La lontra, scientificamente nota come Lutra lutra, è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidae, all'ordine Carnivora, alla classe Mammalia, subphylum Vertebrata, phylum Chordata e al regno Animalia. Questo affascinante animale è considerato semi-acquatico poiché si nutre in acqua ma nidifica in terra, rappresentando un esempio straordinario di evoluzione mirata alla sopravvivenza in ecosistemi complessi.
Adattamenti morfologici e vita semiacquatica
Il corpo della lontra riflette un adattamento a una vita semiacquatica: ha un lungo e sinuoso corpo terminante con una forte coda affusolata e zampe palmate. La testa larga e leggermente schiacciata è dotata di orecchie, occhi e narici posizionate in modo da consentire alle lontre di nuotare in superficie, sfruttando sempre udito, vista e olfatto. Sia le orecchie che le narici possono essere chiuse durante le immersioni, una protezione fondamentale per la caccia subacquea.
La pelliccia bruna è a doppio livello, con uno strato inferiore di peli fini che trattengono l’aria isolando il corpo e uno strato superiore di peli più lunghi. Mediante l’osservazione al microscopio elettronico, si è visto che sia i peli superiori che il sottopelo hanno alette, petali e scanalature che consentono ai peli adiacenti di rimanere attaccati, così da trattenere un filo d’aria e formare uno strato isolante tra la pelle e l’acqua. Le lontre, infatti, non presentano lo spesso strato isolante di grasso che si osserva nei Pinnipedi e nei Cetacei. La loro densa pelliccia presenta un numero pari a 1.000 peli al mm² che le protegge dall'acqua ed intrappola delle bolle d’aria che le isolano dal freddo.

Comportamento e abitudini quotidiane
La lontra non è una specie sociale e predilige una vita solitaria, sebbene si possano osservare gruppi familiari comprendenti una femmina, il maschio e i cuccioli. La vita solitaria fondamentalmente è abbandonata solo quando deve accoppiarsi o quando una femmina deve crescere i suoi piccoli, momento questo il più importante della vita sociale di una lontra.
Territoriale e di costumi prevalentemente notturni, è molto elusiva. Nell’ambito della zona delimitata da un maschio possono vivere una o più femmine. Il maschio adulto ricerca la femmina solo durante il periodo riproduttivo. Sul terreno non appare molto agile, muovendosi in modo goffo sulle corte zampe, mentre nell’acqua mostra una straordinaria abilità sia nel nuoto sia nell’immersione. Se è di fretta, per esempio durante un inseguimento, può nuotare molto velocemente: procede a forza di movimenti serpeggianti del corpo flessuoso e della coda. Può rimanere sott’acqua fino a 7-8 minuti e raggiungere la profondità di 9-15 m.
Le lontre, soprattutto giovani, sono straordinariamente giocherellone: utilizzano come scivolo le superfici fangose o ghiacciate per poi correre di nuovo in cima e ricominciare da capo. E' stato osservato che la lontra emette diversi tipi di suoni (dodici segnali vocali) usati per segnalare varie situazioni quali pericolo, gioia, disponibilità all'accoppiamento e rabbia. Comunicano anche fisicamente mediante la marcatura della vegetazione tramite il liquido secreto dalle ghiandole odorifere situate alla base della coda, che emanano un forte odore e comunicano i confini territoriali, l'identità e lo stato sessuale.
Habitat e alimentazione
La tipologia di habitat caratteristica di questa specie è varia e include diversi ecosistemi e zone climatiche: la sua presenza può essere riscontrata in acqua salata, anche se necessita sempre di acqua dolce per bere e lavare la pelliccia, in zone umide salmastre e d’acqua dolce, fiumi, zone costiere, fiordi, paludi, o canali. La lontra ha un territorio di caccia fisso e costruisce la sua tana lungo scarpate in riva all’acqua, spesso con l’ingresso sommerso. Quest’ultimo può estendersi fino a 30 km lungo le rive del fiume.
Nella maggior parte degli studi sulle lontre svolti in natura si è visto che la loro principale preda è il pesce. Altre prede possono includere rane, piccoli mammiferi, insetti, uova, crostacei e uccelli: in particolare, attaccano uccelli acquatici, sorprendendoli mentre nuotano. Le prede più piccole sono mangiate sulla superficie dell’acqua, trattenute abilmente con le zampe anteriori mentre nuota sulla schiena. Le prede di dimensioni maggiori, invece, vengono trascinate e consumate a riva. Le lontre hanno un alto tasso metabolico e un efficiente e rapido apparato digerente: il cibo può essere digerito in 1-4 ore e in natura si ritiene che esse consumino circa il 15% della loro massa corporea al giorno.
