Il mondo delle tartarughe terrestri è intriso di fascino e mistero, soprattutto quando si osserva il complesso processo riproduttivo che porta alla nascita di nuove vite. La tartaruga terrestre è senza dubbio un animale maestoso e bellissimo, rappresentando una delle specie animali più affascinanti che esista al mondo. Fortunatamente, grazie all’allevamento e alla loro crescita costantemente monitorata, si è riusciti a preservare più esemplari possibili, e la tartaruga terrestre è tra questi. L’incubazione e la schiusa delle uova di tartaruga terrestre sono due processi assolutamente affascinanti da vedere, e chi ama gli animali, vorrà certamente saperne di più. Il tutto potrebbe apparire banale, in quanto è molto facile far nascere una piccola tartaruga, ma per quanto autosufficiente in termini energetici, lo sviluppo dell'embrione è influenzato enormemente da molti parametri.
L'uovo è un microcosmo autosufficiente in termini di richiesta di nutrienti, ha cioè tutto quello che gli serve per far crescere al suo interno, sino alla schiusa, un essere perfettamente formato. Questo assunto, tuttavia, nasconde un mistero che merita di essere indagato e che, nel caso delle tartarughe, assume un ulteriore valore aggiunto: essendo molte specie minacciate in natura, l'incubazione artificiale delle loro uova riveste sempre maggiore importanza.

Il Rituale della Deposizione delle Uova
La maturità sessuale di una tartaruga femmina arriva intorno ai 7 o 10 anni di età, anche se in alcuni casi può avvenire già a 5 anni. Le copulazioni tra tartarughe di terra si verificano in genere tra i mesi di aprile e giugno. È fondamentale sapere che la tartaruga femmina ha la capacità di immagazzinare lo sperma all'interno per fecondare le uova, e gli spermatozoi possono essere tenuti in vita e funzionali per ben tre anni, e in alcuni casi le femmine possono deporre uova fertili anche cinque anni dopo l’accoppiamento. Mamma Tartaruga, infatti, può conservare il seme maschile all’interno del suo organismo, nella spermoteca, e sviluppare uova fecondate negli anni successivi.
Alcune settimane dopo l'accoppiamento, la femmina è pronta a deporre le uova. Nei giorni prima della deposizione, la tartaruga terrestre assume un comportamento anomalo, ma questo è assolutamente normale. Mamma tartaruga ha vagato per giorni, visibilmente inquieta, scavando dappertutto. Diventa irrequieta, smette di mangiare e si mette alla ricerca di un posto adatto per preparare il nido, provando a fare più buche e camminando per ore in orari inusuali. La tartaruga sceglie una zona di terreno soffice e perde dai 5 ai 10 minuti per deporre le uova in un nido che ha scavato con gli arti inferiori. È molto importante che la tartaruga di terra sia allevata all’esterno, in un ambiente che abbia terra scavabile. Anche per questa ragione, è importante non allevare mai tartarughe di terra su superfici pavimentate. Le uova delle tartarughe di terra, in genere, sono sistemate con grande attenzione dalla madre.
La deposizione delle uova avviene solitamente nel primo mattino o nelle prime ore della sera, preferibilmente nelle fasce orarie della giornata in cui la temperatura è più fresca. La quantità di uova che le tartarughe possono deporre è davvero variabile, perché dipende anche dalle condizioni termiche in cui vivono, dalla specie e dall’età dell’esemplare di tartaruga terrestre. Una tartaruga terrestre molto giovane tende a deporre un maggior numero di uova, mentre una di media età depone in genere dalle 4 alle 6 uova. Le tartarughe possono deporre uova fertili, fecondate dal maschio, ma anche uova sterili. Per straordinari meccanismi affinati con l’evoluzione, le tartarughe sembrano saper riconoscere quali siano le uova sterili e le depongono in superficie. Una tartaruga di terra femmina potrebbe infatti non sotterrare una o più uova, trovandole in superficie. Ciò può succedere o per un suo errore del tutto casuale, soprattutto se la deposizione è stata particolarmente numerosa, o perché la futura mamma sa già che non sono feconde. Le tartarughe di terra depongono le uova generalmente tra maggio e giugno e possono farlo tra le 2 e le 4 volte per stagione.
