La Voce Irriverente degli "Aborti Mancati": Tra "Egia Rimbambida", Disagio Sociale e Ironia Punk

L'Italia, spesso definita il Paese del sole e delle Emergenze, è un palcoscenico vibrante dove ogni giorno si manifesta una nuova crisi, comportando immancabilmente una seria riflessione di Governo. Tra un'emergenza e l'altra, mentre il cittadino è frastornato, si susseguono le Moratorie. Questo scenario di incertezza e di contraddizioni sociali ha sempre fornito un fertile terreno per espressioni artistiche di denuncia e di sfogo, e in questo contesto si inserisce, con la sua inconfondibile carica provocatoria, la storica band bergamasca degli "Aborti Mancati".

Attivi dal 1989 al 1994, gli "Aborti Mancati" hanno saputo far ridere amaramente una miriade di fan grazie ai loro testi irriverenti e tragicomici, che affrontavano senza filtri temi come le schifezze, il sesso, la chiesa, gli sballi e il disagio quotidiano. La loro musica, un punk-rock ben caratterizzato e orecchiabile, ha rappresentato non solo un grido di ribellione ma anche una vivida cronaca di un'epoca, in cui le emergenze sociali ed economiche si intrecciavano con le frustrazioni individuali, dando vita a un panorama di malcontento che trovava eco nelle loro sarcastiche liriche.

Copertina di un album punk-rock italiano degli anni '90

Gli "Aborti Mancati": Una Traiettoria Unica nel Punk-Rock Italiano

La band degli "Aborti Mancati", sebbene attiva per un periodo relativamente breve, dal 1989 al 1994, ha lasciato un segno distintivo nel panorama musicale underground italiano. La loro originalità non risiedeva solo nella scelta di testi provocatori e spesso al limite, ma anche nella loro capacità di comporre musiche che, pur avendo un sapore punk-rock inconfondibile, erano "ben caratterizzate, orecchiabilissime che non stancano mai, nemmeno a distanza di anni". Questa combinazione di immediatezza musicale e profondità (seppur spesso celata dietro una facciata di puro divertimento e irriverenza) tematica, ha permesso loro di creare un sound unico. Essi riuscivano a mescolare la rabbia tipica del punk con melodie accattivanti, rendendo le loro canzoni accessibili anche a chi non era strettamente legato al genere, pur mantenendo intatta la loro anima più cruda e ribelle. La loro musica diventava così un veicolo potente per esprimere il "disagio quotidiano" in tutte le sue sfaccettature, da quelle più personali a quelle più apertamente sociali e politiche.

Il Contesto Socio-Politico: L'Italia delle "Emergenze" e del "Disagio Quotidiano"

Per comprendere appieno la risonanza dei testi degli "Aborti Mancati", è essenziale inquadrarli nel contesto di un'Italia costantemente alle prese con "emergenze" e con un diffuso senso di precarietà e malcontento. Il motto dei politici, "Moratoria nostra, vita mea", sintetizza una realtà dove le decisioni importanti sono spesso posticipate o affrontate con soluzioni temporanee, mentre il cittadino è frastornato da un flusso continuo di crisi.

La Legge Maroni e la Genesi del Precariato Moderno

Uno degli aspetti più dolorosi di questo "disagio quotidiano" era, e in parte rimane, la condizione del lavoro. Nessuno diceva più nulla sulla Legge Maroni, una normativa che ha allineato la politica del lavoro dell'Italia a quelle del quinto mondo. La revisione o l'abolizione della Legge 30, che pure era nel programma dell'Ulivo, è stata messa in secondo piano a causa di continue "emergenze". Il professor di economia Mauro Gallegati, citato da Beppe Grillo, ha chiaramente evidenziato come "la legge sul precariato è una legge che è stata utilizzata solo per diminuire il costo del lavoro". Questa riduzione non ha riguardato solo i salari, che già erano bassissimi, ma anche i contributi previdenziali, creando "un'intera generazione di persone che attualmente vivono in condizioni di precarietà, con un salario bassissimo e da pensionati non avranno i soldi per andare avanti". La sua analogia è illuminante: "È come se andaste in banca a chiedere un mutuo e diceste 'guardate che però con molta probabilità non riuscirò a restituirlo' e il direttore vi dicesse: 'benissimo, pagherà un interesse molto più basso degli altri'". Pagare un salario più basso ai precari, in sostanza, riduce la gente a mendicare un posto di lavoro.

