Dove Assistere alla Deposizione delle Uova delle Tartarughe Marine: Un Viaggio Tra Meraviglia e Responsabilità

Osservare una tartaruga marina nel suo habitat naturale è un momento che lascia il segno. Immagina di galleggiare silenziosamente in acque cristalline, mentre una tartaruga marina - lenta, elegante, antica - ti sfiora con la grazia di chi conosce l’oceano da milioni di anni. Questo incontro può accadere di notte, mentre una femmina depone le uova su una spiaggia, scavando lentamente nella sabbia. Sono esperienze straordinarie, ma che richiedono attenzione e rispetto, poiché la vera meraviglia non è solo vedere una tartaruga, ma sapere che la tua presenza non l’ha disturbata, e magari l’ha anche aiutata. La tartaruga, simbolo del Mondo e della Terra, con la sua capacità di rallentare il passo, il suo stoicismo e la sua perseveranza e longevità, qualità che ispirano da milioni di anni, nasce più di 100 milioni di anni fa ed è profondamente legata all’energia dell’acqua.

Tartaruga marina che depone uova al tramonto

Il Ciclo Vitale e le Sfide delle Tartarughe Marine

Le tartarughe marine, la cui specie più comune nel Mar Mediterraneo è la Caretta caretta, sono creature affascinanti e antiche. Sono rettili marini che hanno i polmoni e necessitano di aria per respirare, a differenza dei pesci. Una tartaruga marina comune può vivere in natura fino a 80 anni, mentre alcune specie, come quelle delle Galápagos, raggiungono quasi 180 anni. Dopo l’accoppiamento, che avviene in acqua, le femmine di tartaruga comune depongono le uova su una spiaggia tra maggio e agosto. Solitamente le mamme tartaruga tornano nelle spiagge in cui sono nate e, dopo aver creato una profonda buca, lasciano lì le loro uova, stando bene attente a coprirla con dell’altra sabbia. Un nido contiene mediamente un centinaio di uova, che sono incubate dal calore del suolo per circa un paio di mesi, ovvero per un periodo di 45-70 giorni. I piccoli possono impiegare fino a una settimana per raggiungere la superficie, e poi, una volta nati, le tartarugine correranno verso il mare. Dopo la nascita, una tartaruga rimane in mare per 20 anni e poi torna nel luogo dove è nata per deporre le uova a sua volta, senza GPS, al buio, un meccanismo perfetto di madre natura.

Mappa delle rotte migratorie delle tartarughe marine

Minacce e Sforzi di Conservazione

La tartaruga marina comune è fondamentale per l’ecosistema marino, ma la sua sopravvivenza è oggi gravemente minacciata. Proteggerla è di primaria importanza, e ben sei specie di tartarughe marine su sette sono infatti incluse nella lista di specie in pericolo d’estinzione. Diverse sono le minacce, specialmente antropiche, che le tartarughe marine devono affrontare anche da adulte. L’erosione delle spiagge sta inesorabilmente riducendo lo spazio idoneo per la nidificazione, e il calpestio dei bagnanti e l’uso di mezzi pesanti per pulire le spiagge possono causare la distruzione di interi nidi. Spesso le tartarughe che raggiungono la riva non depongono le uova perché non trovano un posto adeguato sulla spiaggia; a volte basta un rumore, un tipo di sabbia troppo dura o una luce fastidiosa per farle retrocedere. Quando la temperatura dell’acqua si abbassa troppo, provoca il fenomeno del cold stunning o stordimento da congelamento, anch'esso un pericolo.

Un’altra minaccia crescente è l’inquinamento da plastica. Nel Mediterraneo si sono accumulate circa 3.760 tonnellate di micro- e macro-plastica. I diversi oggetti di plastica, e soprattutto le buste monouso, sono spesso ingerite dalle tartarughe perché scambiate per una preda. Grandi rifiuti di plastica e loro agglomerati possono anche intrappolare le tartarughe sott’acqua, impedendone la riemersione per la respirazione e causandone la morte per annegamento. Infine, molti individui adulti sono vittime di bycatch, cioè la cattura accidentale delle specie durante l’attività di pesca, con reti a strascico, da posta e palangari che causano annegamento e lesioni spesso mortali.