Deposizione Tartaruga Camilla
La Struttura dell'Uovo: Un Microcosmo Autosufficiente
L'uovo della tartaruga è una meraviglia biologica, progettato per sostenere lo sviluppo di un embrione in modo completamente autonomo. La sua forma può variare da perfettamente sferica fino a strutture molto allungate. Questa forma influenza la superficie esterna: a parità di volume, quello racchiuso in un corpo sferico è compreso in un'area minore. Infatti, ad area minore corrisponde una minore superficie di scambio con l'ambiente circostante, che rende meno suscettibile l'uovo alle condizioni esterne. Inoltre, il rapporto superficie-volume è favorevole, a parità di forma, alle uova di maggiori dimensioni: il volume cresce alla terza potenza, mentre la superficie al quadrato. Un uovo di grandi dimensioni genererà quindi un piccolo più grande e con maggiori probabilità di sopravvivenza.
Le dimensioni relative delle uova non variano di molto, contrariamente a quelle degli adulti di specie differenti, e partono di solito da un asse maggiore di circa 2,5 cm di lunghezza fino ad arrivare a 6/7 cm. Esistono specie, per esempio, che depongono un solo grande uovo, pesante fino ad un quarto delle dimensioni della femmina, ed altre invece che arrivano al centinaio e lo superano. Naturalmente, le due specie hanno strategie riproduttive differenti: la prima punta su di un nascituro che possa da subito contare su dimensioni tali da renderlo meno predabile; la seconda sul numero elevato di piccoli per avere la certezza che almeno una parte riusciranno a scampare alla predazione.
All'interno del guscio e della membrana dell'uovo si trova l'albume, che a sua volta avvolge il tuorlo, rivestito da una membrana propria. Nella superficie del tuorlo, in quello che è definito polo animale, si trova l'embrione ad un primitivo stadio di sviluppo. Le uova dei rettili e quelle degli uccelli sono fortemente telolecitiche, hanno cioè una enorme quantità di nutrienti in relazione alle dimensioni relative del polo animale della cellula uovo, e lo sviluppo successivo si svolgerà in questa parte sotto forma di segmentazione parziale e discoidale. Tuorlo, albume e guscio calcareo sono riserve di nutrienti e sali minerali indispensabili allo sviluppo dell'embrione. La composizione chimica di queste strutture è rispettivamente di proteine, grassi (saturi, insaturi e steroli) e micronutrienti (vitamine e sali minerali). L'uovo, almeno sino alla fecondazione, è un'unica cellula con una riserva enorme di nutrienti.

Nelle tartarughe si hanno due tipologie di gusci: quelli scarsamente calcarei, che conservano una certa elasticità della membrana dell'uovo e che possono espandersi o restringersi, appartengono solitamente a specie acquatiche e semi-acquate che vivono in ambienti umidi; quelli fortemente calcarei, rigidi e dalle dimensioni immutabili, appartengono a specie che vivono in ambienti più aridi. La struttura di base rimane comunque identica in entrambe le tipologie descritte, quello che varia è cioè quanto carbonato di calcio viene a depositarsi al di sopra della membrana dell'uovo. Questi depositi si allargano e si uniscono sino a formare una struttura continua che ha, in ambito microscopico, un numero di pori atti allo scambio gassoso con l'ambiente esterno. Questi ultimi hanno lo scopo di permettere la respirazione dell'embrione e lo scambio di acqua. La disposizione e la forma delle unità di aragonite donano all'uovo la capacità di distribuire un eventuale peso, come la pietra di volta fa in un arco. Quindi, assumendo una forma che si avvicina ad un tronco di cono con la base maggiore rivolta verso l'esterno, questo spiega, inoltre, la facilità con la quale il piccolo riesce a bucare l'uovo, ma al contempo la resistenza che esso dimostra allo schiacciamento.
Lo Sviluppo Embrionale: Dai Primi Passi alla Nascita
Ma come si arriva da un'unica cellula alla nascita del piccolo animale? Dal polo animale l'embrione sviluppa delle strutture accessorie: il corion, che si estende immediatamente sotto la membrana dell'uovo, e l'amnios, che racchiude il liquido amniotico nel quale si trova immerso l'embrione. Questo ricrea l'ambiente di sviluppo ideale, che fino all'avvento delle uova dei rettili era possibile solo in acqua. È questo che ha permesso ai progenitori dei rettili di affrancarsi dall'ambiente acquatico e di poter iniziare a colonizzare le terre emerse. A questo punto, quello che manca all'embrione è una struttura che permetta lo scambio gassoso con l'ambiente esterno: la respirazione. Questa struttura prende il nome di allantoide, è fortemente vascolarizzata, e si va a sviluppare tra corion e amnios, subito al di sotto della membrana dell'uovo.