Questa realtà ha avuto conseguenze drammatiche, come nel caso della mancanza di sicurezza alla ThyssenKrupp, dove "gli operai sopravvissuti hanno dichiarato che non si poteva protestare per i turni interminabili o per gli estintori vuoti", perché "chi è assunto a tempo determinato se protesta è lasciato a casa". Le testimonianze personali di lavoratori come Manuel Rossi, che a 23 anni si vantava di guadagnare 1.400,00 € al mese dopo aver lavorato duramente sin da 16 anni, o come Casamax 9000, che a 38 anni è stato costretto ad accettare una qualifica inferiore e uno stipendio di 900 euro con contratti interinali a termine dopo che la sua ditta ha chiuso perché "costava troppo", rivelano un'amara verità. Sara S., a 23 anni, nonostante lavori da 5 anni con uno stipendio di 1000 euro, non riesce a mettere via un soldo, esprimendo l'idea di "scappare" da un'Italia che non le piace. Questi racconti delineano un quadro di sfruttamento e disillusione, dove la meritocrazia è un miraggio e la stabilità lavorativa un lusso per pochi. Le argomentazioni di "gente produttiva", maurizio bandiziol e Jasmine S., che sottolineano la mancanza di impegno e la troppa attenzione ai piaceri effimeri da parte dei giovani, aggiungono un'altra prospettiva, evidenziando una frattura generazionale e una polarizzazione delle opinioni sulla causa del disagio. Ciononostante, la realtà del precariato descritta da Gallegati e dai lavoratori mette in luce un problema sistemico che va oltre la volontà del singolo.

L'Emergenza Rifiuti e le Ombre della Criminalità Organizzata

Un altro fronte caldo delle "emergenze" italiane, spesso intriso di retorica e semplificazioni, è stato quello dei rifiuti. L'emergenza rifiuti a Napoli ha suscitato commenti sulla "inciviltà dei napoletani", con dichiarazioni come quella di Calderoli, secondo cui "Napoli non è Italia". Tuttavia, come ricordato da un campano nel testo fornito, occorrerebbe ricordare che "la criminalità organizzata ha sversato per anni i rifiuti delle aziende del nord nelle nostre terre". I vantaggi economici derivanti dallo smaltimento illegale di rifiuti, anche tossici, affidati alla camorra che li stivava nelle terre campane, sono stati enormi. Angelo C. ha sottolineato come "i soldi dello smaltimento illegale di rifiuti tossici li prende impregilo della famiglia romiti", invitando a "finirla con il dire che la camorra, questa entità astratta, gestisce questo e quell'altro". Questa prospettiva sposta la responsabilità dalle colpe civili imputate ai cittadini a quelle politiche e aziendali, richiamando l'attenzione sulle connivenze tra economia legale e criminalità. Ne ha parlato anche Saviano nel suo libro, portando alla luce le verità scomode di un sistema corrotto.

La Crisi del Debito Pubblico e la Disillusione Generale

Il quadro delle "emergenze" si completa con la preoccupante situazione finanziaria del Paese. Ezio Vittorio Gallea, esprimendo la sua convinzione, ritiene che "lo stato Italia sia in grossa difficoltà nel dover rimborsare Bot, Btp, Ctz, Cct ai propri sottoscrittori". I motivi sono molteplici: un debito pubblico enorme che ammonta a "più di 1.600.000.000.000 di euro", il patto che l'Italia si è promessa di rispettare nei confronti dell'UE con scadenza nel 2010, i giudizi espressi dalle maggiori agenzie di rating, e il confronto con altri titoli di Stato che offrono rendimenti migliori con rating superiori. La situazione è aggravata dal fatto che "molti fondi comuni sono pieni di titoli di Stato italiani e se le agenzie di rating dovessero declassare il nostro paese si troverebbero… a vendere questi titoli in massa". Inoltre, "i soldi emessi non sono controgarantiti dall'oro o da altri beni, ma solo da promesse", e lo Stato italiano paga i titoli con le nuove sottoscrizioni, il che implica che "se le prossime aste di titoli andassero a vuoto, i possessori dei titoli in scadenza non riceverebbero il rimborso". A questi dubbi si aggiunge la limitata garanzia sui conti correnti, fino a 103.291 euro, lasciando molti esposti. Questo scenario genera un senso di disillusione profonda, dove "la gente non ci crede, stanno tutti a lamentarsi però i mutui sono aumentati del 3% così come i finanziamenti personali e la gente non può fare a meno che farsi inculare a sangue". Gianni Botti, con amara rassegnazione, afferma che "quello che sta per succedere DEVE succedere e lo vuole la gente perché vive alla giornata senza più fregarsene del futuro. Ce lo hanno insegnato la tv e i politicanti." Questa critica si estende ai media e ai politici, accusati di distrarre e corrompere i valori, come ribadito da Luca Bo, che esorta a "mandare a fare in culo il 'Grande Fratello' e 'L'Isola dei Famosi'", definendo i politici "mafiosi corrotti" e "servi di un sistema corrotto, senza valori ed ideali".

