Esposizione al sole in gravidanza: benefici, rischi e consigli pratici

L’estate arriva anche per i bambini… nel pancione. Sulle spiagge tante future mamme espongono con nonchalance e orgoglio il bimbo che verrà: ma, viene da chiedersi, non ci sono problemi nel prendere tutto quel sole? Nonostante i rischi noti di un’esposizione eccessiva, non si può negare che un po’ di abbronzatura può far sì che una donna si senta meglio con sé stessa, anche dal punto di vista estetico, soprattutto durante un periodo particolare come la gravidanza.

Prendere il sole in gravidanza è pericoloso? Su questo tema ci sono numerose false credenze che spingono molte donne a evitare di andare al mare. Innanzitutto, chiariamo un aspetto fondamentale: esporsi al sole durante il periodo di gravidanza non è controindicato né vietato. Si tratta, tuttavia, di un periodo particolare per ogni donna, durante il quale si verificano cambiamenti fisiologici importanti. Prendere il sole in gravidanza si può fare, ma non per necessità: il sole sulla pancia della gestante non è pericoloso per il bambino: il liquido amniotico che circonda completamente il corpo del piccolo, infatti, regola la temperatura in utero e la mantiene costante, senza che questa venga alterata dall’esposizione ai raggi.

Donna incinta che cammina sulla spiaggia al tramonto

I benefici biologici dell'esposizione solare

Il sole, a piccole dosi, apporta benefici documentati. Il principale è la produzione di vitamina D, fondamentale per le ossa e per la crescita del feto, che viene sintetizzata dalle cellule della pelle grazie all’azione dei raggi ultravioletti (UV). Inoltre, il sole contribuisce alla regolazione del ritmo sonno-veglia. Per ottenere questi risultati, tuttavia, basta una normale attività all’aria aperta senza la necessità di lunghe esposizioni.

La professoressa Alessandra Graziottin sottolinea: «Il sole attiva la vitamina D, così importante per la mamma e il bebè, ma bisogna in effetti gestirlo con molto buon senso». È dunque possibile conciliare il desiderio di abbronzatura con la sicurezza, a patto di seguire alcune regole fondamentali.

La protezione della pelle e la maschera gravidica

La gravidanza porta con sé una serie di cambiamenti fisici e ormonali che influenzano in modo significativo la pelle. Uno dei principali protagonisti dei cambiamenti cutanei durante la gravidanza è l’ormone estrogeno. I suoi livelli aumentano durante i nove mesi, stimolando l’attività dei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. L’aumento della melanina non sempre avviene in modo uniforme. Alcune zone del corpo, come le areole mammarie, la linea alba (la linea scura che si estende dall’ombelico al pube) e il viso, tendono a scurirsi maggiormente rispetto ad altre.

Il melasma, comunemente chiamato “maschera gravidica”, è una forma particolare di iperpigmentazione che consiste nell’apparizione di alcune aree scure sulla cute, solitamente sul viso. Il 10-15 per cento delle donne mostra, per predisposizione genetica, un’eccessiva produzione di melanina da parte dei melanociti del volto, del décolleté e della linea che va dall’ombelico al pube: un inestetismo difficile da rimuovere e che viene anticipato e aggravato dal sole.

Schema illustrativo delle zone del corpo soggette a iperpigmentazione in gravidanza

Per evitare un peggioramento bisogna certamente continuare a utilizzare la crema solare, indossare indumenti protettivi e, soprattutto, ridurre l’esposizione ai raggi. È bene impiegare una crema solare a schermo totale per il viso. Qualora le macchie dovessero comunque apparire, la diagnosi va affidata al medico. Oltre all’iperpigmentazione, la gravidanza aumenta la sensibilità della pelle al sole: questo significa che le future mamme sono più soggette a scottature.

Regole d'oro per una corretta esposizione

Le precauzioni in gravidanza non sono mai troppe. Per una gestione prudente, ecco le linee guida da seguire:

  • Limitare l’esposizione: È sconsigliabile esporsi al sole nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17), durante le quali la temperatura è maggiore. Prediligere quindi le ore più fresche, come la prima mattinata o il tardo pomeriggio.
  • Orari consigliati: È consigliabile prendere il sole passeggiando sulla battigia tra le 8 e le 9 di mattina, e nuotare con tranquillità per un’ora al mattino e una al pomeriggio.
  • Scelta della protezione: Molto importante da valutare è il fattore di protezione solare (SPF), che deve essere alto, di valore 30-50.
  • Bagnarsi spesso: Per ridurre al minimo il rischio di colpi di calore e di insolazioni, occorre bagnarsi soprattutto la testa, i piedi e le gambe e utilizzare un cappello.
  • Idratazione: Una buona idratazione (1,5-2 litri al giorno) è fondamentale, così come una corretta alimentazione, ricca di sali minerali e vitamine.
  • Cura della pelle: Idratare la pelle anche a fine giornata con il doposole. E mai rinunciare al cappello!

