"Non riusciamo ad avere figli": Il Disagio Emotivo e la Ricerca di Risposte
Quando una coppia desidera un bambino e non riesce ad averne uno, è normale che sorgano dubbi e preoccupazioni riguardo la propria capacità di avere un figlio insieme. L’infertilità è un problema che genera conseguenze emotive molto importanti per la coppia. Iniziano a comparire alcuni sintomi che generano uno stato di disagio, una situazione che, purtroppo, viene spesso minimizzata o addirittura banalizzata dalla società, che vede questo problema come qualcosa di poco importante.

La testa si riempie di domande, quali: "Perché non rimango incinta?" oppure "C’è qualcosa che non va in me? O forse in lui?". Di conseguenza, aspetti importanti come l’autostima, il sonno, la vita di coppia, le relazioni sessuali, i progetti per il futuro e la vita sociale ne risentono profondamente. In queste circostanze, sentimenti di ansia e depressione sono molto diffusi.
Molte coppie cercano conforto in amici che hanno già affrontato una gravidanza, mentre altre iniziano a tenere un calendario dettagliato del ciclo mestruale, utilizzando test specifici e app per la fertilità, in modo da individuare con esattezza il periodo fertile della donna, quello in cui ci sono maggiori probabilità di ottenere una gravidanza. C'è chi cerca su internet possibili cause e rimedi, chiedendo nei forum e nelle comunità online, nella speranza di trovare risposte rassicuranti e consigli su come preparare il corpo a una gravidanza, suggerimenti su metodi e trucchi infallibili per rimanere incinte.
Infine, molte coppie che si confrontano con le difficoltà di concepimento decidono di andare più a fondo nella questione e di rivolgersi direttamente a medici specialisti, sottoponendosi a esami e altre indagini cliniche che possano evidenziare eventuali cause fisiologiche di infertilità. Dosaggi ormonali, ecografie pelviche, tamponi, spermiogramma… una serie infinita di controlli. Quando, però, l’esito delle analisi segnala che è tutto nella norma, subentra una nuova ondata di incertezza: se gli esami sono ok, perché non arriva una gravidanza?
Infertilità e Impatto Emotivo: Una Prospettiva Oltre il Fisico
Questa situazione di stress emotivo si intensifica notevolmente durante i trattamenti di riproduzione assistita (inseminazione artificiale, fecondazione in vitro, donazione di ovociti, ecc.). Sono stati condotti diversi studi per misurare i livelli di ansia in vari tipi di trattamenti medici, e i trattamenti di riproduzione assistita sono i più carichi di emozioni dopo i trattamenti oncologici (radioterapia, chemioterapia…), come considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Soprattutto, questo contesto di grande carico emotivo causato dall’infertilità solleva una domanda importante: questo stress cronico può essere la causa dell’infertilità?
La credenza popolare è chiara e la donna riceve un messaggio persistente: “Non puoi rimanere incinta perché sei ossessionata” e, inoltre, “Il giorno in cui ti rilasserai, vedrai come rimarrai facilmente incinta”. Queste affermazioni, apparentemente credibili, suggeriscono che l’ansia provocherebbe “alterazioni” ormonali o di altro tipo nell’organismo che renderebbero impossibile o difficile l’instaurarsi di una gravidanza, influirebbero sulla funzione dell’ovaio, sul ciclo mestruale o sulla riserva ovarica, poiché gli alti livelli di cortisolo dovuti allo stress influirebbero sul sistema nervoso. Si basano su aneddoti popolari, che conoscono sempre casi di donne rimaste incinte dopo molti anni di ricerca senza alcun tipo di trattamento. Tuttavia, queste affermazioni sono terribili per le donne infertili, poiché le infondono un senso di colpa per un aspetto che non possono controllare.