Il tempo di "gravidanza" di una tartaruga di terra, inteso come il periodo tra la fecondazione e la deposizione, varia. Successivamente alla deposizione, il tempo necessario affinché le uova si schiudano varia dai 60 ai 100 giorni e talvolta si estende anche a più mesi, a seconda della temperatura di incubazione. Nelle tartarughe, la durata dell'incubazione delle uova varia solitamente tra generi diversi, mentre appare tipicamente sovrapponibile tra le specie che li compongono. Si va dai circa 30 giorni di alcuni generi di acquatiche a guscio molle, finanche a superare abbondantemente i 200 giorni di alcuni generi di acquatiche e terrestri tropicali. Temperature più alte determinano uno sviluppo più rapido dell’embrione e quindi una schiusa in tempi minori.
A basse latitudini non è infrequente un fenomeno detto diapausa: esso consiste in un rallentamento estremo dello sviluppo dell'embrione fin quando le condizioni ambientali non sono ottimali, e rappresenta un adattamento all'ambiente. Molte specie a determinate condizioni di temperatura e umidità hanno mostrato di poter rallentare moltissimo lo sviluppo embrionale; ciò è stato studiato negli USA al fine di posticipare le nascite nelle grandi fattorie che allevano tartarughe acquatiche a fini commerciali. Questo meccanismo evidenzia la straordinaria resilienza e adattabilità delle specie di tartaruga.
Fattori Ambientali Cruciali: Temperatura e Umidità
Lo sviluppo dell'embrione è influenzato enormemente da molti parametri, tra i quali la temperatura e l'umidità sono di primaria importanza. Le uova delle tartarughe di terra hanno bisogno di precise temperature per poter restare nel terreno fino al momento della schiusa. L’incubazione dovrebbe essere effettuata ad una temperatura costante di circa 30°, o comunque in un intervallo ottimale.

L'Importanza della Temperatura nella Determinazione del Sesso (TSD)
Non è solo la temperatura a determinare il sesso delle tartarughe. Per quanto riguarda la temperatura, scendendo progressivamente aumenterà il numero di maschi, fino ad arrivare al 100% a temperature inferiori ai 30°C. Al contrario, temperature più calde favoriscono la nascita di un numero maggiore di femmine. Affermare che sia semplicemente così sarebbe, però, semplicistico, perché ogni specie ha il suo grado di sensibilità alla temperatura, derivato dall'adattamento all'ambiente in cui vive. Ciò implica che vi sia una temperatura alla quale si avrà la nascita, in ugual misura, sia di maschi che di femmine, e questa può essere diversa anche tra popolazioni differenti della stessa specie.
Molte specie hanno due "temperature perno", una più alta e una più bassa, ed i maschi nascono a temperature di incubazione intermedie. La temperatura perno è quella temperatura alla quale il genotipo dell'uovo, cioè i cromosomi sessuali, riesce ad esprimersi. In parole semplici, prendendo ad esempio Testudo hermanni che ha digametia sessuale femminile (nei mammiferi è maschile), un uovo con i due cromosomi della coppia sessuale differenti, alla temperatura perno genererà una femmina. Se si abbassa progressivamente la temperatura di incubazione, tutte le uova con i due cromosomi della coppia sessuale uguali genereranno maschi, mentre tra quelle con la coppia differente (geneticamente femminili) una parte genererà maschi in numero maggiore e proporzionale a quanto ci si allontana da quella perno. Si arriverà ad un punto in cui tutte le uova daranno nascite di sesso maschile. Stesso discorso, ma invertito, se si alza la temperatura di incubazione. Si tratta di un adattamento all'ambiente di origine.
Ulteriore implicazione è che solo in un ristretto ambito di temperatura intorno a quella perno, i piccoli avranno uno sviluppo ottimale ed un tasso di crescita maggiore dopo la nascita. Questo ha notevole importanza nell'incubazione artificiale. In natura, dove per natura si intendono le popolazioni originarie, la femmina sceglie il sito di deposizione migliore e, nel caso di Emys orbicularis, si riscontra un bassissimo tasso di inversione sessuale. Ciò sta a dimostrare che la scelta ricade certamente in un sito che permette di fare esprimere alle uova il reale sesso genetico o, quantomeno, si è avuta un adattamento tale da permettere di avere ciò in quella particolare condizione climatica. In ogni caso, le condizioni di incubazione possono variare successivamente alla deposizione in modo imprevedibile in funzione del tempo meteorologico. Nell'incubazione naturale si hanno regolari fluttuazioni di temperatura giornaliere: si è visto che è la durata della temperatura media ad influenzarne lo sviluppo sessuale.