Attività fisica e benessere in riva al mare

Sulle spiagge, oltre a prendere il sole, la gravidanza offre l'opportunità di praticare attività a basso impatto. Il massaggio della sabbia sulla pianta dei piedi e quello dell’acqua, quando camminate dove è bassa, sono utili per alleviare il senso di pesantezza. Le passeggiate sulla sabbia soffice sono un’ottima forma di esercizio a basso impatto, ideale per le donne incinte. Il gran caldo si contrasta anche con l’abbigliamento leggero e naturale.

Sport e gravidanza - Dr.ssa Ludovica Bartiromo

Nutrizione, integratori e salute fetale

Se l’alimentazione è corretta, il peso della mamma non dovrebbe aumentare più di 9-12 chili. Questo consente a lei di tornare in forma già 40 giorni dopo il parto, e al bambino di arrivare alla nascita a 3,3-3,5 chilogrammi, il peso ideale. A tavola, è importante fare colazione con yogurt, cereali e una bevanda calda. Spremuta di agrumi alle 11, con ferro e vitamine del gruppo B. A pranzo proteine animali o vegetali, come pesce e legumi. Pasta, riso o legumi a cena, perché mantengono alta la glicemia materna nelle ore notturne e ottimale la nutrizione del feto.

Ci sono integratori utili per affrontare al meglio gravidanza e parto, poiché l’insufficiente apporto di nutrienti fondamentali per la mamma e il feto è molto diffuso. La richiesta di ferro durante la gravidanza aumenta: è consigliabile mangiare cibi che ne sono ricchi (carne bianca, pesce, pollame, frutta a guscio e cereali) o assumere supplementi, per 15-30 milligrammi al giorno, già nella fase di preparazione alla gravidanza, o almeno dalla prima visita ginecologica dopo il concepimento. L’anemia aumenta il rischio di parto prematuro e neonati sottopeso.

Altro minerale importante è il magnesio (contenuto in vegetali a foglia verde, frutta fresca, frutta secca con guscio): il fabbisogno ottimale è di 1500 milligrammi al giorno. Riduce il rischio di sindrome metabolica, diabete gestazionale e ipertensione. E spazio al calcio (1500 milligrammi al dì) per la salute ossea di mamma e bebè. Non devono mancare le vitamine: l’acido folico e altre vitamine del gruppo B (fegato, verdure a foglia verde scuro, fagioli, germe di grano, lievito, tuorlo, barbabietole, succo d’arancia, pane integrale) scongiurano il pericolo di spina bifida nel bimbo, aborto spontaneo e distacco di placenta.

Il parto naturale e il valore del liquido amniotico

Una curiosità: avete presente quel buon vecchio modo di dire “nati con la camicia”? Ebbene, la “camicia” in questione è la membrana che avvolge il liquido amniotico in cui si sviluppa e cresce il bambino. Per i nostri nonni contadini, un bambino che si presentava al mondo totalmente avvolto da questa membrana sarebbe stato molto fortunato. Si tratta di una profonda saggezza, non di superstizione: i neonati con il sacco amniotico integro vivono un parto più naturale.

Il liquido amniotico nel sacco integro ammortizza i traumi che il piccolo subisce lungo il canale del parto. Se durante il travaglio tutto va per il meglio, non bisognerebbe accelerare nulla. Spesso si interviene con l’ossitocina (per far contrarre l’utero di più), con la rottura del sacco e con l’episiotomia (il taglio sui genitali della donna), interventi che andrebbero riservati a casi particolari. I bambini nati con sacco integro già dopo la prima settimana dormono tutta la notte, sono sereni, crescono meglio e hanno una velocità di apprendimento superiore. Il sole, in questo percorso, è solo uno dei tanti elementi di benessere che possono accompagnare una gestazione vissuta con consapevolezza e serenità.

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