Molti genitori, e lo capisco, hanno l’abitudine di baciare i propri figli sulla bocca. È innegabilmente un gesto d’amore, un’effusione di tenerezza tra mamma e bambino. Tuttavia, la questione resta molto dibattuta non solo da un punto di vista psicologico e psico-pedagogico, ma anche sanitario, con esperti che mettono in guardia sulle potenziali conseguenze. Questo gesto, così intimo in apparenza semplice, nasconde infatti sia dei rischi per la salute che implicazioni per lo sviluppo emotivo dei bambini.
Chi non si è mai chiesto se non sia opportuno o meno dare baci in bocca ai bambini? Questa domanda ha animato un ampio dibattito sociale, scaturito in particolare da un post dello psicologo Alberto Pellai, schieratosi apertamente contro questo tipo di manifestazione d’affetto tra genitori e figli. I follower dello specialista si sono, come era prevedibile, divisi tra chi continua a non vedere alcuna malizia nel gesto e tra chi invece concorda sulla non opportunità di un atteggiamento così intimo. Una cosa è certa: molte mamme e molti papà si stanno chiedendo se un gesto così spontaneo e innocente non rischi davvero di creare danni e turbamenti psichici ai loro figli. Per questo, è fondamentale analizzare le diverse sfaccettature di questa pratica, dalle preoccupazioni sanitarie alle profonde riflessioni psicologiche.
La Prospettiva Sanitaria: Un Nido di Batteri e Virus
Dal punto di vista della salute, i baci sulla bocca ai bambini, soprattutto in tenera età, comportano rischi reali di trasmissione di infezioni e batteri attraverso la saliva. Questi rischi sono particolarmente rilevanti nei più piccoli a causa del loro sistema immunitario ancora immaturo e imperfetto. Niente baci in bocca ai bambini, soprattutto prima che siano spuntati i dentini da latte. Questo il consiglio che arriva da un esperto inglese, il dottor Richard Marques, della Wimpole Street Dental di Londra.

Il rischio principale è trasmettere ai piccoli batteri nocivi. Il dottor Marques, infatti, spiega sull'Indipendent che la dentatura da latte è particolarmente suscettibile nei confronti delle infezioni, in quanto non ha la forza di resistere all’effetto dannoso dei batteri. D'altronde, i denti da latte sono in una fase delicata di sviluppo e la loro protezione è fondamentale per una sana crescita orale. Inoltre, secondo l'esperto, mamme e papà devono essere particolarmente cauti con i loro bambini piccoli per quanto riguarda il trasferimento di saliva. "Il trasferimento di saliva da genitore a figlio è un rischio in quanto può diffondere batteri (come lo streptococco mutans) da adulto a bambino", sottolinea Marques. "Questo batterio può causare il fatto che i denti da latte si rovinino. Può anche influenzare i tessuti molli e le gengive prima che i denti da latte stessi si siano sviluppati".
Questo concetto è ribadito anche dal Dottor Leo Venturelli, pediatra di famiglia e responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale), il quale puntualizza che baciare un bambino sulla bocca comporta rischi reali di trasmissione di infezioni e batteri attraverso la saliva. Dal punto di vista odontoiatrico, ci sono studi che indicano che sulla bocca si trovano batteri cariogeni come lo Streptococcus mutans, che può essere trasmesso con la saliva e aumentare il rischio di sviluppare carie nei dentini da latte già in fase di sviluppo; questo è un ulteriore motivo per cui molti esperti sconsigliano scambi di saliva diretta con i bambini piccoli. Il Dottor Venturelli è categorico: “Non è necessario baciare sulla bocca - afferma - non è sicuro per la salute e poi l’affetto passa assolutamente attraverso altri modi”.
Oltre ai batteri, ci sono una varietà di problemi che possono essere diffusi tramite il contatto bocca a bocca. Tra questi compresi il raffreddore, l'influenza e virus come quello dell'herpes labiale. Il virus Herpes Simplex di tipo 1 (HSV-1) - responsabile dell’herpes orale - è tra i patogeni più frequentemente citati. Si stima che la trasmissione avvenga principalmente attraverso il contatto diretto con la saliva o con lesioni attive (come le “febbri” o “herpes labiali”), e che neonati e bambini piccoli possano ammalarsi anche se l’adulto non mostra sintomi evidenti perché il virus può essere presente nella saliva anche in assenza di lesioni visibili. In alcuni studi si dimostra che una grande percentuale di infezioni infantili di HSV-1 deriva proprio da esposizione diretta a un adulto infetto, incluso il bacio alla bocca.