È importante ricordare che la temperatura influenzi la determinazione del sesso esclusivamente nel terzo medio del periodo di incubazione, dividendo quest'ultimo in tre parti uguali. La temperatura la si può monitorare con un semplice termometro. Basterà inserirlo nel terreno alla stessa profondità in cui si trovano le uova.
Il Ruolo Critico dell'Umidità
Oltre alla temperatura, un altro fattore estremamente importante è l’umidità, la quale deve essere piuttosto elevata, fra l’80% e il 90%. La giusta umidità permette all'embrione di svilupparsi nel modo migliore, consentendo di mobilitare e metabolizzare i nutrienti contenuti nell'uovo nel modo più completo. Non è superfluo ricordare che tutte le reazioni chimico-biologiche avvengono in acqua, e una sua carenza ne pregiudica la buona riuscita. L'uovo scambia passivamente e attivamente acqua con l'ambiente esterno tramite i pori del guscio per contatto e in forma gassosa (vapore acqueo). Numerosi studi indicano che esso scambia attivamente acqua solo nella parte centrale del periodo d'incubazione, il terzo medio, riuscendo a compensare eventuali ma pur piccole differenze, in modo da mantenerne un contenuto ottimale. Questo comporta che durante la prima e la parte finale dell'incubazione l'uovo sia molto più sensibile all'umidità relativa dell'ambiente esterno. L'umidità relativa ottimale si colloca sopra l'80% e non supera il 90%.
Il substrato sul quale sono incubate le uova influenza lo scambio di acqua e quello della temperatura.

Incubazione: Naturale vs. Artificiale
A questo punto, sorge il dubbio: cosa fare con le uova?
L'Incubazione Naturale: I Vantaggi dell'Approccio Tradizionale
Se il giardino è abbastanza ampio e soleggiato, è possibile lasciare le uova dove sono e affidare alla natura il loro sviluppo. Questo può essere la soluzione migliore per chi è inesperto nell’uso dell’incubatrice. Un buon programma di allevamento non può sottovalutare l'importanza di cercare la temperatura più prossima alla temperatura perno per quella particolare specie, sottospecie o variante geografica.Per chi abita nell’Italia Centrale o Meridionale, con esclusione della fascia appenninica, è spesso consigliabile lasciare le uova nel luogo originario di deposizione.L'unica accortezza da avere è quella di creare un recinto apposito, di dimensioni adeguate e protetto dai predatori, esposto al sole dall'alba al tramonto, e fornito di un substrato di almeno 20/25 cm di sabbia fine (di lavaggio rena) da giardino. Una semplice gabbia rovesciata, per esempio, può tenere lontano i predatori e ricordare la presenza del nido. Questo accorgimento, poi, proteggerà le uova dagli adulti, poiché passata questa fase, il genitore si disinteressa completamente delle tartarughine e potrebbe tornare a scavare nello stesso punto, distruggendo le uova. La zona di deposizione va recintata (anche superiormente) in modo da proteggerla da incidenti domestici ma anche per evitare di perdere i piccoli alla nascita, che disperdendosi nel giardino sarebbero soggetti a numerosi pericoli.
Passati un paio di mesi, si deve ispezionare quotidianamente il piccolo recinto per verificare se le tartarughine sono emerse dal terreno. I nati in queste condizioni saranno molto vitali e capaci di svernare senza particolari accortezze nello stesso recinto di nascita. La durata dello sviluppo dipende dalla temperatura del terreno e varia quindi a seconda delle condizioni ambientali.
L'Incubazione Artificiale: Controllo e Opportunità
Lo sviluppo delle uova in incubatrice presenta diversi vantaggi: i piccoli si sviluppano protetti da potenziali condizioni ambientali avverse e da predatori (ad esempio topi e ratti), alla nascita sono in un ambiente sicuro e infine è possibile influenzare il sesso dei nascituri. Per questo motivo nelle regioni del nord, gli allevatori spesso pongono le uova in incubatrice, dove è possibile stabilire la temperatura ideale (tra i 28 e i 32 gradi) e il grado di umidità perfetto (80-90%).
