Età e Fertilità: Comprendere le Possibilità di Gravidanza Naturale e Assistita

La gravidanza è un viaggio emozionante, ma è naturale chiedersi quanto tempo ci vorrà per rimanere incinta. Questa domanda diventa ancora più pressante, specialmente dopo i 35 anni, un periodo in cui molte donne iniziano a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile: fino a quale età è sicuro concepire, sia per la propria salute che per quella del bambino. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si pianifica di creare una famiglia, ed è cruciale essere informati e consapevoli dell’impatto dell’età sulla fertilità.

Il Declino Naturale della Fertilità Femminile con l'Età

Ogni donna nasce con un determinato numero di ovuli nelle ovaie. Questo numero è massimo quando il feto femminile si trova alla ventesima settimana di sviluppo, con le sue ovaie che contengono già fino a 6-7 milioni di ovociti. Già alla nascita, però, la bambina ha una quantità di ovociti nettamente inferiore alla fase fetale, riducendosi a 1-2 milioni, e continuerà a diminuire. Al momento della pubertà una donna dispone di 200-500 mila ovociti nelle ovaie, e ne userà solo 400-500 in tutto nel corso della sua vita fertile. Con il passare degli anni, il numero di ovociti nelle ovaie diminuisce per un processo naturale di degenerazione, chiamato atresia. Se non concepisci durante un ciclo, l'ovulo va perso e non viene sostituito. La diminuzione della quantità di ovociti è detta “riduzione della riserva ovarica”. La riserva ovarica diminuisce drasticamente molto prima dell’inizio della menopausa.

Il periodo riproduttivo migliore della donna è dai 20 ai 30 anni, con il picco massimo di fertilità tra i 18 e i 28 anni. Durante questo periodo, la probabilità di rimanere incinta per ciclo è maggiore. Una donna sana e fertile di trent’anni ha il 20 % di possibilità di avere una gravidanza per ogni tentativo mensile. Tra i 28 e i 33-35 anni si perde qualche punto percentuale. La fertilità diminuisce gradualmente dopo i trent’anni, in particolare dopo i trentacinque, e declina irrimediabilmente dopo i 35 anni. All’età di 40 anni la chance di avere una gravidanza ad ogni ciclo è inferiore al 5 %. Passati i 42 anni, essa risulta estremamente ridotta e cessa dopo i 45 anni. In alcuni casi si può arrivare a 48-50 anni, ma sono casi eccezionali e non la norma. La maggior parte delle donne dopo i 45 anni non riuscirà ad avere più una gravidanza. Statisticamente, le possibilità scendono al 5% a 44-45 anni, e a 42 anni è inferiore al 2%, non raggiungendo nemmeno l’1% oltre questa età. La fertilità di solito termina alcuni anni prima della menopausa, normalmente tra i 45 e i 50 anni. Dopo tale età, le gravidanze spontanee sono estremamente rare.

Diagramma della curva di fertilità femminile in relazione all'età

Queste percentuali sono estremamente reali, sia per il concepimento naturale che per le tecniche di procreazione assistita. La buona notizia è che puoi concepire se hai più di 35 e 40 anni e avere un bambino sano, sebbene potresti non rimanere incinta in fretta e con facilità come quando avevi meno di 30 anni. Sì, puoi, ma potrebbe essere necessario più tempo rispetto a una donna di meno di 30 anni.

I Motivi del Posticipo della Maternità e le Loro Conseguenze Biologiche

Nella società odierna sta diventando sempre più frequente posticipare l’età della prima gravidanza. I motivi sono i più disparati: aspettare la stabilità economica, garantirsi la propria realizzazione professionale, trovare l’uomo giusto. I cambiamenti sociali e degli stili di vita hanno portato le donne a studiare e costruirsi una carriera, con la conseguenza di posticipare il momento della ricerca di una gravidanza. Allo stesso tempo la costruzione di una relazione stabile e la formazione della famiglia, rispetto al passato, non è oggi un obiettivo così primario. Questa preoccupazione porta molte donne a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile.

I dati lo confermano: secondo l’Eurostat, il servizio europeo di statistica, il nostro Paese è quello che ha il record di donne che partoriscono il loro primogenito più tardi. L’età media di una donna alla nascita del primo figlio si mantiene ai 32 anni, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica rispetto a un’indagine sulle fertilità nel 2018, e si attesta al 31,1% per le partorienti nel 2018.

