Il desiderio di un figlio va oltre la storia di vita individuale; ha radici profonde e arcaiche di natura culturale e sociale. Per molte persone, poter avere un figlio è un passo necessario a completare la realizzazione della propria identità, sia come individui che come coppia. Potersi rappresentare come genitori è un passaggio evolutivo a livello di crescita psicosessuale, che permette di passare dal ruolo di figli al legittimo ruolo di adulti. Tuttavia, per un numero crescente di individui e coppie, questo percorso è segnato da un'attesa dolorosa e da una domanda persistente: "Perché non riesco a rimanere incinta?".
L'infertilità, oggi, è un problema più diffuso di quanto si pensi. La ferita causata dalla mancata gravidanza può essere profonda, ma la cicatrice resta. Questo accade perché il disagio è acuito da una società in cui, in un certo senso, si viene valutati in base alla produttività. Oltre a questo peso, molte coppie devono sopportare le pressioni della famiglia, degli amici, dei colleghi che, più o meno volutamente e velatamente, trasmettono il loro malcelato pietismo per chi è senza figli. Così, il matrimonio diventa, in alcuni casi, il capro espiatorio. Il rischio di rottura è alto, ma quello che non uccide rende più forti.

Il Peso Psicologico dell'Infertilità
Il dolore psicologico legato all’infertilità può essere paragonato a quello provato in patologie croniche gravi, dal momento che non riuscire a diventare genitori è un fattore di crisi dell’identità e può mettere a dura prova anche il legame di coppia. La sfera psicologica gioca un ruolo importante nelle situazioni di sterilità e infertilità, sia come una delle possibili cause del problema, sia come conseguenza per l’impatto che il disturbo provoca nei singoli e nella coppia.
È difficile stabilire con chiarezza come la componente psichica influenzi la possibilità di concepire, dal momento che la sfera soggettiva non può essere generalizzata. Tuttavia, è possibile riscontrare nella nostra esperienza di psicoterapeuti molti casi in cui la psicoterapia ha messo in luce un collegamento stretto tra la componente psicologica e quella organica. La sofferenza psicologica è in grado di alterare i livelli ormonali e, dunque, posticipare o impedire l’ovulazione. La psiche gioca un ruolo diretto sulla possibilità creativa, dal momento che ha un impatto non solo sull’assetto ormonale, ma anche sull’umore, sul sistema immunitario, sul sistema endocrino e su altri fattori che partecipano a favorire o ostacolare la generatività, come ad esempio l’alimentazione.
Come psicoterapeuti sappiamo come l’ansia aumenti i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina presenti nell’organismo. Questi, a loro volta, alterano l’equilibrio degli ormoni sessuali (LH, FSH, estrogeni, progesterone, prolattina). Sappiamo come il buon funzionamento dell’apparato genitale femminile, responsabile del ciclo mestruale (ritmo, durata, intensità), rifletta una condizione di equilibrio interiore e di salute. Peso, stile di vita e stress sono le principali cause di disfunzioni quando non ci sia una patologia organica. Alcune patologie mentali possono creare interferenze nella fisiologia del ciclo mestruale, come i disturbi alimentari che alterano il peso e sottopongono l’organismo a sforzi eccessivi (ad esempio, troppo sport) o la dipendenza da sostanze o da comportamenti che sono dannosi per l’organismo. Ma quando si dice che lo stress può essere un fattore di rischio nell’infertilità e nella sterilità, si comprendono anche tutti quei casi di donne in cui non si riesce ad individuare un motivo chiaro che causa il problema, dove amenorrea, dismenorrea, anovularietà sembrano essere un mezzo attraverso cui gli organi esprimono un disagio che la donna non riesce a comunicare attraverso le emozioni.
