Il sistema immunitario umano è una macchina biologica complessa, evolutasi nel corso dei millenni per difendersi da una vasta gamma di microbi. Ogni neonato eredita questa capacità che si manifesta fin dalle prime ore di vita. Se così non fosse stato, la specie umana non avrebbe potuto sopravvivere. Grazie a questa memoria immunologica, il nostro organismo è in grado di rispondere anche alle piccole parti dei microbi contenute nei vaccini senza venire indebolito. I vaccini, infatti, rappresentano lo strumento più efficace per la protezione dalle malattie infettive, stimolando il sistema immunitario senza provocare le manifestazioni della malattia che si vuole prevenire.

Il rischio reale: il batterio del tetano
Il batterio responsabile del tetano (Clostridium tetani) è un bacillo anaerobio obbligato che si trova dappertutto, in particolare nella terra e nella polvere che proviene dall’esterno. Si tratta di un microrganismo presente in natura sia in forma vegetativa che sotto forma di spore, le quali risultano estremamente resistenti sia ai comuni disinfettanti che al calore.
Quando penetra nell'organismo, spesso attraverso ferite insignificanti, lacerazioni o ustioni contaminate da terra o polvere, il batterio inizia a produrre una pericolosa neurotossina, nota come tossina tetanica o tetanospasmina. Questa agisce a livello del sistema nervoso centrale, interferendo con la regolazione dell’attività muscolare e provocando dolorosi spasmi e rigidità. Tali spasmi partono solitamente dalla mascella per poi coinvolgere i muscoli dell'intero corpo, potendo arrivare a compromettere i muscoli respiratori e laringei, determinando la morte per asfissia. Se non prontamente diagnosticata e trattata, la malattia può degenerare portando a gravi complicazioni e alla morte del paziente.
La protezione vaccinale: componenti e somministrazione
Il vaccino contro il tetano contiene l'anatossina (o tossoide) tetanica purificata: la tossina prodotta da C. tetani inattivata mediante procedimenti chimici, che solitamente richiedono l'uso di formaldeide. Attualmente, il vaccino è disponibile unicamente sotto forma combinata. La vaccinazione antitetanica è obbligatoria nel nostro Paese per i nuovi nati fin dal 1968, mentre in precedenza era già richiesta per gli sportivi affiliati a federazioni del CONI e per lavoratori considerati a rischio.
Per ottenere un'adeguata protezione, la vaccinazione deve essere effettuata secondo schemi precisi. La vaccinazione primaria consiste nella somministrazione di tre dosi iniettate ad intervalli definiti, iniziando solitamente al terzo mese di vita. Poiché la protezione indotta non dura a lungo, sono previsti richiami periodici ogni dieci anni per tutta la vita.
Gestione del vaccino combinato e dell'esavalente
Il vaccino esavalente è un preparato combinato che protegge contro sei diversi agenti patogeni: Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite B, Poliomielite ed infezioni da Haemophilus Influenzae di tipo b (Hib). È indicato per l’immunizzazione dei lattanti con tre dosi somministrate entro il primo anno di vita.
Come funzionano i vaccini? - Malattie e medicinali per bambini - Il sistema immunitario
È importante notare che esistono diversi vaccini esavalenti autorizzati in Italia ed Europa, che differiscono tra loro principalmente per gli antigeni pertossici. Oltre alla formulazione per lattanti, esiste il vaccino dTpa, utilizzato prevalentemente negli adolescenti e negli adulti, che contiene una dose inferiore di antigeni antidifterici e antipertossici rispetto alla versione pediatrica.
Reazioni avverse e farmacovigilanza
Sebbene i vaccini vengano considerati tra i prodotti farmaceutici più controllati, efficaci e sicuri, come tutti i farmaci non sono esenti da possibili effetti indesiderati. Definire un "vaccino sicuro" non significa che esso sia totalmente esente da effetti collaterali; piuttosto, si intende un prodotto il cui beneficio nel difendere da un pericolo reale e superiore - rappresentato dalla malattia - giustifica i rari rischi associati.
