Europa: Culla di Civiltà e Futuro tra Storia e Innovazione Culturale

L'Europa, un continente ricco di storia e cultura, ha sempre avuto un ruolo centrale nello sviluppo della civiltà umana. Dalle antiche civiltà greca e romana, attraverso il Medioevo, il Rinascimento e l'era moderna, fino ai giorni nostri, l'Europa ha contribuito in modo significativo alla scienza, all'arte, alla filosofia e alla politica. L'Europa è stata la culla di alcune delle civiltà più influenti della storia, tra cui l'antica Grecia e l'Impero Romano. La Grecia antica ha gettato le basi della filosofia occidentale, della scienza, della democrazia e delle arti. Platone, Aristotele, Socrate e altri pensatori greci hanno influenzato profondamente il pensiero occidentale. L'Impero Romano, d'altro canto, ha contribuito in modo significativo all'organizzazione politica, al diritto e all'ingegneria.

Il Medioevo europeo è stato un periodo di grande trasformazione, caratterizzato dall'ascesa del cristianesimo, dal feudalesimo e dalle crociate. Durante questo periodo, le università medievali sono emerse come centri di apprendimento e conoscenza, preparando il terreno per il Rinascimento. Il Rinascimento, iniziato in Italia nel XIV secolo, è stato un periodo di rinascita culturale e artistica. Artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello hanno creato opere d'arte che ancora oggi vengono ammirate. Questo periodo ha visto anche una rinascita delle scienze e delle lettere, con figure come Galileo Galilei e Niccolò Machiavelli che hanno lasciato un'impronta indelebile.

Mappa storica dell'espansione delle civiltà nel bacino del Mediterraneo

Dalla Rivoluzione Industriale al periodo delle grandi esplorazioni, l'Europa ha continuato a essere un centro di innovazione e progresso. La Rivoluzione Francese e le guerre napoleoniche hanno rimodellato il panorama politico del continente, gettando le basi per l'Europa moderna. Oggi, l'Europa è caratterizzata dall'Unione Europea (UE), una delle più grandi e ambiziose esperienze di integrazione politica ed economica nella storia. Fondata con il Trattato di Maastricht nel 1992, l'UE ha ampliato il suo raggio d'azione oltre il semplice mercato comune, includendo politiche comuni in settori come l'ambiente, la sicurezza e la giustizia.

Il mistero delle radici: Il megalitismo europeo

Molto prima che l’Europa venisse modellata dall’Impero Romano o dai regni medievali, il continente era già teatro di una sorprendente espressione culturale: la civiltà megalitica. Ma chi furono davvero gli artefici di queste imponenti architetture preistoriche? In assenza di fonti scritte, il mistero ha dato adito alle più disparate interpretazioni. Sulla base della sua datazione possiamo invece affermare in merito al megalitismo che «per l’Europa si sia trattato di un fenomeno autoctono, una originalità e una creatività europea indipendente da influenze medio-orientali come dice C. come un fenomeno autonomo e radicato nel continente significa mettere in discussione una visione ancora oggi diffusa: quella di un’Europa preistorica arretrata, incapace di sviluppi propri e costantemente in attesa di influenze esterne per evolvere.

«Nel 1967, il chimico americano H.E. Suess elaborava, per mezzo della dendrocronologia, una curva di calibrazione delle datazioni al radiocarbonio, relativa al periodo compreso tra il 4100 e il 1500 a.C. e proprio sulla base di queste scoperte, Colin Renfrew, mostrò che alcuni monumenti megalitici europei, la cui costruzione era stata spesso interpretata come conseguenza dei contatti con le culture sviluppatesi nel vicino oriente, fossero in realtà ben più antichi, dimostrando come si dovesse pensare a uno sviluppo culturale in gran parte autonomo delle comunità preistoriche del continente europeo. Ciò non significa negare l’esistenza di strutture monumentali simili in altre parti del mondo, ma riconoscere che il megalitismo europeo seguì un percorso di sviluppo indipendente. La sua storia è tutt’altro che lineare: è il frutto di una stratificazione culturale che attraversa i millenni.

Esempio di struttura megalitica europea in Bretagna

«Studiare e valorizzare l’eredità dell’architettura megalitica è una vera avventura: affascinante e talvolta culturalmente pericolosa ma al tempo stesso positiva per il tentativo di recuperare una pienezza di significati probabilmente perduti. Affascinante perché soddisfa il desiderio, sempre vivo e attuale, di andare alla ricerca delle tracce dei tempi antichi e di lasciarsi prendere la mano dal mistero che emana da siffatti monumenti. Nonostante i progressi della ricerca, resiste ancora oggi l’eco di interpretazioni ormai superate, come quella cosiddetta “celtomane”, che attribuiva i megaliti all’opera dei druidi celti. Questa teoria, nata nei secoli pionieristici dell’archeologia, ha profondamente influenzato l’imagginario collettivo, alimentando l’idea di altari sacri e rituali mistici legati a epoche ben più recenti rispetto alla realtà storica.