Le donne che chiedono il sostegno di una psicoterapia perché non riescono a diventare madri sono molto sofferenti, hanno preoccupazioni crescenti e talvolta sono ossessionate dalla sterilità della coppia. È difficile stabilire se il loro disagio sia esclusivamente una conseguenza della situazione pesante che stanno vivendo o se ci fosse già un malessere emotivo che si è “slatentizzato”, scoppiando a causa delle circostanze. La difficoltà di stabilire cosa venga prima o dopo riguarda anche le coppie seguite in psicoterapia, che vengono messe a dura prova quando devono affrontare l’infertilità e solo se l’unione è forte e il legame maturo riescono a tollerare l’impatto emotivo della frustrazione e dell’impotenza di un problema che può diventare un evento traumatico. Non sappiamo se le dinamiche emotive della coppia prima fossero funzionali, ma certamente si assiste in molti casi alla nascita di attriti, colpevolizzazione reciproca e la tendenza a riversare sull’altro la propria frustrazione. Sia quando la coppia è coalizzata sia quando va in crisi, si vede spesso, nei percorsi di psicoterapia di coppia, come il malessere dei due partner occupi tutto lo spazio dentro di loro e si perda la possibilità di essere accoglienti e dare spazio alla costruzione del “grembo psichico” che precede la gravidanza. La maternità prevede la presenza di un utero accogliente, ma anche di un contenitore mentale dove il figlio che verrà alla luce possa essere atteso e pensato, desiderato e amato anche prima di nascere. È molto difficile riuscire ad essere accoglienti quando si è pieni di sofferenza. Anche se la donna sa che lo stress può impattare l’organismo e ostacolarne il buon funzionamento, non riesce ad elaborare il malessere da sola e spesso anche il compagno, che è coinvolto nella situazione, non riesce ad essere un sostegno.

Tale situazione facilita l’esordio di fattori psicosessuologici che sono sia causa che conseguenza dell’infertilità di coppia. I problemi sessuali sono dovuti al fatto che i rapporti vengono programmati nei giorni in cui la donna è in ovulazione per renderli efficaci al fine di concepire; la coppia non fa più l’amore quando lo desidera, l’incontro intimo si trasforma in un agire meccanico e, anziché essere un momento desiderato e assumere valenze emotive positive, diventa una prestazione dove i due partner vivono l’incapacità di riuscire a procreare. Ma non sono rari i casi in cui i problemi sessuali erano precedenti alla decisione di avere un bambino e causati da altre difficoltà psicologiche, come nel caso dei “matrimoni bianchi” dove la necessità di consumare il rapporto si fa più pressante proprio di fronte al desiderio di diventare famiglia.
Le disfunzioni sessuali in questi casi possono essere legate a fobie o altri disturbi di natura emotiva da ricercarsi nella storia personale. Talvolta emergono nei percorsi di psicoterapia timori profondi della donna a vivere la trasformazione radicale che il corpo subisce di fronte a una gravidanza e, dunque, un conflitto tra il desiderio e il rifiuto di rimanere incinta. In altri casi, la donna può sentirsi ancora molto immatura e dipendente dalla propria famiglia per sentirsi di assumere il ruolo di madre e le responsabilità che comporta. Le paure della donna possono assumere la forma di fobia della penetrazione e causare sintomi come il vaginismo. Incertezza e senso di inadeguatezza possono investire anche il partner maschile e determinare problemi nella sfera dell’intimità, come l’impotenza. Come psicoterapeuti psicologi sappiamo come lo stress interferisca con la funzione delle gonadi, sia maschili che femminili, ostacolando il concepimento.
Presso un centro di psicologia specializzato è possibile trovare un sostegno psicologico ai problemi di sterilità e infertilità, anche se non deve crearsi l’illusione della certezza che con la psicoterapia la donna rimanga incinta e riesca a portare a termine la gravidanza. Quando si parla di disagio emotivo non è possibile determinare un nesso di causa diretto tra il malessere e i suoi effetti, anche se sappiamo che corpo e mente sono strettamente collegati. Il lavoro di psicoterapia può alleviare la sofferenza individuale e la presa in carico dei conflitti di coppia, permettendo di ridurre lo stress presente nella vita di queste persone. Quando un figlio non arriva, è facile lasciarsi assalire da mille dubbi e insicurezze, ma è importante non permettere alla paura di prendere il sopravvento. Ci si chiede di continuo: "Perché non riesco a rimanere incinta?".
"Stress da rientro" nemico della #fertilità, i consigli dell'esperta
Fattori Biologici e Medico-Scientifici
Come sottolinea l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), è necessario precisare che si può iniziare a parlare di problemi di infertilità soltanto se sono trascorsi almeno 12/24 mesi da quando una coppia ha iniziato ad avere rapporti non protetti. Il primo passo è certamente quello di non saltare a conclusioni affrettate: potrebbe trattarsi di una difficoltà temporanea e non necessariamente della presenza di cause di natura patologica. Le cause alla base della difficoltà di concepimento, infatti, possono essere varie e, soprattutto, molteplici.
