Il Dott. Claudio Castello rappresenta una figura di spicco nel panorama della ginecologia e della medicina della riproduzione, con una carriera dedicata all'assistenza e alla cura delle donne, in particolare nel campo della fertilità. La sua vasta esperienza, maturata in decenni di attività clinica e di ricerca, lo rende un punto di riferimento per molte coppie che affrontano le sfide legate alla procreazione.
Percorso Professionale e Formazione
Laureato in Medicina e Chirurgia a Torino nel 1986, il Dott. Castello ha intrapreso un percorso formativo e professionale di altissimo livello. Dal 1996 al 1999 ha svolto il suo internato presso la I Clinica Ostetrica-Ginecologica dell’Ospedale S. Anna, acquisendo una solida base nella gestione delle problematiche ostetriche e ginecologiche. Successivamente, dal 2004 al 2008, ha ricoperto il ruolo di consulente presso il Centro di Ecografia e Diagnosi Prenatale dello stesso ospedale, specializzandosi nell'utilizzo delle tecnologie ecografiche per il monitoraggio della gravidanza e la diagnosi precoce di anomalie fetali.
La sua carriera dirigenziale è proseguita dal 2007 al 2020 presso la S.C. Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità. Dal 2020 al 2023, ha guidato la S.S. Ostetricia presso la medesima struttura, dimostrando una notevole capacità organizzativa e gestionale. Attualmente, il Dott. Castello dirige la SSD FIVET (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer) dell'ASL Città di Torino, un incarico che sottolinea la sua profonda dedizione alla cura dell'infertilità e al supporto delle coppie nel realizzare il sogno di una gravidanza.

L'Ecografia Ostetrica: Uno Strumento Chiave nella Gestione della Gravidanza
Il Dott. Castello, con la sua expertise in ecografia, pone un'enfasi particolare sull'importanza di questo esame diagnostico nel corso della gravidanza. L'ecografia ostetrica, in tutte le sue fasi, è uno strumento fondamentale per monitorare la salute fetale e materna, identificare precocemente potenziali problematiche e offrire un percorso di gestione adeguato.
Ecografia Ostetrica nel I Trimestre
L'ecografia ostetrica precoce, eseguita nel primo trimestre, non è solo uno strumento per confermare la gravidanza e determinarne l'epoca gestazionale, ma offre anche importanti informazioni preliminari. La misura della Translucenza Nucale (NT) è un parametro cruciale in questa fase. Una translucenza nucale normale contribuisce ad abbassare il rischio di anomalie fetali. Al contrario, un suo aumento rappresenta un indicatore di rischio per patologie genetiche, incluse le trisomie più comuni come la sindrome di Down (Trisomia 21), la sindrome di Edwards (Trisomia 18) e la sindrome di Patau (Trisomia 13).
Qualora eseguita, questa procedura permette di sospettare alcune malformazioni fetali maggiori e di indirizzare la gestante verso un'Ecografia di Riferimento per una valutazione più approfondita dell'anatomia fetale. Tuttavia, è fondamentale comprendere che in questo stadio precoce della gravidanza la valutazione anatomica del feto è molto limitata e può essere condizionata da fattori quali l'obesità materna o un aumentato spessore della parete addominale. L'ecografia precoce non può escludere altre problematiche della gravidanza oltre quanto specificato.
Ecografia nel II Trimestre: Valutazione Anatomica Approfondita
L'ecografia del secondo trimestre rappresenta un momento cruciale per la valutazione dell'anatomia fetale. Questo esame consente di ottenere misurazioni accurate di diverse parti del corpo del feto, confrontandole con curve di riferimento per verificare la corrispondenza con l'epoca gestazionale.
È possibile rilevare con l'ecografia malformazioni fetali? A parte rare eccezioni, non esistono anomalie fetali che siano individuabili sempre e con certezza. L'analisi dei dati italiani disponibili rivela che solo il 32% delle anomalie congenite viene identificato in epoca prenatale nel II e III trimestre. Pertanto, a causa dei limiti intrinseci della metodica, è possibile che alcune anomalie fetali, anche gravi, non vengano identificate in epoca prenatale. La possibilità di individuare un'anomalia non dipende necessariamente dalla sua gravità, ma dalle sue dimensioni e dall'alterazione più o meno evidente dell'immagine ecografica che ne risulta. Fattori come la scarsa penetrazione degli ultrasuoni attraverso la parete addominale materna (condizione frequente nelle gestanti obese) possono limitare la visualizzazione.
Inoltre, un gruppo di malformazioni a carico di ciascun distretto anatomico del feto, definite "evolutive", può comparire solo in epoca di gravidanza avanzata o dopo il parto, non essendo quindi rilevabile durante l'esame ecografico di screening del II trimestre.
Le malformazioni fetali sono condizioni che complicano la gravidanza di 2-3 donne su 100. Esiste un rischio generico ("rischio della popolazione generale") di avere un bambino affetto da malformazione fetale. Per questo motivo, è importante sottoporsi agli esami ecografici di screening durante la gravidanza per offrire, nel caso, un percorso idoneo da seguire.