Lo Stress: Definizione, Tipi e Risposta Fisiologica del Corpo
Spesso non ci si pensa ma non sono soltanto i problemi di salute a impedire a una coppia di avere un bambino. Esiste un altro fattore che è in grado di ostacolare il concepimento: lo stress. Come ci insegna la psicosomatica, la nostra mente ha una grande influenza sul nostro corpo.Lo stress è un termine spesso abusato, entrato ormai nel linguaggio comune. Di fatto indica una reazione dell’organismo che si manifesta in seguito ad uno squilibrio tra sollecitazioni (stressors) e risorse disponibili. Tale reazione si sviluppa con una sindrome di adattamento in cui si hanno alterazioni a livello endocrino, biologico, organico e del tono dell’umore.
È una sorta di autodifesa: quando non ci sono abbastanza mezzi per affrontare una determinata situazione, il corpo va in protezione riducendo al minimo il suo impegno e sopprimendo funzioni non necessarie. Lo stress può essere “buono”, ovvero stimolante (eustress), ma anche negativo (distress) e diventare cronico con danni a breve e lungo termine. Può definirsi lieve, moderato o grave, ma poiché ogni individuo reagisce in modo diverso è difficile da misurare e comprendere come affrontarlo. In generale comunque non è ritenuto pericoloso un periodo stressante legato ad un trasloco o ad una consegna di lavoro, mentre può esserlo quello legato ad un lutto o ad un prolungato stato di disoccupazione.
Quando siamo sotto pressione, infatti, il nostro corpo reagisce, attivando una serie di risposte fisiologiche che ci predispongono ad affrontare quello che percepiamo come una minaccia alla nostra incolumità. Questa è la cosiddetta “reazione attacco-fuga” che, nella preistoria, consentiva ai nostri antenati di mettersi in salvo quando si trovavano di fronte a un pericolo concreto. Oggi, per nostra fortuna, non dobbiamo più decidere in un millisecondo se combattere o fuggire contro una tigre pronta ad attaccarci. Tuttavia, lo stress rimane una costante della nostra vita quotidiana, scatenato da situazioni che, anche se non minacciano direttamente la nostra sopravvivenza, generano in noi uno stato di allarme.
Hai presente quella sensazione in cui ti sudano i palmi delle mani, la frequenza cardiaca aumenta e respiri un po' più velocemente? Questa è la risposta del tuo corpo allo stress, caratterizzata da alterazioni cardiovascolari. Può anche darti una scarica di energia (grazie all'ormone adrenalina). Non è bello, ma è per questo che i nostri antenati sono sopravvissuti. In pratica, che succede? Cominciamo a produrre grandi quantità di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina, che a lungo andare possono interferire con il delicato equilibrio ormonale che regola la fertilità femminile e maschile.

Tuttavia, alti livelli di stress, in particolare quello cronico, hanno anche un lato negativo. Normalmente, una volta che l'elemento che ti causa stress non è più un rischio per te, il tuo corpo riprende uno stato normale, ma se ci sono fattori di stress sempre presenti, allora il tuo corpo rimane in un costante stato di attacco o fuga. Ad esempio, se sei molto sotto pressione sul lavoro e cerchi di rimanere sempre al top di tutto per un lungo periodo di tempo, oppure se hai già una vita familiare molto intensa con ritmi molto frenetici, lo stress può influenzare non solo la tua salute emotiva e mentale, ma anche quella fisica. È importante notare che stiamo parlando di livelli di stress insolitamente elevati, o forse di stress cronico, non di ansia quotidiana che possiamo provare tutti quando ci prepariamo per una riunione importante, quando perdiamo l'autobus o affrontiamo un dramma nella nostra vita familiare o sociale. Anche l'ulteriore stress che stiamo vivendo durante la pandemia di coronavirus è, per la maggior parte delle persone, ancora quello che gli scienziati considererebbero normale. Scadenze, viaggi, problemi familiari, parlare in pubblico, esami e persino preparare un pasto per qualcuno di importante… tutti questi eventi possono causare stress. Tuttavia, anche se la causa dello stress è molto personale, sorprendentemente i nostri corpi reagiscono allo stress nello stesso modo.
Che stress gli ormoni!