Ma, anche se oggi le donne sono più longeve, hanno una maggiore attenzione alla loro salute e sono più sane, il miglioramento della condizione di vita non modifica affatto il declino naturale della fertilità legata all’età. Sebbene le storie che compaiono sui media e sui siti gossip inducano a credere che sia sempre possibile avere una gravidanza in età avanzata, l’età della donna condiziona pesantemente il successo di questi trattamenti. I casi recenti di gravidanze portate a buon fine in età avanzate hanno creato la credenza errata che si possa concepire oltre i 50 anni. La maternità tardiva è quindi diventata quasi una “normalità”, e viene accettata come se fosse un fatto naturale. Anche se dal punto di vista biologico non lo è, dal momento che è evidente, o almeno presunto, che dopo i 45 anni la maggior parte di queste donne sia rimasta incinta grazie a tecniche di procreazione assistita.

Mentre l’uomo può attendere e posticipare questo momento senza precludersi la possibilità di avere dei figli, per la donna ci sono limiti imposti dalla natura e che non è corretto ignorare, se si desidera una gravidanza. La grande differenza tra uomo e donna, in termini di fertilità, sta nel fatto che gli uomini, nel corso della loro vita, producono continuamente nuovi spermatozoi, mentre le donne nascono avendo già nelle ovaie tutti gli ovociti che useranno nella loro vita fertile.

Intervista al ginecologo Gli esami in gravidanza e il parto-prima parte

Comprendere la Propria Fertilità: Ovulazione e Periodo Fertile

Se hai più di 35 anni e stai cercando di rimanere incinta, è importante tenere traccia dell’ovulazione e conoscere il tuo corpo per ottimizzare le tue possibilità di rimanere incinta. Se stai cercando di rimanere incinta dopo il compimento dei 35 anni, o oltre, puoi massimizzare le tue possibilità di concepimento conoscendo i giorni dell’ovulazione, ovvero quando le ovaie rilasciano l’ovulo.

Uno dei motivi per cui molte coppie fanno fatica a rimanere incinte è perché cercano di concepire nel periodo sbagliato del mese. Per ogni ciclo mestruale, ci sono solo alcuni giorni in cui è possibile rimanere incinta e i tuoi giorni fertili possono cambiare da un ciclo all’altro. Conoscere i tuoi giorni fertili può aiutarti a rimanere incinta più velocemente. I test di ovulazione rilevano il picco di un ormone detto ormone luteinizzante (LH) che si verifica da 24 a 36 ore prima dell’ovulazione e identifica i 2 giorni di elevata fertilità. Poiché lo sperma può sopravvivere fino a un massimo di 5 giorni, il tuo periodo fertile è di circa 6 giorni, pertanto puoi anche provare un test che rileva anche l’aumento di estrogeno.

Esistono altri metodi per determinare il periodo dell’ovulazione, come la temperatura corporea basale o il metodo del calendario. Tuttavia, molti metodi ti permettono di avere informazioni solo dopo aver ovulato, pertanto serve più tempo per definire una sorta di schema della fertilità e poiché molte donne hanno cicli mestruali irregolari, questo non è il modo più efficace per identificare i giorni fertili prima dell’ovulazione. Ognuno è diverso e le donne non possono affidarsi alle medie della popolazione per capire la propria fertilità personale. Capire quando avviene l’ovulazione è uno dei passi più semplici che le donne possono fare per comprendere la propria fertilità e i test di ovulazione sono il modo più facile di cui le donne dispongono per prevedere con precisione quando avranno l’ovulazione. Il ciclo mestruale della donna è controllato dai singoli livelli ormonali.

Il Ruolo del Partner nella Fertilità di Coppia

Per fare un bambino servono due persone e anche il tuo partner può fare qualcosa per migliorare le possibilità di concepimento. A differenza di leggende popolari sul fatto che gli uomini siano fertili per tutta la vita, anche la qualità e quantità del loro seme dipende dall’età. La fertilità maschile, a differenza di quella femminile, non subisce un brusco arresto come la menopausa, ma diminuisce con l’età. Gli uomini sono in grado di concepire oltre i 40 o 50 anni, ma diversi fattori legati all’età possono influenzare la loro fertilità.

Proprio come per le donne, a partire dai 35 anni inizia un peggioramento del liquido seminale che avanza più velocemente quando si superano i 45 anni. Si verifica una diminuzione della qualità e della quantità di sperma prodotto, e anche la motilità degli spermatozoi può essere compromessa, con un impatto sulla loro capacità di raggiungere e fecondare l’ovulo. Aumenta anche il rischio di alterazioni genetiche nello sperma, che potrebbero influenzare la salute del futuro bambino. Pertanto, sebbene l’età avanzata negli uomini non impedisca del tutto il concepimento, può ridurre le probabilità di una gravidanza sana e di successo.

