La nascita di una cucciolata è un momento di straordinaria bellezza, capace di emozionare profondamente ogni proprietario. Se la tua gatta è in attesa, ti troverai di fronte a una nuova avventura che richiede preparazione, pazienza e, soprattutto, una profonda comprensione del comportamento felino. La gestione di una gatta incinta e, successivamente, la convivenza con una gatta già presente in casa, sono sfide che vanno affrontate con equilibrio e rispetto per le esigenze naturali della micia.

Comprendere la gravidanza e prepararsi al parto
Dal momento in cui avviene il concepimento, ci vogliono circa 9 settimane prima della nascita dei gattini. Il tempo esatto della gravidanza di una gatta varia tra i 61 e i 72 giorni. In media, la gestazione felina dura 63-65 giorni, anche se in base a fattori come l’età della micia, la razza o il numero di feti, può variare leggermente.
Se ti rendi conto che la tua gatta è incinta, la cosa giusta da fare è portarla da un veterinario. Prima di tutto, solo un medico può verificare che la tua micia e i suoi gattini stiano bene e, a partire dal 24° giorno, verificare l’attività cardiaca tramite ecografia. Dal 43° giorno, un esame radiografico può confermare il numero esatto dei piccoli. Durante questo periodo, la gatta tende a ridurre l’attività e ad aumentare l'assunzione di cibo. Nell’ultimo periodo, è essenziale evitare qualsiasi tipo di stress e preparare un luogo sicuro.
I segnali dell'imminente arrivo dei cuccioli
Spesso la gatta cerca un luogo tranquillo e isolato, iniziando a rovistare in armadi o cassetti. È un comportamento istintivo che le permette di creare un "nido" che porti il suo odore familiare.
Ecco come capire che il momento è vicino:
- Irrequietezza: Nei giorni precedenti al parto, la micia diventa visibilmente agitata.
- Inappetenza: Nei due giorni precedenti al parto, quasi tutte le gatte smettono di mangiare o riducono drasticamente l'assunzione di cibo.
- Segnali fisici: La temperatura corporea può scendere al di sotto dei 37,5° nelle 12-24 ore antecedenti, e la gatta potrebbe leccarsi insistentemente la zona genitale.
Molte gatte preferiscono partorire di notte o nelle prime ore del mattino, quando l’ambiente è più silenzioso e percepito come più sicuro. In natura, questa è una strategia biologica per evitare i predatori.
Gestire la convivenza: il ruolo dell'altra gatta
Una delle preoccupazioni maggiori per chi possiede già un altro gatto è la convivenza. Le gatte possono mostrare gelosia o comportamenti territoriali. Se la gatta residente ha già mostrato ostilità, è fondamentale agire con prudenza.
- Separazione strategica: Se le gatte non vanno d'accordo, è consigliabile tenerle separate, soprattutto nei giorni immediatamente precedenti e successivi al parto. Una stanza tranquilla, riscaldata e facile da pulire, come un bagno, può diventare la "sala parto" ideale per la neomamma.
- Evitare le intrusioni: Non costringere la gatta a stare dove non si sente sicura. Se cerca di uscire dalla stanza designata, lasciala libera sotto supervisione o trova un compromesso che le garantisca privacy.
- Imprevedibilità: Sii consapevole che, una volta rotte le acque o nati i cuccioli, l'istinto materno può trasformare una gatta pacifica in una "leonessa" protettiva. La separazione fisica diventa a questo punto una misura di sicurezza necessaria per evitare conflitti o ferimenti.
Cosa accade durante e dopo il parto
Di solito, la gatta affronta il parto da sola, con una durata complessiva tra le due e le sei ore. I gattini nascono a intervalli di 15-60 minuti. La mamma rimuove il sacco amniotico, morde il cordone ombelicale e pulisce il piccolo. È fondamentale mantenere la calma: l'intervento umano deve essere minimo, a meno di complicazioni evidenti.

Subito dopo la nascita, i piccoli iniziano a cercare i capezzoli per la prima poppata. Il colostro, il primo latte, è essenziale per il sistema immunitario dei cuccioli. È un momento magico, ma la madre potrebbe sentirsi esausta. In questa fase, la presenza del proprietario deve essere discreta; offri supporto affettivo senza interferire inutilmente.
Possibili complicazioni post-parto
Anche se la natura fa il suo corso, è importante monitorare la salute della neomamma:
- Ritenzione delle membrane: Se la gatta appare irrequieta e non espelle le membrane fetali, consulta subito il veterinario.
- Mastite: Se una o più ghiandole appaiono gonfie, rosse, calde e doloranti, o se il latte appare alterato, si potrebbe trattare di mastite. La gatta potrebbe rifiutarsi di allattare. In questi casi, il supporto medico è urgente.
- Tetania da lattazione: Una carenza acuta di calcio che può verificarsi durante l'allattamento. Richiede un intervento veterinario immediato tramite somministrazione di calcio.
Gatta e gattini a 3 giorni dal parto. Leggete la descrizione
Le prime settimane: cura e rispetto degli spazi
I gattini nascono in uno stato "altriciale": ciechi, sordi e totalmente dipendenti dalla madre. Nelle prime 3-4 settimane, la gatta trascorrerà circa il 70% del suo tempo con loro. Evita di toccare i cuccioli eccessivamente nelle prime fasi: il rispetto dei tempi naturali è la chiave per un corretto sviluppo psicofisico.
Ricorda che la gatta può tornare in calore già dopo poche settimane dal parto. Poiché l'allattamento non interrompe il ciclo ormonale, è consigliabile consultare il veterinario per programmare la sterilizzazione, che solitamente può avvenire intorno alla quinta o sesta settimana, al momento dello svezzamento, garantendo così la salute della gatta ed evitando gravidanze troppo ravvicinate. La gestione oculata di questo periodo non solo protegge la neomamma e i suoi piccoli, ma preserva l'armonia dell'intero nucleo familiare.