L’approccio diagnostico per lo stress non è semplice ed in genere parte da una base psicologica attraverso la compilazione di questionari. Tuttavia negli ultimi anni si è passati ad individuarne alcune alterazioni fisiologiche.
Cortisolo, Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene e Riproduzione
I modi in cui si ritiene che lo stress influisca sul concepimento sono diversi e possono variare da persona a persona. Un fattore importante è la reazione che innesca il corpo: attiva ad esempio l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e rilascia ormoni dello stress come il cortisolo e l’ormone di rilascio della corticotropina (CRH). Lo stress è una risposta naturale del corpo a sfide o situazioni che vengono percepite come minacciose o difficili da affrontare. Questa risposta è regolarizzata dal sistema nervoso centrale e dal sistema endocrino, che rilasciano ormoni come l’adrenalina e il cortisolo.

Quando parliamo di fertilità donna e stress, è importante notare che lo stress cronico può interferire con il normale equilibrio ormonale, un aspetto cruciale per la concezione. Il cortisolo, il primo dei due ormoni menzionati, può interferire con lo sviluppo follicolare e i processi infiammatori necessari per l’ovulazione, mentre il secondo (CRH) con l’impianto, avendo un potenziale impatto sul rivestimento uterino e sulla placenta. Lo stress può anche inibire o alterare l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che controlla il sistema riproduttivo. Ciò comporterebbe ovulazioni ritardate o assenti e mestruazioni irregolari.
In una situazione di stress, il sistema nervoso produce catecolamine (come la dopamina, l’epinefrina e la norepinefrina) che influenzano il flusso sanguigno verso gli organi riproduttivi. Questi composti chimici sono anche associati alla secrezione dell’enzima alfa-amilasi, uno dei biomarcatori dello stress. Uno studio ha inoltre evidenziato come lo stress possa influire sul sistema immunitario e la gravidanza, aumentando l’attività delle cellule killer naturali (NK) associate all’infertilità.
Stress e Fertilità Femminile: Alterazioni Ormonali e Ciclo Riproduttivo
Nella donna, uno stress molto elevato - come quello che si sperimenta quando non si riesce a ottenere una gravidanza - è in grado di alterare il normale funzionamento del ciclo mestruale e influenzare l’ovulazione. Come ci suggerisce la quotidianità, quante volte in periodi di stress il ciclo mestruale salta o diventa irregolare? Quando una donna è costantemente sotto stress, il corpo può iniziare a produrre livelli più alti di cortisolo, il che può alterare la produzione di ormoni sessuali e disturbare l’ovulazione.

In che modo? Gli ormoni come adrenalina, noradrenalina e cortisolo, prodotti in quantità eccessiva durante periodi di stress prolungato, hanno la capacità di interferire con l’ipotalamo e la ghiandola pituitaria, due centri del cervello responsabili della produzione degli ormoni che regolano il ciclo riproduttivo. L'ovulazione, infatti, dipende da due ormoni prodotti nella ghiandola pituitaria: l'ormone follicolo-stimolante (FSH) e l'ormone luteinizzante (LH). Se non si ha l'ovulazione, non si può rimanere incinta, e l'anovulazione, quando non si rilascia un ovulo, d'altro canto è più complicata.
A causa di questo, gli ovuli maturano più lentamente, rendendo più difficile che essi raggiungano il livello ottimale per essere rilasciati e fecondati. Ciò può determinare cicli in cui l’ovulazione non avviene, o ritardi nell’ovulazione stessa. Può verificarsi un’alterazione della fase luteale, rendendo più difficile l’impianto di un eventuale embrione. Un ulteriore lavoro scientifico ha evidenziato invece come alti livelli di stress siano correlati a livelli bassi di estrogeni, ormone luteinizzante e progesterone e livelli alti di ormone follicolo-stimolante durante la fase luteale, con maggiore probabilità quindi di anovulazione.