La gengivostomatite erpetica, manifestazione clinica più comune di un’infezione primaria da HSV-1 nei bambini, può causare febbre, ulcere dolorose in bocca, difficoltà ad alimentarsi e irritabilità. Sebbene la maggior parte dei casi sia lieve, nei lattanti può portare a complicanze più serie come disidratazione o, in rari casi, infezioni sistemiche più gravi. Per prevenire questo tipo di trasmissione, professionisti della salute raccomandano di evitare il contatto bocca-a-bocca con i neonati e i bambini piccoli, soprattutto quando un adulto ha sintomi di herpes labiale attivo (come formicolio, vesciche o “herpes in arrivo”).
Non solo: lo scambio di saliva facilita anche la diffusione di altri virus respiratori comuni (come rinovirus, influenza, RSV e SARS-CoV-2), che nei bambini piccoli possono causare malattie respiratorie significative, dato che questi agenti si trasmettono proprio con il contatto diretto con secrezioni orali e nasali. Per questo, Marques suggerisce che i genitori si astengano dal condividere le posate con i loro figli, soffiare sul cibo o baciarli sulle labbra. Non solo: è meglio per i denti assicurarsi che i bambini non ingeriscano dentifricio e fare controlli regolari dal dentista, pratiche che contribuiscono a una buona igiene orale e a ridurre ulteriori rischi.
I Confini Psicologici e lo Sviluppo Emotivo del Bambino
Oltre ai rischi sanitari, il bacio sulla bocca solleva importanti questioni psicologiche e pedagogiche che possono influenzare lo sviluppo emotivo dei bambini. Molti genitori, come si è detto, hanno l’abitudine di baciare i propri figli sulla bocca, considerandolo un gesto d’amore. Ho iniziato a interrogarmi sul significato del bacio sulla bocca da quando mio figlio di quasi 5 anni ha iniziato a volermi baciare sulle labbra per poi dirmi: “ecco, adesso siamo fidanzati”. Istintivamente non mi è mai venuto di baciare di proposito i miei figli sulla bocca, sebbene accidentalmente sia capitato. Da quando mio figlio ha iniziato a pretendere il bacio sulle labbra mi sono chiesta il perché, visto che non è mai stata una nostra abitudine.
The Brain Expert: How To Raise Mentally Resilient Children (According To Science) | Dr. Daniel Amen
È infatti proprio verso questa età che il bambino torna a interessarsi al corpo dei genitori: in pieno complesso edipico si rivolge al corpo dell’adulto in un senso nuovo, con una sorta di intenzionalità, per subentrare all’altro genitore. La bocca infatti è per i bambini una zona erogena per eccellenza. Se la mamma mantiene l’abitudine di questo gesto, il piccolo continuerà a cercarlo, e ciò può creare confusione nei bambini. Come forse saprete, l’età neonatale è quella del contatto epidermico dove la mamma e il bambino è giusto vivano in perfetta e armoniosa simbiosi. Verso i 6 anni però, le cose cambiano, e le implicazioni di un bacio sulle labbra assumono un diverso significato.
La questione resta molto dibattuta anche da un punto di vista psicologico e non solo psico-pedagogico. Alcuni esperti mettono anche in guardia sul fatto che talvolta sia il genitore inconsciamente a non accettare la crescita del bambino, mantenendo pratiche che non sono più appropriate per la sua età e il suo sviluppo. Gesti d’affetto sono fondamentali per la crescita emotiva dei bambini e in particolare baci e abbracci sono una delle prime forme di interazione tra genitori e figli. È poi risaputo che i baci fanno bene: quando si riceve un bacio, infatti, vengono rilasciate ossitocina, serotonina e dopamina, tutte sostanze che danno una sensazione di benessere, inoltre si abbassano i livelli di cortisolo, conosciuto come l’ormone dello stress. Nonostante questo, molti pediatri, psicologi ed esperti sono concordi nel ritenere che sia meglio evitare di baciare sulla bocca bambini e neonati. La bocca, infatti, è una zona erogena, che dà piacere, quindi stimolarla in questo modo può causare confusione, soprattutto nei bambini che hanno più di 4/5 anni.