Mantenersi in forma e in salute, ridurre l’assunzione di alcool e smettere di fumare può aiutarlo ad avere uno sperma sano. Deve anche indossare biancheria non attillata ed evitare i bagni caldi: mantenere i testicoli al fresco può aiutare la qualità dello sperma. Effettuare uno spermiogramma è utile per studiare la qualità dello sperma.

Infografica sulla fertilità maschile e i fattori che la influenzano

Rischi e Sfide della Gravidanza in Età Avanzata (Dopo i 35/40 Anni)

Sebbene la fertilità si riduca dopo i 35 anni, è ancora possibile rimanere incinta e avere una gravidanza sana. Tuttavia, a partire dai 35 anni, la fertilità della donna peggiora e questo implica la considerazione di diversi rischi. Il primo di questi è la difficoltà di concepimento dovuta alla diminuzione della quantità e della qualità degli ovuli, ovvero la riserva ovarica.

Il peggioramento qualitativo degli ovociti legato all’età provoca, oltre a una diminuzione della percentuale delle gravidanze, anche un aumento del numero degli aborti spontanei e di nati morti. Si verifica infatti una maggiore frequenza di alterazioni genetiche chiamate aneuploidie, ovvero la presenza di un numero irregolare di cromosomi nell’ovocita. Questo significa che, se la fertilizzazione ha successo, l’embrione avrà comunque delle alterazioni cromosomiche. Ben conosciuta è la sindrome di Down in cui l’embrione ha un cromosoma 21 in più. A partire dai 39-40 anni, più della metà degli embrioni può avere alterazioni cromosomiche.

In età avanzata, aumentano i rischi anche per la salute della madre. Si possono presentare gravidanze multiple, con un aumento della probabilità di avere gemelli a causa dei cambiamenti ormonali o dell'uso di tecniche di riproduzione assistita. Aumenta il rischio di diabete gestazionale e ipertensione arteriosa, più comuni durante la gravidanza in età avanzata. Si registra una maggiore probabilità di parto pretermine e basso peso alla nascita, così come un aumento del rischio di complicazioni che possono richiedere un parto cesareo.Con l’aumentare dell’età aumentano anche i rischi di problemi che possono influire sulla fertilità stessa. Questi includono fibromi uterini, malattie tubariche ed endometriosi. Anche i fattori ambientali e lo stile di vita possono influenzare negativamente la fertilità.

Opzioni e Limiti della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Quando, alla soglia dei 40 anni, i tentativi condotti migliorando il proprio stile di vita, la propria alimentazione, fruendo di una blanda integrazione ormonale e proteica e attraverso l’individuazione del “periodo fertile”, non hanno prodotto risultati è arrivato il momento di prendere coscienza e di capire se si è davanti ad un reale problema. È comunque una buona idea consultare il tuo medico se hai più di 35 anni e stai provando da 6 mesi. Se hai meno di 35 anni, il consiglio è di rivolgersi a uno specialista se non si riesce a rimanere incinte naturalmente dopo 10-12 mesi.

Grazie ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita è possibile ritardare la maternità oltre quanto consentito dalla biologia. Le cure per l’infertilità dipendono da molti fattori come la salute e l’età. Sebbene le storie che compaiono sui media e sui siti gossip inducano a credere che sia sempre possibile, con il ricorso a tecniche di procreazione assistita (FIVET, ICSI ecc.), avere una gravidanza, l’età della donna condiziona pesantemente il successo di questi trattamenti. Le tecniche di PMA non possono modificare il fisiologico cambiamento, qualitativo e quantitativo, della riserva ovocitaria femminile correlato all’età, ma possono solo intervenire e risolvere alcuni problemi connessi al concepimento.

I trattamenti di fertilità più appropriati per le donne oltre i 35 anni si concentrano spesso sulla risoluzione dei problemi legati all’età, come il calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. La Fecondazione in vitro (FIVET) è una procedura che prevede il prelievo di ovuli dalla donna, la loro fecondazione con gli spermatozoi in laboratorio e il successivo impianto degli embrioni nell’utero. La FIVET è particolarmente utile per le donne in età più avanzata grazie al suo tasso di successo più elevato rispetto ad altre tecniche. L'Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) è una variante della FIV in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo, utile in caso di problemi di qualità dello sperma o insuccessi precedenti della FIVET.

