Analgesia Epidurale: Tra Rivoluzione Medica, Etica Cristiana e Consapevolezza Femminile

È stata accolta da più parti come una vera conquista, una rivoluzione culturale che allinea l’Italia all’Europa: è l’introduzione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) dell’anestesia epidurale per il parto indolore. A fine anno il ministro della Salute Renato Balduzzi ha aggiornato i Lea e stabilito la «maggiore diffusione dell’analgesia epidurale, prevedendo che le Regioni individuino nel proprio territorio le strutture che effettuano tali procedure e che sviluppino appositi programmi volti a diffondere l’utilizzo delle procedure stesse».

rappresentazione stilizzata del parto in ambiente ospedaliero

Non altrettanto entusiaste, anzi alquanto preoccupate per la salute e il benessere psicofisico delle donne e dei loro bambini sono invece molte ostetriche e psicologhe esperte del percorso nascita. Una voce controcorrente ma estremamente lucida e quasi “profetica” rispetto al trend occidentale che vuole la nascita sempre più come un evento pulito, asettico, indolore, da affrontare con un approccio medico.

Il dolore nel parto: significato fisiologico e culturale

«Le attuali condizioni di vita, lo stress e i ritmi frenetici della vita quotidiana, il rifiuto del disagio e dei momenti di difficoltà rispetto a un ideale di perfezione e di successo hanno reso l’esperienza del dolore nel parto un elemento intollerabile», sottolinea Loredana Zecchin, ostetrica presidente dell’associazione milanese “Felicita Merati”. «Eppure, in un parto fisiologico il dolore ha un ruolo fondamentale e una molteplicità di significati: con la sua ritmicità guida il parto ed è uno stimolatore endocrino che presiede al rilascio alternato di ossitocina e di endorfine, che aumentano la resistenza della donna. Esistono molti strumenti per la gestione e il contenimento del dolore, dalla respirazione alla comunicazione affettiva con il padre del bambino, fino alla presenza costante dell’ostetrica in un ambiente accogliente».

L’Italia si distingue nel panorama occidentale per un alto tasso di medicalizzazione. Un bambino su quattro nasce con il cesareo, la pratica della “programmazione” dell’intervento ha fatto superare, in alcune regioni, anche il 60% delle nascite attraverso la procedura chirurgica, che comporta maggiori rischi e maggiori costi. La diffusione dell’analgesia epidurale, attualmente utilizzata dal 15% delle partorienti, rappresenta un altro tassello verso una totale medicalizzazione dell’evento nascita.

L'impatto del decreto e il rischio di omologazione

«Contrariamente a quanto si è scritto in queste settimane, le ostetriche non sono contrarie all’epidurale: quando questa è necessaria, ben venga. Anzi, è giusto che sia alla portata di tutte le donne, non solo di quelle che possono pagare per averla», sottolinea Antonella Nespoli, ricercatrice ostetrica presso l’Università Bicocca. «Ma ciò che io vedo, nel decreto Balduzzi, non è un’estensione di un diritto, non è una scelta in più. Le donne avranno sempre più l’anestesia, ma questa diventerà l’unica modalità possibile».

Partorire, però, non è come togliere un dente: «E’ una delle esperienze più importanti della vita», prosegue. Le statistiche dimostrano che il ricorso all’analgesia e ancora di più al cesareo diminuiscono esponenzialmente se le donne hanno la possibilità di prepararsi al parto e di contare sulla continuità assistenziale di un’ostetrica che le accompagna attraverso tutte le fasi del travaglio, cercando una risposta personalizzata al dolore.

Di cosa si occupa un’ostetrica? - Dott. Lucia Casanova | Medical House

Il dibattito religioso: fede e anestesia

L’articolo con cui parlavo di san Leonardo di Noblac, a cui nel Medioevo fu attribuito il miracolo d’aver graziato la regina di Francia col miracolo di un parto indolore, ha destato nei miei lettori una certa curiosità: “ma come! Allora, la Chiesa non riteneva che partorire senza un dolore fosse qualcosa che andava contro la volontà di Dio?”.

Il riferimento, ovviamente, è a quel celebre passo di Genesi 3,16 in cui Dio punisce Eva dopo il peccato originale con la promessa per cui «moltiplicherò i tuoi dolori e le gravidanze; con dolore partorirai i tuoi figli». Una condanna piuttosto netta e dal sapore inappellabile. Eppure, non esiste alcuna Chiesa cristiana che abbia vietato la partoanalgesia per ragioni confessionali. Questa è oggettivamente una bufala, una “leggenda nera” inventata per dipingere la Chiesa come ente bigotto e contrario al progresso scientifico.

