La gravidanza è un periodo di trasformazione e sviluppo incredibile, durante il quale un nuovo essere umano prende forma e cresce all'interno dell'utero materno. Al centro di questo processo vitale si trova un organo straordinario e temporaneo: la placenta. Essenziale per il corretto sviluppo e la crescita di ogni mammifero, compreso il nostro amato bambino, la sua formazione inizia pochissimi giorni dopo la fecondazione e rappresenta un vero e proprio capolavoro dell'embrione. Questo organo svolge un ruolo cruciale, fungendo da tramite tra la circolazione sanguigna della donna e quella del bambino, garantendo nutrimento, protezione e il benessere del feto nei mesi di gestazione. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cos'è la placenta, come si forma, quali funzioni vitali svolge, le sue diverse posizioni all'interno dell'utero e come esse possono influire sulla gravidanza, chiarendo inoltre le differenze tra le varie localizzazioni e le condizioni che meritano particolare attenzione.
Cos'è la Placenta: Un Organo Essenziale e Temporaneo
La placenta umana è un organo di scambio fondamentale per la gravidanza. È un organo temporaneo, noto anche come "deciduo", con il secondo aggettivo che chiama in causa il fatto che, una volta conclusa la sua funzione, si separa dal corpo. Si forma nell'utero durante la gravidanza e si sviluppa pochi giorni dopo la fecondazione. La placenta è deputata a nutrire, proteggere e sostenere la crescita fetale. Essa è comune alla gestante e al feto; una sua parte, infatti, ha origini materne (costituita dall'endometrio uterino modificato o decidua), mentre la rimanente ha origini fetali (formata dai villi coriali).La placenta è un organo che collega il feto in sviluppo alla parete uterina per consentire l'assorbimento dei nutrienti, la regolazione termica, l'eliminazione dei rifiuti e lo scambio di gas attraverso la fornitura di sangue della madre. Inoltre, contribuisce a combattere l'infezione interna e a produrre ormoni che supportano la gravidanza. In sintesi, la placenta fornisce ossigeno e sostanze nutritive ai feti crescenti e rimuove i rifiuti dal sangue del feto. Questo organo meraviglioso e complesso, rappresenta il tramite tra il feto e la madre attraverso cui passano sostanze nutritive, ossigeno e sostanze di scarto fetali.

La Straordinaria Formazione e Sviluppo della Placenta
La formazione della placenta inizia nelle primissime fasi di gravidanza, pochi giorni dopo la fecondazione. Dopo il concepimento, che avviene nelle Tube di Falloppio, l'ovulo fecondato - chiamato zigote - inizia la sua marcia di avvicinamento all'utero, durante la quale subisce una serie di divisioni. Cinque o sei giorni dopo, lo zigote - ora costituito da una sfera cava formata da circa 100 cellule, detta blastocisti - raggiunge la cavità uterina. Intorno al settimo giorno inizia l'impianto, o annidamento, della blastocisti nell'endometrio, grazie al rilascio di particolari enzimi proteolitici da parte della blastocisti stessa. Questa, dopo esservi penetrata, viene completamente avvolta dall'endometrio intorno al dodicesimo giorno e continua il suo sviluppo.
Le cellule embrionali che diventeranno placenta iniziano a formare propaggini digitiformi, dette villi coriali, che penetrano nell'endometrio vascolarizzato materno rilasciando enzimi che corrodono le pareti dei vasi sanguigni. Da questo momento in poi numerosi villi andranno incontro ad ulteriori ramificazioni e trasformazioni strutturali, affondando ancor più nella mucosa uterina, fino ad originare un intimo sistema di scambi che, sotto il nome di placenta, unisce la madre al feto.Fino alla seconda settimana, i villi circondano l'intera superficie del corion. Durante il terzo mese, contemporaneamente all'espansione del corion, i villi situati sulla parte decidua capsulare vengono stirati fino a scomparire. Alla parte opposta, sullo strato basale, i villi diventano più folti, lunghi e ramificati per compensare la scomparsa dei villi dal lato deciduale. Dapprima i villi sono distribuiti sull'intera superficie del corion, ma con il procedere della gravidanza (intorno al terzo mese), si sviluppano soltanto quelli adiacenti alla decidua basale - formando il corion frondoso - mentre quelli rivolti verso la decidua capsulare degenerano, dando origine al corion liscio. La placenta definitiva, verso il quarto-quinto mese di gravidanza, presenterà dai 10 ai 30 cotiledoni materni: essi sono delle porzioni di placenta, che vengono divise dalla presenza di setti connettivali che si dipartono dalla decidua basale. Questi villi coriali sono vascolarizzati internamente e immersi in lacune sanguigne colmate dal sangue materno.