L’età è un fattore determinante. Come è noto, la fertilità femminile diminuisce in modo significativo a partire dai 32 anni ed è molto bassa oltre i 40 anni (con percentuali che scendono al 5-7%). La lista delle malattie trasmissibili sessualmente è molto lunga, ma una delle più insidiose per la fertilità è certamente la Chlamydia, che spesso è asintomatica. L’endometriosi è una tra le principali cause di infertilità femminile. Si tratta di una malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, cioè l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina e intestino. Un’ulteriore causa di infertilità femminile è la sindrome dell’ovaio policistico, definita come un disturbo endocrino causato da uno squilibrio degli ormoni sessuali.
I problemi che hanno a che fare con l’infertilità non riguardano solo il corpo. Molto spesso, infatti, davanti a un mancato concepimento non vengono neanche individuate con chiarezza le cause possibili. Per alcune persone, queste emozioni sono transitorie. C’è, innanzi tutto, la perdita di una speranza, di una fantasia, del bambino che abbiamo immaginato e desiderato. Chi non riesce a concepire un figlio può cadere in una grande disperazione di fronte alla perdita di qualcuno che “non esiste”, e che tuttavia è così desiderato e racchiude in sé un grande valore simbolico. La perdita è anche quella dell’identità di genitore. Chi deve affrontare la consapevolezza che non proverà mai ciò che accompagna la genitorialità biologica può sentire di non aver superato un fondamentale passaggio, personale e sociale, all’età adulta. Essere un genitore è per molti parte fondante della visione di un sé adulto, e perdere ciò può essere estremamente doloroso. Il fallimento nel realizzare un compito personale importante come la procreazione può far diminuire anche la propria autostima, sia come individui che come coppia. Molte persone con problemi di sterilità faticano ad accettare di essere impotenti di fronte a questa realtà e si perdono alla ricerca di cause possibili che li aiutino a trovare una spiegazione, finendo però spesso con l’attribuirsi delle colpe che non hanno.
L’autostima può essere ulteriormente danneggiata se ci si accorge di provare emozioni “scomode” che possono sorprendere e spaventare, come la rabbia, la gelosia e l’invidia per coloro che riescono con facilità dove essi “falliscono”. Queste emozioni possono anche ricadere sulla vita sociale e sulle amicizie di chi sta affrontando problematiche legate al concepimento. Può accadere, infatti, che i bambini degli amici ricordino dolorosamente ciò che non si ha, che le donne incinte ricordino i misteri della gravidanza che non si potranno provare, e che gli altri genitori vengano visti come chi è più fortunato o è stato più “capace”. Accanto a tutto questo, anche il rapporto con il proprio corpo può subire contraccolpi: prima considerato funzionante, il corpo diventa all’improvviso percepito come “difettoso”. Indipendentemente dalle cause dell’infertilità, uomini e donne spesso sentono che i loro corpi sono danneggiati e che qualcosa dentro di loro non funziona come dovrebbe. Questo “difetto fisico”, seppur “invisibile”, può essere sentito dalla persona infertile come visibile agli occhi degli altri, e quindi aumentare il senso di vergogna e inadeguatezza. A tutte queste difficoltà fa da cornice il fatto che anche la sicurezza economica è spesso minacciata dalle procedure che ruotano attorno all’infertilità.
Non credere di essere la sola ad avere difficoltà nel concepire il bebè che sogni, perché non è così. "Perché non riesco a rimanere incinta?" - Sono sempre di più le donne che si ritrovano a fare i conti con questa domanda, anche perché l’essere umano non è poi così fertile se paragonato agli altri animali. È stato riportato, infatti, che la probabilità di concepimento per ciclo nella donna non arriva al 25%. Se si pensa che nei conigli addirittura sfiora il 100%, traiamo le dovute conclusioni riguardo alle reali possibilità della nostra specie! Se vogliamo essere ancora più precisi e facciamo un grafico sulla fertilità nella specie umana, disegnando una curva della popolazione normale che cerca figli nel tempo, vediamo che la media della popolazione, ovvero l’apice della nostra curva, riesce a concepire dopo circa sei mesi di rapporti mirati. Nella pratica corrente, si parla di infertilità dopo un anno di ricerca di un figlio senza esito, periodo in cui, secondo i calcoli precedenti, avrebbe dovuto concepire più del 90% delle coppie fertili. A questo punto, pur sapendo che in quasi la metà dei casi non troveremo alcuna causa, è bene procedere con esami più approfonditi.