A volte, per le ragioni più svariate, può essere necessario spostare le uova. Ricorda che le uova di tartaruga non possono essere capovolte. A differenza delle uova di uccello, che spesso presentano ispessimenti interni che ancorano l'embrione, questi ispessimenti sono completamente assenti nelle uova di tartaruga: se si ruota l’uovo, quindi, l’embrione morirebbe. Le uova da porre in incubatrice devono essere prelevate dal nido prima possibile. Prima della deposizione lo sviluppo dell’embrione è scarsissimo o assente; girare le uova nei primi giorni successivi alla deposizione non costituisce alcun rischio per lo sviluppo dell’embrione (al contrario di quanto comunemente si crede). Per capire se le uova sono fecondate bisogna saperle osservare, un’operazione consigliabile quando sono in incubatrice, perché non dobbiamo scavare nel nido creato dalla mamma. Alla prima settimana potremo notare se si sviluppa la bolla che a breve scenderà fino al tuorlo dell'uovo; questo ci indicherà che è fertile.
Per l’incubazione artificiale è necessario disporre di un’incubatrice per uova di rettile, che può essere acquistata già pronta o può essere fatta in casa con poca spesa. Per prima cosa occorre un grande contenitore isolante munito di coperchio, di plastica, cartone o polistirolo. Sul fondo si pone un materassino o un cavetto riscaldante (40 o 60 watt sono di solito adeguati), sopra il quale, ma non a diretto contatto, si sistema una griglia su cui posare i contenitori delle uova. Le uova possono essere collocate in un piccolo contenitore di plastica, ad esempio una vaschetta per alimenti, riempito a metà con un substrato adeguato. Tra i substrati, quello usato maggiormente è quello a base di vermiculite, in quanto ha la caratteristica di assorbire acqua, creando un'umidità relativa proporzionale al grado di miscela effettuato. Solitamente si dà acqua in proporzione 1:2 di peso con la vermiculite. Il materiale va inumidito con acqua (una quantità di acqua che abbia lo stesso volume del substrato) e in seguito mantenuto umido. È sufficiente ricoprire le uova per metà. Naturalmente il tutto, con le uova, va riposto in contenitori di plastica forati nella parte del coperchio, a loro volta posizionati in una camera climatica alla temperatura prescelta.
È importante un adeguato livello di umidità (circa il 70%) che si ottiene ponendo nel contenitore una vaschetta piena d’acqua. L’uso di un igrometro permette di controllare il grado di umidità. La corretta temperatura di incubazione, fondamentale per lo sviluppo dell’embrione, viene assicurata dall’uso di un termostato elettronico di ottima marca. La sonda del termometro di controllo va collocata in prossimità delle uova, dentro il loro contenitore. La temperatura di incubazione deve essere di 31-32°C, per ottenere un numero maggiore di femmine; in ogni caso non si devono superare mai i 34°C altrimenti i piccoli muoiono.
Una volta al giorno si deve sollevare il coperchio per circa 30 secondi, per permettere il ricambio d’aria. La mancanza di ossigeno, infatti, costringerebbe i piccoli a uscire dall’uovo prima di aver terminato lo sviluppo. In caso sia necessario riporre le uova in incubatrice è comunque importante lasciare spento il termostato per alcune ore, magari durante le ore più calde della giornata, al fine di assicurare delle fluttuazioni di temperatura che ricreino l'incubazione naturale.
Deposizione Tartaruga Camilla
La Schiusa e i Primi Giorni di Vita
Quando la tartarughina è perfettamente formata, dopo aver assorbito il calcio e le sostanze nutritive dall’uovo, fora il guscio con il suo dente dell’uovo. Al termine dello sviluppo, il piccolo tartarughino fora le membrane che lo avvolgono finendole di assorbire con l'ultima parte di tuorlo rimasta. Questa, convenzionalmente, corrisponde alla data di nascita e fissa la durata dell'incubazione. Prima di uscire totalmente dal guscio, il cucciolo di tartaruga può impiegare anche un paio di giorni. Una volta nate, non si deve cercare di affrettare l’uscita delle tartarughine dall’uovo, altrimenti si possono lesionare; spesso, infatti, esse trascorrono uno o due giorni nel guscio aperto per permettere il completo assorbimento del tuorlo.