Ma non solo. Adrenalina, noradrenalina e cortisolo svolgono anche un’azione vasocostrittoria. Ciò significa che sono in grado di restringere i vasi sanguigni, riducendo l’afflusso di sangue verso alcuni tessuti e organi non essenziali per concentrarlo verso muscoli e cuore. Questa riduzione del flusso sanguigno ha conseguenze dirette sugli organi riproduttivi, che ricevono meno ossigeno e nutrienti quando il corpo è sotto stress. Le ovaie potrebbero non ricevere l’apporto necessario per un’ovulazione ottimale, e anche la preparazione dell’endometrio - la mucosa uterina - potrebbe risultare insufficiente, rendendo più difficile l’impianto di un embrione.
Inoltre, lo stress può aumentare la possibilità di sviluppare disturbi ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che può influire ulteriormente sulla fertilità femminile. Un altro aspetto cruciale da considerare quando si parla di fertilità donna e stress è l’effetto dello stress sulla salute uterina. Il cortisolo, l’ormone dello stress, non solo altera gli ormoni sessuali, ma può anche influire sulla salute dell’utero, riducendo la sua capacità di supportare una gravidanza. Inoltre, lo stress prolungato può influire anche sulla qualità del muco cervicale, rendendolo meno favorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi e al concepimento. Lo stress, dunque, non solo interferisce con l’equilibrio ormonale ma può anche creare un ambiente meno favorevole per la fecondazione e il concepimento.
Stress e Fertilità Maschile: L'Impatto sul Testosterone e la Spermatogenesi
Lo stress e il cortisolo rappresentano una minaccia anche per la fertilità maschile. Quando i livelli di cortisolo sono elevati a causa dello stress cronico, il corpo tende a ridurre la produzione di testosterone, l’ormone chiave per la salute riproduttiva maschile. Questa minor quantità di testosterone può avere diversi effetti negativi a partire dalla compromissione della spermatogenesi, cioè della produzione di spermatozoi.
Che stress gli ormoni!
Una riduzione di testosterone può significare non solo una diminuzione nel numero degli spermatozoi disponibili, ma anche un’alterazione della loro motilità (la capacità di muoversi verso l’ovulo) e della loro morfologia (la forma e la struttura degli spermatozoi stessi), elementi cruciali per il concepimento. Inoltre, bassi livelli di testosterone possono influire sul desiderio dell’uomo e sulla sua capacità di mantenere l’erezione, ostacolando l’intimità di coppia. Chi è stanco mentalmente o fisicamente non ha solitamente voglia di avere rapporti sessuali e l’abbattimento della libido può inibire a priori la possibilità di un concepimento. Inoltre gli individui sotto stress tendono a curarsi di meno, a fumare di più, ad abusare di caffeina ed alcolici: tutti fattori che non predispongono al meglio l’organismo al fine di una gravidanza.
La Correlazione Scientifica tra Stress e Infertilità: Miti e Realtà
Molti studiosi si sono interrogati sul nesso tra stress e infertilità (femminile e maschile), senza arrivare però a una certezza definitiva. A causa della natura multifattoriale della fertilità, infatti, risulta complesso stabilire una connessione diretta e univoca. La fertilità è influenzata da una combinazione di elementi fisiologici, ormonali, genetici e ambientali, e lo stress è solo una delle variabili in gioco.
La risposta alla domanda se lo stress cronico possa essere la causa dell'infertilità, e se l'ansia provocherebbe "alterazioni" ormonali o di altro tipo nell'organismo che renderebbero impossibile o difficile l'instaurarsi di una gravidanza, è "NESSUNA", secondo i dati più recenti. Recentemente il dottor Jacky Boivin (una delle massime autorità mondiali sugli aspetti emotivi delle coppie con problemi riproduttivi) ha pubblicato la più grande analisi su questo argomento, raccogliendo i dati di 14 studi con più di 3500 pazienti inclusi. Pertanto, e come conclusione, possiamo assicurare che questa “ansia” o “ossessione” non è responsabile del mancato raggiungimento della gravidanza, con i dati attualmente a nostra disposizione.