La fertilità raggiunge il suo apice verso i 25 anni nella donna, rimanendo costante fino ai 35 anni di età, per poi iniziare a calare progressivamente nel tempo. Diversi fattori, tra cui l’inquinamento ambientale e lo stile di vita, giocano un ruolo fondamentale nella fertilità: ad esempio, l’abuso di sostanze come fumo e alcolici, l’uso cronico di alcuni farmaci o droghe, professioni a rischio per esposizione a sostanze tossiche o radiazioni.

Approfondimenti Medici e Diagnostici
Si sente parlare in giro di posizioni per rimanere incinta, da assumere durante il rapporto per facilitare la fecondazione, o di pozioni magiche da ingerire nel periodo fertile… Vediamo di far luce su questi “rimedi della nonna”. Dopo un rapporto sessuale, gli spermatozoi depositati nel corpo femminile raggiungono la tuba in circa 5 minuti; quindi, non servono assolutamente a nulla le posizioni acrobatiche antigravitazionali assunte dalla donna per favorire la risalita degli spermatozoi. Invece, è risaputo che alcuni rimedi fitoterapici utilizzati ancora in diverse popolazioni nel mondo ed arrivati anche a noi siano in grado di migliorare la fertilità.
L’uomo deve raccogliere il seme, che viene analizzato mediante lo spermiogramma, esame che permette di rilevare il numero, la motilità e le forme normali degli spermatozoi. Per valutare la qualità dell’ovulazione, la donna deve fare una valutazione ormonale, mediante prelievo del sangue eseguito in fasi diverse del ciclo mestruale, unitamente a un’ecografia transvaginale che permette di vedere la maturazione dei follicoli nell’ovaio e contemporaneamente la preparazione dell’endometrio (rivestimento interno dell’utero) all’impianto. Altro esame a cui la donna deve sottoporsi è la valutazione dell’apertura delle tube (pervietà tubarica). Quest’ultima permette di studiare la sede in cui avviene l’incontro della cellula uovo e dello spermatozoo (fecondazione) e, nello stesso tempo, la morfologia della cavità uterina, sede dove avverrà successivamente l’impianto dell’embrione. Le cause più frequenti di infertilità sono da ricondurre a problemi dell’ovulazione o comunque a problematiche ormonali, a pari merito con il fattore maschile, quindi con un problema di spermatozoi.
Numerosi tentativi per cercare una gravidanza che non arriva? La delusione è tanta, mese dopo mese, e si fa ancora più pressante se il concepimento non arriva nonostante un lungo e duro percorso di fecondazione assistita. Può capitare, ma non è facile affrontare il dolore che ne consegue, carico di emozioni negative. A piccoli passi, occorre però superare tutte le difficoltà, con l’aiuto di persone care o di professionisti della salute. Il desiderio di diventare genitori è profondamente radicato nell’essere umano. La sensazione di non essere in grado di concepire può portare a una serie di emozioni conflittuali come la frustrazione, la tristezza, la colpa e persino la vergogna. È cruciale riconoscere e accettare queste emozioni come parte del percorso, permettendo a sé stessi di elaborarle e affrontarle gradualmente. Il primo passo per superare la frustrazione di un test di gravidanza negativo è quindi proprio quello dell’accettazione. Il dolore di non essere madre è un’esperienza personale, profonda, che merita attenzione e cura. Tuttavia, è importante non giudicarsi, evitare di colpevolizzarsi: una donna non si realizza solo con la maternità, sia fisiologica che ottenuta tramite fecondazione assistita. Bisogna amarsi. È più facile così superare la delusione della mancata gravidanza e poi parlarne con persone care, lasciando uscire dal proprio animo le sensazioni negative.
Il corpo umano è una “macchina” estremamente complessa che esprime tutta la sua delicatezza nei sofisticati equilibri dei sistemi riproduttivi, sia maschile che femminile. Basti pensare agli ormoni legati all’ovulazione, i cui livelli possono essere alterati da uno sforzo fisico intenso, da cattiva alimentazione o da stress emotivo. Capire perché non si rimane incinta subito è fondamentale: può aiutare a gestire le aspettative. Il concepimento è un processo complicato che dipende da molti fattori, tra cui la finestra fertile, ovvero il periodo in cui è più probabile rimanere incinta: l’ovulo o gamete femminile vive solo 24 ore una volta rilasciato dalle ovaie ed è solo in questo breve lasso di tempo che può essere fecondato dagli spermatozoi. Non è automatico, poiché tra la fecondazione e l’impianto dell’embrione in utero concorrono altri aspetti. Per avere un’idea: le statistiche dimostrano come anche per le coppie sane le probabilità di concepimento il primo mese di tentativi sono solo del 15-25%.