Il dolore fa parte del parto da quando Eva partorì Caino. La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che il dolore del parto fa parte della maledizione che Dio ha imposto a Eva a causa del suo peccato, così come le erbacce e i cardi facevano parte della maledizione di Adamo. Ma se è vero che la sofferenza fisica è un giudizio di Dio, è sbagliato fare l'epidurale? Per portare questa argomentazione alla sua logica conclusione, dovremmo anche vietare i diserbanti, i tosaerba e la maggior parte delle moderne tecniche agricole, dal momento che Dio ha maledetto la terra per Adamo e ha dichiarato che l'uomo avrebbe dovuto produrre il suo cibo con il sudore della fronte.

Approfondimento tecnico: Cos'è l'analgesia epidurale

L’epidurale è una tecnica anestesiologica utilizzata per il controllo del dolore del travaglio di parto in tutti i suoi stadi. Durante la procedura, vengono somministrati dei farmaci (generalmente anestetici locali e/o oppiacei) a livello dello spazio epidurale della colonna vertebrale. Questo spazio si trova tra la parte esterna della dura madre e la parte ossea del canale spinale.

schema anatomico del posizionamento del catetere epidurale

  • Quando si esegue: Generalmente, viene eseguita a travaglio avviato, quindi quando le contrazioni sono valide per tutti i caratteri e la dilatazione cervicale è di circa 3-4 cm.
  • La procedura: Alla gestante è fatta assumere la posizione seduta o sdraiata su un fianco. Il medico anestesista prepara il campo sterile e pratica un’anestesia locale prima di inserire un piccolo catetere.
  • Efficacia: Lo scopo non è annullare completamente il dolore, ma renderlo gestibile. Gli effetti si percepiscono dopo circa 15/20 minuti.

Rischi e controindicazioni

Nonostante sia un presidio utile, è fondamentale essere consapevoli dei potenziali effetti collaterali:

  • Ipotensione: È la principale complicanza, gestibile tramite idratazione endovenosa.
  • Difficoltà minzionale: Può essere necessario l'uso di un catetere vescicale.
  • Cefalea post-durale: Può sopraggiungere se l'ago punge accidentalmente la dura madre.
  • Insuccesso: Casi di grave obesità o scoliosi possono rendere difficile il posizionamento.

Autonomia di scelta e spiritualità

Il pericolo in questioni come questa è di spiritualizzare qualcosa che non è spirituale. Gesù rimproverò i farisei per aver creato leggi morali su questioni non di principio. La Bibbia non prende posizione contro la medicina o i medici; al contrario, Luca, autore di uno dei vangeli, era chiamato "il medico".

Non c'è nulla di spirituale nel rifiutare le cure mediche quando necessarie. Le donne che desiderano l'epidurale dovrebbero poterla avere, così come le donne che desiderano un parto naturale dovrebbero essere libere di perseguire questa strada senza essere giudicate. Romani 14:22 suggerisce una via di saggezza: «Hai tu fede? Tienila per te stesso davanti a Dio; beato chi non condanna se stesso in ciò che approva».

Il contesto europeo e la libertà di scelta

«Nel resto d’Europa, le donne hanno una vasta scelta su come e dove partorire», avverte la Nespoli. «In Inghilterra, ad esempio, le donne possono scegliere tranquillamente di partorire in casa, possono andare in un born center o in ospedale. La scelta del luogo determina il parto che faranno, ed è una scelta davvero libera e consapevole».

In Italia, invece, il contesto è spesso segnato da una forte pressione lavorativa e sociale. Sempre più datori di lavoro negano il permesso per frequentare il corso pre-parto. È necessario arrivare al parto preparate, trovando risposte ad alcune domande fondamentali prima di entrare in sala parto: «Come vuoi mandare il tuo bambino nel mondo? Vuoi essere con lui al momento della separazione?». Il parto è il primo atto espulsivo del bambino, un corpo che si separa dal suo frutto; la donna vive una ferita narcisistica, perché la nascita segna la fine di un periodo di onnipotenza.

infografica sulle opzioni di parto in Europa e Italia

Riflessioni finali sulla modernità

«C’è tutta una propaganda di modernità contrapposta al dolore», commenta Giuliana Mieli, filosofa e psicologa. «Al dolore appare necessario ribellarsi e molte donne fantasticano sul fatto che l’epidurale le metta in condizioni di maggior rispetto. Di fronte a questo evento sono anzi convinte di avere una libertà senza limiti, anche quella di scegliere il parto cesareo».

L’universalizzazione dell’analgesia, se intesa come una scorciatoia tecnica per evitare la complessità dell'evento nascita, rischia di oscurare il valore del processo naturale. Il vero progresso non sta solo nell'offrire una molecola, ma nel garantire alla donna la possibilità di scegliere un percorso che sia, al contempo, sicuro medicalmente e rispettoso della sua dignità profonda di madre. La sfida del futuro per il sistema sanitario italiano non è solo la diffusione dell’epidurale, ma l’integrazione di questa tecnica in un sistema ostetrico che sappia ascoltare il bisogno di continuità, di preparazione e di rispetto per le dinamiche naturali che accompagnano l'inizio di una nuova vita.

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