La placenta prosegue nella sua crescita e, attorno alle dodici settimane di gravidanza, è in grado di sovrintendere pienamente ai suoi compiti di nutrimento e protezione. Le funzioni di nutrimento spettavano prima al sacco vitellino, membrana extraembrionale visibile già dalle prime settimane di gestazione e fondamentale per la formazione delle cellule ematiche e germinali. Il sacco vitellino, che smette di crescere più o meno verso la dodicesima settimana, scompare attorno alla dodicesima. Continua nel frattempo la crescita della placenta che, in prossimità del parto, può raggiungere un peso di 500 - 600 grammi. Il diametro alla fine della gravidanza, invece, va dai 20 ai 30 centimetri. Per quel che concerne lo spessore, decisamente più consistente al centro, si parla di circa 4 centimetri.

Le Molteplici Funzioni Vitali della Placenta
La placenta è un organo con funzioni straordinariamente diverse e complesse, tutte essenziali per il mantenimento e il progresso della gravidanza, nonché per la salute e lo sviluppo del feto.
Scambio Metabolico e Gassoso
La funzione primaria della placenta è quella di garantire lo scambio metabolico e gassoso (ossigeno e anidride carbonica) tra il sangue del feto e quello della mamma attraverso il cordone ombelicale. Al livello della placenta, ossigeno e sostanze nutritive come glicidi, lipidi e aminoacidi del sangue materno passano al sangue fetale che ne è poverissimo. Al contrario, le sostanze di rifiuto come l'urea e l'anidride carbonica (che dopo la nascita eliminiamo rispettivamente con le urine e con la respirazione), passano dal sangue fetale al sangue materno sempre attraverso la placenta. Questo scambio non avviene solo per osmosi, cioè per differenza delle concentrazioni fra i due versanti, ma anche per veri e propri meccanismi di trasporto attivo o facilitato, piuttosto selettivo. La diffusione di entrambi questi gas è fondamentale grazie al sottile strato di cellule che permette la separazione tra i villi coriali e il sangue della mamma.
Funzione Depurativa e di Omeostasi
Durante la vita intrauterina, le funzioni depurative che spettano ai reni vengono portate avanti dalla placenta. Lo stesso vale per l'omeostasi, termine tecnico che indica la capacità che gli organismi hanno di regolare l'ambiente interno anche a fronte di variazioni di quello esterno. Questo significa che la placenta mantiene un ambiente stabile per il feto, gestendo l'equilibrio dei fluidi e l'eliminazione dei prodotti di scarto.
Sostegno alle Difese Immunitarie
Attraverso l'endocitosi, processo in cui le cellule, tramite la membrana plasmatica, inglobano molecole e altri corpi che si trovano nello spazio extracellulare, il fantastico organo di cui stiamo parlando consente il passaggio degli anticorpi al cucciolo. Questo organo è anche in grado di impedire il passaggio ad alcuni organismi patogeni, fungendo da potente filtro per i parassiti del sangue. Tuttavia, è importante notare che non è efficace contro tutti; esistono diverse eccezioni, tra cui il protozoo che causa la toxoplasmosi, agenti patogeni della setticemia, il treponema della sifilide e alcuni virus e batteri.