L’ansia da concepimento è un’esperienza piuttosto comune quando si cerca di avere un bambino, ma può diventare paralizzante, influenzare negativamente il rapporto di coppia o anche la stessa fertilità: l’ansia crea stress che può modificare i livelli ormonali necessari all’ovulazione, anticipandola, posticipandola o sopprimendola. È quindi importante trovare dei rimedi per gestire questa negatività, con tecniche di rilassamento come lo yoga, lo sport o i massaggi, ma anche chiedendo l’aiuto ad un terapeuta o partecipando a forum online dedicati al supporto di chi non riesce a raggiungere l’obiettivo della maternità: in questi luoghi virtuali spesso si possono ottenere conforto e consigli utili da parte di chi ha vissuto esperienze simili. La paura di non rimanere incinta può diventare opprimente, ma è importante trovare un equilibrio tra il desiderio ardente di concepire e la gestione delle aspettative. Accettare che il percorso verso la gravidanza può essere irregolare, con alti e bassi, è essenziale per mantenere una salute mentale positiva. Per superare la delusione di una mancata gravidanza è anche importante guardare avanti, cercare di capire come mai ed esplorare le varie opzioni risolutive. Non esiste un metodo infallibile per rimanere incinta, ma ci sono pratiche da seguire in grado di aumentare le probabilità di concepimento: mantenere uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e riduzione dello stress può favorire la salute riproduttiva. Inoltre, monitorare il ciclo mestruale, identificare i giorni fertili e avere rapporti sessuali durante questa finestra può aumentare le possibilità.
Dopo un anno di tentativi mirati, senza successo, o sei mesi se la donna è over 35, è invece consigliato consultare uno o più specialisti della fertilità per individuare la causa del problema e valutare eventuali trattamenti per la fertilità. Non riuscire a rimanere incinta nei giorni fertili è una problematica che affligge molte donne, e che naturalmente provoca frustrazione e confusione nella coppia alla ricerca di un bambino. In questo senso, specifici test diagnostici possono aiutare a identificare problematiche sottostanti come infezioni vaginali, che sono molto diffuse e possono inficiare i tentativi di concepimento. Eubiosi vaginale, candida, vaginiti micotiche ed aerobiche, vaginosi, infezioni vaginali, malattie sessualmente trasmissibili, ulcere genitali, disbiosi, infertilità, irritazioni intime e bruciore, irritazioni intime e perdite, irritazioni intime e prurito sono problematiche che differiscono tra loro in modo netto per eziologia, diagnosi e trattamento ma che in ogni caso possono inficiare i tentativi di concepimento: ecco perché è fondamentale il consulto con uno specialista che, attraverso specifici test, riuscirà a individuare la tipologia e l’origine del disturbo, intervenendo nel modo più rapido e preciso.
Quando una coppia inizia a cercare di concepire si aspetta che la gravidanza avvenga rapidamente. "Non rimango incinta!". Questo può generare un profondo senso di delusione. Sara non riesce ad avere un figlio, ha spesso la sensazione di essere circondata da persone che hanno una gravidanza senza difficoltà. Amiche, colleghe di lavoro, vicine di casa, tutte prima o poi annunciano la gravidanza e arrivano con il pancione. Per chi, come Sara, un figlio non riesce ad averlo nonostante innumerevoli tentativi e fallimenti alle spalle, ogni annuncio, ogni pancione è una coltellata al cuore. Dietro quel sorriso, ostentato senza nemmeno tanta convinzione, c’è tantissima sofferenza. C’è anche un forte senso di colpa in tutto ciò. "La mia migliore amica è incinta!". Quando è qualcun’altra a raccontare come si fa a rimanere incinta, questo non significa che sia meno doloroso sapere della loro gravidanza, anzi. Incattivirsi, in risposta a condizioni inaccettabili, è una reazione molto comune e istintiva. È facile essere felici se la tua amica ha una promozione in ufficio. In questo caso, bisogna accettare il fatto che una persona non sia in grado di comprendere pienamente i tuoi sentimenti.