Tartaruga marina intrappolata nella plastica

Il turismo di massa, in molti casi, ha danneggiato gli stessi ecosistemi che prometteva di valorizzare, e l’illuminazione artificiale delle spiagge può disorientare sia le tartarughe adulte che i piccoli appena nati, compromettendo il loro ritorno al mare.

Fortunatamente, molte organizzazioni si dedicano alla loro protezione. Il WWF svolge con regolarità da più di 20 anni un’ampia attività di ricerca, monitoraggio, tutela dei nidi, recupero e riabilitazione di tartarughe grazie a specifici progetti approvati ed autorizzati del Ministero della Transizione Ecologica. La lotta all’inquinamento della plastica in mare è una delle battaglie più impegnative del WWF, che interviene periodicamente per ripulire le spiagge con i volontari evitando l’uso dei mezzi meccanici, poiché la presenza di plastica sulle spiagge può compromettere le nidificazioni, con ripercussioni anche sullo sviluppo e la schiusa. Il WWF Italia si occupa della conservazione di C. caretta da più di 25 anni e, dal 2016, è partner del progetto Life Euroturtles.

Progetto “Indicit”: la tartaruga marina come indicatore della plastica presente nel Mediterraneo

L'Italia: Un Santuario in Crescita per la Caretta caretta

Le coste italiane sono altamente popolate dalle tartarughe marine, prime tra tutte le Caretta caretta, ovvero la specie più comune del mar Mediterraneo. Negli ultimi cinque anni (2016-2021) è stato registrato un aumento nel numero dei nidi che, tuttavia, rappresentano solo alcune decine di unità dei circa 8 mila dell’intero Mediterraneo. Nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale: Grecia, Turchia, Cipro, Libia, ma in Italia, la tartaruga comune nidifica regolarmente lungo le coste meridionali. Maggio è il momento dell'anno in cui vengono deposte le uova, e il 23 maggio si celebra il World Turtle Day.

Il Sud Italia: Culla di Nidificazioni Storiche e Recenti

Il Sud Italia si conferma una delle aree più vitali per la nidificazione delle Caretta caretta.

Sicilia e Isole Pelagie

La Sicilia è tra le regioni più prolifiche. È qui che è stato ritrovato il primo nido del 2024, precisamente sulla spiaggia di Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa, e viene tenuto sotto controllo dai volontari del WWF. Come da tradizione, le Isole Pelagie hanno inaugurato la stagione 2025: il primo nido è stato avvistato il 22 maggio sulla spiaggia di Pozzolana di Ponente (Linosa). Anche la Spiaggia dei Conigli di Lampedusa è solitamente molto "frequentata" dalle tartarughe marine, con ovodeposizioni che avvengono regolarmente da oltre 25 anni.

Calabria

Anche nel 2025 la Calabria conferma la sua importanza per le nidificazioni di Caretta caretta, soprattutto lungo la costa ionica reggina, una delle aree con la più alta densità di nidi in Italia. I primi nidi sono stati rilevati nel Catanzarese e altri lungo la costa tra Reggio Calabria e Squillace, grazie al monitoraggio costante di ASD Mondo Parallelo, WWF Vibo-Stilaro e altri gruppi locali. Le attività del WWF riguardano anche la Calabria.

Puglia

Anche la Puglia è particolarmente popolata dalle tartarughe marine, con nidificazioni delle tartarughe marine Caretta caretta documentate regolarmente da diversi anni, in particolare nel Salento. Nel 2025, le prime deposizioni sono state segnalate a Torre dell’Orso, Gallipoli e Porto Cesareo, spiagge già note per ospitare i nidi in passato. Le aree vengono prontamente recintate e sorvegliate dai volontari per garantire la sicurezza delle uova e permettere a tutti di assistere alla schiusa senza disturbare gli animali. L'organizzazione Plastic Free Onlus si occupa degli esemplari a rischio vita a causa della plastica ritrovata nei mari, e a Castro, in Salento, è stata liberata la 200esima tartaruga salvata. Il WWF è attivo anche in Puglia.

