La contraccezione d’emergenza rappresenta una risorsa fondamentale per prevenire una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento di altri metodi contraccettivi, come la rottura di un profilattico. Tra le opzioni disponibili, ellaOne si è affermata come la cosiddetta "pillola dei cinque giorni dopo", distinguendosi per una finestra di efficacia più ampia rispetto ai farmaci a base di levonorgestrel. Tuttavia, le domande circa la sua reale capacità di agire quando l’ovulazione è già in corso sono numerose e richiedono un’analisi dettagliata del suo meccanismo d’azione, del contesto fisiologico e dei limiti clinici.

Che cos'è EllaOne e come agisce
EllaOne appartiene alla categoria farmacoterapeutica degli ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale. Il suo principio attivo è l’ulipristal acetato, un modulatore selettivo sintetico del recettore del progesterone (SPRM). A differenza dei comuni progestinici, gli SPRM hanno un’azione diversa a seconda dei tessuti che esprimono il recettore del progesterone.
L’ulipristal acetato agisce legandosi con grande affinità al recettore umano del progesterone, inibendo o ritardando l’ovulazione. Questo avviene bloccando l’aumento dei livelli di ormone luteinizzante (LH), il segnale biologico che induce la rottura del follicolo ovarico. Se l’ovulazione viene efficacemente posticipata, lo spermatozoo non trova un ovulo da fecondare, interrompendo così la catena degli eventi che porterebbero al concepimento.
Il dibattito scientifico sull'ovulazione in corso
In linea teorica, se l’ovulazione è in atto, la pillola dei cinque giorni dopo non dovrebbe funzionare. Gli studi sperimentali evidenziano che ellaOne non è in grado di prevenire con certezza il concepimento se viene somministrato nei giorni più prossimi alla liberazione dell’ovocita.
Vi è un unico studio, quello di Vivian Brache, che analizza l’effetto di ellaOne sull’ovulazione durante il periodo fertile. I dati indicano che l’assunzione inibisce o posticipa l’ovulazione nel 58,8% dei casi, ma l’efficacia è fortemente dipendente dal momento del ciclo. La capacità inibitoria è massima (100%) all’inizio del periodo fertile, ma si riduce rapidamente man mano che ci si avvicina al picco di LH. Quando ellaOne viene somministrato proprio al picco di LH, ovvero uno-due giorni prima dell’ovulazione, il farmaco perde la capacità di impedirla, comportandosi in modo simile a un placebo.
Tutto sul progesterone. Con il dott. Marco Gambacciani
L'effetto sull'endometrio: un meccanismo secondario?
Poiché l’efficacia di ellaOne rimane costantemente elevata anche se assunta fino a 120 ore dopo il rapporto, sorge una questione cruciale: come può un farmaco essere efficace anche quando, teoricamente, il concepimento è già avvenuto? Alcuni esperti suggeriscono che, in aggiunta all'azione anti-ovulatoria, l’ulipristal acetato possa rendere l'endometrio inospitale.
L’assunzione altera la recettività tissutale inibendo i recettori del progesterone. In sostanza, ellaOne occupa le strutture cellulari a cui il progesterone dovrebbe legarsi per preparare l'endometrio ad accogliere l'embrione. È documentato che la quantità di farmaco necessaria per alterare l’endometrio è inferiore a quella richiesta per interferire con lo sviluppo follicolare. Sebbene questa inibizione dell'impianto sia oggetto di dibattito scientifico, viene considerata un potenziale contributo alla protezione contro la gravidanza in caso di assunzione tardiva.
Differenze tra EllaOne e pillola del giorno dopo
È necessario distinguere chiaramente tra i diversi tipi di contraccettivi d'emergenza:
- Finestra temporale: La pillola del giorno dopo (solitamente a base di levonorgestrel) agisce fino a 72 ore dopo il rapporto. EllaOne, grazie all'ulipristal acetato, mantiene la sua efficacia fino a 120 ore (5 giorni).
- Efficacia temporale: Entrambi i farmaci sono più efficaci se assunti il prima possibile. Sebbene ellaOne offra una "ragionevole tranquillità" fino a 120 ore, la sua natura di contraccettivo d'emergenza rimane vincolata alla necessità di agire prima che l'ovulo sia stato liberato.
- Modalità di acquisto: In Italia, l'accesso a questi farmaci è regolamentato e, per le maggiorenni, non è richiesta la prescrizione medica, sebbene sia sempre vivamente consigliato un confronto con il proprio medico o ginecologo.

Considerazioni sulla sicurezza e interazioni farmacologiche
EllaOne contiene lattosio e può subire interazioni con altri farmaci. È fondamentale prestare attenzione a:
- Induttori del citocromo P450: Farmaci come la rifampicina (antibiotico), fenitoina, fenobarbital, carbamazepina (antiepilettici), ritonavir (usato nell'HIV) e l'erba di San Giovanni possono ridurre l'efficacia di ellaOne accelerandone il metabolismo epatico.
- pH gastrico: Inibitori della pompa protonica (come l'esomeprazolo) possono ridurre il picco di concentrazione plasmatica di ellaOne, ritardandone o diminuendone l'effetto.
- Contraccettivi orali: Poiché ellaOne occupa i recettori del progesterone, può interferire con l'azione della pillola anticoncezionale regolare. In caso di assunzione di ellaOne, è necessario utilizzare un metodo di barriera (preservativo) per il resto del ciclo e per i 7 giorni successivi.
Effetti collaterali e gestione post-assunzione
Dopo l'assunzione di ellaOne possono verificarsi irregolarità del ciclo mestruale. Molte donne riportano anticipi o ritardi significativi rispetto alla data prevista:
- Nel 7% circa delle donne, le mestruazioni si sono presentate con un anticipo di oltre 7 giorni.
- Nel 18,5% dei casi, si è registrato un ritardo superiore a una settimana.
- Nel 4% dei casi, il ritardo ha superato i 20 giorni.
Queste variazioni sono spesso causate dall'improvviso apporto ormonale. È comune riscontrare anche nausea, cefalea, dolore addominale e spotting intermestruale. Non vi sono prove che l'uso sporadico influisca a lungo termine sulla fertilità, ma l'uso deve rimanere limitato a situazioni di emergenza.
Quando eseguire un test di gravidanza
Dato che nessuna contraccezione d'emergenza garantisce un'efficacia del 100%, rimane essenziale monitorare la propria condizione. In caso di ritardo superiore ai 7 giorni rispetto alla data attesa, o se il sanguinamento mestruale appare anomalo, è indispensabile eseguire un test di gravidanza. È importante considerare anche il rischio di gravidanza extrauterina, i cui sintomi non devono essere sottovalutati anche in presenza di un test positivo o di perdite ematiche.
Il ricorso alla contraccezione d'emergenza deve essere inteso come un "piano di salvataggio" e non come sostituto di un metodo contraccettivo regolare e affidabile, come il profilattico, la pillola o i dispositivi intrauterini, che offrono una protezione costante e prevedibile. La comprensione del proprio ciclo mestruale e la consapevolezza del funzionamento dei farmaci assunti sono strumenti necessari per una gestione responsabile della salute riproduttiva.
