Eva Crosetta emerge nel panorama mediatico italiano come una figura poliedrica, capace di navigare tra il giornalismo, la conduzione televisiva e un profondo impegno personale e spirituale. Conosciuta per il suo stile diretto e la sua capacità di affrontare temi complessi, è una presentatrice che ha saputo conquistarsi l'attenzione del pubblico e l'apprezzamento di direttori di rete. La sua traiettoria professionale si intreccia con un percorso di vita che l'ha portata a esplorare la fede e a confrontarsi con le grandi questioni sociali del nostro tempo, mantenendo sempre una prospettiva autentica e, a tratti, sorprendentemente sfumata.
Eva Crosetta: La Data di Nascita e le Radici Venete di una Carriera in Ascesa
Molte sono state le speculazioni e le incertezze pubbliche riguardo alla data di nascita precisa di Eva Crosetta, un dettaglio che la conduttrice ha a lungo mantenuto riservato. Tuttavia, grazie a dichiarazioni dirette e a un libro che ha contribuito a svelare aspetti intimi della sua vita, è possibile ora affermare con chiarezza questo dato. Eva Crosetta è nata a Castelfranco Veneto (TV) il 29 agosto 1976. Questa informazione, emersa in contesti come la pubblicazione del suo libro, ha permesso di delineare con maggiore precisione il suo profilo biografico.
Originaria di Castelfranco Veneto, una località ricca di storia e cultura nella regione veneta, Eva Crosetta ha nutrito sin da piccola un sogno ambizioso: quello di diventare giornalista. Questa aspirazione non era un capriccio passeggero, ma un obiettivo ben chiaro in mente, che ha guidato il suo percorso di studi. Laureata in Giurisprudenza, ha dimostrato che la sua formazione accademica è servita da solida base per raggiungere molti dei suoi sogni professionali. Sebbene la sua città natale sia rimasta un punto fermo delle sue origini, per motivi di lavoro la Crosetta ha deciso di lasciare Castelfranco Veneto per trasferirsi a Roma, dove risiede e lavora da diverso tempo, divenendo una "romana d’adozione" profondamente innamorata della Capitale. Questa transizione ha segnato non solo un cambiamento geografico, ma anche l'inizio di una carriera televisiva che l'avrebbe portata a confrontarsi con pubblici e tematiche di rilevanza nazionale. Fin da piccola ha sempre sognato di diventare un giorno una giornalista, e il suo impegno e la sua determinazione l'hanno condotta a realizzare questa ambizione, pur avendo sempre avuto un "piano B", come ha raccontato anche in un’intervista a Vanity Fair.

Dalla Televisione via Satellite al Servizio Pubblico: Le Tappe della Carriera di Eva Crosetta
La carriera televisiva di Eva Crosetta è un esempio di versatilità e progressione costante, partendo da esperienze significative nella televisione via satellite per poi approdare al servizio pubblico. La conduttrice ha iniziato la sua gavetta "dal basso", imparando i meccanismi del mondo della televisione in un modo che definisce "una grande palestra". Questo approccio le ha permesso di acquisire un'ampia gamma di competenze e di costruire una solida base professionale.
Per diverso tempo, Eva Crosetta è stata al timone di programmi di successo come "L’ora della salute", inizialmente in onda su La7 e successivamente su Rai 2. Questo programma, incentrato sull'approfondimento di tematiche legate al benessere e alla medicina, ha dimostrato la sua capacità di condurre trasmissioni informative e di servizio pubblico. La Crosetta, inoltre, ha condotto anche un programma su Sky, "Donne a cavallo", un'esperienza che curiosamente ha affrontato pur avendo ammesso di non essere mai salita su uno di questi animali, perché si considerava "troppo alta" per quell'attività. Questa rivelazione sottolinea il suo spirito autoironico e la sua predisposizione ad affrontare nuove sfide professionali, anche al di fuori della sua zona di comfort. Il suo nome ha raggiunto la fama quando ha iniziato a lavorare come conduttrice di Sky, facendola conoscere a un pubblico più ampio.