Ricorda che al momento della nascita, le tartarughine sono estremamente delicate e può essere utile adottare alcuni accorgimenti particolari. Non è difficile occuparsi delle tartarughe di terra appena nate: ciò di cui hanno bisogno è il calore, possibilmente del sole. Le tartarughe baby sono subito in grado di nutrirsi in modo autonomo. Le tartarughe appena nate hanno necessità di stare al caldo, al sole. Se, però, dopo la nascita le condizioni climatiche non sono ottimali, la soluzione, seppur temporanea, è quella di porre le tartarughe in un terrario da interno. La temperatura dovrà essere mantenuta calda in una zona del terrario, attraverso una lampada UVA.
È importante per questi motivi separare gli esemplari appena nati dagli adulti per porle in un luogo riparato, recintato sia ai lati sia nella parte superiore (per evitare gli attacchi di uccelli rapaci). Le tartarughe adulte non si prendono cura delle testuggini appena nate, anzi, di frequente muovendosi ne provocano il ribaltamento sul dorso, condannandole ad una morte certa. Il modo più naturale e corretto è lasciarle nel nido nel terreno scavato dalla femmina di tartaruga che ha deposto le uova. Dobbiamo tenere a mente che devono restare a una temperatura costante di circa 30°. La schiusa si otterrà dopo 8-10 settimane; i nuovi nati possono essere trasferiti in un terrario adeguato o in un recinto all’aperto chiuso e protetto.
Nell’arco del tempo, alcune uova possono risultare danneggiate o coperte di muffa. Le uova apparentemente danneggiate non devono essere eliminate, ma basterà semplicemente isolarle da tutte le altre. Questo solo per avere un occhio di riguardo per esse e monitorarle con più attenzione e cura. Nel caso della muffa, non bisogna poi consentire che si diffonda su altre uova, ciò potrebbe mettere in pericolo anche le uova sane.
Considerazioni Legali e Etiche nell'Allevamento
Nel contesto dell'allevamento di tartarughe terrestri, è possibile che si abbia un eccesso di nati. È possibile cedere le tartarughe in eccesso, ma non si deve dimenticare che questi animali sono soggetti a una rigida regolamentazione. Devono essere muniti di un apposito certificato che ne attesti la provenienza regolare (certificato CITES), vanno denunciati al Corpo Forestale e sono soggetti all’applicazione del microchip. È fondamentale, infine, ricordarsi di denunciare la nascita di nuovi esemplari di tartaruga alle autorità forestali (CITES) entro 10 giorni dalla nascita. Raggiunto l’anno di età alle tartarughe va posto sotto pelle il microchip.
Avere una coppia di queste tartarughe può però presentare grossi problemi: i maschi sono molto insistenti e aggressivi nell’accoppiamento e possono causare alle femmine gravi traumi, mordendole e speronandole con la corazza. Per evitare tutto ciò è opportuno un rapporto di almeno 5-6 femmine per ogni maschio o, in alternativa, tenere separata la coppia dopo pochi giorni di accoppiamento. D’altronde, anche avere molte femmine è problematico, in quanto è possibile trovarsi in pochi anni con un numero di tartarughe difficile da gestire.
L'Esperienza dell'Allevatore e Consigli Pratici
Un buon programma di allevamento è cruciale. Molti manuali di allevamento consigliano temperature di incubazione spesso ricavate da una lettura errata di studi scientifici. Molti allevatori, all'inizio della loro esperienza, hanno seguito indicazioni che hanno portato a un numero molto sbilanciato di animali con lo stesso sesso, un danno che a volte si manifesta solo dopo 4-5 anni dalla nascita, quando è tardi per porre rimedio. L'unico modo inconfutabile per sessare un nascituro è quello di sezionarne gli organi riproduttivi, quindi non consigliabile: chi si vanta del contrario ha solo il 50% di probabilità di azzeccare una previsione.
Un esempio interessante proviene dalle popolazioni sarde di Testudo hermanni, che hanno una temperatura perno differente rispetto a quelle di origine toscana. Non sarebbe sorprendente se così fosse anche per altre popolazioni. Per intendersi, già tra 30/31° C nascono solo femmine, mentre da uova deposte da esemplari di origine toscana nascono in numero doppio i maschi. Questo è certamente un ambito da approfondire.
Il consiglio di molti esperti è di lasciare incubare le uova dove la femmina le ha deposte, purché il posto si trovi nella fascia tirrenica d'Italia ad ovest e lungo la costa in quella adriatica, dove cioè vi sono o c'erano già popolazioni naturali. Questo approccio è sconsigliato più a nord e nei rilievi, in quanto le poche nascite darebbero un numero sbilanciato di maschi.