Come si svolge l'esame ecografico del II trimestre? Il medico appoggia una sonda sull'addome, talvolta con una certa pressione per ottenere immagini nitide. A volte l'esame non è esaustivo a causa di una posizione fetale sfavorevole o della cattiva visualizzazione di alcuni organi (es. stomaco o vescica vuoti). In questi casi, l'ecografia verrà ripetuta dopo qualche giorno. Nel caso in cui venga evidenziato un reperto sospetto, verrà richiesta una valutazione ulteriore presso un centro di riferimento per lo studio delle anomalie del feto (Ecografia di Riferimento).
L'ecografia del secondo trimestre
Ecografia nel III Trimestre: Monitoraggio della Crescita e Anomalie Tardive
L'ecografia del III trimestre ha scopi specifici, tra cui la valutazione della crescita fetale, della quantità di liquido amniotico e della localizzazione placentare.
- Nella popolazione a basso rischio, l'ecografia del III trimestre dimostra una buona performance, superiore alla misurazione sinfisi-fondo, nell'identificare feti con restrizione di crescita o feti grandi per l'epoca gestazionale. Può inoltre diagnosticare anomalie strutturali ad insorgenza tardiva.
- Nella popolazione ad alto rischio per problematiche di crescita fetale, l'ecografia del III trimestre permette di identificare alterazioni dell'accrescimento fetale e/o anomalie del liquido amniotico. In questi casi, potrebbe rendersi necessaria anche una valutazione della velocimetria Doppler dei distretti utero-placentari e/o fetali, a seconda dell'epoca gestazionale e della patologia sottostante.
Nelle donne con sospetta localizzazione anomala della placenta, è indicata l'esecuzione di un'ecografia transvaginale per la diagnosi di placenta previa o placenta bassa.
È possibile rilevare con l'ecografia malformazioni fetali nel III trimestre? Il riconoscimento delle malformazioni non è un obiettivo specifico dell'ecografia del III trimestre. Tuttavia, possono essere misurate alcune strutture fetali e confrontati i valori con le curve di riferimento. Nel caso in cui venga evidenziato un reperto sospetto, il medico ne discuterà con la paziente.
Approfondimenti Diagnostici: Ecografia di Riferimento, Ecocardiografia Fetale e Neurosonografia
In presenza di sospetti o reperti anomali durante gli esami di screening, il Dott. Castello si avvale di indagini diagnostiche più specifiche.
Ecografia di Riferimento
Questa ecografia va eseguita in tempi brevi a qualunque epoca gestazionale sia stato posto il sospetto. Spesso, oltre all'approccio transaddominale, è richiesto anche quello transvaginale.
- Cosa accade se all'Ecografia di Riferimento non viene confermata l'esistenza di una malformazione fetale? La coppia riceverà informazioni su come procedere e sull'eventualità di monitoraggi successivi.
- Cosa accade se all'Ecografia di Riferimento viene diagnosticata una malformazione fetale? La coppia dovrà ricevere informazioni dettagliate sulla condizione patologica evidenziata e su indagini di approfondimento per una migliore definizione della prognosi fetale, come la villocentesi (CVS), l'amniocentesi, l'ecocardiografia fetale, la neurosonografia fetale e la Risonanza Magnetica (RMN).
- Qual è l'accuratezza dell'Ecografia di Riferimento? È superiore a quella delle ecografie di screening, ma varia considerevolmente a seconda del tipo di anomalia considerata.
Fattori limitanti l'esame includono l'epoca gestazionale precoce (diverse malformazioni potrebbero non essere ancora evidenti), l'evolutività di alcune anomalie (che si rendono evidenti tardivamente o solo dopo il parto) e la qualità dell'immagine ecografica. Pertanto, è possibile che alcune anomalie fetali, anche gravi, non vengano rilevate. Il rischio che alcune anomalie riscontrate all'Ecografia di Riferimento non vengano confermate alla nascita esiste, ma è maggiore per le anomalie minori.
Ecocardiografia Fetale
L'indicazione principale all'Ecocardiografia Fetale è il riscontro, all'esame ecografico di screening, di reperti anomali, sospetti o non chiari, a carico del cuore fetale. L'esame, condotto con sonda addominale e talvolta color doppler per indagare flussi e cavità cardiache, è complesso e potrebbe richiedere più tentativi.
L'epoca ideale per l'esecuzione è tra 20 e 22 settimane, ma è possibile anche in epoche gestazionali più precoci (ecocardiografia fetale precoce entro le 16 settimane), sebbene con minore accuratezza diagnostica e necessità di ripetizione successiva. L'esame ha limiti diagnostici e si ritiene in grado di individuare solo una parte delle cardiopatie congenite fetali. L'accuratezza è ridotta da fattori come obesità materna, cicatrici addominali, miomi uterini, liquido amniotico ridotto, posizione fetale sfavorevole e gravidanze gemellari. Anche in questo caso, il rischio che alcune anomalie cardiache riscontrate non vengano confermate alla nascita esiste, ma è maggiore per le anomalie minori.