Le datazioni confermano la grande varietà e profondità cronologica del fenomeno. In Bretagna si collocano alcune delle strutture più antiche, risalenti al 4794 a.C., mentre in altre zone della Francia il megalitismo continua fino al 3000 a.C. In Scandinavia e nell’Europa centrale, le grandi architetture in pietra compaiono tra il 3600 e il 3000 a.C. In Scozia settentrionale e nella penisola iberica si trovano testimonianze molto antiche, risalenti a circa il 4300 a.C. Più recenti, invece, i monumenti megalitici di Puglia e Malta, mentre in Sardegna si osservano tutte le fasi evolutive di questa cultura. Anche nell’arco alpino, la presenza di strutture che vanno dal 4500 fino al 500 a.C. Oggi, quei silenzi di pietra continuano a vegliare sulle brughiere, sui promontori e sulle isole d’Europa, come testimoni muti di una civiltà che ha lasciato il suo segno senza bisogno di parole.

La Mezzaluna Fertile e il legame con la Storia

Già conosciuta con tale nome dai fenici e dai greci, l’Europa fu il Territorio dell’Occidente. Limitato ad ovest dalle Colonne d’Ercole e dall’immenso Oceano Atlantico, oltre il quale, per gli antichi finiva il mondo. Prendiamo questo dato in modo asettico, una volta tanto evitando di fare la morale persino agli antenati, così come altrettanto asetticamente dovremmo considerare il ruolo del Papato di Roma come centralissimo nella storia europea. Nel Medioevo delle crociate e delle dispute armate tra imperatori e papi, le nazioni europee, all’epoca tali soltanto per appartenenza meramente geografica, il mondo era, in sostanza, quello dell’Europa che decideva per tutti, perché dotato di tradizioni storiche scritte nei minimi dettagli, più ancora che delle armi.

Alessandro Barbero - Tra due fiumi (Doc)

La Missione Archeologica italo-irachena della Sapienza di Roma ad Abu Tbeirah, vicino a Nasiriyah nell’Iraq meridionale ha presentato al pubblico i risultati della terza campagna di scavo. La missione è diretta da Franco D’Agostino, vice-direttrice Licia Romano, del Dipartimento - Istituto Italiano di Studi Orientali. Sono stati presentati gli scavi delle due aree sinora indagate a sud-est e a nord-est del grande tell (ovvero la collina artificiale) di Abu Tbeirah, la cui zona è anche detta Le Colline di Abramo, che hanno rivelato ampi edifici su cui si trovano ricche sepolture. I primi insediamenti nell’area risalgono al 2.900 a.C. e prima dello scavo italiano questo sito non era mai stato studiato da nessuno. La città era strettamente legata a quella di Ur, che dista da essa solo 20 chilometri e il cui restauro è ora stato affidato alla stessa missione italiana.

Il sito è conosciuto fin dal 1665, quando i primi esploratori fra cui l’italiano Pietro Della Valle, ne ammirarono l’enorme Ziqqurat. Lo scavo vero e proprio venne poi fatto dagli inglesi dopo la Prima guerra Mondiale con il famoso archeologo Sir Leonard Woolley. Il progetto attuale, portato avanti dall’Italia in collaborazione con l’Iraq, si propone di restaurare il sito, scoprirne le parti ancora interrate, mapparlo e metterlo in sicurezza per future visite turistiche. La mappatura del territorio sarà effettuata anche grazie all’ausilio di Droni comandati a distanza, con un metodo d’indagine futuristico che potrà aprire la strada a un nuovo modo di concepire l’indagine archeologica. Pochi sanno che l’Iraq è uno dei paesi al mondo più ricco di rovine archeologiche, con oltre 12mila siti che vanno dalla preistoria all’epoca islamica, solo una minima parte dei quali è stata scavata. La regione di Dhi Qar, dove si trovano sia Ur che Abu Tbeirah, rappresenta il cuore della cultura sumerica, che si originò proprio qui per poi diffondersi in tutta la Mezzaluna Fertile.

Il concetto di Capitale Europea della Cultura

La capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e lo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per ravvivare il proprio panorama culturale e, facendo ciò, rilanciare la loro visibilità internazionale. Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, l'iniziativa "città europea della cultura" venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei ministri su iniziativa di Melina Merkouri, che ricopriva l'incarico di Ministra della Cultura nel governo greco. È incoraggiante e bello pensare che ideatrice della “Città europea della cultura”, che dal 1999 diventerà “Capitale europea della cultura”, sia stata Melina Merkouri, una donna, una cittadina greca, un’artista, una politica che ha lottato per la democrazia nel suo Paese. Ed è altrettanto significativo ricordare, dopo la tempesta economica e politica che si è abbattuta sulla Grecia, che proprio Atene fu nel 1985 la prima “Città europea della cultura”.