Nonostante la ricerca suggerisca chiaramente che lo stress cronico può ridurre le probabilità di concepimento, sia attraverso l’interferenza con gli ormoni riproduttivi sia attraverso l’impatto psicofisico sul corpo, è la quotidianità che ci suggerisce una correlazione. Non va inoltre dimenticato che la fisiologia riproduttiva, così come lo stress, sono due argomenti molto complessi da dirimere individualmente e che quindi metterli in rapporto diventa ancora più complicato. Si stima che fino al 30% di tutti i casi di infertilità possa essere controllato da fattori di stress.
La ricerca scientifica che mette in correlazione stress e fertilità è piuttosto recente e caratterizzata da studi di piccole dimensioni che non permettono di avere un quadro chiaro e definitivo sulla questione: non prendono in considerazione altri fattori come l’età o la salute degli organi riproduttivi, sono sostanzialmente riferiti a donne bianche e sottoposte a fecondazione in vitro (quindi con altri problemi di fertilità sottostanti). Sappiamo come lo stress può influenzare la fertilità, ma non ancora quali livelli possono avere un impatto negativo e quali effettivamente i tassi di concepimento.
Il Circolo Vizioso dello Stress da Concepimento: "Più ci pensi e più non rimani incinta"
Come abbiamo detto, lo stress è una risposta naturale del nostro organismo a situazioni percepite come una minaccia. Preoccupazioni, periodi di lavoro molto intenso, difficoltà personali e relazionali sono tutti fattori che possono attivare una risposta di stress prolungata nel tempo. Quando a questi si aggiunge il desiderio forte di concepire un figlio e la delusione per i tentativi non riusciti, lo stress può diventare cronico e dare vita a un circolo vizioso che si autoalimenta, della serie “più ci pensi e più non rimani incinta”.
Cercare di concepire (TTC) può alla fine essere un momento stressante per molte coppie ed è molto probabile che lo stress sia causato dal non riuscire a concepire dopo diversi mesi. Alcune donne o coppie si mettono pressione per concepire perché per loro è molto importante. Poi c'è lo stress che le coppie possono provare dall'avere rapporti sessuali frequenti e in tempi precisi mentre cercano di avere un bambino. Non riuscire ad avere un bambino al momento sperato può inoltre innescare o esacerbare una situazione stressante emotivamente e subentra così un circolo vizioso, anche e soprattutto se si inizia un percorso di procreazione medicalmente assistita.
Che significa? Che più ci si ossessiona nel tentativo di ottenere una gravidanza - calcolando con esattezza i giorni fertili, programmando quando e come avere rapporti sessuali con il proprio partner in modo da avere maggiori speranze di successo - più si trasforma quello che dovrebbe essere un momento di intimità e spontaneità in un compito da portare a termine. Questo approccio metodico, quasi scientifico, alla procreazione crea un’enorme pressione emotiva per entrambi, vanificando tutti gli sforzi. I livelli di cortisolo schizzano alle stelle e l’equilibrio ormonale necessario per la fertilità viene meno. In risposta a tutta questa tensione, il corpo può “decidere” che non è il momento giusto per una gravidanza, bloccando di fatto i processi naturali della fertilità. Ogni mese senza risultato, l’ansia cresce a dismisura, andando a disturbare ulteriormente il processo di concepimento.
Il legame tra fertilità donna e stress non si limita solo agli effetti fisici. Lo stress può avere un impatto significativo sulla salute mentale, e questo, a sua volta, può influire sulla capacità di concepire. Inoltre, le donne che soffrono di stress cronico possono avere difficoltà a mantenere uno stile di vita sano, che è essenziale per la fertilità.
Strategie di Gestione dello Stress per Favorire il Concepimento
Dunque cosa fare? Nonostante sia provato che l'ansia non sia la causa principale dell'infertilità, è fondamentale imparare a gestire l’ansia e lo stress per migliorare il benessere generale e sostenere la salute riproduttiva. Fortunatamente, esistono diverse strategie che le donne e le coppie possono adottare per gestire lo stress e migliorare la loro fertilità.