Graffiti di protesta sociale in Italia

Questo è il brodo culturale in cui gli "Aborti Mancati" hanno immerso le loro liriche, trasformando la frustrazione e l'assurdità del vivere quotidiano in musica.

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Analisi Approfondita delle Canzoni Simbolo: Riflessi di Disagio e Ribellione

Le canzoni degli "Aborti Mancati" sono specchi distorti di questa realtà, capaci di cogliere l'essenza del disagio con cinismo e umorismo nero. Passare traccia per traccia sarebbe lungo, dato il loro numero, ma una carrellata delle canzoni meglio riuscite permette di apprezzare la profondità della loro irriverenza.

"Egia Rembambida": La Ribellione Contro il Perbenismo

Il brano "Egia Rembambida" rappresenta un attacco diretto e senza mezzi termini alle "vecchine che si impicciano dei divertimenti alcoolici della gente". In un contesto sociale dove il giudizio altrui è spesso pervasivo, la band si vendica con "un bell'augurio di morte", trasformando la frustrazione per l'ingerenza in una reazione estrema e catartica. Il termine "Egia Rembambida" stesso, che probabilmente affonda le radici in un gergo locale o un'espressione gergale che evoca l'immagine di anziane pettegole e impiccione, incarna un rifiuto delle norme e delle aspettative sociali imposte, un tema centrale nel punk-rock. Questo brano è un inno alla libertà individuale e alla ribellione contro un perbenismo soffocante, che cerca di controllare e giudicare ogni aspetto della vita personale. È una chiara manifestazione dell'attitudine autodistruttiva e al contempo liberatoria che permea molta della loro produzione.

"No Pre' No Fra'": La Critica alla Chiesa

Con "No Pre' No Fra'", gli "Aborti Mancati" si scagliano apertamente contro la chiesa. Il testo è "duro ed ironico allo stesso tempo", e la musica segue questa dinamica: "parte tranquilla con una chitarra tagliente per poi incedere galoppante verso il termine, proprio com'è iniziata". Questa progressione musicale riflette l'escalation della critica, che da un'iniziale osservazione acuta si trasforma in una corsa sfrenata contro l'istituzione ecclesiastica. La canzone si inserisce in un filone classico del punk, quello della critica all'autorità in ogni sua forma, e in particolare a quella religiosa, vista spesso come custode di moralismi e ipocrisie, in netto contrasto con la libertà di pensiero e di azione propugnata dalla band.

"Carne Suina": Provocazione e Ambiguità Sessuale

Il brano "Carne Suina" è "spassosissima" e mette in scena un dialogo simulato "tra un uomo e una ragazzina che non vuole provare i piaceri della carne… Ma poi lei cambia idea". Questa rappresentazione, carica di ambiguità e provocazione, esplora i temi della tentazione, dell'iniziazione e della scoperta del piacere, il tutto avvolto in un velo di ironia tragicomica. La musica, inizialmente scherzosa, "si colora di un vago metal che si sposa benissimo col cantato" nel momento in cui la ragazzina cede, sottolineando il cambio di atmosfera e l'intensità della scena. La canzone gioca con i tabù sociali e le convenzioni morali, mettendo in discussione le aspettative sul comportamento e sulla sessualità.

"Peccati (Di Uno Degli Aborti Mancati)": Confessione Tragicomica e Desiderio di Redenzione (o Parodia?)