Campania

In Campania sono già stati confermati almeno 10 nidi di tartarughe marine Caretta caretta nel 2025, tra cui uno sulla spiaggia della Chiaia di Forio d’Ischia e altri nel Cilento e a Castel Volturno. I nidi vengono solitamente ritrovati nel Parco Nazionale del Cilento, a Vallo di Diano e Alburni. Anche qui il WWF collabora per le attività.

Il Centro Italia: Nuove Rotte e Iniziative di Tutela

Anche le regioni centrali italiane stanno diventando sempre più importanti per la nidificazione.

Lazio

Nel Lazio c’è Tartalazio, una rete ideata e coordinata dalla Regione Lazio per il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine. Qui la tartaruga meno rara è la Caretta Caretta. I posti in cui assistere alla schiusa delle uova sono Anzio, Maria di Ardea e Ventotene. Nel Lazio, la prima nidificazione del 2025 è stata individuata già l’11 giugno a San Felice Circeo, segnalata e protetta dai volontari della rete TartaLazio. Il WWF collabora anche in questa regione.

Toscana

La Toscana ha visto un aumento significativo delle nidificazioni negli ultimi anni. Nel 2015 fu segnalato un nido sulla spiaggia della Giannella (Comune di Orbetello - GR), grazie all’avvistamento da parte di alcuni bagnanti di hatchlings sulla spiaggia. In quell’occasione il personale e la responsabile del Centro Tartanet dott. Chiara Caruso, in qualità di referente per l’Ente Parco e del progetto LIFE Turtlenest di Legambiente per l’area sud, con il supporto del personale dell’ufficio tecnico, verificò la mattina stessa la presenza della camera delle uova. Nel 2016 vi è stata una segnalazione di una tartaruga sulla spiaggia a Marina di Capalbio risultata successivamente un falso nido. Nel 2017 è stata verificata una nidificazione a Marina di Campo (Isola d’Elba - LI); tracce di tentativi di nidificazione sono stati individuati a Collelungo (nel Parco della Maremma - tratto ricadente nel Comune di Grosseto) e a Tirrenia (Comune di Pisa). Nel 2018 sono stati segnalati 4 nidi: 1 nido nella spiaggia di Rimigliano (Comune di San Vincenzo -LI), 2 nidi nella spiaggia di Santa Lucia (Comune di Rosignano - LI) e 1 nido sulla spiaggia di Straccoligno (Comune di Capoliveri - Isola d’Elba _LI). Nel 2019 sono stati trovati altri 4 nidi: spiaggia delle Marze (Comune di Grosseto), Riva del Sole (Comune di Castiglione della Pescaia - GR), spiaggia dello stabilimento balneare “Bagno Arturo” (Comune di Cecina - LI), spiaggia di Rimigliano (Comune di San Vincenzo - LI). Nel 2022 sono stati rilevati 5 nidi complessivi: 3 Massa Carrara, 1 a Lucca e 1 sull’Isola d’Elba. Nel 2023 sono stati registrati 24 nidi: 9 sulle isole dell’Arcipelago (Elba e Giglio), 8 sulla costa litoranea tra Pisa, Livorno, Piombino e Grosseto e 7 sulla costa apuo-versiliese.