"NON RIMANGO INCINTA". Il primo passo è certamente quello di non saltare a conclusioni affrettate. Potrebbe trattarsi di una difficoltà temporanea a rimanere incinta e, non necessariamente, della presenza di cause di natura patologica. Un dato certo è che la donna, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, non incontra particolari problemi a concepire il proprio figlio. Mediamente, il 50% delle coppie in buone condizioni di salute riesce a concepire dopo 4/5 mesi dal primo tentativo. Uno dei fattori più comuni, responsabili del mancato concepimento, è la scelta dei momenti, o meglio dei giorni, in cui si decide di avere rapporti sessuali. Circa metà delle coppie non conosce quali sono i giorni più fertili. Potrebbe essere una delle cause della mancata gravidanza, certo. Molto spesso si sbaglia la scelta dei giorni dei rapporti.

È possibile calcolare i giorni più fertili per ricavare così il periodo di ovulazione. Inserendo il primo giorno dell’ultima mestruazione e la durata media del ciclo mestruale, si può conoscere il proprio periodo fertile e come la probabilità si distribuisca tra i giorni della finestra fertile. La fase di ovulazione, cioè il periodo più fertile, ha una durata di circa 24 ore. Il periodo in cui è possibile restare incinta, però, è più ampio perché gli spermatozoi vivono circa 72-96 ore all’interno delle vie genitali femminili, quindi, è possibile restare incinte per un periodo di circa cinque giorni al mese. I giorni più fertili sono quelli subito prima dell’ovulazione e il giorno stesso in cui l’ovulo scende nella tuba. Tra le prime cose da fare, per cercare di rimanere incinta subito, vi è sicuramente calcolare i giorni più fertili.
"Dottoressa, non rimango incinta, ci provo da mesi e mesi." L’infertilità, oggi, è un problema più diffuso di quanto si pensi. Nell’ambito di progetti di prevenzione, ascoltando la storia clinica di ogni coppia per tracciare, in un primo inquadramento, il profilo e le condizioni di salute riproduttiva, si nota come a trent’anni sia raro che qualche donna si ponga il problema della maternità. Si è nel pieno della ricerca di un’identità lavorativa, professionale, sentimentale. Poche persone si chiedono se potranno mai avere figli, se saranno fertili o meno. Ecco che, una volta stabilizzata la propria vita, si passa a desiderare un compagno, poi una famiglia. Si programma il futuro dicendo “Avrò un figlio”, “Ne voglio almeno due”, pensando di avere il potere di decidere. E proprio in questo momento che, non potendo sfuggire allo stress e alle preoccupazioni, dobbiamo gestirlo. Ciò che conta, dunque, è come reagiamo. Molte volte queste problematiche vengono, comprensibilmente, tenute riservate anche agli stessi familiari.
Camminare, regolarmente e, preferibilmente nelle prime ore del mattino, migliora la fertilità. Ritagliarsi per sé un’ora al giorno non significa esagerare. Un’alimentazione controllata e ricca di antiossidanti migliora la qualità degli spermatozoi e degli ovociti e contribuisce a proteggere la fertilità. L’ideale è seguire la dieta mediterranea. Infine, ma non da ultimo, leggere. Genera sentimenti positivi, sia che si tratti di narrativa, sia che si tratti di saggistica, classici o romanzi contemporanei. La fertilità può essere influenzata da molteplici fattori. È difficile mantenere l’ottimismo quando si desidera diventare madre e la gravidanza non arriva. La speranza di riuscirci, le visite mediche, i tentativi e il desiderio di realizzare questo sogno si mescolano con sentimenti forti e talvolta distruttivi. In quei momenti ci si chiede: "Perché non riesco a rimanere incinta?".
Quando il concepimento non avviene in modo naturale, è una situazione che coinvolge due persone. Quando una coppia cerca di concepire ma non riesce ad ottenere la tanto attesa gravidanza, spesso è la donna a chiedersi perché non ci riesce, assumendosi tutte le responsabilità, quando in realtà non è così. La domanda che molte coppie dovrebbero porsi davanti a questa realtà è: "Quanto tempo deve passare prima di preoccuparci e cosa dobbiamo fare?". Un aspetto molto importante nella ricerca della gravidanza è sapere riconoscere i giorni fertili. Alcune donne non conoscono bene il proprio ciclo mestruale o non sanno quando stanno ovulando. Per questo motivo è fondamentale conoscere il periodo di ovulazione. L’ovulazione avviene circa 13-15 giorni prima dell’inizio di ogni ciclo mestruale. Come il ciclo stesso, anche il momento dell’ovulazione può variare da un mese all’altro e, in alcuni casi, potrebbe non verificarsi affatto. Sebbene il processo ovulatorio duri solo due o tre giorni, avere rapporti sessuali prima di quel periodo può portare al concepimento.
