La Partoanalgesia all'Ospedale Santa Maria di Terni: Un Percorso verso il Parto Indolore e Sicuro

Il dolore è una sensazione estremamente soggettiva, e la sua percezione durante il travaglio e il parto può variare immensamente da una donna all’altra, dipendendo da numerosi fattori. Per questo motivo, l'assistenza ostetrica moderna si è evoluta per offrire tecniche di modulazione del dolore sia di tipo farmacologico che non, con l'obiettivo primario di garantire un'esperienza di nascita più serena e controllata. L'Ospedale Santa Maria di Terni si è affermato come un punto di riferimento in questo ambito, distinguendosi per l'ampia offerta e l'elevata qualità del servizio di partoanalgesia, rendendolo accessibile a tutte le donne che ne fanno richiesta e superando gli obiettivi nazionali. Questo servizio rappresenta un pilastro fondamentale nell'umanizzazione del travaglio di parto, promuovendo un approccio che pone al centro il benessere della futura mamma e del nascituro.

L'Evoluzione della Partoanalgesia a Terni: Da Novità a Eccellenza Nazionale

L'introduzione della partoanalgesia presso l'Ospedale Santa Maria di Terni ha segnato un'importante svolta per le future mamme del territorio e oltre. Fino a poco tempo fa, infatti, l'anestesia epidurale non era una pratica routinaria disponibile presso la struttura, portando molte donne a vivere l'esperienza del travaglio e del parto senza questo prezioso supporto analgesico. Tuttavia, a partire dallo scorso marzo, l'ospedale si è attrezzato in tal senso, introducendo un servizio di partoanalgesia all'avanguardia che ha rapidamente raggiunto livelli di eccellenza.

L’obiettivo ministeriale assegnato per i punti nascita regionali fissava al 28% la percentuale dei parti da eseguire in partoanalgesia. L'Ospedale di Terni ha ampiamente superato tale obiettivo. Il direttore sanitario Sandro Fratini ha spiegato che Terni, con il suo 44,5% (e ora circa il 50%) di parti senza dolore, si pone sicuramente ai vertici nazionali, superando di fatto il doppio della media nazionale. Questo risultato non è casuale, ma è frutto di un impegno costante e di un investimento significativo in risorse umane e materiali. Ad oggi, nell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni sono state eseguite circa 4000 procedure di partoanalgesia, testimoniando la solidità e l'efficacia del servizio offerto. Questo lo rende un polo di attrazione anche per mamme provenienti da fuori regione, che rappresentano circa il 15% delle donne che usufruiscono delle prestazioni.

Il servizio, garantito tutti i giorni 24 ore su 24, è stato organizzato sfruttando l’entusiasmo di giovani anestesisti, prevalentemente donne, che hanno garantito, insieme ai colleghi ginecologi e ostetriche, un servizio di qualità elevatissima. Questo modello organizzativo riflette la filosofia del Dott. Andrea Casciari, attuale direttore generale dell’Ospedale di Terni, che ha fortemente voluto il servizio di partoanalgesia e le urgenze emergenze in ostetricia durante il suo precedente mandato. La peculiarità organizzativa dell'azienda è la presenza 24 ore su 24 dell’Anestesista Rianimatore dedicato alla sala Parto e con competenze specifiche in Anestesia Ostetrica. Tale figura, inserita nell’equipe del dipartimento materno infantile, è fortemente raccomandata dalla conferenza Stato Regioni del 2010 proprio negli ospedali dove si superano i 1000 parti all'anno, dove è presente la Terapia Intensiva Neonatale (T.I.N.) e dove è garantito il posto letto in rianimazione per le mamme, qualora ve ne fosse bisogno. Queste strutture altamente qualificate, presenti tutte nell’azienda, fanno dell'Ospedale di Terni un Punto Nascita e un DEA (Dipartimento di Emergenza Accettazione) di secondo livello.

Un'immagine schematica che mostra i progressi e le statistiche della partoanalgesia all'Ospedale di Terni rispetto agli obiettivi nazionali.

Il Colloquio Anestesiologico Pre-parto: Un Passaggio Fondamentale

Per le future mamme che si avvicinano all'esperienza del partoanalgesia, l'Ospedale Santa Maria di Terni ha strutturato un percorso informativo e di valutazione estremamente accurato. Presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia, diretto dalla Dott.ssa Natalina Manci, è attivo l’ambulatorio anestesiologico per la partoanalgesia. Questo ambulatorio rappresenta un momento cruciale per la donna, offrendo l'opportunità di un confronto diretto con gli specialisti.