Volontari che monitorano un nido di tartaruga in Toscana

Subito dopo la scoperta di un nido, viene attivata la rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) e di Legambiente, che coordina il progetto europeo LIFE Turtlenest cui partecipa anche ARPAT. Tra il 23 ed il 30 agosto 2024 sono emerse dal nido ben 66 tartarughe, e nella notte tra il 14 e il 15 settembre oltre 50 tartarughe Caretta caretta sono nate e hanno raggiunto il mare dalla spiaggia di Cala Rossa, nel Parco della Maremma. La nidificazione, scoperta a luglio, è stata protetta grazie al monitoraggio continuo dei volontari “Amici del Parco”, affiancati da ricercatori dell’Università di Siena nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest coordinato da Legambiente. La sorveglianza ha permesso di seguire la schiusa e garantire la sicurezza del nido, minacciato soprattutto da predatori.L’attività di monitoraggio viene effettuata nei tratti di spiaggia ricadenti nel Parco Regionale della Maremma: da Principina a Mare alla foce del fiume Ombrone e da Marina d’Alberese a Cala Rossa. In particolare da giugno e fino alla metà di settembre, l’Ente Parco Regionale della Maremma garantisce giornalmente l’attività di monitoraggio delle spiagge dell’area protetta avvalendosi del personale del centro Tartanet, del supporto del servizio di vigilanza dell’Ente Parco e degli Amici del Parco che, ormai da qualche anno, effettuano il monitoraggio presso l’area protetta del Parco della Maremma nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre. Per le azioni di salvaguardia delle tartarughe marine e dei loro habitat di riproduzione, lungo la spiaggia ricadente all’interno del Parco della Maremma, è stata disposta opportuna cartellonistica indicante la possibilità di imbattersi nelle tracce lasciate dalle femmine di tartaruga marina in risalita per la deposizione delle uova e l’aspetto della traccia. Con il contributo della Regione Toscana è stato realizzato un opuscolo informativo utile a volontari, guide, turisti, ecc. su come riconoscere i segni lasciati sulla sabbia dalle femmine di tartaruga marina per la deposizione delle uova. Nel momento in cui viene rilevata la traccia lasciata da una tartaruga, viene studiata la larghezza e la tipologia per avere indicazioni sulla dimensione della femmina e sulla specie (verosimilmente Caretta caretta, attualmente unica specie che nidifica nelle coste tirreniche). Lungo le spiagge del Parco della Maremma non vi sono fonti di inquinamento luminoso che, al momento della schiusa, possono disorientare i piccoli di tartaruga: non vi sono infatti stabilimenti balneari ed altre attività similari. All’esterno della recinzione, più o meno alla profondità presunta del nido (circa 40 cm), viene scavata una buca per sistemare i data logger che rilevano in continuo la temperatura della sabbia. Nel momento in cui inizia la fuoriuscita, i tartarughini vengono contati e viene calcolato il tempo che impiegano per percorrere il corridoio fino all’ingresso in acqua. I dati raccolti dallo studio dei nidi ed il materiale biologico post-schiusa sono messi a disposizione degli Istituti scientifici della Rete dell’Osservatorio per la Biodiversità e sono utili a delineare un quadro più preciso delle nidificazioni avvenute in Toscana, così da definire uno “storico” utile alle deposizioni successive. Le nidificazioni avvenute nella nostra Regione, infatti, per range di temperature misurate, distanza dalla costa, differenti tipologie di spiagge, offrono uno scenario che si differenzia da quello di altre spiagge in Italia dove notoriamente avvengono le deposizioni di Caretta caretta.

Marche

Nelle Marche, a oggi non sono stati documentati nidi naturali di tartarughe marine sulle spiagge, ma la regione è comunque protagonista di una splendida iniziativa: il Tarta Day di Numana. Qui, sulla Riviera del Conero, si svolgono ogni estate eventi di liberazione delle tartarughe curate nei centri di recupero. Alla Caletta delle Tartarughe, inaugurata nel 2013, è possibile assistere al ritorno in mare di esemplari salvati, curati e riabilitati durante l’inverno.

Emilia Romagna

L’Emilia Romagna ha fatto notizia nel 2023 per la sua prima nidificazione documentata di Caretta caretta, sulla spiaggia di Milano Marittima. Anche nel 2025, la zona è attentamente monitorata da CHETRA (Centro Sperimentale per la Tutela e l’Habitat e centro di recupero tartarughe marine) e dai volontari locali, nella speranza di nuove deposizioni.

Il Nord Italia: Una Presenza in Aumento

Anche nel Nord Italia si registrano sempre più presenze di questi rettili marini.