Il passaggio da Sky alla Rai ha rappresentato una svolta significativa nella sua carriera. Dopo aver lasciato Sky, la giornalista ha firmato un contratto con la Rai, voluta proprio dal neodirettore Carlo Freccero. Questa scelta, frutto della stima professionale, l'ha portata a condurre il programma di approfondimento religioso "Sulla via di Damasco" su Rai 2. Il neodirettore Carlo Freccero le ha dato un consiglio che Eva ha sempre tenuto a mente: "Punta sulla realtà, cerca di arrivare anche ai non credenti". Questo orientamento ha guidato la sua conduzione, cercando di rendere accessibili e rilevanti temi di fede e spiritualità anche per un pubblico più ampio e diversificato.
Il programma "Sulla via di Damasco" ha una storia consolidata all'interno della Rai. Nato nel 2002-2003 sulle ceneri dei precedenti "Prossimo tuo", "Millennium" e "Terzo Millennio", ha avuto per le prime due stagioni il formato del reportage monografico, con una durata variabile dai 30 ai 50 minuti. Ponendosi come trasmissione di approfondimento culturale e spirituale, ha realizzato servizi sia in Italia che all'estero, esplorando diverse realtà religiose e sociali. Dal 2004, il format si è evoluto, diventando una trasmissione in studio arricchita da filmati e interventi di ospiti, mantenendo la sua vocazione all'approfondimento.
Il programma è stato ideato e condotto fino al 5 gennaio 2019 dal vescovo Giovanni D'Ercole. Egli, insieme a Vito Sidoti e Roberto Milone (quest'ultimo fino al 2013), ne è stato l'autore principale. D'Ercole nel 2019 ha passato il testimone alla conduttrice Eva Crosetta, segnando un nuovo capitolo nella storia della trasmissione. Attualmente, il programma è a cura di Annarita Trimarchi e il produttore esecutivo è Anna Santopadre. La squadra autoriale che collabora con Vito Sidoti include anche Domitia Caramazza ed Emiliano Fiore, mentre i registi che contribuiscono alla realizzazione sono Marina Gambini, Raffaele Genovese, Alessandro Rosati, Paola Vannelli e Maria Cristina Buttà. Eva Crosetta conduce il programma da 4 anni, raccontando approfondimenti sulla variegata realtà ecumenica, umana e sociale, con una particolare attenzione al volontariato sul territorio non solo italiano.
Un Percorso di Fede e Impegno Sociale: Dal Congo a "Sulla via di Damasco"
La fede è un pilastro centrale nella vita di Eva Crosetta e un elemento distintivo della sua figura pubblica, specialmente da quando conduce "Sulla via di Damasco", un programma in cui viene trattato in particolar modo il Cattolicesimo. Eva è una persona credente e va a messa tutte le domeniche, riflettendo un'educazione cattolica che fa parte della sua vita sin da quando era bambina. Tuttavia, la sua è una fede vissuta con pragmatismo e senza eccessi. Precisa di non essere "una bacia banchi" e che la fede, seppur non debba essere nascosta, nemmeno va "sbandierata". Questa posizione si traduce in una critica verso chi vive la religione in modo troppo zelante, rischiando di perdere credibilità. Un esempio di questa mentalità lo ha espresso a Verona, riferendosi a una signora con una statua della Madonna fuori dal Congresso: "Ecco, non bisogna essere troppo invasati, altrimenti si perde di credibilità".
