Il parto orgasmico: tra fisiologia, psicologia e la riscoperta dell’intimità

Il tema della sessualità legata alla nascita di un figlio rappresenta uno dei tabù più radicati nella cultura contemporanea. Spesso si tende a circoscrivere l’esperienza del parto esclusivamente entro i confini della sofferenza, quasi come se il dolore fosse l’unico parametro in grado di conferire valore alla maternità. Eppure, una prospettiva diversa esiste, ed è supportata sia da testimonianze dirette che da osservazioni cliniche: il cosiddetto parto orgasmico o estatico.

rappresentazione stilizzata e astratta del legame tra biologia, emozioni e nascita

Il fenomeno dell'orgasmo durante il travaglio

Partorire è doloroso, non c'è dubbio. E per alcune donne il dolore è disumano. Ma non per tutte. Secondo una ricerca condotta dal Positive Birth Movement, un quarto delle partorienti prova piacere durante il travaglio, e il 6% addirittura raggiunge l’orgasmo. Molte donne si sentono a disagio nell’ammettere un legame tra la maternità e sensazioni francamente sensuali. Pare più appropriato associare la nascita di un figlio alla sofferenza, ma è un atteggiamento fuorviante.

Secondo Virginia Howes, ostetrica e autrice del libro The Baby’s Coming, se una donna ha fiducia nel suo corpo, se lo conosce bene e si sente supportata da chi le sta intorno, avrà molte più probabilità di vivere un’esperienza piacevole e persino erotica. Una donna a quattro zampe, che ansima e geme, suda a occhi chiusi e si aspetta qualcosa di grandioso alla fine… pensaci, non ti ricorda nulla? Se per molte donne provare piacere durante il parto sembra impossibile, conferma l’associazione Nascere bene, è perché la nascita è un evento pesantemente medicalizzato, che induce paura e tensione anziché alleviarle.

Uno studio condotto su circa 1.000 ostetriche rivela che il parto può essere anche una fonte di piacere. Thierry Postel, uno psicologo francese autore di una ricerca pubblicata sulla rivista Sexologies, ha analizzato il fenomeno. Dalle testimonianze è emerso che, su 206.000 nascite monitorate, sono stati segnalati 1.536 casi in cui la donna ha manifestato segni inequivocabili di orgasmo durante le contrazioni. È importante sottolineare che ogni caso è a sé: la soglia del dolore e la reattività neurofisiologica variano drasticamente da individuo a individuo.

La biochimica dell'amore: ossitocina ed endorfine

Il corpo di una donna produce i cosiddetti ormoni dell’amore quando fa sesso con il partner, ma anche durante il travaglio, la nascita e in allattamento. Questi ormoni mirano a rinforzare la relazione con il prossimo e sono alla base delle interazioni sociali. L’ossitocina, spiega D’Ambrosio, che da anni segue le donne in gravidanza in Casa maternità Prima Luce, è l’ormone della contrazione, che dà la spinta al bambino per venire al mondo, attiva, dà calore, forza e ritmo al parto. Le endorfine favoriscono l’abbandono e il rilassamento tra le contrazioni. La prolattina, il cui picco è circa un’ora dopo la nascita, contribuisce al distacco spontaneo della placenta; ma anche e soprattutto aiuta a maturare accudimento e quella tenerezza tipica del mammifero che ha perso il cucciolo.

In entrambi gli eventi - sessualità e parto - esiste una fase di preparazione, in cui il corpo si ammorbidisce e si prepara ad accogliere e lasciar andare. Sono i preliminari nella sessualità e i prodromi nel travaglio. L’espulsione ha nel parto una sollecitazione molto profonda degli organi ed è per questo che alcune donne riescono a provare piacere. Siamo mammiferi e riusciamo a lasciarci andare, tanto da permetterci di attivare un travaglio, solo se ci sentiamo protette e sicure. Ad ogni disturbo scatta un meccanismo di paura e allarme che altera il feedback ormonale fisiologico, così preciso in travaglio.

diagramma semplificato del ciclo ormonale (ossitocina, endorfine, prolattina) durante il travaglio

La sessualità in gravidanza: una risorsa per la coppia

Fare l'amore durante la gravidanza è di per sé un fatto assolutamente normale. Sempre in condizioni normali il feto non corre rischi perché è protetto dall'utero e dal sacco amniotico. Paradossalmente, proprio durante questi nove mesi, alcune donne riescono per la prima volta ad abbandonarsi completamente al piacere e a provare la pienezza dell'orgasmo. L'orgasmo contiene in sé la capacità all'abbandono, alla rinuncia del conosciuto, favorisce l'andare verso l'incognita, l'abbandonare i propri confini e limiti a favore dell'unione come esperienza più profonda.

L'unione sessuale riprende l'esperienza dell'unione con la madre nella vita endouterina e rispecchia nel suo ritmo la matrice di unione-separazione-riunione, lo stesso ritmo di gravidanza e nascita. La sessualità durante la gravidanza nutre la donna e il bambino. Se la donna è deprivata di un supplemento ulteriore di affetto e contatto, difficilmente lo potrà dare al suo bambino. Il bambino in utero, partecipe della sessualità dei suoi genitori, apprende amore e tenerezza, entra in contatto con "l'altra metà di sé", la parte maschile, attraverso la sessualità si sente completo e riceve nutrimento di energia sessuale che è energia vitale.