Passaggio di Sostanze Nutritive e Barriera Protettiva
Permeabile da parte di tantissimi nutrienti presenti nel sangue materno, dalle proteine ai trigliceridi, senza dimenticare il glucosio e alcune vitamine, la placenta è in grado di passarli al cucciolo. Allo stesso tempo, fungendo da barriera, la placenta protegge il feto da diverse sostanze dannose. Pure in questo caso, ci sono delle eccezioni. Tra queste spiccano la nicotina e altre sostanze cancerogene che si trovano nelle sigarette, le droghe e l'alcol. È quindi cruciale che la madre eviti queste sostanze per tutta la gravidanza.
PLACENTA PREVIA, ANTERIORE, BASSA e POSTERIORE + DISTACCO DI PLACENTA - L' OSTETRICA RISPONDE
Funzioni Endocrine
Una delle funzioni più importanti della placenta è la produzione di ormoni aventi lo scopo di regolare le attività della gravidanza. Già dall'inizio del suo sviluppo, la placenta secerne l'ormone gonadotropina corionica umana (hCG), la cui frazione beta viene rilevata nel momento in cui si effettua il test di gravidanza. L'hCG ha un compito molto importante: sostenere i processi di sintesi del progesterone, che partono dal corpo luteo. Essa stimola inizialmente il mantenimento del corpo luteo gravidico, che a sua volta libera estrogeni e progesterone, inducendo così il processo di feedback negativo sull'ipotalamo (nessuna liberazione ipotalamica di GnRH). In seguito, l'hCG agisce sulle ghiandole surrenali (sia del feto che della madre), ove viene aumentata la secrezione di un particolare ormone steroideo, il DHEA. Quest'ultimo viene riportato con il sangue nella placenta e viene modificato in alcuni estrogeni.
Dalla settima settimana in poi, la placenta raggiunge un grado di sviluppo sufficiente per produrre da sola tutto il progesterone necessario; di conseguenza, il corpo luteo degenera e, insieme ad esso, la quantità di hCG prodotta dalla placenta si riduce. Oltre all'hCG, la placenta secerne altri ormoni, come il lattogeno placentale umano, gli estrogeni (che inibiscono la maturazione di altri follicoli), il progesterone (che impedisce le contrazioni uterine e sostiene l'endometrio) ed altri ancora (tra cui inibina, prolattina e pronenina). È interessante notare come la placenta sia priva di alcuni degli enzimi necessari per completare la sintesi degli ormoni steroidei; tali enzimi sono tuttavia presenti nel feto. Le conseguenze della liberazione di progesterone e estrogeni a gravidanza in corso sono: mantenimento della decidua e differenziazione delle ghiandole mammarie da parte del primo; crescita dell'utero e delle stesse ghiandole mammarie da parte dei secondi.
Le Diverse Localizzazioni della Placenta nell'Utero
La posizione della placenta all'interno dell'utero dipende dal punto in cui avviene l'impianto dell'embrione nelle primissime settimane di gravidanza. Queste posizioni sono tutte fisiologiche, anche se alcune sono più comuni di altre. Le localizzazioni principali includono:
- Placenta Anteriore: Aderisce alla parete anteriore dell'utero, ovvero "guarda" verso la pancia. Questa posizione è considerata normale e solitamente non causa problemi alla mamma o al bambino.
- Placenta Posteriore: Localizzata sul retro della cavità uterina, quindi è rivolta verso la schiena della mamma. Anche questa è una posizione normale e comune.
- Placenta Fundica: Si trova a livello del fondo uterino, che, al contrario di quanto sembrerebbe indicare il nome, rappresenta la parte superiore dell'utero, opposta alla cervice.
- Placenta Laterale: L'inserzione è sulla parete destra o sinistra dell'utero.
Ricordiamo anche l'esistenza di svariate posizioni intermedie e soprattutto il fatto che l'importante è che la placenta si trovi al di sopra del feto. Generalmente, la posizione della placenta non causa problemi alla gravidanza, tranne in alcuni casi specifici.