Subito dopo "Carne Suina" parte quella che "probabilmente è la miglior canzone del lotto": "Peccati (Di Uno Degli Aborti Mancati)". Il brano è "bellissima", e la sua intro è un "coro di chiesa storpiato con tanto di organo", un preludio perfetto all'ironia blasfema che seguirà. La canzone vera e propria inizia con l'Aborto Mancato che "si confessa ad un fraticello", rivelandogli un elenco impressionante di misfatti: "bevo vino e del Signore non ho mai avuto rispetto", "molte volte ho ammazzato, un po' di ragazze ho violentato, penso alla figa quasi sempre - non me la levo dalla mente". Infine, il confessante chiede "una penitenza leggera perché non è pratico di preghiere". La genialità di questo brano risiede nella sua profonda ambiguità: "Non si capisce bene se è una presa in giro oppure c'è veramente un po' di voglia di redenzione, beh… è questo il bello!". Questa zona grigia tra la parodia sacrilega e un inaspettato barlume di autoconsapevolezza è ciò che rende la canzone così potente e memorabile. È un affondo profondo nella moralità, o nella sua assenza, e nella complessa relazione tra il peccato e la ricerca di perdono, il tutto filtrato attraverso l'occhio dissacrante del punk.

Illustrazione satirica di una confessione in chiesa

"Croste Del Naso": L'Inno all'Irriverenza Pura

"Croste Del Naso" è un inno alla capacità degli "Aborti Mancati" di trasformare "anche il più caccoloso argomento in una gioia per le nostre orecchie". Può sembrare stupido, "e lo è", ma proprio in questa apparente stupidità risiede la sua forza. La band dimostra la sua attitudine a trovare il lato comico e irriverente in qualsiasi dettaglio della quotidianità, anche in quelli più banali e disgustosi. È un'esaltazione del non-senso e dell'anticonformismo, che rifiuta ogni forma di seriosità e celebra l'umorismo più becero e liberatorio. Questa canzone incarna perfettamente il loro senso dell'umorismo e la loro attitudine autodistruttiva, trasformando il grottesco in arte.

"Diluente" e "Spinello Blues": Autodistruzione e Consapevolezza

La dicotomia tra autodistruzione e una sorprendente consapevolezza di sé emerge chiaramente in due brani emblematici: "Diluente" e la "dolcissima ballata" "Spinello Blues". Nella prima, "Diluente", vengono trattati i "particolari benefici da tiro di diluente", ma la band non esita a concludere con una chiara e cruda avvertenza: "Ti fà andare in cancrena - ma ne vale la pena". Questa frase racchiude l'essenza di una scelta consapevole, seppur pericolosa, di sfidare i limiti del proprio corpo e della società, accettando le conseguenze in nome di una forma effimera di piacere o di evasione.

"Spinello Blues", d'altra parte, offre una prospettiva più malinconica e riflessiva sull'uso di sostanze. Inizia con un'espressione di gioia: "lo spinello a me, me gusta - me fà fiesta nella tiesta", dipingendo un quadro di spensieratezza e piacere. Tuttavia, la canzone evolve in una sorprendente presa di coscienza quando il protagonista si rende conto che "se fumi tutto il giorno - diventi come Mike Bongiorno - no no no - non posso rischiare - forse è meglio rinunciare". Questo passaggio è emblematico della capacità della band di non cadere nel mero elogio dell'eccesso, ma di esplorare anche le implicazioni e le possibili conseguenze, introducendo un elemento di autoironia e, in fondo, di saggezza. Il riferimento a Mike Bongiorno, figura iconica della televisione italiana, aggiunge un tocco di comicità pop a un tema altrimenti serio, sottolineando come l'eccesso possa trasformare l'individuo in una caricatura di se stesso, portando alla perdita di identità e vitalità. Entrambe le canzoni, pur con approcci diversi, riflettono il "disagio quotidiano" attraverso la lente dell'autodistruzione e della ricerca di evasione, ma con la sottile aggiunta di una consapevolezza amara o autoironica delle conseguenze.

Immagine stilizzata di un teschio e fumo, simbolo di rischio

L'Impatto e l'Eredità degli "Aborti Mancati": O Amare o Odiare

Gli "Aborti Mancati" sono stati una band che non lasciava indifferenti. Come suggerito, "o si amano o si odiano", ma "un'ascoltata se la meritano dato che esprimere a parole le loro canzoni è molto difficile". Questa difficoltà nel descrivere la loro musica a parole è forse la testimonianza più eloquente della loro unicità e della forza del loro messaggio, che doveva essere vissuto e ascoltato per essere compreso appieno. La loro eredità risiede nella capacità di aver dato voce, con un linguaggio crudo e una sincerità brutale, a un malessere diffuso, trasformando il "disagio quotidiano" e le "emergenze" dell'Italia di quegli anni in inni punk-rock. La loro musica rimane una fotografia potente e sfrontata di un'epoca, e un esempio lampante di come l'arte possa essere uno strumento incisivo per commentare, criticare e, in fondo, esorcizzare le tensioni sociali.

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