- Tecniche di rilassamento: La buona notizia è che lo stress che la maggior parte di noi sperimenta nella vita può essere gestito con tecniche di rilassamento, come la meditazione, lo yoga e la respirazione profonda, che sono strumenti efficaci per ridurre i livelli di stress e migliorare la salute generale. Ricavarsi degli spazi di relax è cruciale.
- Attività fisica regolare: L’attività fisica regolare è un altro modo efficace per gestire lo stress. Esercizi come camminare, nuotare o fare stretching possono stimolare la produzione di endorfine, che sono neurotrasmettitori che riducono lo stress e migliorano l’umore.
- Dieta sana e bilanciata: Una dieta sana e bilanciata è fondamentale per gestire lo stress e migliorare la fertilità.
- Supporto psicologico: Per alcune donne, affrontare lo stress emotivo legato alla difficoltà di concepimento può essere una sfida significativa. Il supporto psicologico, come la consulenza o la terapia cognitivo-comportamentale, può essere estremamente utile per affrontare l’ansia e la frustrazione legate alla fertilità. La psicoterapia per coppie con problemi di concepimento offre strumenti preziosi per interrompere la spirale negativa determinata dallo stress e dall’ansia, aiutandovi a recuperare serenità e a ritrovare quella complicità che rende unica la vostra unione. Con il giusto supporto psicologico, potrete apprendere tecniche per gestire quei pensieri negativi che vi affollano la mente e vi tolgono il sonno. Questo può essere fatto con terapia comportamentale, anche di gruppo, e psicologica.
- Mantenere l'intimità: Quando i tentativi ripetuti non portano ai risultati sperati, l’ansia da concepimento può minare speranze e desideri della coppia che cerca di avere un bambino. La delusione costante e la pressione emotiva rischiano di trasformare il vostro percorso verso la genitorialità in un calvario, un cammino impervio e difficile lungo il quale potreste smarrire voi stessi e il senso di quello che state facendo insieme. Potreste trovarvi intrappolati in una routine fatta di calendari, calcoli di giorni fertili e test, che tolgono ogni magia alla vostra intimità, trasformando un momento di connessione profonda in un dovere privo di gioia e complicità. In questo contesto, è facile perdere di vista il motivo per cui avete intrapreso questo cammino insieme e dimenticare l’importanza di mantenere viva la vostra intesa, il fuoco che alimenta la vostra relazione. Attraverso il sostegno psicologico, potete trovare nuove modalità di affrontare insieme questo cammino, liberandovi dalle pressioni e permettendo a voi stessi di vivere il percorso verso la genitorialità con maggiore equilibrio e consapevolezza.
Che stress gli ormoni!
Il legame tra fertilità donna e stress è un aspetto cruciale per tutte le donne che desiderano concepire. Lo stress cronico può interferire con l’ovulazione, la salute uterina e la salute mentale, ma con le giuste tecniche di gestione, è possibile migliorare significativamente le probabilità di concepimento. Gestire lo stress non solo aiuta a migliorare la fertilità, ma contribuisce anche al benessere generale. Se nonostante gli sforzi di gestione dello stress, le difficoltà di concepimento persistono, potrebbe essere utile consultare un esperto in fertilità. Se desideri maggiori informazioni su come affrontare la fertilità donna e stress, contatta un centro specializzato per una consulenza personalizzata.
Tecnologie per il Concepimento e Riduzione dello Stress
I test di ovulazione possono effettivamente aiutarti indicando accuratamente quando stai per ovulare. Questo rende più facile pianificare quando avere rapporti sessuali in modo da poter concepire. Uno studio del Professor William Ledger e Clearblue® del 2013 ha dimostrato che l'utilizzo di questi test non è stato più stressante rispetto a cercare di avere un bambino senza strumenti. I test di ovulazione fanno supporre di sapere quando è il momento giusto per avere rapporti sessuali e, contrariamente ai miti del passato, usare i test di ovulazione non è più stressante rispetto a quando si cerca di concepire senza strumenti.