Liguria

La stagione 2025 segna un vero record per la Liguria, con almeno otto nidi di tartarughe marine confermati tra fine giugno e metà luglio. Le deposizioni sono state documentate a Celle Ligure, Sestri Levante, Varazze, Laigueglia, Arma di Taggia, Alassio, Zinola e Imperia (Conca d’Oro). La spiaggia di Levanto viene costantemente monitorata dai volontari per i suoi numerosi nidi.

Sardegna

Anche la Sardegna conferma la presenza di nidi di tartarughe marine nel 2025, soprattutto lungo le coste sud-orientali. Le prime deposizioni sono state segnalate a Villasimius, Cagliari (spiaggia del Poetto) e Cala Sinzias, aree già note per ospitare nidi negli ultimi anni.

Guida all'Osservazione Etica delle Tartarughe Marine

Assistere alla deposizione delle uova o alla schiusa dei piccoli è un'emozione indescrivibile, ma è cruciale farlo in modo responsabile per non disturbare questi animali. La vera meraviglia non è solo vedere una tartaruga, ma sapere che la tua presenza non l’ha disturbata, e magari l’ha anche aiutata.

Regole di comportamento per l'osservazione delle tartarughe

Ecco alcune linee guida fondamentali per un turismo etico:

  1. Distanza e contatto: È essenziale osservare le tartarughe da una distanza di almeno 1,5 metri, evitando di toccarle o inseguirle. Il contatto fisico può causare stress e alterare il loro comportamento naturale. Non toccare la tartaruga, evita ogni contatto fisico.
  2. Luci e rumori: Durante l’osservazione notturna, soprattutto nei periodi di nidificazione, l’uso di flash o luci intense può disorientare le tartarughe e interferire con le loro attività. Le luci artificiali avrebbero potuto mettere in pericolo le tartarughe, rompendo il meccanismo perfetto di madre natura, poiché le tartarughe ritrovano la strada verso il mare solo seguendo la schiuma bianca della risacca illuminata dalla luna. Sii silenzioso, avvicinati alla tartaruga il più silenziosamente possibile, perché i rumori forti possono spaventarla. Per questo motivo, durante la serata non sarà possibile fare fotografie, anche senza flash.
  3. Nidi e interazioni fisiche: Interagire fisicamente con le tartarughe o manipolare i loro nidi può causare stress e danneggiare le uova. Si possono avvicinare le tartarughe solo dopo che hanno iniziato a deporre le uova, questo per non scoraggiarle dal raggiungere la spiaggia e fare il nido. È importante sapere che durante la fase di deposizione una tartaruga cade come in uno stato di “coma” temporaneo, che permette ai biologi di studiarle e misurarle.
  4. Scelta dell'operatore: Prima di partecipare a escursioni o attività legate alle tartarughe marine, è importante informarsi sulla reputazione degli operatori turistici, scegliendo quelli che garantiscono il rispetto degli animali e dei loro habitat.
  5. Rispetto dell'ambiente: L’illuminazione artificiale delle spiagge può disorientare sia le tartarughe adulte che i piccoli appena nati, compromettendo il loro ritorno al mare. È opportuno vestire scarpe comode e portarsi una felpa leggera: di notte, vicino al mare, è possibile che ci sia vento. È consigliabile non andare da soli, dato che la strada per arrivare alle spiagge delle tartarughe è molto sconnessa, impervia e senza indicazioni. Entrando nelle aree protette, il numero di persone autorizzate ad accedere alle spiagge delle tartarughe è limitato.
  6. In acqua: Non nuotare direttamente sopra la tartaruga, essendo rettili marini, devono risalire in superficie per respirare.

Dove il Mondo Incontra le Tartarughe: Destinazioni Internazionali

Al di là delle coste italiane, il mondo offre numerose destinazioni in cui è possibile osservare le tartarughe marine, partecipando a programmi di conservazione e vivendo esperienze indimenticabili.