La sua riscoperta e approfondimento della fede ha radici profonde in un'esperienza trasformativa vissuta in Africa. Eva Crosetta ha trovato la fede in Congo, durante una missione di volontariato. Questa opportunità le si presentò in modo inaspettato, invitata da un prete appena conosciuto: "Mi piaceva il suo modo di parlare di Dio, piuttosto concreto". Questa affinità l'ha spinta ad accettare il suo invito e a partire per l’Africa, un'esperienza che le avrebbe cambiato la vita. In Congo, precisamente a Kinshasa e nella periferia di Masina III, Eva ha insegnato francese ai bambini. L'incontro con don Matteo Galloni, fondatore insieme a Francesca Termanini della Comunità Amore e Libertà, che dal 1988 accoglie bambini e ragazzi soli in Italia e a Kinshasa, è stato un momento cruciale, una vera e propria "Dio-incidenza". Dopo quell’esperienza, Eva ha ricominciato a praticare la sua fede con rinnovata consapevolezza.
Eva Crosetta al Memoria Festival di Mirandola: "Il Congo non è un luogo povero, è stato impoverito"
Il suo viaggio di conversione e fede, insieme alle esperienze nella missione di Kinshasa, è il cuore del suo libro intitolato "Che colpa ne ho se sono nato in Congo all’ombra di un mango?", pubblicato da Rizzoli. Questo diario di viaggio è descritto come pieno di "delicata ironia, di riconoscenza e di grazia". Attraverso le sue pagine, Eva Crosetta ci accompagna a scoprire il suo percorso spirituale, narrando scene quotidiane a volte commoventi, a volte dure e al limite della crudeltà. Tra le persone incontrate e descritte nel libro, figurano Mbui, un ragazzo sordomuto con la stoffa dell’attore, il grintoso Giovannino, sempre pronto a farsi valere nonostante la giovanissima età, Alessandra, la “maman” degli ospiti di Kinshasa, e Gabriella, che dopo la prima volta in Congo è rimasta a Masina III, dove ha conosciuto lo splendido bambino che oggi è suo figlio. È un libro sincero e ricco di umanità, che permette di sentire, da chi l’ha provato davvero, il potere trasformativo della misericordia di Dio. Per Eva, il desiderio di scrivere questi racconti sul suo soggiorno africano è forte, e vuole portarli a termine, sentendo che vale la pena arrivare alla conclusione e che sono storie "che vanno lette".
Oltre all'esperienza in Congo, Eva Crosetta ha avuto modo di vivere altre intense esperienze di fede come inviata per "Sulla via di Damasco". Tra queste, un viaggio a Lourdes, un luogo simbolo di speranza e spiritualità. A Lourdes, ha avuto la possibilità di toccare con mano la sofferenza di persone affette da patologie e malattie, ma anche la loro incrollabile speranza. L'esperienza di essere immersa nell'acqua, seppur con un iniziale scetticismo ("Ero lì, vestita con una tunica, in fila con i malati, e mi chiedevo «Ma io che cosa faccio qui, nella vasca, nell’acqua?»"), si è rivelata profondamente toccante. Per lei, quell'immersione è stata un momento catartico, "mi è venuto da piangere, un pianto liberatorio". Questa esperienza le ha insegnato che ci sono cose che non si riescono ad attribuire un nome, e che la fede non è sempre razionalizzabile, ma piuttosto un qualcosa che "ci vede o ci coglie quello che vuole vedere", o che semplicemente "ti arriva per grazia ricevuta".
L'impegno di Eva Crosetta non si ferma alla narrazione televisiva o alla scrittura; si manifesta anche in una profonda convinzione che in tempi di guerra e incertezza, "c’è bisogno di aggrapparsi ad un qualcosa di forte". Questo "qualcosa di forte" è la fede, che offre un ancoraggio e un senso di direzione. Un tema ricorrente che ha riscontrato fra tutte le persone, credenti e non, è "il desiderio di essere amati". Questa è una verità universale: "noi come uomini abbiamo il desiderio di essere amati. Se ci sono delle persone che ci amano, per noi, è tanta roba, come si suole dire". Tuttavia, Eva ricorda anche che questo amore porta con sé dei doveri, sottolineando un senso di responsabilità personale e comunitaria.
