Per ottenere soddisfacenti risultati nella pratica dell’inseminazione strumentale è necessario conoscere, e ricordare sempre, quelli che sono i fattori che distinguono una buona prassi da una scorretta. In caso di monta naturale, il toro depone il suo eiaculato nel canale vaginale. Lo sperma risalirà verso le salpingi attraversando il canale endocervicale nel quale incontrerà il muco cervicale che, grazie alle sue proprietà fisico-chimiche, protegge gli organi più interni dell’apparato genitale dalle infezioni che potrebbero essere provocate dai patogeni presenti in ambiente esterno. Durante la pratica della FA (fecondazione artificiale) bypassiamo completamente questo passaggio, infatti la punta della pistolet viene guidata oltre la cervice all’interno del corpo dell’utero.

Igiene e gestione strumentale: la base della fertilità
Dal momento in cui la paillette viene estratta dal contenitore criogenico, questa non dovrà mai essere toccata in prossimità della saldatura superiore e del punto nella quale verrà tagliata (operazione da effettuare con gli appositi taglia-paillette o con delle forbici, affilate e disinfettate). Le guaine sono commercializzate in pacchi contenenti 50 unità ed è fondamentale non inquinare le altre nel momento dell’estrazione di una singola. Le pistolet che utilizziamo non sono di certo sterili ma è molto importante che vengano disinfettate dopo ogni utilizzo, procedendo dapprima con un lavaggio per rimuovere le tracce di sporcizia più grossolane e, successivamente, immergendole in soluzioni disinfettanti prima di risciacquarle ed asciugarle accuratamente. Andranno poi riposte in un luogo asciutto, pulito e sicuro.
Ogni strumento utilizzato per le pratiche di FA dovrebbe essere riposto all’interno di una cassetta apposita: questo ne garantisce l’igiene e facilita le operazioni. L’utilizzo della camicia sanitaria, che è sempre fortemente consigliata, evita che la punta della pistolet entri nel corpo dell’utero imbrattata. Tutti sappiamo quanto delicato sia il seme ma, nella pratica, ci si dimentica e capita di osservare manipolazioni sconvenienti, che immancabilmente portano ad una perdita di fertilità.
Il controllo della temperatura: l’importanza della faretra
Prima azione da effettuare dopo lo scongelamento è asciugare la paillette. Soprattutto in inverno, ma è una buona prassi da adottare sempre, è opportuno preriscaldare la punta della pistolet prima dell’alloggiamento della paillet. Dopo il montaggio della pistolet e fino all’inserimento della stessa nel canale vaginale occorre mantenere a temperatura ottimale il seme. A questo scopo in commercio sono presenti apposite faretre riscaldate o, al limite, possiamo inserire lo strumento all’interno dei nostri indumenti a contatto con la pelle, avendo premura di proteggere la punta con della carta o con un guanto per evitare possibili contaminazioni.
Una pratica borsa riscaldata per mantenere le pistolet per la fecondazione alla temperatura idonea all’inseminazione è uno strumento efficace e semplice da utilizzare, che permette di gestire il seme nel modo migliore. Dopo l’inserimento della pistolet nel canale vaginale sarà di grande importanza non estrarla fino alla fine dell’operazione, sia per mantenere a temperatura il seme che per evitare un ulteriore ingresso di sporcizia: torniamo dunque ad elementi di carattere igienico-sanitario.
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Evoluzione delle attrezzature e tecnica di manovra
Negli anni la tecnica base della F.A. non ha avuto grandi evoluzioni, le attrezzature sono state perfezionate e si sono adottati più efficienti mestrui diluitori per il materiale seminale. Uno strumento ancora oggi in uso è la pistolette (o siringa), della lunghezza di 45 cm, costruita in acciaio e costituita da un corpo tubolare, terminante con un rilievo conico, da un pistone e da una rondella di materiale plastico per il fissaggio delle guaine. Recentemente sono stati prodotti nuovi modelli di pistolette sprovviste di rondella, che assicurano il bloccaggio della guaina per avvitamento su un rilievo a spirale: queste risultano più pratiche ed eliminano l’inconveniente della perdita della rondella.
Il successo dell’inseminazione artificiale dipende in larga misura dalla capacità di far passare la pistolette attraverso la cervice e depositare il materiale seminale nel punto più idoneo. Prima di inserire la mano nel retto della bovina, occorre assicurarsi che le unghie siano corte e mettersi sempre i guanti fino alla spalla. I polpastrelli fanno da sensori dentro la vacca, perciò le unghie corte sono più sicure. Mentre si lavora occorre assumere un atteggiamento rilassato, appoggiandosi alla vacca e lasciando che sia lei a guidare.
Ostacoli anatomici e deposizione del seme
Quando la pistolet si avvicina alla cervice, si deve porre il pollice, l’indice e il medio sull’estremità caudale della cervice che si raccorda con la vagina, mentre il resto della mano serve da imbuto per guidare la pistolet verso l’apertura del canale cervicale. Un altro ostacolo alla penetrazione è determinato dalla presenza del fornice cervicale, o sacca cieca. L’apertura cervicale risulta più facilmente penetrabile quando l’animale è in calore.
Se la bovina fosse gravida, il tappo mucoso che si forma all’interno della cervice tende a frenare la penetrazione della pistolette e si ha la sensazione di dover penetrare in qualcosa di gommoso. A volte la cervice si curva invece di estendersi diritta in avanti; il problema si risolve facilmente alzando l’estremità anteriore della cervice permettendo così alla pistolet di procedere. Per fermare la pistolette sul punto giusto, mettere il dito indice sul limite anteriore della cervice. Togliendo il dito bisogna far avanzare la pistolette per circa mezzo centimetro, quindi con lentezza si deposita il materiale seminale. Evitare di fare avanzare la pistolette nell’utero della vacca perché si potrebbe graffiare la delicata mucosa di cui è rivestito internamente, provocando danni e infezioni.
Benessere animale e gestione dello stress
Non è facile definire in maniera perfettamente calzante il termine stress, ma potremmo semplificare il concetto riferendoci ad esso come ad una sindrome di adattamento a sollecitazioni di tipo acuto o cronico. L’asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPG), che regola il ciclo estrale, è strettamente legato a quello Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA), che regola la secrezione di cortisolo in risposta allo stress. Con l’attivazione dei meccanismi “combatti o fuggi” del sistema simpatico è evidente che la riproduzione diviene un processo di secondaria importanza per l’organismo.
Inoltre, la paura induce l’animale a mangiare di meno, andando incontro ad eventuale deficit energetico. È dunque di fondamentale importanza che le bovine si trovino in perfetta condizione di benessere: la movimentazione del bestiame e il suo contenimento dovranno pertanto essere approcciati in maniera “gentile”, andando anche ad evitare pratiche ai quali gli animali non sono abituati.