Placenta Anteriore e Percezione dei Movimenti Fetali
Una delle preoccupazioni comuni tra le future mamme, specialmente se la placenta è anteriore, riguarda la percezione dei movimenti fetali. La placenta anteriore indica che la placenta è localizzata sulla parte anteriore dell'utero, ma non significa che sia posizionata in modo anomalo oppure in basso. È considerata una placenta normale e, pertanto, non può causare problemi durante la gravidanza o il parto.
Nel caso di placenta anteriore, potrebbe essere più difficile percepire i movimenti fetali, specialmente quando il bambino è piccolo. Questo perché la placenta, posizionata tra la parete addominale della madre e il bambino, agisce come un cuscino, attenuando i calci e i movimenti. Tuttavia, via via che il bambino cresce e diventa più forte, la mamma imparerà a riconoscere la sua attività. Ci sono bambini più agitati, che scalciano o fanno movimenti improvvisi che la mamma può notare, e altri che sono più calmi e si muovono di meno, indipendentemente dalla posizione della placenta. Se si è incinta di 33 settimane e non si sentono molti movimenti del bambino, è fondamentale consultare il proprio medico o ostetrica, poiché una diminuzione significativa dei movimenti fetali merita sempre un'indagine approfondita, anche in presenza di placenta anteriore. La placenta anteriore, di per sé, non dovrebbe causare nessun sintomo particolare o avere a che vedere con i calci che il bambino può dare in termini di assenza di movimento.

La Placenta Previa: Quando la Posizione Richiede Attenzione
In alcuni casi, tuttavia, può accadere che la placenta sia posizionata in basso e vada a coprire completamente o in parte la cervice, ossia l'apertura dell'utero. Quando l'impianto è nella parte inferiore dell'utero, si parla di placenta previa. In questa situazione, la futura mamma deve prendere delle particolari precauzioni durante la gravidanza.La placenta occlusiva, che si trova nel segmento inferiore e occlude completamente l'uscita dell'utero, è la condizione più seria. Molto spesso, infatti, quest'organo tende a spostarsi verso l'alto con il procedere della gravidanza, in seguito alla progressiva crescita dell'utero. Si parla di placenta bassa quando si trova vicina all'orifizio inferiore dell'utero. Questa situazione non è per forza preoccupante, in quanto può succedere che il cucciolo, assumendo la posizione cefalica, sposti la placenta in posizione laterale.
La placenta previa, invece, ricopre in maniera parziale o totale il suddetto orifizio. Questa condizione merita immediata attenzione medica ed è favorita da fattori di rischio come la medesima diagnosi nelle gravidanze precedenti, il parto cesareo, il tabagismo, l'età superiore ai 35 anni e la gestazione insorta a seguito di una PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Il rischio principale è che, con il travaglio e la conseguente dilatazione del collo dell'utero, la placenta si stacchi e il cucciolo, che non ha più la sua fonte di nutrimento, non sopravviva. Questo è il motivo per cui, accertata in maniera definitiva dopo le 32 settimane la diagnosi di placenta previa, si opta per la nascita con taglio cesareo. Si procede prima delle 40 settimane, così da evitare che la placenta raggiunga il periodo in cui non è più in grado di gestire al meglio le sue funzioni o che parta naturalmente il travaglio.
PLACENTA PREVIA, ANTERIORE, BASSA e POSTERIORE + DISTACCO DI PLACENTA - L' OSTETRICA RISPONDE
Il Cordone Ombelicale e il Sacco Amniotico: Complementi Indispensabili
Lo sviluppo del feto durante la sua vita uterina è supportato e alimentato da strutture fondamentali, quali la placenta, il cordone ombelicale e il sacco amniotico. Questi organi connettono la madre e il feto.