Nei casi in cui la qualità o la quantità degli ovuli è un problema, la donazione di ovuli da una donatrice più giovane può essere un’opzione. Anche la donazione di embrioni è un’alternativa, soprattutto se ci sono problemi sia con gli ovuli che con gli spermatozoi. Con l’ovodonazione (cioè ricevendo l’ovulo da una donna donatrice giovane), gli ovociti perdono totalmente la loro capacità riproduttiva dopo i 45 anni, e le gravidanze si ottengono generalmente mediante questa tecnica. Si tratta anche della crioconservazione dei gameti: congelare i tuoi ovuli prima di voler rimanere incinta è un’altra opzione. Se una donna ha avuto embrioni congelati da un precedente ciclo di FIV (ad esempio prima dei 35 anni), questi possono essere impiantati in cicli successivi. La diagnosi genetica preimpianto (DGP), utilizzata insieme alla FIV, consente di esaminare gli embrioni per verificare la presenza di anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero, il che è fondamentale per le donne anziane. La stimolazione ovarica, una componente della FIV, prevede l’uso di farmaci per stimolare le ovaie a produrre più ovuli ed è importante per le donne in età più avanzata, in cui la risposta ovarica può essere inferiore. Terapie di supporto, comprendenti integratori, agopuntura e cambiamenti nello stile di vita, possono migliorare la qualità degli ovuli e i tassi di successo della gravidanza.

Tabella comparativa delle tecniche di PMA e relative età di successo

Secondo la Legge 14/1006 sulla Riproduzione Umana Assistita in Spagna non esiste un limite di età specifico per effettuare un trattamento di fertilità. Tuttavia, in qualità di specialisti della riproduzione assistita, di solito fino a 50 anni. È importante sottolineare che, sebbene tecnicamente non esista un limite di età rigido per avere figli attraverso le tecniche di riproduzione assistita, esistono considerazioni pratiche ed etiche. Per le donne, l’età più comunemente accettata per trattamenti come la FIV nelle cliniche private specializzate è di solito fino a 43 anni, anche se può variare a seconda delle normative nazionali e delle politiche delle singole cliniche. Negli ospedali pubblici, il limite di età per accedere ai trattamenti di riproduzione assistita è solitamente più basso, spesso intorno ai 40 anni. L’età è un fattore cruciale a causa dei rischi associati sia per la madre che per il bambino. Anche a 50 anni non è più possibile rimanere incinta naturalmente o attraverso la fecondazione in vitro (FIVET) utilizzando i propri ovuli. Bisogna però tener conto che una gravidanza a quell’età comporta una serie di rischi sia per la madre che per il futuro bambino. Non esiste una legge che limiti l’età massima per essere madre, anche se specifica che le tecniche di riproduzione assistita saranno eseguite solo quando non rappresentano un serio rischio per la salute, fisica o mentale, della donna o possibili prole. Per questo motivo, esiste un consenso tra i professionisti del settore a non eseguire trattamenti di riproduzione assistita, inclusa la donazione di ovuli e l’adozione di embrioni, sulle donne sopra i 50 anni per evitare i possibili rischi associati alla gravidanza.

Tuttavia, alcuni centri credono che i trattamenti debbano essere personalizzati, seguendo altri criteri per determinare quali pazienti trattare. Piuttosto che utilizzare un limite di età arbitrario, si utilizzano rigidi criteri medici per decidere quali donne trattare, evitando di accettare quelle per le quali una gravidanza potrebbe realmente rappresentare un rischio. Pertanto, l’incidenza delle complicanze può essere simile a quella delle donne sotto i 50 anni, a patto di superare una serie di test che assicurano che una gravidanza non sarà pericolosa per la sua salute.

L'Importanza della Consapevolezza e della Prevenzione

È di essenziale importanza che le donne che desiderano una gravidanza siano informate e consapevoli dell’impatto dell’età sulla fertilità. Purtroppo, ad oggi, non ci si può basare su markers predittivi affidabili per individuare la fertilità residua di una donna. Non solo è più difficile ottenere una gravidanza a 40 anni, anche con il supporto della procreazione assistita, ma aumenta anche il rischio di aborto e di complicazioni durante la gravidanza e il parto. In ogni caso, il vero limite non è l’età della madre, ma l’età degli ovuli e, ovviamente, la loro qualità. È fondamentale richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani (tra i 25 e i 30 anni). È anche importante che, se non si riesce a rimanere incinte naturalmente dopo 10-12 mesi (se si ha meno di 35 anni) o 6 mesi (se si ha più di 35 anni), ci si rivolga a uno specialista della procreazione medicalmente assistita per una valutazione.

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