Eva Crosetta al Congresso delle Famiglie di Verona: Una Voce Sfumata in un Contesto Controverso
Nel 2019, Eva Crosetta ha ricoperto un ruolo di grande visibilità e, per certi versi, controverso: è stata scelta come madrina del Congresso delle Famiglie, l’evento durato tre giorni nella città di Verona. Sebbene i giornali l'avessero rinominata la «dea della famiglia» e «la madrina del congresso», lei ha preferito definirsi semplicemente una presentatrice, sottolineando la sua funzione di conduttrice della tre giorni che si teneva a Verona. La sua presenza al congresso ha suscitato grande interesse, data la natura polarizzante dell'evento.
All'interno del Congresso, Eva Crosetta ha mostrato una posizione articolata e non univoca rispetto a tutte le tematiche affrontate. Ha dichiarato apertamente di essere d’accordo con alcuni dei temi centrali del Congresso, come il sostegno alle famiglie e la lotta al cosiddetto "progetto gender", su cui si è espressa "totalmente" favorevole. Tuttavia, su altri aspetti, ha preferito conservare le sue "sfumature di grigio", una posizione che l'ha distinta da altre figure più allineate alla linea conservatrice dell'evento.
Queste "sfumature di grigio" si sono manifestate in particolare su due temi sensibili: l'aborto terapeutico e le unioni civili. Eva Crosetta ha affermato di essere "a favore dell’aborto terapeutico" e "delle unioni civili". Non solo, ma ha spinto ulteriormente la sua posizione dichiarando: "Di più: affiderei volentieri i bambini chiusi negli orfanotrofi alle coppie omosessuali". Questa apertura verso le unioni civili e l'adozione da parte di coppie omosessuali ha rappresentato un punto di vista più progressista rispetto alla retorica dominante del Congresso, evidenziando una complessa interazione tra le sue convinzioni personali e il contesto dell'evento.

Sul palco, Eva ha accolto quelli che ha definito i «leader coraggiosi» come Matteo Salvini e Lorenzo Fontana, venuti a parlare nella seconda delle tre giornate veronesi, quella più politica. La presenza di queste figure politiche di spicco ha ulteriormente accentuato il dibattito attorno al Congresso. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è arrivato a piedi nel centralissimo Palazzo della Gran Guardia, accolto da alcuni «Vergogna» ma da molti più «Tieni duro», a testimonianza della polarizzazione dell'opinione pubblica.
A poche centinaia di metri dal luogo del Congresso, a Verona, si svolgeva un'imponente contromanifestazione. Circa 20 mila manifestanti hanno sfilato in corteo contro il Congresso e «per una Verona trans-femminista». Tra loro c’erano coppie di ogni tipo e anche famiglie definite «tradizionali», quasi tutti con un dettaglio fucsia dipinto sul volto. Il colore ufficiale della contromanifestazione era stato scelto dalle femministe di Non una di meno, come simbolo «da contrapporre al nero di chi vuole una società patriarcale». La vivacità del dibattito a Verona è stata ulteriormente alimentata da vari temi correlati che sono emersi in quel periodo. Tra questi, si ricordano la discussione sul Ddl Pillon e le proteste contro la riforma dell'affido, la questione dell'aborto in Italia e le mozioni anti-aborto votate a Verona, con reazioni come quella di Emma Bonino che parlava di «Nostalgia reazionaria». Il congresso è stato anche l'occasione per dibattere sulle campagne di disinformazione riguardo all'aborto e per riflettere sulle vittorie delle donne polacche contro leggi anti-aborto. L'evento ha visto la partecipazione e il richiamo a figure come Sammy Basso, il ragazzo affetto da progeria, e il calciatore Nicola Legrottaglie, che ha raccontato il suo incontro con Dio. Non sono mancati i momenti di dibattito accesi, come quello sul "gadget" shock del feto di plastica, o le parole di Gandolfini che definiva l'aborto "l'omicidio di un bambino". Tutto ciò ha contribuito a un contesto di discussione molto ampio e intenso, in cui Eva Crosetta ha saputo mantenere una sua identità e una sua voce, pur all'interno di un evento tanto divisivo.
