il dibattito etico sulla questione propone varie domande: una certa procedura può essere compiuta solamente se c’è una forte domanda? Se no, fino a dove si possono tracciare certi limiti? Fino a che punto i genitori dovrebbero essere in grado di prendere decisioni riguardo ai geni del loro figlio? Tutti hanno diritto ad avere un bambino? Differenti risposte a queste domande in diverse parti del mondo hanno creato un mercato internazionale sui trattamenti legati alla fertilità. L'ufficio stampa ha dichiarato che non era stato in grado di trovare qualcuno che potesse rispondere alle domande poste, evidenziando una difficoltà nella comunicazione e nella trasparenza istituzionale.
Il Ruolo e le Sfide dell'Autorità Nazionale per la Procreazione Medicalmente Assistita
In conformità alla legislazione europea, dal marzo 2014 in Grecia opera un’autorità indipendente per la FIVET. L’Autorità nazionale per la procreazione medicalmente assistita (EAIYA in greco) è un organismo nazionale che introduce e controlla il quadro scientifico, legale e morale in cui operano tutte le cliniche e le organizzazioni legate alla procreazione assistita. Questo quadro comune in cui operano le varie cliniche di fertilità e procreazione assistita garantisce alle donne e alle coppie che i servizi ottenuti siano affidabili e quindi degni di fiducia. Secondo il Decreto presidenziale, l’Autorità effettua controlli, dà suggerimenti, raccoglie dati e conserva registri di ogni singolo caso in relazione alla procreazione assistita e in generale mappa ed essenzialmente garantisce che le cliniche connesse operino correttamente. L’Autorità nazionale per la procreazione medicalmente assistita richiede per legge il possesso di certificazione secondo la norma EN ISO 15224:2012 per essere un’unità di fecondazione in vitro (IVFU) e Banca di crioconservazione (CB) autorizzate. Il Ministero della Salute greco è l'organo che controlla e ispeziona tutte le cliniche greche di fecondazione in vitro, con ispezioni che vengono effettuate senza preavviso per garantire che tutti gli standard siano rispettati.
Tuttavia, il caso di settembre 2019, quando le forze dell’ordine greche - supportate dall’Europol - hanno smantellato un gruppo criminale che gestiva un traffico di esseri umani, getta un’ombra su questo sistema. La gang non solo gestiva un traffico di vite umane, ma è accusata anche di aver guadagnato almeno mezzo milione di euro in un periodo di tre anni attraverso una serie di attività che miravano a soddisfare la domanda di bambini in Grecia. Secondo la polizia, parte degli affari criminali comprendeva pagare donne incinte provenienti dalla Bulgaria per viaggiare e raggiungere cliniche private in Grecia, dove i bambini nati sarebbero poi stati dati in adozione. Questo gruppo criminale avrebbe anche convinto varie donne a diventare madri surrogate e avrebbe arruolato giovani donne bulgare, russe e georgiane per donare i loro ovuli in Grecia. Sono state denunciate circa 70 persone tra cui un avvocato, un’ostetrica-ginecologa e impiegati di cliniche private di Atene e Salonicco. Nonostante il caso sia per ora un’anomalia, di sicuro questo gruppo criminale evidenzia le vulnerabilità sistemiche.

L'Auto-Presentazione delle Cliniche: Promesse di Etica e Successo
In un mercato così dinamico e complesso, le cliniche di fecondazione assistita si sforzano di presentarsi come baluardi di etica, innovazione e cura del paziente. Ad esempio, il team di IVF Athens Center, medici, embriologi, ostetriche e personale amministrativo, si pone al fianco di ogni persona che ripone in loro le speranze e le aspettative di avere un figlio e di creare una famiglia. A IVF Athens Center si ispirano all’empatia e alla sincerità. Riconoscono e si impegnano a seguire politiche e procedure che rispettano i diritti individuali di tutti i pazienti. Un trattamento personalizzato, vicino alle esigenze personali, riduce tutto lo stress che il trattamento FIVET può provocare. Il loro modello di assistenza integrata si basa su comunicazione, dedizione, trasparenza e rispetto, richiamando il motto di Ippocrate (460 a.C.). Credono che ogni paziente sia unica e meriti un protocollo di trattamento FIVET su misura.
Offrono un servizio 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, assicurando che la tempistica di eventi critici come il prelievo di ovociti o il trasferimento di embrioni possa avvenire quando è meglio per il paziente piuttosto che per il Centro. Tutti hanno accesso ai servizi e accolgono donne in età avanzata, coppie dello stesso sesso e donne single. Affermano di non spingere nessuno verso un trattamento di fecondazione in vitro (FIVET) se non è necessario, volendo conoscere il paziente e il problema della fertilità, e sottolineando: “Non siamo una fabbrica di fertilità e voi non siete considerate un numero!”. L’innovazione richiede qualità e misurazione dei risultati per accelerare il miglioramento. Sono all’avanguardia della tecnologia e partecipano a diversi protocolli di ricerca sulla FIVET. Non risparmiano alcuna spesa per quanto riguarda il loro laboratorio. Il fondamento di tutti gli approcci innovativi rimane per loro la qualità e la conformità agli standard nazionali ed europei. Il loro Centro è certificato con EN ISO 9001:2008 ed è presente nell’elenco delle unità di fecondazione in vitro (IVFU) e delle Banche di crioconservazione (CB) autorizzate, secondo l’Autorità nazionale per la procreazione medicalmente assistita. A IVF Athens Center credono che tutti debbano avere accesso a un aiuto in più per creare la propria famiglia, senza lo stress causato da difficoltà finanziarie o liste d’attesa. Offrono trattamenti FIVET di elevata qualità e a prezzi accessibili grazie al loro approccio integrato e standardizzato ai trattamenti, pur mantenendo standard di assistenza di alta qualità. Fornendo un’assistenza incentrata sul paziente 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno e tutte le potenziali opzioni di FIVET in un’unica sede, eliminano le risorse finanziarie e di altro tipo, offrendo un processo di FIVET senza stress. Programmano trattamenti durante i fine settimana e assistenza continua in qualsiasi fase, 24 ore su 24 per 365 giorni.
Similmente, la Clinica Mitosis evidenzia il suo accreditamento di qualità ISO 9001, che attesta la sua qualità e sicurezza. L'enfasi sulla qualità del trattamento, sui prezzi bassi e sul quadro giuridico liberale per le tecniche di riproduzione assistita è una costante nella presentazione di queste strutture. La maggior parte dei medici ha esperienza e parla correntemente l’inglese, facilitando la comunicazione con pazienti internazionali. Le percentuali di successo per in vitro in Grecia non devono essere presentate da nessuna parte, quindi non vi è alcuna verifica di questi risultati, un aspetto che le cliniche non menzionano nelle loro auto-promozioni, ma che è rilevante per una valutazione completa del settore. In sintesi, il settore della fecondazione assistita in Grecia offre sia grandi speranze che significative sfide etiche e regolamentari.
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