Le Isole Greche: Zante

L’isola di Zante ospita una delle colonie più importanti di tartarughe Caretta caretta del Mediterraneo. Le spiagge di Laganas, Gerakas e Kalamaki sono siti di nidificazione protetti. A Cala Francese e Spiaggia dei Conigli, la tartaruga Caretta caretta depone le uova ogni estate.

Il Santuario di Rekawa, Sri Lanka

Rekawa è uno dei pochi siti asiatici dove si può assistere alla deposizione notturna in modo etico, con guide locali che garantiscono il rispetto delle tartarughe. Le spiagge di Rekawa, di Kosgoda e di Hikkaduwa a sud dell’isola sono particolarmente attive. Sulla spiaggia di Rekawa, inaccessibile se non si è accompagnati da una guida, potrai assistere alla deposizione delle uova delle tartarughe giganti (di notte), o la messa in acqua delle baby tartarughe, attività organizzate dai centri locali di protezione delle tartarughe. A Hikkaduwa, potrai fare il bagno con loro in acque davvero trasparenti. Lo Sri Lanka è molto attivo nella protezione delle tartarughe, tanto che lo Stato punisce il furto di uova di tartaruga con 16 giorni di reclusione, ed elargisce un rimborso economico ai pescatori che le raccolgono di loro spontanea volontà. Cinque specie di tartarughe hanno scelto lo Sri Lanka come uno dei loro Paesi preferiti. Le specie che si possono osservare qui includono Chelonia mydas ed Eretmochelys imbricata, con il periodo migliore che va da maggio a settembre.

L'Arcipelago di Capo Verde: Boa Vista e Sal

Capo Verde è la terza riserva al mondo per numero di tartarughe Caretta Caretta ospitate, dopo quella dell’Oman e quella della Florida. Boavista è l’isola dove nidificano di più, ospitando la terza colonia nidificante più grande al mondo di Caretta caretta. Le visite guidate per osservare la deposizione delle tartarughe marine si svolgono di notte dal mese di giugno fino a metà ottobre. L’osservazione delle tartarughe contribuisce alla sopravvivenza di queste antiche creature, mostrando agli abitanti dell’arcipelago che una tartaruga viva vale più di una morta, contrastando il passato in cui venivano molto cacciate e vendute al mercato per le loro ossa e la loro carne.Un'esperienza indimenticabile è stata vissuta in riva al mare, camminando tentoni sotto una Via Lattea. Piergiorgio, un italiano trapiantato a Capoverde, ha guidato un gruppo nella zona sud-est di Boa Vista per una nottata alla ricerca delle tartarughe marine. Le Caretta Caretta emergono dall’Oceano ogni anno nelle notti di luna crescente alla ricerca di un posto appartato dove deporre le uova, esattamente sulla stessa spiaggia in cui sono nate. A notte fonda è stato possibile finalmente avvicinarsi per assistere alla deposizione. Illuminate da lampade rosse appoggiate sulla sabbia, lentamente le uova si ammonticchiavano nel buco, rotonde e gelatinose. Dopo aver deposto le uova, infatti, le tartarughe ritrovano la strada verso il mare solo seguendo la schiuma bianca della risacca illuminata dalla luna. Una volta coperto il nido con le sue pinne forti e piatte, la bestiola ha ripreso il cammino verso il mare, lenta, pesante, determinata. Ferma sulla battigia ha aspettato qualche secondo un’onda più forte e si è lasciata andare, scomparendo nell’oceano che tuonava.Organizziamo viaggi di conservazione nell’isola di Sal, a Capo Verde, dove accompagniamo i partecipanti durante la stagione di nidificazione delle Caretta caretta, camminando insieme sulle spiagge al tramonto, monitorando i nidi, proteggendo le femmine che depongono le uova e assistendo i piccoli appena nati nella loro corsa verso il mare. Il periodo migliore per l'osservazione è luglio-ottobre.