Lontre di fiume a caccia di pesci in natura: un incredibile documentario sui predatori d'acqua dolce
Riproduzione e ciclo vitale
Animali solitari, le lontre hanno solo una breve vita stagionale di coppia. Il corteggiamento, caratterizzato da lunghi fischi e vivaci giochi in acqua, ha luogo indicativamente a marzo, ma è possibile che avvengano accoppiamenti anche in altri periodi dell’anno. La femmina, dopo una gestazione di circa 9 settimane (mediamente 60-70 giorni), partorisce da 1 a 5 piccoli all’interno della tana morbida e imbottita. Alla nascita pesano 100-130 gr, sono ciechi e vengono allattati per circa 7-14 settimane. Successivamente inizia la fase di svezzamento e seguono la madre apprendendo le tecniche di caccia. Iniziano a nuotare a circa 3 mesi. Dopo circa 12 mesi dalla nascita si assiste allo scioglimento del gruppo familiare e per i giovani inizia la ricerca di un proprio territorio. Raggiungono la maturità sessuale intorno ai 2-3 anni.
Il ruolo ecologico: la lontra come specie ombrello
La lontra viene considerata un animale socialmente molto utile in quanto è un indice della salute dei corsi d'acqua e dei laghi nei quali vive; infatti, una sua eventuale scomparsa indica che quella zona è inquinata o che non sono più presenti popolazioni adeguate di pesci. L'impatto positivo della sua presenza è tangibile: quando l'uomo ha iniziato a depredare le popolazioni delle lontre, in poco tempo l'estuario dell'Elkhorn Slough è stato preso d'assalto dai granchi che, mangiando le radici della vegetazione nella palude salmastra, hanno favorito l'erosione. In siti con elevata densità di lontre i tassi di erosione erano inferiori del 69% rispetto a quelli con bassa densità.
La lontra gigante (Pteronura brasiliensis), una delle specie più a rischio di estinzione in Sud America, è considerata una specie ombrello per il suo ruolo chiave negli ecosistemi acquatici. Recenti nascite in cattività, come quelle presso il Bioparc Fuengirola, rappresentano pietre miliari nella conservazione, permettendo di studiare dinamiche familiari in cui il ruolo di entrambi i genitori è fondamentale: il maschio non solo protegge l'ambiente del nido, ma aiuta anche a tenere al caldo i piccoli, li trasporta se necessario e aiuta a pulire il rifugio.

Stato di conservazione e minacce antropiche
La Lontra è distribuita sia nella regione Paleartica sia in quella Orientale. È infatti presente in Europa, Marocco, Algeria, Tunisia e continente asiatico, con esclusione dei territori più settentrionali della Siberia e di gran parte della Penisola Arabica e Indiana. Tuttavia, nella gran parte delle regioni in cui era originariamente diffusa, compreso il Trentino, la lontra è ormai scomparsa. È una delle specie più minacciate d’Europa e la sua estinzione è ulteriormente accelerata dal livellamento dei fiumi, dall’inquinamento delle acque e in generale dalla distruzione dell’habitat.
Una delle maggiori minacce per la lontra è costituita dalle maree nere, agenti chimici quali mercurio, DDT, PCB e scarichi chimici di aree agricole. I prodotti chimici e i detersivi immessi nei fiumi con le acque di scarico distruggono lo strato di grasso della pelliccia della lontra, che si bagna così completamente e rischia di congelare. La crescita nel numero di allevamenti di pesce ha apportato inoltre ulteriori conflitti con l'uomo, che continua a praticare caccia e trappolaggio illegali; spesso si osservano anche accidentali annegamenti in reti da pesca e nasse.
A livello normativo, la Lontra è una specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa (Direttiva Habitat 92/43/CEE, all. IV), è rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna (all. II) e particolarmente protetta dalla legge nazionale italiana 11 febbraio 1992, n. 157. Nonostante queste tutele, il dibattito sulla gestione della fauna selvatica rimane acceso, specialmente in relazione al piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica (legge 29 dicembre 2022, n. 197), che ha sollevato dubbi sulla conformità con le direttive europee di tutela, portando associazioni ecologiste a interpellare la Commissione europea per garantire che i piani di abbattimento non mettano a rischio la biodiversità e le specie protette come la lontra.
Specie affini: la lontra dalle piccole unghie
La lontra dalle piccole unghie orientale, Aonyx cinerea, è la più piccola lontra del mondo. Vive nelle paludi di mangrovie e nelle aree paludose d'acqua dolce di Bangladesh, India meridionale, Cina, Indocina, Malaysia peninsulare e Filippine. A differenza delle altre specie ha degli artigli molto poco pronunciati e la palmatura è arretrata, donandole una capacità di presa maggiore. La sua alimentazione è costituita principalmente da crostacei e molluschi di cui rompe il carapace con la sua dentatura particolarmente forte e con l’aiuto di sassi. Ha sviluppato un metodo di caccia che sfrutta le rive basse e melmose: attraverso l’utilizzo delle vibrisse presenti sulle sue braccia e al senso del tatto altamente sviluppato, le immerge nell’acqua e le sfrutta per sentire il pesce.
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