Il Cordone Ombelicale
Il cordone ombelicale si forma contemporaneamente all'embrione, mantenendo collegato il feto alla placenta. Si tratta di un cordone costituito da tre vasi sanguigni: una vena che trasporta il sangue ricco di ossigeno e sostanze nutritive dalla placenta al feto e due arterie che trasportano il sangue privo di ossigeno e i rifiuti metabolici dal feto alla madre. Questi vasi sanguigni sono protetti da una gelatina chiamata di Wharton, che cresce con il feto e può raggiungere fino a 60 centimetri di lunghezza, per permettere al feto di muoversi e girarsi all'interno del sacco amniotico.Attraverso il cordone ombelicale e la placenta, però, passano al feto sia nutrienti e ossigeno, sia le sostanze dannose (nicotina da fumo di sigaretta, alcol, farmaci) eventualmente presenti nel sangue della mamma. Dopo la nascita del bambino, il cordone ombelicale viene tagliato. Con un parto eutocico (vaginale), si può aspettare che smetta di pulsare, poi il taglio del cordone ombelicale è un atto che il papà o l'accompagnatore possono fare, sotto la guida dell'ostetrica, sempre presente.
Il Sacco Amniotico
Il sacco amniotico è una sacca piena di liquido amniotico in cui il feto fluttua durante la gravidanza. Esso svolge una funzione protettiva, permettendo al feto di muoversi liberamente e proteggendolo da eventuali urti esterni. La rottura del sacco amniotico (o quella che conosciamo meglio come rottura delle acque) avviene solitamente prima dell'inizio del travaglio, con perdite di liquido vaginale. In questi casi è bene iniziare a recarsi presso l'ospedale dove è stata seguita la gravidanza perché potrebbe mancare poco all'arrivo del bambino.
Distacco di Placenta: Un'Emergenza Ostetrica
Il distacco di placenta rappresenta una complicazione della gravidanza che riguarda circa una donna su 100 e fa parte delle emorragie ante partum, ovvero quelle patologie che causano perdite di sangue dai genitali nel corso della seconda metà della gravidanza. Il distacco di placenta è un'emergenza ostetrica che si verifica quando, prima del tempo, la placenta si stacca dalle pareti dell'utero. Questa patologia ostetrica si verifica quando la placenta si distacca prematuramente dalla sua sede d'impianto (l'utero) durante la gravidanza, prima della nascita del bambino. Non a caso, viene definito "distacco intempestivo di placenta normalmente inserita".
Tempistiche e Classificazione
In letteratura, questa patologia caratterizza la seconda metà della gravidanza (in genere dopo la 20^ settimana di gestazione), ma ciò non significa che la placenta non possa subire modificazioni e presentare aree di distacco anche prima di quell'epoca. In questi casi, si parla di "distacco amniocoriale", lo scollamento dei due tessuti che formano la placenta (ovvero il sacco amniotico e il sacco coriale) o di lieve distacco della placenta che può dare origine a un piccolo ematoma visibile ecograficamente o causare piccole perdite di sangue e piccole contrazioni nelle prime settimane della gravidanza. La gravità del distacco di placenta dipende, in modo principale, dalla sua classificazione, che rispecchia a sua volta l'entità e la localizzazione del distacco.
Cause e Fattori di Rischio
Non sempre è possibile individuare in modo specifico la causa di un distacco di placenta, esistono però dei fattori di rischio e delle condizioni particolari predisponenti. Tra i fattori che favoriscono questa evenienza, che si concretizza raramente e in gestazioni già problematiche, si annoverano l'età elevata della madre e l'ipertensione. Altri fattori di rischio includono l'abuso di farmaci e droghe, il fumo di sigaretta e la presenza di infezioni vaginali o urinarie non trattate.
Come Riconoscere un Distacco di Placenta: Sintomi
L'inizio del distacco di placenta è spesso inaspettato, improvviso e intenso e richiede un trattamento immediato. Nella maggior parte dei casi, il distacco di placenta è subito riconoscibile attraverso i sintomi tipici. I sintomi nella maggior parte dei casi sono abbastanza caratteristici, ma non sempre avvengono contemporaneamente e sono evidenti o specifici fin dall'esordio.