La maggior parte degli eventi segnalati non è causata dal vaccino stesso, ma sono eventi casuali temporalmente correlati alla vaccinazione. Si definisce "reazione avversa" solo il caso in cui vi sia la certezza della correlazione causale. Per monitorare questo aspetto, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) gestisce il sistema di rilevazione delle reazioni avverse. I dati regionali, come quelli del sistema "Canale Verde" del Veneto, confermano che la maggior parte delle reazioni sono lievi e si risolvono spontaneamente.
Tipologie di reazioni comuni
- Reazioni locali: Arrossamento, gonfiore, dolore o indurimento nel sito di iniezione. Queste si manifestano nel 5-15% dei casi e solitamente si risolvono in pochi giorni.
- Reazioni generalizzate: Febbre (spesso inferiore ai 39°C), malessere generale, che appaiono entro 24-48 ore dalla somministrazione.
- Reazioni rare nei bambini: Crisi di pianto prolungato o, in casi molto rari (inferiori a 1 su 10.000 dosi), convulsioni febbrili.

Precauzioni e controindicazioni
Prima della vaccinazione, è fondamentale eseguire una corretta anamnesi prevaccinale. Il personale sanitario, attraverso domande specifiche, verifica l'idoneità del soggetto. Non è necessaria la prescrizione di esami di laboratorio prima della somministrazione, poiché l'anamnesi si è dimostrata lo strumento più efficace per valutare il rischio.
Le controindicazioni vere e proprie impediscono la somministrazione del vaccino. Esempi includono l'encefalopatia ad eziologia sconosciuta verificatasi entro 7 giorni da una precedente dose di vaccino antipertossico o reazioni allergiche gravi a componenti specifici del vaccino. Situazioni come la malattia acuta grave o la prematurità richiedono precauzioni, portando il medico a consigliare un rinvio della somministrazione.
È fondamentale sottolineare che lo stato di gravidanza e l'allattamento non costituiscono controindicazioni alla somministrazione della vaccinazione antitetanica. Al contrario, la vaccinazione antipertossica è raccomandata nel terzo trimestre di gravidanza per garantire una protezione passiva al neonato durante i primi mesi di vita.
Considerazioni sulla scadenza dei richiami
Qualora la vaccinazione antitetanica risulti "scaduta" - ovvero siano trascorsi più di dieci anni dall'ultimo richiamo - e il soggetto si ritrovi esposto a un rischio reale di contrarre l'infezione da C. tetani, è necessario rivolgersi immediatamente al medico curante. Il professionista valuterà la necessità di un'immunoprofilassi, che può prevedere la somministrazione di immunoglobulina antitetanica e l'eventuale supporto di una terapia antibiotica, procedendo poi alla regolarizzazione del piano vaccinale.
Parallelismi nel mondo animale: la vaccinazione dei cuccioli
Il concetto di protezione tramite immunizzazione si estende anche al mondo veterinario. Per i cuccioli, i vaccini sono essenziali per prevenire malattie infettive fin dai primi mesi di vita. Il primo vaccino viene solitamente effettuato tra le 6 e le 8 settimane. Analogamente a quanto accade nell'uomo, il cane può manifestare effetti collaterali a poche ore dalla somministrazione, come reazioni locali, ma in casi rari possono verificarsi sintomi più gravi come rush cutanei o difficoltà respiratorie, che richiedono l'intervento immediato del veterinario.
La prospettiva scientifica sulla sicurezza
La ricerca scientifica dimostra costantemente che il sistema immunitario risponde in modo adeguato anche quando vengono somministrati più vaccini in associazione. Grazie ai vaccini "coniugati", è possibile stimolare anche il sistema immunitario non ancora pienamente maturo dei bambini piccoli. Ogni vaccino, prima di essere approvato, è sottoposto a rigorosi test di sicurezza e tollerabilità. Il monitoraggio non si ferma alla messa in commercio: i vaccini restano tra i prodotti farmaceutici più costantemente controllati.
In ogni contesto vaccinale, il principio cardine rimane il confronto tra rischio e beneficio. Il pericolo rappresentato dalla malattia - come la meningite da Haemophilus Influenzae (che può portare a sordità o sequele neurologiche) o la polmonite e l'encefalite da morbillo - è sempre di gran lunga superiore al rischio, seppur mai nullo, di una reazione avversa al farmaco. La corretta informazione e l'adesione ai calendari vaccinali rappresentano, pertanto, l'unico baluardo efficace contro la diffusione di malattie infettive potenzialmente letali.
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