Neurosonografia Fetale
Questo esame diagnostico è mirato alla valutazione dettagliata del sistema nervoso centrale del feto, visualizzando le strutture cerebrali e la colonna vertebrale per verificarne la normalità o diagnosticarne eventuali patologie. L'indicazione principale è il sospetto di una malformazione del cervello o della colonna vertebrale all'esame di screening del II trimestre. L'epoca ideale è tra 20 e 22 settimane, ma un ulteriore esame nel III trimestre può essere opportuno in caso di rischio specifico per anomalie evolutive.
La neurosonografia fetale, anche se effettuata da un operatore esperto, non può individuare tutte le malformazioni del sistema nervoso centrale. Se viene diagnosticata una patologia, la coppia riceverà informazioni dettagliate e indicazioni su eventuali indagini di approfondimento per definire la prognosi fetale.
La Fertilità e la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Il Dott. Claudio Castello è una figura centrale anche nell'ambito della fertilità e della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). La sua direzione della SSD FIVET dell'ASL Città di Torino evidenzia il suo impegno nel supportare le coppie che affrontano difficoltà nel concepimento.

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita comprendono tutti quei procedimenti che comportano il trattamento di oociti umani, spermatozoi o embrioni nell'ambito di un progetto finalizzato a realizzare una gravidanza. Queste tecniche comportano un diverso grado di invasività, sia tecnica che psicologica, sulla coppia.
In Italia, il 3% dei nati è frutto di tecniche di Riproduzione Assistita, mentre in Piemonte questa percentuale si attesta al 2%. La Regione Piemonte, attraverso iniziative come quella che ha visto il potenziamento del Valdese, mira a restituire a strutture sanitarie il loro ruolo e la loro funzionalità, ampliando l'offerta di servizi sanitari in questo settore e aprendo importanti prospettive. Il nuovo centro FIVET dell'ASL Città di Torino è concepito per essere uno dei più grandi pubblici e attivi a livello regionale, all'avanguardia per normative e standard tecnologici.
Procedure Diagnostiche Invasive: Amniocentesi e Villocentesi
In contesti specifici, possono essere indicate procedure diagnostiche più invasive per una valutazione genetica fetale.
- Amniocentesi: Consiste nel prelievo di liquido amniotico sotto guida ecografica mediante un ago sottile, effettuabile dalla 15° settimana compiuta di età gestazionale. È un esame che non richiede preparazione specifica e non è doloroso, sebbene possano verificarsi complicazioni.
- Villocentesi (CVS): Anche questo esame, effettuabile in epoche gestazionali precoci, comporta un prelievo di villi coriali. È un esame ben tollerato, ma anche in questo caso possono verificarsi complicazioni.
Entrambi gli esami sono diagnostici e presentano un'elevata accuratezza nell'analisi del cariotipo fetale, sebbene esistano percentuali di fallimento dell'analisi citogenetica, falsi positivi (spesso legati a mosaicismi placentari) e falsi negativi.
L'Ecografia Ginecologica
Oltre all'ecografia ostetrica, il Dott. Castello vanta una profonda expertise nell'ecografia ginecologica, fondamentale per la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie dell'apparato riproduttivo femminile. Le modalità di esecuzione più comuni includono:
- Ecografia transvaginale: Rappresenta la modalità più indicata nella maggior parte delle condizioni cliniche, permettendo una visualizzazione dettagliata degli organi pelvici.
- Ecografia transaddominale: Eseguita dopo adeguato riempimento vescicale, appoggiando la sonda sull'addome, è particolarmente utile in presenza di condizioni particolari (es. obesità o presenza di cicatrici).
- Ecografia transrettale: Eseguita dopo lo svuotamento della vescica, introducendo una sonda nel canale anorettale, utilizzata in casi specifici.
Tecnologia e Innovazione: Ecografia 3D/4D
L'ecografia tridimensionale (3D) e quadridimensionale (4D) si basa sulla ricostruzione computerizzata delle immagini ecografiche bidimensionali. Sebbene l'ecografia 3D non abbia un'utilità primaria per l'identificazione di patologie fetali, è dimostrato che la visualizzazione del feto in 3D e 4D consente ai genitori di iniziare precocemente un rapporto affettivo e relazionale con il proprio bambino.
L'Approccio del Dott. Castello: Professionalità e Umanità
Le recensioni dei pazienti sottolineano la professionalità, l'esaustività delle spiegazioni, la chiarezza e la puntualità del Dott. Castello. Viene descritto come un medico concreto e pragmatico, un essenziale supporto nel fare chiarezza e gestire al meglio situazioni complesse. La sua capacità di fornire consulenze chiare e dirette, unita a grandi capacità professionali e a una spiccata umanità, lo rendono un professionista altamente raccomandato da coloro che necessitano di assistenza in ginecologia, ostetricia e nella gestione della fertilità.
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