Estriolo in ovuli e gestione del peso: sfatare i miti sulla terapia ormonale

La salute femminile nel post-menopausa è un tema complesso, spesso circondato da timori ingiustificati che possono compromettere il benessere della donna. Uno dei dubbi più frequenti riguarda la possibile correlazione tra l'uso di estriolo in ovuli e l'aumento di peso. Comprendere correttamente il funzionamento degli ormoni e la differenza tra le diverse formulazioni è il primo passo per vivere questa fase della vita con consapevolezza e serenità.

rappresentazione stilizzata del sistema endocrino femminile

Differenze fondamentali tra TOS classica e terapie moderne

È essenziale distinguere tra la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) tradizionale e gli approcci moderni. Con la TOS classica venivano utilizzati farmaci di sintesi ad azione ormonale, con un dosaggio uguale per tutti e, almeno in passato, sovrafisiologico. Non tutti sanno che il Premarin, il primo estrogeno di sintesi e a lungo il più utilizzato, deriva dalle urine delle cavalle gravide.

Al contrario, gli Ormoni Bioidentici sono di derivazione vegetale, hanno esattamente la stessa struttura e formula chimica di quelli prodotti naturalmente e vengono prescritti in modo bioequivalente in dosaggi bassi e fisiologici.

Potremmo distinguere gli ormoni in due tipi: anabolici e catabolici. Questo spiega perché, in fase premestruale e in condizioni di estrogeno-dominanza, una sua carenza rispetto agli estrogeni favorisce gonfiore e ritenzione idrica, specie a livello di gambe, piedi, mani, volto, mammelle e addome. L'effetto sul peso di una terapia ormonale dipende anche dalla costituzione e dal patrimonio genetico della persona, oltre che dal suo stile di vita e dalla sua alimentazione, che può favorire l'accumulo di peso in certe zone del corpo. È inutile aumentare il dosaggio di un ormone quando non funziona: si rischia di fare un lavoro inutile, dannoso o di aumentare di peso.

L'estriolo: una risorsa sicura e specifica

In una donna sana, l’estriolo è un ormone che può essere utilizzato a lungo, in piena sicurezza e con grande serenità. Le sue caratteristiche lo rendono molto discreto, ma anche molto efficace nel contrastare i sintomi della menopausa. L’estriolo, pur essendo 80 volte meno potente dell’estradiolo, ha un’azione biologica rilevante sul benessere dei tessuti urogenitali.

Questi benefici dipendono dal fatto che esso si lega soprattutto ai recettori estrogenici di tipo beta, che mediano le funzioni riparative (anti invecchiamento) e anti proliferative (anti tumorali), e molto meno ai recettori di tipo alfa, che contribuiscono invece a mantenere la tonicità dei tessuti.

Estriolo: benefici terapeutici per la donna in menopausa

Benefici clinici dell'applicazione locale

L’applicazione di estriolo in vagina, sotto controllo medico, offre molteplici vantaggi:

  • Normalizzazione del pH e dell’ecosistema vaginale.
  • Aumento del turgore, dello spessore e dell’elasticità della vagina.
  • Ripristino di una sottomucosa di qualità.
  • Miglioramento della tonicità e del trofismo dei vasi sanguigni.
  • Incremento della nutrizione dei tessuti.
  • Riduzione della vulnerabilità alle cistiti post-coitali e attenuazione dell’urgenza minzionale.

La Sindrome Genito-Urinaria della Menopausa (GSM)

La secchezza vaginale, i rapporti dolorosi, le cistiti ricorrenti e l'incontinenza urinaria non sono eventi isolati, ma fotogrammi di un unico film: la carenza di ormoni sessuali dopo la menopausa. Fino a qualche anno fa si parlava di "atrofia vulvo-vaginale", ma dal 2014 il termine corretto è "sindrome genito-urinaria della menopausa" (GSM).

Tutti questi problemi hanno una causa comune: l’esaurimento delle ovaie e, in parte, dei surreni comporta la perdita di ormoni preziosi. Oltre agli estrogeni, dai vent'anni in poi si riduce la produzione di testosterone, e a cinquant'anni si registra una perdita del 60-70% del DHEA, il "progenitore" di tutti gli ormoni sessuali. Tutto il corpo soffre: la pelle si assottiglia, le mucose diventano fragili, i muscoli si atrofizzano e il sistema immunitario funziona peggio.

Evidenze scientifiche e sicurezza a lungo termine

Le paure riguardanti l'uso degli estrogeni vaginali sono state ampiamente ridimensionate dalla letteratura scientifica. Un importante articolo pubblicato nel 2017 su Menopause ha documentato che l’uso degli estrogeni vaginali, almeno nelle donne con menopausa fisiologica non isterectomizzate, non solo non ha evidenziato rischi tumorali aggiuntivi, ma ha documentato una riduzione del rischio di fratture, di malattie cardiovascolari e di mortalità da tutte le cause.

Un tema critico rimane quello delle donne che hanno avuto un cancro della mammella. I lavori fatti per capire se l’uso locale di creme ormonali a basso dosaggio possa riattivare una forma tumorale danno risposte diverse, affidando all'oncologo la valutazione del rischio. È fondamentale comprendere che ogni terapia va individualizzata e monitorata dal medico specialista.

Altre opzioni terapeutiche locali

Oltre all'estriolo, esistono altre opzioni basate su diverse tipologie di ormoni locali:

  • Estradiolo: Un po’ più potente dell'estriolo, viene somministrato tramite una piccola capsula con un sottile applicatore. È molto amato per l'efficacia sulla secchezza vaginale.
  • Testosterone in crema: Preparato dal farmacista, ha un'azione nutritiva, pro-sessuale, antinfiammatoria e ricostruttiva. I tessuti della vulva, della vagina e della vescica sono ricchissimi di recettori per il testosterone, a cui rispondono con eccellenti risultati.
  • Prasterone (DHEA): Approvato dalla FDA e dall'EMA, agisce tramite "intracrinologia". Inserito in vagina, viene attivato localmente in estrogeni e testosterone all'interno delle cellule, per poi essere inattivato, evitando che nel sangue vengano riversate molecole attive.

schema grafico del meccanismo di intracrinologia del prasterone

Prevenzione come stile di vita

La menopausa è un evento naturale, ma le sue conseguenze non devono essere subite passivamente. Se siamo diabetiche, assumiamo insulina; se la tiroide non funziona, assumiamo ormone tiroideo. Perché per l'esaurimento ovarico dovrebbe essere diverso?

I sintomi della GSM colpiscono oltre il 70% delle donne dopo i 65 anni. Invece di rassegnarsi a vivere "in grigio", è possibile modulare gli effetti dell'età e della menopausa con appropriati stili di vita e cure ormonali ben personalizzate. La leggerezza dell'estriolo e degli altri trattamenti locali consente, sotto controllo medico, di proseguire la cura per decenni, migliorando significativamente la qualità della vita, della salute intima e del rapporto di coppia.

L'informazione corretta è l'antidoto alla diffidenza immotivata. Quando i tessuti genitali e urinari vengono curati e "nutriti", non solo i sintomi svaniscono, ma si riduce l'infiammazione cronica che accompagna l'invecchiamento, proteggendo il corpo da rischi ben più gravi. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a uno specialista, evitando il "fai da te" e diffidando da chi propone soluzioni temporanee che non agiscono sulle cause profonde del problema.

tags: #estriolo #ovuli #fanno #ingrassare