Le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004; gli Stati membri selezionavano unanimemente le città più adatte a ospitare l'evento e la Commissione europea garantiva un sussidio per le città selezionate ogni anno. Nel 1990 i ministri della cultura lanciarono il "mese culturale europeo". Questo evento è simile alla città della cultura europea ma dura per un periodo inferiore di tempo ed è indirizzato in particolare alle nazioni dell'Europa centrale e orientale. Nel 1991 gli organizzatori delle differenti città europee della cultura crearono una rete che permettesse lo scambio e la diffusione delle informazioni, anche per gli organizzatori degli eventi futuri. Nel 1999 la "città europea della cultura" è stata ribattezzata "capitale europea della cultura" ed è ora finanziata attraverso il programma cultura 2000. Il Parlamento europeo e la decisione del Consiglio del 25 maggio 1999 integrano questo evento nel quadro comunitario e introducono una nuova procedura di selezione per le capitali del periodo 2005-2019.

Grafico cronologico dell'evoluzione delle Capitali Europee della Cultura

Di questa prospettiva furono consapevoli fin dal 1991 gli organizzatori della “Città europea della cultura”, i quali crearono una rete che permettesse lo scambio e la diffusione delle informazioni, anche per i promotori degli eventi futuri, affinché non rimanessero episodi ma fossero anelli di un percorso europeo condiviso. Non è stato facile, perché anche in queste iniziative si avviò una pericolosa competizione per ottenere un riconoscimento da cui sarebbero derivati importanti benefici economici. L’altro e l’avvenire sono i due soggetti che attendono risposte di fiducia e di speranza. Sono circondati dalla paura e dall’indifferenza ed è per questo che le loro domande sono rivolte con insistenza alla cultura che, messaggera della bellezza, prima ancora che nelle arti e nelle scienze si esprime nella dignità dell’uomo.

La sfida dell'integrazione e il futuro dell'Europa

Guardando al futuro, l'Europa ha il potenziale per continuare a essere un leader globale in vari settori. La transizione verso un'economia verde è una delle principali priorità dell'UE, con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Questo impegno richiederà investimenti significativi in energie rinnovabili, tecnologie pulite e infrastrutture sostenibili. Un'altra area di sviluppo sarà l'ulteriore integrazione politica e sociale. Sebbene l'UE abbia fatto grandi progressi, c'è ancora molto da fare per rafforzare la solidarietà tra i paesi membri e per affrontare le disuguaglianze economiche e sociali. La pandemia di COVID-19 ha evidenziato la necessità di una maggiore cooperazione in settori come la sanità pubblica e la risposta alle emergenze.

L'educazione e la cultura continueranno a essere pilastri fondamentali per il futuro dell'Europa. Programmi come Erasmus+ hanno già dimostrato il valore della mobilità e dello scambio culturale, contribuendo a creare una generazione di cittadini europei più informati e impegnati. È questa bellezza, fragile ma feconda, a tenere accesa la speranza nel vecchio continente e, di riflesso, nel mondo. Apprezzare la diversità. Potrebbe sembrare un sogno e nulla di più. Eppure, ad esempio, è la “generazione Erasmus” a dire il contrario. Grazie a questa intuizione diventata realtà, i giovani hanno potuto e oggi possono incontrare e amare la diversità delle città europee.

Anche per questo occorre cogliere nell’esperienza più che trentennale della “Capitale europea della cultura” quel messaggio che apparentemente debole è, come scrive il card. Roger Etchegaray, “la linfa che risale dalle radici per rendere verdeggianti i rami dell’albero”. In questa lettura della realtà e del futuro è Giovanni Paolo II, il 21 aprile 1986, l’anno dopo Atene prima “Città europea della cultura”, ad affermare che per l’Europa “la sfida decisiva sarà la qualità della cultura vissuta a livello di coscienza europea. La frontiera è dunque la “città europea”, là dove il pensiero dell’uomo europeo nasce, si nutre, dà vita a nuovi pensieri, a nuove opere, a nuovi dialoghi, a nuovi orizzonti. Tra i viaggiatori internazionali Bodø è conosciuta maggiormente tra chi viaggia lungo la strada costiera di Kystriksveien o tra chi che scende al capolinea nord del sistema ferroviario norvegese o chi si ferma andando alle isole Lofoten. Con la nomina in arrivo, tuttavia, Bodø vuole dimostrare che la sua posizione non significa che sia scollegata dal resto dell’Europa. Nella sua candidatura alla commissione, Bodø sottolinea di voler essere “una vera regione in Europa e nel mondo, non una lontana periferia”.

Ogni luogo ha un suo fascino ed una sua peculiarità, eppure non tutti i viaggi hanno uguale fascino. Non lo sono forse per il tipo di compagnia con cui si viaggia, oppure non lo sono semplicemente perché ogni luogo è pervaso di una magia diversa: una magia dettata dalla sua storia e dai valori che la storia porta con sé. Chi attraversa la Grecia, non importa in quale parte di essa ci si muova, ha come la strana sensazione di un passato presente e di un presente che si nutre di passato. Con la baldanza tipica della loro età i nostri ragazzi hanno ripercorso la storia e la cultura greca attraverso un viaggio che ha mostrato loro i luoghi simbolo della grecità. Comunque la si pensi, quale che sia l’orientamento ideologico o sociale dello storico di oggi, non si può negare che sia in atto (e con velocità sempre crescente) un rovesciamento di campo.

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