I bambini, inoltre, imitano molto ciò che vedono fare dagli altri e dagli adulti in particolare, quindi potrebbero ripetere questo gesto con altre persone, ad esempio con gli amichetti, senza rendersi conto delle implicazioni di questo tipo di bacio al di fuori dell’intimità familiare. È bene poi ricordare che nella nostra cultura di riferimento, il bacio sulla bocca è un gesto tipico degli innamorati, che quindi dovrebbe essere riservato al rapporto tra la mamma e il papà; meglio quindi non creare confusione nel bambino definendo bene i ruoli, riservando al piccolo altri gesti di affetto.
Questo gesto così intimo andrebbe riservato al rapporto di coppia perché rischia di creare confusione nei bambini. Inoltre, sappiamo che i bambini imparano le cose anche per imitazione, quindi potrebbero cercare di ripetere lo stesso gesto con gli altri, senza rendersi conto dell’implicazione intima che questo gesto comporta.
L'Opinione degli Esperti: Tra Psicologia e Pedagogia
Abbiamo chiesto il parere della psicologa Serena Mongelli, che afferma: “Il discorso è tanto ampio quanto complesso, ma in generale no, i bambini non si baciano sulle labbra. Non perché il bacio sia cattivo di per sé ma piuttosto perché, facendo riferimento alla nostra cultura, il bacio sulle labbra ha un significato che il bambino non riesce a comprendere nel tutto e questo può creare confusione”. Il bacio sulle labbra è un gesto intimo. È un gesto che ha a che fare con l’amore. Evitare di usarlo aiuta i bambini ad imparare che il corpo è loro, che esistono dei gesti affettuosi come gli abbracci o i baci sulla guancia che sono più appropriati. Questo è necessario per far comprendere ai bambini fin da subito cosa si intende con intimità, aiutandoli a sviluppare un senso sia dei confini che del consenso. Evitare i baci sulle labbra è anche un modo per educare i bambini al rispetto di sé e del proprio corpo: il bambino può dire di no, e deve imparare che può e deve dire di no. Il bambino, crescendo, dovrà separarsi dai genitori, non fondersi con essi. Evitare i baci sulle labbra aiuta a preparare il terreno per quella che poi sarà una separazione più serena.

Questo non deve spaventare i genitori, ci sono mille altri modi per esprimere affetto e condividere momenti di tenerezza con i propri figli. Le labbra e la bocca sono i confini personali del corpo di un bambino e quando si bacia un bambino sulle labbra, gli si mostra che il confine del suo corpo è aperto e che qualcuno può intromettersi nel suo spazio personale. Insegnare ai bambini i confini personali del proprio corpo è un aspetto molto importante che i genitori non devono sottovalutare, in quanto ha a che fare con il consenso fisico e rispetto per il proprio corpo, e il contatto dei genitori è il primo insegnamento che i figli ricevono su questo tema. Se non gettiamo le basi quando i bimbi sono ancora piccoli il rischio è che le linee di demarcazione diventino confuse.
La mattina al risveglio, la sera prima di addormentarsi dopo la favola della buonanotte. Al ritorno da scuola, al ritorno dal lavoro. Ogni occasione è quella giusta, per un genitore, per coccolare il proprio bambino con un bacio. Sulle guance o sulla fronte? No, sempre più spesso, sulle labbra. Una pratica comunissima, soprattutto ai giorni nostri, sulla quale però si è recentemente acceso un dibattito social scaturito da un post dello psicologo Alberto Pellai, schieratosi apertamente contro questo tipo di manifestazione d’affetto tra genitori e figli. Il motivo? In estrema sintesi, una linea di demarcazione da non oltrepassare tra le effusioni affettive e quelle amorose, che potrebbero, queste ultime, destabilizzare e confondere i bambini.