Oman: Ras Al Jinz Turtle Reserve

Il deserto dell'Oman lascia il posto alla costa, esplorando le spiagge alla ricerca delle tartarughe marine. A Ras Al Jinz, una riserva naturale famosa per la nidificazione delle tartarughe verdi (Chelonia mydas), si trascorre un rilassante pomeriggio passeggiando sulla spiaggia. I guardaparco controllano che in spiaggia non resti nessuno a disturbare le tartarughe che potrebbero venire a riva intorno all’orario del tramonto. Il parco organizza due uscite notturne per osservare le tartarughe: una alla sera ed un’altra all’alba. Si segue la guida nella semioscurità della notte e della torcia elettrica e si arriva alla spiaggia, dove altri guardaparco hanno già identificato i nidi. Si possono avvicinare le tartarughe solo dopo che hanno iniziato a deporre le uova. L’escursione del mattino regala un altro piccolo miracolo: si trovano delle tartarughine appena uscite dal loro uovo che tentano faticosamente e un po’ alla cieca di raggiungere il mare.

Messico: Playa Escobilla e Oaxaca

Sulla costa pacifica di Oaxaca, in Messico, si trova Playa Escobilla, celebre per l’“arribada”: un evento mozzafiato in cui migliaia di tartarughe olivacee (Lepidochelys olivacea) arrivano contemporaneamente a deporre le uova, solo alcune notti all’anno. Stiamo lanciando anche un viaggio in questa regione, uno dei luoghi più importanti al mondo per la nidificazione delle tartarughe olivacee. Il periodo migliore è luglio-novembre.

Costa Rica: Parco Nazionale di Tortuguero

Le spiagge del Parco Nazionale di Tortuguero sono uno dei luoghi più importanti al mondo per la nidificazione delle tartarughe verdi (Chelonia mydas), un santuario della biodiversità. Si possono osservare anche Dermochelys coriacea ed Eretmochelys imbricata. Il periodo migliore è luglio-ottobre. In Costa Rica ci si avvicinava in gruppetti di una decina di persone, con torce dalla luce rossa e con estrema cautela, dopo che le guide avevano debitamente indottrinato sul comportamento da tenere e con un numero limitato di persone per ogni notte e con il divieto di scattare fotografie, mostrando un grande rispetto per questi maestosi animali.

Isole Galápagos, Ecuador

“Islas de los Galápagos” significa letteralmente “isole delle tartarughe marine”. Tra 30.000 e 40.000 tartarughe di specie diverse popolano queste isole vulcaniche, parte del patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1978. Un record impressionante completato dalla presenza di tartarughe di un’incredibile longevità, quasi 180 anni, che i ricercatori studiano senza sosta. Molte specie autoctone di tartarughe hanno scelto questo luogo come casa, per esempio la tartaruga verde delle Galápagos (Chelonia mydas), una specie che si trova solo in questo arcipelago. A Quinta Playa sull’isola Isabela, una delle maggiori isole dell’arcipelago, accoglie la più grande popolazione di tartarughe verdi delle Galápagos. Evolvendosi qui in modo totalmente libero, la fauna delle Galápagos è più importante della presenza umana. Passeggiare diventa un’esperienza primitiva, bruta, sconvolgente, che lascia ricordi impossibili da cancellare.

Altre Destinazioni Degne di Nota:

  • Madeira (Arcipelago, Portogallo): Offre fondali ricchissimi dove è possibile incontrare tartarughe marine durante immersioni o gite in barca.
  • Isole Gili (Indonesia): Soprattutto Gili Trawangan e Gili Meno, sono un paradiso per chi fa snorkeling. Le tartarughe (Chelonia mydas, Eretmochelys imbricata) sono spesso visibili a pochi metri dalla riva. Periodo migliore: maggio-ottobre.
  • Isole Sarawak (Malesia): Si svolgono progetti attivi di monitoraggio e protezione per specie come Lepidochelys olivacea, Chelonia mydas e Caretta caretta. Periodo migliore: luglio-novembre.
  • Arcipelago delle Seychelles: Questo arcipelago protetto è uno dei luoghi più belli per osservare tartarughe Eretmochelys imbricata in acque trasparenti. Periodo migliore: dicembre-giugno.
  • Australia (Heron Island e Lady Elliot): Le isole come Heron Island e Lady Elliot sono veri e propri rifugi naturali per specie come Chelonia mydas, Eretmochelys imbricata e Dermochelys coriacea. Periodo migliore: novembre-marzo.
  • Birmania (Thameehla Kyun Wildlife Sanctuary): Solitamente più conosciuta per la bellezza dei suoi templi o per i monaci buddhisti, la Birmania è anche uno dei Paesi dove si possono trovare cinque su sette specie di tartarughe, native di questi luoghi meravigliosi. L’inquinamento, la distruzione del loro habitat, la pesca con dinamite praticata in Birmania o il bracconaggio delle loro uova, considerate alimenti pregiati, rendono queste tartarughe una delle specie più minacciate. L'isola di Thameehla è perfetta per chi cerca una terra incontaminata.
  • Panama (Armila, Darién): Lontano da Panama City, la destinazione finale è Armila, nella regione del Darién, raggiungibile a piedi o in barca da Puerto Obaldia, uno degli ecosistemi più ricchi dell’America Centrale, dove si possono trovare le specie Chelonia mydas ed Eretmochelys imbricata. Periodo migliore: tutto l'anno.
  • Turchia (Spiaggia di Iztuzu, Dalyan): Questa striscia di sabbia incontaminata lunga 4 km ospita 20.000 baby-tartarughe Caretta caretta e tartarughe verdi che raggiungono il mare ogni anno. La spiaggia turca ospita le tartarughe nel corso della nidificazione e nella deposizione di uova, minuziosamente sorvegliate da numerosi volontari. L’accesso in spiaggia è proibito a partire dalle 20.00.
  • Giappone (Isole Kerama, Okinawa - Ama Beach): Situate al sud-ovest del Giappone, le isole Kerama permettono di nuotare con le tartarughe. A Ama Beach, le tartarughe appaiono delicatamente quando la marea è bassa, in perfetto orario per la colazione, amano mangiare le alghe.
  • Guyana Francese (Awala-Yalimapo): Questo dipartimento francese d’oltremare è uno dei luoghi più importanti per l’osservazione delle tartarughe marine. Niente turismo di massa né sfruttamento commerciale, basta passeggiare su una spiaggia a notte fonda. La spiaggia di Awala-Yalimapo, a 245 chilometri da Cayenne, è un luogo privilegiato. Se si vuole essere certi di arrivare al momento giusto, si può contattare l’associazione Kwata.
  • Madagascar (Villaggio delle Tartarughe): Sebbene la biodiversità sia eccezionale ma fragile, e la popolazione di tartarughe sia diminuita del 75% in trent'anni, grazie a numerose associazioni come il WWF, TRAFFIC, e cittadini volontari, migliaia di tartarughe vengono regolarmente salvate dal bracconaggio. Il villaggio delle tartarughe, creato da un’associazione, è un rifugio situato al sud-ovest dell’isola, dove le guide condividono la loro conoscenza e si può fare volontariato.
  • Brasile (Praia do Forte, Bahia): Ogni anno in questo stato di Bahia, più della metà delle tartarughe marine del litorale brasiliano depongono le loro uova, circa un centinaio per nido. Contatta i membri del progetto Tamar che, dal 2001, dedicano le loro energie alla protezione e alla salvaguardia delle tartarughe marine, applicando trasmettitori per censire la popolazione e seguire i loro spostamenti.
  • Egitto (Abu Dabbab Bay): Qui le tartarughe abbondano, in particolare le tartarughe liuto, più spesso chiamate “tartarughe giganti”. Abu Dabbab Bay è uno dei luoghi più importanti (e meno conosciuti) per nuotare con le tartarughe nel Mar Rosso. Le specie che si possono trovare includono Dermochelys coriacea.

Mappa globale dei siti di nidificazione delle tartarughe marine

Questo viaggio attraverso i luoghi di nidificazione delle tartarughe marine, sia in Italia che nel mondo, ci ricorda l'importanza di queste creature antiche e la nostra responsabilità nel proteggerle, garantendo che le generazioni future possano continuare ad ammirare questo spettacolo della natura.

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