Eccellenze nella Procreazione Medicalmente Assistita: orientarsi tra i centri di eccellenza nel Sud Italia

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della medicina moderna, offrendo una speranza concreta a tutte quelle coppie che, nonostante il desiderio di genitorialità, incontrano ostacoli biologici nel concepimento naturale. Per infertilità si intende l’incapacità ad ottenere una gravidanza spontanea dopo almeno un anno di rapporti sessuali regolari non protetti. Le cause possono essere ricondotte all’uomo (ad esempio, anomalie di produzione e di escrezione degli spermatozoi), alla donna (ad esempio, disturbi ovulatori, patologie ovariche, difetti tubarici e cervicali) o a entrambi i partner. È importante sottolineare che, in circa il 15% delle coppie, l’origine dell’infertilità rimane sconosciuta. In questo panorama, il Sud Italia ha visto una crescita significativa in termini di offerta clinica, con centri che si distinguono per competenza tecnologica e approccio multidisciplinare.

mappa concettuale delle tappe della PMA

Comprendere la PMA: Tecniche e Livelli di Intervento

Per PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) si intende l’insieme delle metodiche che mirano a trovare un rimedio all’infertilità. Le prestazioni di procreazione medicalmente assistita comprendono tecniche di I livello, come l’inseminazione intrauterina (IUI), in cui il liquido seminale viene introdotto all'interno della cavità uterina, sia tecniche più complesse di II e III livello (tra cui FIVET e ICSI), dove l’incontro dei gameti si verifica all'esterno del corpo della donna e, solo dopo l’inseminazione dell’ovocita e l’eventuale fecondazione, l’embrione sviluppato viene trasferito in utero.

Le tecniche di II e III livello possono essere applicate in cicli definiti “a fresco", quando nella procedura si utilizzano sia ovociti sia embrioni non crioconservati, o altrimenti in cicli definiti “da scongelamento", quando nella procedura si utilizzano ovociti crioconservati oppure embrioni crioconservati. Una tecnica evoluta è rappresentata dalla PICSI (Phisiological ICSI), nata dal miglioramento del metodo ICSI: nella PICSI gli spermatozoi vengono specificamente scelti per la loro capacità di legare l’acido ialuronico, poiché gli spermatozoi competenti fecondano meglio l’ovulo e danno con molta più probabilità un embrione che porta ad una gravidanza.

Il Quadro Normativo e l'Accesso alle Cure

La Legge 40 del 2004 disciplina molti aspetti connessi alla PMA. Si tratta di una normativa molto articolata e complessa, che è stata nel tempo oggetto di diverse modifiche. L’accesso alle tecniche di PMA è consentito solo se l’infertilità non è risolvibile altrimenti. Nell’utilizzare le tecniche si deve seguire un principio di gradualità, scegliendo prima quelle meno invasive dal punto di vista tecnico e psicologico. Prima di iniziare un ciclo di PMA occorre dare il proprio consenso informato.

Modifiche alla legge hanno rimosso il divieto di produzione di più embrioni, così come l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti; inoltre, per le coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili è stato rimosso il divieto di diagnosi preimpianto. Infine, è stato eliminato il divieto di fecondazione eterologa, ovvero con donazione di gameti, al cui utilizzo in Italia ha dato il via libera la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014. La fecondazione eterologa (ovodonazione, donazione seme) è una soluzione per chi non può avere figli perché totalmente sterile o portatore di un grave difetto genetico; utilizza i gameti (spermatozoi, ovuli o embrioni) di un donatore esterno alla coppia.

L'Importanza della Scelta del Centro e le Eccellenze al Sud

Scegliere la struttura giusta non è facile e affidarsi al passaparola non basta. Perché i fattori che possono determinare un buon esito della procreazione medicalmente assistita sono molti. Ad esempio, la giovane età della donna, che ha più probabilità di avviare una gravidanza, o il minor lasso di tempo dedicato alla ricerca del bambino. È fondamentale consultare fonti affidabili, come i dati diffusi dal Registro Nazionale PMA dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Nel Sud Italia, strutture come il Centro Medico San Luca o la Casa di Cura Andrea Grimaldi rappresentano poli di eccellenza. Quest'ultima, situata a San Giorgio a Cremano, offre un servizio importante alla popolazione del territorio della Asl Napoli 3 e non solo, configurandosi come punto di riferimento a livello regionale. Allo stesso modo, il Centro PMA dell’Ospedale Santa Maria di Bari si è distinto per essere tra i centri in Italia che nel 2020 hanno effettuato un maggior numero di procedure IUI e per numero di cicli eseguiti, risultando ai primi posti anche per le procedure da scongelamento di ovociti.

Come funziona la Procreazione Medicalmente Assistita?

Gestione dei Pazienti e Supporto Emotivo

Quando i pazienti arrivano in clinica hanno tante domande e sono in attesa per le risposte giuste ed hanno grandi aspettative. Se non ottengono le risposte ed i risultati che vogliono subito, i loro livelli di ansia e stress schizzano in alto. Nei nostri percorsi, la partecipazione emotiva e l’attenzione alla persona fanno la differenza, perché la ricerca di una gravidanza può essere molto stressante. La prima fase è naturalmente di tipo valutativo: la coppia viene seguita dai medici del Centro di riferimento che, dopo un'accurata anamnesi delle condizioni di salute generale, età e situazione socio-familiare dei potenziali genitori, stabiliranno se e come procedere ai tentativi di ottenere un concepimento.

Un aspetto critico è la gestione di condizioni particolari, come la sieropositività. Chi sia affetto da HIV, HBV o HCV è in grado di trasmettere il virus ai propri figli, pertanto in caso di ricorso alle tecniche della PMA è necessario tener conto di questa importante criticità. In questi casi, si procede al "lavaggio" del seme per abbattere la carica virale, un trattamento necessario per ottenere un seme "pulito".

Considerazioni su Tempi e Performance

L’attività di PMA di II-III livello in Italia risulta essere maggiormente a carico del SSN. Tuttavia, l’esistenza sul territorio di differenze nell'accesso si deve al fatto che, nonostante tutte le prestazioni di PMA siano state inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) con il DPCM del 12 gennaio 2017, la loro applicazione dipende ancora oggi dall’organizzazione sanitaria regionale.

Per chi cerca una struttura, è bene ricordare il decalogo per scegliere bene:

  1. Verificare se il centro esegue la tecnica indicata per la problematica specifica.
  2. Controllare il livello della struttura (I, II o III livello).
  3. Valutare i tempi di attesa.
  4. Considerare l'età della donna e la capacità del centro di gestire gravidanze oltre i 34 anni.
  5. Verificare il numero di cicli effettuati all'anno.
  6. Valutare il regime di accesso (pubblico, privato convenzionato o privato).
  7. Accertarsi dell'adozione di tecniche di congelamento di ovociti ed embrioni (Fer o Fo).
  8. Considerare la vicinanza geografica.
  9. Verificare la capacità di trattare casi specifici, come le coppie siero-discordanti.
  10. Informarsi sulla disponibilità della fecondazione eterologa.

Prendersi cura della propria salute è il primo passo: l’infertilità dipende in ugual misura dall’uomo e dalla donna. Non fumare, evitare sostanze stupefacenti o anabolizzanti e prestare attenzione alle sostanze inquinanti (pesticidi, agenti chimici, radiazioni e campi elettromagnetici) sono azioni fondamentali per tutelare la propria fertilità in un percorso che, pur essendo complesso, offre oggi strumenti di successo che, in casi favorevoli, superano il 60% di probabilità di riuscita.

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