Sebbene la gravidanza crei una condizione psicofisica molto favorevole all'arricchimento della sessualità, molte coppie sperimentano un periodo di stallo. La risposta è semplice: sulla pulsione sessuale agisce profondamente un complesso intreccio di fattori di varia natura, soprattutto culturale e psicologica. Tra le controindicazioni mediche - che devono sempre essere valutate dal ginecologo - rientrano minacce d’aborto, rischio di parto prematuro, placenta previa o rottura del sacco amniotico. In tutti gli altri casi, non c'è motivo di votarsi alla castità.

La riorganizzazione della coppia dopo la nascita

Con l’arrivo di un figlio molte coppie sperimentano un periodo di stallo dell’attività sessuale che, in alcuni casi, può addirittura precedere la nascita del bambino. La nascita rappresenta un evento che inevitabilmente stravolge la vita di entrambi i partner. Questi ultimi sono chiamati a operare una riorganizzazione interna che, a livello psicologico, li porta a modificare la propria rappresentazione mentale assumendo funzioni di cura prima sconosciute.

In parte il calo dell’attività sessuale può dipendere da fattori non modificabili nell’immediato. A livello ormonale la donna può avvertire un calo del desiderio già nel periodo della gravidanza e, non di rado, nell’allattamento. Altri elementi possono influenzare ugualmente il periodo successivo alla nascita in quanto la riduzione delle ore di sonno e lo stress derivante dalla cura del piccolo possono esercitare un effetto negativo sulla qualità della vita dei neogenitori.

La psicoterapia può aiutare i neogenitori ad assumere un punto di vista più oggettivo che si riflette sulla dimensione di coppia, riducendo la tendenza ad auto colpevolizzarsi o ad etichettare l’altro come mancante. È fondamentale validare entrambi mettendo in discussione il pregiudizio secondo cui si diventa genitori alla nascita del figlio, inquadrando piuttosto tale trasformazione come un processo in divenire. Numerosi studi dimostrano quanto la percezione del sostegno dell’altro e lo stile di attaccamento predominante nel rapporto a due possano agire da fattore protettivo non solo rispetto al calo dei rapporti sessuali, ma anche come elemento in grado di contrastare emozioni negative e stati depressivi.

L'Educazione Sessuale dei Figli: l'Infanzia | 1 (Mariolina Ceriotti Migliarese)

Il ruolo della masturbazione e dell'auto-ascolto

L’introduzione della masturbazione all’interno di un rapporto di coppia prevede molti vantaggi per il benessere della relazione e per la soddisfazione sessuale individuale. Tale pratica inserita all’interno di una relazione diadica permette la costruzione di un incontro dinamico, profondo e intimo con l’altro. È rilevante sottolineare che la masturbazione può e deve rimanere un importante spazio individuale in cui non solo viene rinvigorito il rapporto che si ha con se stessi, ma l’approfondita conoscenza del proprio piacere permette di andare ad alimentare anche lo sviluppo di desideri e fantasie sessuali.

Quando si parla di parto orgasmico, il riferimento all'auto-stimolazione non è raro. Angela Gallo, una nota blogger, ha descritto l'esperienza di "toccarsi" durante il travaglio come una risposta istintiva del corpo per gestire il dolore e vivere in modo totalizzante l'esperienza. Nel 1988 il dottor Barry Komisaruk ha pubblicato uno studio sul Journal of Sex Research confermando l’idea che dopo aver stimolato la loro vagina e il clitoride le donne sono meno sensibili al dolore. La parola magica per queste esperienze è ossitocina, l'ormone che agisce in modo massiccio durante il parto, ma che può essere prodotto anche dalla stimolazione clitoridea e dei capezzoli.

Prospettive critiche e realtà clinica

La variabilità nelle esperienze di parto delle donne è così elevata che ogni affermazione totalizzante non rende giustizia. Quella del parto orgasmico è un’esperienza che può essere raccontata come una curiosità, non come un modello standard o come un obiettivo da perseguire: bisogna stare attenti alle mitologie anche perché non esiste un parto migliore di un altro. Il concetto di nascita “orgasmica” è assai lontano dal parto doloroso che ci viene presentato spesso al giorno d’oggi.

Nelle società umane, la partecipazione dell'uomo al parto è un fenomeno relativamente recente. Nel passato esistevano rituali che tenevano occupato l'uomo quando la sua compagna partoriva. Oggi, la presenza del partner è incoraggiata, ma è fondamentale che tale presenza sia vissuta senza pressioni. Esiste un libro che più di altri va regalato ad una donna in gravidanza: Le funzioni degli orgasmi di Michel Odent, chirurgo francese considerato da molti il pioniere del parto naturale.

In conclusione, la via verso una nascita consapevole passa per la libertà di scelta. Che si tratti di un parto vissuto con estasi o di un travaglio affrontato con la fatica che caratterizza l'essere umano, l'obiettivo ultimo rimane il rispetto per la fisiologia e per l'intimità della coppia. L'ambiente fa la differenza: la donna più facilmente si lascia andare in situazioni conosciute, con persone di fiducia. Pare che sia la propria abitazione il luogo in cui le donne riescono davvero a sentirsi libere, circondate da odori familiari e ancoraggi che la rassicurano. Ogni coppia dovrebbe sentirsi libera di scegliere il proprio percorso in questo momento straordinario della vita.

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