Un’altra domanda che ci si pone quando non si riesce a rimanere incinta è: "Quando è il momento giusto per cercare aiuto medico?". Si tende a chiedersi se sia meglio fissare subito un appuntamento o aspettare ancora un po’. In questo caso la risposta è molto chiara: dipende dall’età della donna. Gli specialisti consigliano di consultare un medico della fertilità dopo un anno di rapporti non protetti durante i giorni fertili se la donna ha tra i 30 e i 35 anni. Oltre all'età, ci sono molti altri fattori che impediscono la gravidanza. L’età è il fattore che più influenza la fertilità. Dopo i 35 anni, le difficoltà aumentano a causa della riduzione della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. L’endometrio gioca un ruolo cruciale nel processo di impianto dell’embrione. L’endometriosi è una delle principali cause che potrebbero rispondere alla domanda "Perché non riesco a rimanere incinta?". Si verifica quando il tessuto endometriale cresce al di fuori dell’utero, ostacolando lo sviluppo normale della gravidanza.
Alcune pazienti chiedono: "Se ho già un figlio, perché non posso rimanere incinta?". La scarsa qualità degli ovociti è spesso correlata all'età e si manifesta dopo i 35 anni, ma può verificarsi anche in donne giovani con un'anomalia o un farmaco che influisce negativamente sugli ovociti. Le pazienti con bassa qualità ovocitaria hanno una maggiore probabilità di anomalie genetiche strutturali. Qualsiasi alterazione delle tube di Falloppio che ne comprometta la permeabilità o la mobilità può impedire la fecondazione. La sindrome dell’ovaio policistico è una condizione in cui la donna presenta livelli molto elevati di ormoni (androgeni), che rendono difficile per le ovaie rilasciare ovuli maturi. Questa patologia può essere diagnosticata con una semplice ecografia durante un controllo annuale di routine. Come già detto, una coppia giovane che cerca senza successo una gravidanza per oltre un anno dovrebbe rivolgersi a uno specialista per identificare le cause del mancato concepimento. Questo periodo si riduce con l’avanzare dell’età della donna o se l’uomo ha più di 40 anni. Nella consulenza sulla fertilità vengono effettuati determinati test per scoprire le cause dell’infertilità sia nella donna sia nell’uomo.
Stai cercando una gravidanza da mesi ma il test di gravidanza è sempre negativo? Non sei sola! La Medicina della Riproduzione è al tuo fianco, per bypassare gli ostacoli che impediscono il coronamento di un sogno. Molti centri specializzati lavorano da anni proprio per questo! Affidarsi ad un esperto che valuti attentamente la situazione ed indaghi a fondo è il primo passo da fare. Se, per varie ragioni, è stato necessario rimandare il progetto di una gravidanza e l’età riproduttiva della donna non consente di raggiungere l’obiettivo con i propri ovociti, la medicina della riproduzione interviene offrendo la possibilità di una fecondazione eterologa con ovodonazione.
Una delle problematiche che più comunemente si rilevano nelle donne che non riescono a rimanere incinta è l’irregolarità mestruale: i problemi ormonali possono influire sul ciclo mestruale ed un ciclo irregolare rende complicato individuare il periodo fertile, cruciale per il concepimento mirato. Cosa fare: consultare un ginecologo ed un endocrinologo sono le prime cose da fare. Dopo una attenta analisi del quadro clinico, si passa alla valutazione ormonale ed ecografica e si imposta un iter terapeutico personalizzato che si avvale di una sinergia di medicina accademica, medicina naturale e percorso nutrizionale. L’ovocita, espulso dal follicolo ovarico con l’ovulazione, inizia un percorso all’interno della tuba di Falloppio, sede dell’incontro con uno spermatozoo. L’ovocita fecondato attraversa la tuba per alcuni giorni prima di impiantarsi in utero. Quando le tube sono ostruite o danneggiate, tutto questo processo non può avvenire e dunque la gravidanza non può instaurarsi. Cosa fare: indagare la pervietà tubarica.