Strategie riproduttive e visione d'insieme
L’inseminazione artificiale non è solo un trucco tecnologico, ma una strategia che rivoluziona genetica, salute e redditività degli allevamenti. Per massimizzare la produzione di latte e di carne, si è ricorsi a questa tecnica, che permette di introdurre geni di alta qualità senza spostare fisicamente gli animali, riducendo sia i rischi sanitari che i costi logistici. Oltre agli aspetti produttivi, la fecondazione artificiale ha un ruolo fondamentale nella conservazione genetica delle razze rare o minacciate.
Le tre principali variabili che determinano la lunghezza dell’intervallo parto-concepimento sono: la durata del periodo di attesa volontario (VWP), l’efficienza di rilevazione degli estri (HDR) e il tasso di concepimento (CR). Negli Stati Uniti è stato calcolato che il danno derivante da una erronea e/o insufficiente rilevazione dei calori ammonti annualmente a 300 milioni di dollari. Non deve quindi stupire che tutte le condizioni produttive (elevata produzione di latte, bilancio energetico negativo) e le patologie (infezioni uterine, zoppie) in grado di interferire con la funzionalità ovarica siano in antagonismo con il grado di espressione del calore.
Diagnostica precoce e monitoraggio della mandria
La moderna tecnologia mette a disposizione strumenti di campo che consentono di ottimizzare la gestione. Un esempio è il test IDEXX Rapid Visual Pregnancy, che rileva le glicoproteine precoci associate alla gravidanza (PAG) nel sangue già 28 giorni dopo la fecondazione. Il test, di rapida esecuzione (15-20 minuti), permette di identificare le vacche vuote con alta attendibilità, riducendo i costi e risparmiando tempo.
Accanto ai test diagnostici, si sono sviluppate moderne tecnologie per ottimizzare la rilevazione dell’estro: oltre agli ormai collaudati podometri e attivometri, si sono aggiunti rilevatori dell’attività ruminale connessa con lo stato di calore e test diagnostici della presenza del progesterone nel latte. Rimane tuttavia il fatto che ogni singola stalla fa storia a sé e sono la passione, la sensibilità e la competenza dell’allevatore a determinare il miglior compromesso in base ai risultati ottenuti in termini di tasso di inseminazione e di concepimento.

Il futuro della zootecnia è sempre più legato al concetto di sostenibilità, che integra in una sola parola produttività, benessere animale e tutela ambientale. Tecniche come la fecondazione artificiale, la selezione genetica mirata e l’ottimizzazione dei processi produttivi possono di fatto contribuire a mandrie più efficienti e resilienti, riducendo gli sprechi e l’impatto ecologico, pur mantenendo l’attenzione a sistemi estensivi e a filiere che valorizzano la biodiversità e le razze locali.
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