- Perdite di sangue: Sono il primo campanello d'allarme, anche se non sempre indicano un distacco di placenta o hanno un significato patologico. Le perdite di sangue in gravidanza non vanno comunque mai sottovalutate.
- Dolore e contrazioni: Il dolore può essere acuto o ingravescente, continuo o intermittente, a livello dell'addome o in regione lombare. È totalmente diverso da quello delle contrazioni, che aumenta e si arresta e che coinvolge tutto l'utero. In acuto, ha come sintomo un dolore improvviso, costante e localizzato.
- Nausea e vomito: Possono accompagnare gli altri sintomi, specialmente nei casi più gravi.
Conseguenze e Trattamento
Le complicanze più gravi sono legate alla perdita di sangue causata dal distacco, con conseguente emorragia, possibile shock, problemi alla coagulazione e renali per la mamma e sofferenza o nascita prematura per il feto. Una volta avvenuto, il distacco non può purtroppo essere risolto definitivamente tornando alla condizione precedente. La paziente che ha avuto un distacco di placenta grave deve essere sempre stabilizzata, e ciò può richiedere un'eventuale trasfusione e la somministrazione di liquidi endovena per ripristinare il volume di sangue a seguito delle perdite.Nel caso si verificassero i sintomi elencati, una visita e un'ecografia tempestive saranno indispensabili per fare una diagnosi e prevenire situazioni di emergenza più gravi. In acuto, è fondamentale recarsi subito in pronto soccorso ostetrico.

Prevenzione del Distacco di Placenta
C'è qualcosa che si può fare per prevenire il distacco di placenta? L'unica risposta è quella di adottare il più possibile uno stile di vita sano, limitando quelli che sono alcuni dei fattori predisponenti: non abusare di farmaci, non fare uso di droghe ed evitare il fumo di sigaretta per tutta la gravidanza, monitorare la pressione sanguigna secondo le indicazioni della propria ostetrica o del proprio ginecologo, informarsi per saper riconoscere i segnali di eventuali infezioni vaginali o urinarie. Un'attenta gestione della salute materna può ridurre significativamente i rischi.
Il Secondamento: L'Ultima Fase del Parto
Una volta terminato l'assolvimento delle sue funzioni, la placenta si separa dal corpo materno. Lo fa nel corso del processo che viene chiamato, in gergo ostetrico e ginecologico, secondamento. Il distacco e l'espulsione della placenta avviene subito dopo il parto. Dopo il parto, la placenta viene espulsa nella grande maggioranza dei casi in maniera spontanea a circa mezz'ora dalla nascita del bambino. Ciò avviene grazie a delle vere e proprie contrazioni che, però, sono meno intense in confronto a quelle del travaglio. Tramite queste ultime, avviene il distacco dei cotiledoni, ossia i vasi ematici che mantengono la placenta ancorata all'utero, dalle pareti del suddetto organo. In quel momento l'utero attua un meccanismo di contrazione tetanica noto con il nome di "globo di sicurezza" che ferma l'emorragia. Un mancato distacco placentare completo può portare a perdite ingenti di sangue e quindi shock. In alcuni casi, possono rimanere dei lembi di placenta attaccati all'utero, e in questo caso sarà necessario un intervento medico per rimuoverli.
In gravidanza, la placenta è l'organo più importante per l'accrescimento e il benessere del feto, tra le altre funzioni ha quella di portare nutrimento e di favorire il passaggio e filtraggio delle sostanze di scarto, condizionando la futura salute del neonato fino all'individuo adulto. Gran parte delle complicanze ostetriche, fra cui aborti ricorrenti, il difetto di accrescimento del feto, la preeclampsia (gestosi), la sofferenza fetale, avvengono proprio per un deficit della placenta. La placenta, dunque, provvede a tutte le necessità del feto, nutrendolo, proteggendolo e costruendo un intimo legame con la madre; un legame fatto di cure e rifiuto, di dipendenza ed autonomia che, per molti aspetti, accompagnerà i due individui anche nella vita extrauterina.