Vita Privata e Passioni: Tra Roma, Sport e Scrittura
Nonostante la sua presenza costante nel mondo della televisione, Eva Crosetta è sempre stata molto riservata riguardo alla sua vita privata. Parla apertamente del suo lavoro, dei suoi obiettivi professionali e della sua fede, ma di altri aspetti della sua vita, in particolare quelli sentimentali, non ha mai voluto parlare in dettaglio. Per questo motivo, "non sappiamo" se Eva Crosetta sia sposata o fidanzata, dato che la conduttrice ha deciso di non condividere alcune informazioni sui propri social o in interviste pubbliche. Questa scelta riflette un desiderio di proteggere la propria sfera personale, mantenendo un confine netto tra il personaggio pubblico e la donna Eva.
Tuttavia, alcuni aspetti delle sue passioni e dei suoi interessi emergono chiaramente. Eva Crosetta ha sempre amato lo sport e, infatti, ad oggi gioca a tennis, un'attività che le permette di mantenere la forma fisica e di sfogare le energie. Da piccola, invece, praticava nuoto, dimostrando un'attitudine per l'attività fisica sin dall'infanzia. La sua passione per il benessere si estende anche a pratiche più insolite ma efficaci, come l'immersione in acqua fredda. Afferma: "ci immergo almeno un’ora al giorno, quando posso", riconoscendo che "l’aria, è fondamentale e vitale" per la tonicità del corpo e della mente. Questo dimostra una disciplina e una ricerca di equilibrio che si estendono oltre la sua professione.

Il suo legame con Roma è un altro elemento significativo della sua vita. Per motivi di lavoro, la Crosetta ha deciso di trasferirsi nella Capitale, la città che considera la sua "romana d’adozione" e di cui è molto innamorata. Eva descrive Roma come una città che ama profondamente, trovando in essa "una bellezza sempre sorprendente". Tra i suoi luoghi preferiti a Roma ci sono il Giardino degli Aranci, che la conduttrice trova incantevole, il Giardino di Villa Bonaventura al Palatino, un luogo che, pur essendo in mezzo al verde, si trova "a due passi dal Colosseo", e il Monte Mario, che definisce "il punto più alto di Roma", dal quale può dominare la città dall'alto. Questa affinità con Monte Mario forse non è un caso, in quanto le ricorda le sue origini venete. La città, per Eva, è "sempre in grado di sorprenderti", una scoperta continua.
Nonostante l'amore per Roma, Eva Crosetta non manca di esprimere preoccupazioni per alcune problematiche che affliggono la Capitale, in particolare la gestione dei rifiuti. Quando osserva lo stato della città, si sente "un po’ perplessa" e si chiede cosa sia cambiato riguardo alle promesse elettorali sulla pulizia. Ha ammesso che le "piange il cuore vedendola così sporca", imputando gran parte del problema all'"inciviltà dei suoi abitanti", che abbandonano i rifiuti ovunque. Un aneddoto che racconta riguarda un autobus che non riusciva a girare a causa di un'auto abbandonata in mezzo alla strada, rendendo necessario alzare e spostare la vettura. Questo episodio sottolinea la sua sensibilità verso la "comune e civile convivenza" e il rispetto per lo spazio pubblico.
Oltre al suo impegno televisivo e alle sue passioni sportive, Eva Crosetta coltiva anche un interesse per la scrittura. Ama scrivere e ha il desiderio di completare "dei racconti sul mio soggiorno africano". Questo progetto letterario è un'ulteriore espressione della sua esperienza in Congo e della sua vocazione a condividere storie di vita e di fede. "La mia carriera televisiva è iniziata nella TV di Stato" è una frase che riassume un percorso che l'ha portata a essere una voce riconoscibile e apprezzata nel panorama mediatico, mantenendo sempre un forte legame con le proprie radici e le proprie convinzioni.