Procreazione Medicalmente Assistita e Fecondazione Assistita: Comprendere le Differenze e le Metodiche

Nel vasto panorama della medicina riproduttiva, spesso ci si imbatte in termini che, pur essendo utilizzati quasi come sinonimi, nascondono sfumature tecniche e procedurali differenti. Conosciuta anche con la sigla PMA (acronimo di Procreazione Medicalmente Assistita), la fecondazione assistita è un insieme di tecniche mirate a favorire il concepimento in coppie in cui la possibilità di una gravidanza è nulla o estremamente bassa e per le quali non sono attuabili altre strategie. La Procreazione medicalmente assistita è finalizzata alla diagnosi e alla terapia dell’infertilità di coppia.

Sebbene i termini vengano spesso confusi, è fondamentale distinguere tra le diverse metodiche di intervento, che variano significativamente per complessità, invasività e indicazioni cliniche.

schema concettuale delle diverse tecniche di PMA

Il Percorso Diagnostico e il Primo Approccio

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in caso di mancato concepimento, si può ricorrere alla Procreazione assistita dopo almeno 12/24 mesi di rapporti liberi e non protetti. Il primo incontro tra il medico e le coppie è fondamentale per pianificare l’intero percorso del programma, comprendere quali sono le sue fasi, esaminare tutta la documentazione, pianificare i tempi e definire la necessità e le modalità di accesso ai trattamenti. È un momento importante: per questo è utile che siano presenti entrambi i partners ed è fondamentale portare con sé tutti gli accertamenti, le cartelle cliniche e se il caso, i documenti relativi ai trattamenti eseguiti in altra sede. La procreazione medica assistita comprende metodiche impegnative per la coppia sia dal punto di vista medico-biologico che psicologico.

Inseminazione Intrauterina (IUI): Tecniche di Primo Livello

L’inseminazione intrauterina è una metodica di primo livello nella quale gli spermatozoi del partner vengono selezionati ed inseriti direttamente in cavità uterina, al fine di favorire l’incontro con i gameti femminili (ovociti). È una procedura totalmente ambulatoriale. L’inseminazione intrauterina consiste nell’inserire gli spermatozoi direttamente all’interno dell’utero materno nei giorni prossimi alla ovulazione.

Il liquido seminale, una volta prelevato, viene opportunamente trattato in laboratorio con un procedimento chiamato capacitazione, in modo da selezionare gli spermatozoi più mobili e resistenti che vengono poi inseriti direttamente all’interno della cavità uterina (con l’ausilio di un tubicino di plastica e senza procurare alcun dolore). La fecondazione intrauterina è indicata per le coppie in cui non viene evidenziato alcun problema apparente (cosiddetto “fattore idiopatico”) e per quei casi in cui l’uomo ha lievi problematiche come oligozoospermia (numero di spermatozoi bassi) e/o astenozoospermia (motilità bassa).

grafico che illustra il processo di capacitazione spermatica

La IUI ha una procedura in cui il ciclo mestruale viene monitorato attentamente con ecografie e spesso l'ovulazione viene indotta attraverso farmaci. Se il ciclo di inseminazione intrauterina fallisce, la donna avrà la mestruazione circa 14 giorni dopo. Se la donna non ha la mestruazione dovrà effettuare un dosaggio plasmatico quantitativo dell’hCG che, se positivo, viene ripetuto 2 giorni dopo. Se il valore del secondo dosaggio plasmatico dell’hCG è almeno raddoppiato rispetto a quello del primo, si esegue un’ecografia pelvica con sonda vaginale bidimensionale 2-3 settimane dopo la IUI propriamente detta.

Fecondazione in Vitro (FIVET) e Tecniche Avanzate

Con il termine FIVET (fertilizzazione in vitro con embryo transfer) si indica la fecondazione in vitro, ossia la fusione dell’ovulo con lo spermatozoo effettuata in laboratorio con l’obiettivo di ottenere embrioni già fecondati da trasferire nell’utero materno. Si tratta di indurre la crescita di più follicoli mediante la somministrazione di farmaci (le gonadotropine) allo scopo di ottenere più ovociti maturi invece di uno come avviene naturalmente ogni mese.

La risposta alla terapia viene monitorata mediante vari prelievi di sangue ed ecografie transvaginali che consentono eventuali variazioni terapeutiche. Il prelievo ovocitario (pick-up) viene effettuato in anestesia generale senza necessità di intubazione. La procedura dura all’incirca una decina di minuti e il risveglio è immediato. Il numero degli ovociti prelevati non sempre corrisponde al numero dei follicoli e non sempre tutti gli ovociti prelevati sono maturi/idonei per la fecondazione.

21 Differenza tra FIVET e ICSI

L’ICSI (iniezione intracitoplasmatica) dello spermatozoo è una terapia evoluta per trattare l’infertilità maschile. La fecondazione FIVET con ICSI consiste nella micro-iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno della cellula uovo. La FIVET con ICSI è solitamente riservata ai casi in cui si teme che, con la fecondazione in vitro convenzionale, possano esserci problemi nell’ottenere la fecondazione. Con la fecondazione ICSI c’è inoltre un risparmio notevole di spermatozoi, in quanto ne basta solo uno per ogni ovocita.