Cosa fare: presso centri specializzati è possibile diagnosticare eventuali malformazioni uterine mediante approfondita ecografia transvaginale 2-3-4D, isterosonografia ed eventualmente isteroscopia diagnostica indolore. Se emergono delle problematiche nel numero, nella motilità e/o nella morfologia degli spermatozoi, si passa ad ulteriori indagini con approfondimenti specialistici (visita urologica, ecografia testicolare, flussimetria doppler) ed esami ematochimici, ormonali e genetici, alla ricerca di fattori che possano spiegare l’infertilità maschile. Come è noto, lo stress può influenzare negativamente la fertilità sia nell’uomo che nella donna. Inoltre, l’ansia del non riuscire a concepire può creare un circolo vizioso che peggiora la situazione. Cosa fare: prendersi cura della propria salute mentale è fondamentale.
Lo stile alimentare, il peso corporeo, l’esercizio fisico e l’uso di sostanze come alcol, tabacco e droghe possono influire sulla fertilità. Il sovrappeso o l’obesità, ad esempio, sono stati collegati a problemi di ovulazione. Cosa fare: mantenere un peso corporeo sano, seguire una dieta equilibrata e fare regolare attività fisica può migliorare la fertilità. È anche importante evitare fumo e consumo eccessivo di alcol, che sono dannosi per entrambi i partner. La difficoltà a concepire può essere frustrante e dolorosa, ma è importante ricordare che le cause sono molteplici e che esistono diverse opzioni per affrontarle. La diagnosi precoce è fondamentale e il supporto medico, insieme ad un cambiamento dello stile di vita e ad un’adeguata gestione dello stress, può fare una grande differenza.

Percorsi Terapeutici e Supporto Emotivo
"Dottoressa, vengo da Lei perché non riesco a rimanere incinta e, prima di intraprendere la PMA (procreazione medicalmente assistita) vorrei provare la strada della psicoterapia per capire se questa mancata gravidanza ha cause psicologiche". Fortunatamente non tutte le donne che non riescono a rimanere incinta e ad avere figli sviluppano un disagio psicologico o iniziano ad avere difficoltà di coppia, ma è sicuramente interessante notare come questo fenomeno sia in costante aumento. Adesso, più che in passato, i medici attenti tendono più a suggerire di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta piuttosto che ad iniziare immediatamente le terapie di procreazione medicalmente assistita (PMA). Anche laddove la coppia, ma soprattutto la donna, inizi un percorso di procreazione assistita, la pratica clinica mette in evidenza come un supporto psicologico psicoterapico possa giovare profondamente sia all’inizio sia durante tale percorso di PMA che non sempre dà i risultati sperati. Il mancato arrivo di un figlio secondo i tempi preventivati espone il soggetto all’incontro con la frustrazione, con un “no”.
Il desiderio di diventare genitori è profondamente radicato nell’essere umano. La sensazione di non essere in grado di concepire può portare a una serie di emozioni conflittuali come la frustrazione, la tristezza, la colpa e persino la vergogna. È cruciale riconoscere e accettare queste emozioni come parte del percorso, permettendo a sé stessi di elaborarle e affrontarle gradualmente. Il primo passo per superare la frustrazione di un test di gravidanza negativo è quindi proprio quello dell’accettazione. Il dolore di non essere madre è un’esperienza personale, profonda, che merita attenzione e cura. Tuttavia, è importante non giudicarsi, evitare di colpevolizzarsi: una donna non si realizza solo con la maternità, sia fisiologica che ottenuta tramite fecondazione assistita. Bisogna amarsi. È più facile così superare la delusione della mancata gravidanza e poi parlarne con persone care, lasciando uscire dal proprio animo le sensazioni negative.
La difficoltà a concepire può essere frustrante e dolorosa, ma è importante ricordare che le cause sono molteplici e che esistono diverse opzioni per affrontarle. La diagnosi precoce è fondamentale e il supporto medico, insieme ad un cambiamento dello stile di vita e ad un’adeguata gestione dello stress, può fare una grande differenza.
Il percorso per diventare genitori può essere complesso e le sfide legate all'infertilità possono mettere a dura prova sia l'individuo che la coppia. Tuttavia, attraverso una comprensione approfondita delle cause, un supporto medico adeguato e una forte rete di sostegno emotivo, è possibile navigare queste difficoltà e lavorare verso la realizzazione del sogno di formare una famiglia.