Vi si accede due volte a settimana, ogni lunedì e giovedì dalle ore 15:30 alle 18:00, previa prenotazione tramite CUP. È importante notare che per questa visita è previsto il pagamento di un ticket, che copre la prestazione specialistica del colloquio, mentre la partoanalgesia in sé, come vedremo, è un servizio gratuito. Questo colloquio è per gli anestesisti un momento importante perché dà la possibilità di presentarsi alle future mamme, di valutarle dal punto di vista medico e di informarle tramite un colloquio accurato sul perché si esegue la PA, su come e quando si effettua, e soprattutto su quali sono i pochi effetti collaterali che quest’ultima può provocare. Non solo, alla fine del colloquio ad ogni mamma viene consegnato un pieghevole riassuntivo che farà da promemoria nei giorni precedenti il parto.

Questo incontro permette alle future mamme, come quelle che hanno già avuto esperienze di parto senza anestesia ma sono ora incuriosite dalle nuove possibilità, di chiarire ogni dubbio e di affrontare il parto con maggiore consapevolezza e serenità. L'esperienza personale di travagli veloci e non troppo dolorosi in passato può portare a interrogarsi sull'effettiva necessità dell'epidurale, ma il colloquio pre-parto è l'occasione perfetta per esplorare questa opzione in un contesto informato e personalizzato. L'equipe di anestesisti ostetrici, che include la Dott.ssa Francesca Belloni, la Dott.ssa Annalisa Bizzarri, la Dott.ssa Marta Casali, il Dott. Andrea Colasanti e la Dott.ssa Silvia Ferialla, coordinati da un referente specialistico, è pronta a rispondere a tutte le domande e a fornire il supporto necessario.

Che Cos'è la Partoanalgesia: Meccanismi e Obiettivi

La partoanalgesia consiste in una anestesia epidurale che permette di garantire la fase espulsiva del parto in modo indolore ma con la massima collaborazione della donna, che rimane vigile e reattiva. L'obiettivo principale è la scomparsa del dolore, lasciando inalterata la motilità e tutte le altre sensibilità. Questo significa che le contrazioni uterine continueranno ad essere percepite ma non saranno dolorose. Questo è un aspetto cruciale: la donna non è completamente "addormentata" o incapace di muoversi, ma piuttosto alleggerita dalla sofferenza, permettendole di vivere l'esperienza della nascita in modo più partecipato e meno traumatico.

Esistono diverse tecniche anestesiologiche perimidollari utilizzate per l'analgesia in travaglio, come la Combinata Spinale Epidurale (C.S.E.) o la Peridurale. Entrambe sono assolutamente sicure perché eseguite da mani esperte e secondo linee guida condivise e approvate nell'ospedale.

La procedura consiste nell’introdurre nella regione lombare, esattamente nello spazio peridurale intervertebrale L3/L4, di un ago attraverso il quale ne passa un secondo sottilissimo che raggiunge lo spazio spinale in cui si inietta la miscela di farmaci capace di lenire il dolore in pochi minuti. Quest’ultimo ago viene quindi rimosso e si posiziona un cateterino morbido e sottile che rimane nello spazio peridurale. Questo cateterino consente di somministrare farmaci a bassissime concentrazioni in modo continuo o a intervalli, modulando l'effetto analgesico per tutta la durata del travaglio. La precisione e la delicatezza di questa procedura richiedono competenze tecniche molto elevate, come sottolineato dal direttore sanitario Sandro Fratini.

Anestesia epidurale (o peridurale): che cos'è e come si effettua

Quando Viene Praticata e Per Chi È Particolarmente Indicata

La partoanalgesia può essere praticata il più presto possibile, su richiesta della donna, purché ci sia un travaglio attivo. La diagnosi di travaglio viene effettuata dal ginecologo che autorizza l’anestesista ad eseguire la partoanalgesia. Le tecniche eseguite in corso di travaglio attivo e indipendentemente dalla dilatazione del collo uterino, grazie all’uso di anestetici locali a bassissime concentrazioni, permettono alla futura mamma di non sentire il dolore secondario alla dilatazione del collo uterino e alla progressione del feto nel canale del parto, salvaguardando sia il premito che la “capacità di spingere” nel momento

tags: #epidurale #ospedale #terni