Differenze chiave tra Inseminazione Artificiale e Fecondazione in Vitro

CaratteristicaInseminazione ArtificialeFecondazione in Vitro (FIVET)
Sede della fecondazioneIn vivo (dentro la donna)In vitro (in laboratorio)
InvasivitàBassa (nessun prelievo ovociti)Alta (intervento chirurgico)
ComplessitàSempliceComplessa
IndicazioniLieve infertilità, idiopaticaTube ostruite, grave fattore maschile

Nell’inseminazione artificiale, la fecondazione accade “in vivo”, all’interno del corpo della donna, concretamente nella tuba. Nella FIVET, la fecondazione accade “in Vitro”, all’esterno del corpo della donna, nel laboratorio. La stimolazione ovarica nell’inseminazione deve essere minima per evitare il rischio di gravidanze multiple. L’obiettivo della stimolazione ovarica nella FIVET è ottenere un numero adeguato di ovuli che possiamo quantificare tra 6 e 15.

Tecniche Correlate: GIFT, ZIFT e Crioconservazione

Esistono metodiche specifiche che si inseriscono nel percorso della PMA. La GIFT (Gamete Intra-Fallopian Transfer), per esempio, prevede l’introduzione dei gameti direttamente nella tuba. Grazie a una piccola incisione addominale (GIFT per via laparoscopica), si consente il raggiungimento della tuba. La ZIFT, invece, corrisponde al trasferimento intratubarico dei gameti, tranne per il fatto che prevede l’inserimento dello zigote, ovvero la cellula che si ottiene dopo l’incontro tra gameti.

La crioconservazione rappresenta un pilastro moderno della procreazione assistita. Le pazienti accettate nel programma di crioconservazione degli ovuli vengono sottoposte a induzione farmacologica di una ovulazione multipla. Al momento del loro utilizzo, che può avvenire anche dopo molti anni, gli ovociti crioconservati potranno essere inseminati mediante la tecnica di iniezione dello spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita (ICSI). Con la tecnica ICSI è possibile crioconservare sia gli ovociti che gli embrioni vitali in esubero per un ulteriore tentativo.

infografica sui processi di crioconservazione degli ovociti

Gestione della Gravidanza post-PMA

Per permettere alla donna di affrontare un ciclo di Procreazione medicalmente assistita in tutta serenità, è sempre consigliato dagli specialisti condurre una vita normale prima, durante e anche dopo il trattamento. Infatti, stare a letto giorni e giorni dopo il trattamento non ha alcun valore nell’instaurarsi o meno di una gravidanza.

La gravidanza ottenuta con la riproduzione assistita è identica a quella naturale. L’obiettivo è chiarire che, una volta avvenuto l’impianto dell’embrione, lo sviluppo della gravidanza segue lo stesso percorso, indipendentemente dal metodo con cui è iniziata. Il corpo materno reagisce allo stesso modo, i sintomi sono identici e il bambino si sviluppa senza alcuna differenza rispetto a una gravidanza ottenuta naturalmente.

La principale differenza tra una gravidanza naturale e una ottenuta tramite Procreazione Medicalmente Assistita riguarda esclusivamente le fasi iniziali del concepimento. Nel caso della fecondazione naturale, lo spermatozoo incontra l’ovocita all’interno del corpo della donna, mentre nei trattamenti di fertilità questo processo può avvenire con un supporto medico. I sintomi più comuni, come nausea, stanchezza, acidità di stomaco e sensibilità al seno, derivano dalle variazioni ormonali tipiche della gestazione e non dal modo in cui è avvenuto il concepimento.

Il Ruolo delle Strutture Specializzate

Da più di 25 anni, l'Ospedale Santa Maria sostiene le coppie nel desiderio più grande, quello di avere un figlio. Agli aspiranti genitori la struttura offre servizi creati intorno alle loro esigenze, assicurando personale altamente specializzato, tecnologie innovative ed ambienti confortevoli. L’Ospedale Santa Maria è stato uno dei primi Centri in Italia ad applicare la tecnica ICSI, effettuando dal 1991 ad oggi oltre 10.000 prelievi ovocitari, da cui sono state ottenute circa 2.500 gravidanze e altrettanti bambini nati.

Nella scelta del trattamento è importante essere guidati da un’equipe di professionisti che indicano quale tecnica è la più adeguata per ogni caso. La varietà di tecniche esistenti nell’ambito della procreazione assistita possono causare confusione. Due metodi conosciuti e che spesso sono oggetto di dubbi sono l’inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro. Nonostante l’inseminazione artificiale sia più economica della fecondazione in vitro, ognuna delle due tecniche ha le sue indicazioni specifiche e sarà la/lo specialista che ti indirizzerà verso la tecnica più adatta a te. Esistono dei rischi associati alla maggior parte dei trattamenti, tuttavia questi sono sempre meno frequenti grazie ai continui miglioramenti nell’ambito dell’assistenza personalizzata al paziente.

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