«Credo che prima di dare qualsiasi giudizio tranchant su questo tipo di manifestazione affettiva sia opportuno soffermarsi su una serie di variabili e di fattori legati al contesto di riferimento, come l’età del bambino, l’epoca storica e l’appartenenza geografica. Mi spiego: intanto il bacio sulle labbra da genitore a figlio è, almeno nella nostra società, una modalità molto recente, figlia di un’epoca in cui in generale l’agito tende a predominare sulle altre manifestazioni affettive (verbali e paraverbali)». Pellai prosegue chiarendo un aspetto cruciale: «No, il punto non credo sia questo e se parliamo di un presunto rischio di “erotizzazione” del rapporto genitore figlio incappiamo in un grave fraintendimento di fondo. Questo rapporto nasce, in un certo senso, già intriso da alcune componenti che rimandano all’erotismo: basti pensare al fatto che il latte viene succhiato dal capezzolo materno o al momento del cambio del pannolino in cui per forza di cose i genitori puliscono i genitali dei figli».
«Più che chiederci se questa modalità sia giusta o sbagliata dovremmo chiederci: qual è il senso che diamo a questa modalità? Il bacio sulle labbra ci sembra maggiormente esprimere amore rispetto ad una carezza o a un abbraccio? Ci sembra che sia una manifestazione maggiormente decodificabile per il bambino? Io credo che questa pratica assolva ad un bisogno che è più dell’adulto che del bambino e a cui noi adulti attribuiamo un determinato significato».
«Sicuramente può essere una modalità confondente, tant’è vero che tra genitori e figli adulti questa pratica decade. I bambini poi vedono che il bacio sulle labbra è una modalità che appartiene (anche) al rapporto tra mamma e al papà: è importante tenere ben separati i ruoli, o il rischio è che per il bambino possa diventare più difficile, una volta adulto, staccarsi dal guscio materno. Per un sano sviluppo psichico del bambino è fondamentale lasciare messaggi coerenti e lineari». Lo stesso concetto può applicarsi alle manifestazioni verbali di affetto: nella lingua italiana, dire “ti amo” e dire “ti voglio bene” esprimono due concetti profondamente diversi, sottolineando come anche le parole, non solo i gesti, debbano essere usate con consapevolezza. «Manifestazioni così eccessive spesso nascondono l’incapacità di esprimere lo stesso sentimento in altro modo, se manca la capacità di verbalizzare correttamente le emozioni, di ascoltare, di entrare in empatia. Questi sono tutti modi alternativi ed efficaci per far sentire un bambino amato».
Affetto Senza Confusione: Alternative e Benefici dei Baci Appropriati
L’amore di un genitore verso il figlio si può esprimere con tanti gesti d’affetto, ma pediatri, psicologi ed esperti mettono in guardia sui baci in bocca. L’amore verso i propri figli rappresenta uno dei sentimenti più forti che un genitore possa provare. Eppure, non è sempre facile esternarlo nel modo giusto. Talvolta, si commettono involontariamente degli errori che sebbene sembrino “banali”, possono avere conseguenze importanti sullo sviluppo del bambino, come un bacio sulla bocca. Un gesto che può apparire semplice ma che con il tempo può generare confusione. I gesti affettuosi sono un aspetto fondamentale nel percorso di sviluppo di un bambino, in quanto ne sostengono la crescita emotiva. Nello specifico i baci e gli abbracci sono una delle prime e principali forme di interazione con cui i genitori entrano in contatto con i propri figli. Oltre a queste sostanze chimiche “positive” di affetto, legame e vicinanza, il bacio abbassa anche i livelli di cortisolo, ovvero l’ormone dello stress.

Per aiutare i bambini a stabilire i propri confini personali, sviluppando una maggiore consapevolezza di sé, è importante iniziare a rispettare i limiti nell’offerta di affetto: “Perché non dai un bacio alla nonna?”, “Dai, fatti abbracciare”. Quante abbiamo sentito o pronunciato queste frasi nei momenti di saluto con parenti o amici? È importante che i bambini piccoli non vengano mai forzati a baciare nessuno, neanche i nonni o gli zii. Il rispetto dell'autonomia e del consenso deve essere insegnato fin dalla più tenera età.
Che cos’è un bacio? Un bacio è un atto materiale che soddisfa un bisogno emotivo non egoistico: le labbra incontrano la pelle dell’altro, il cuore comanda alla mente di portare il corpo ad una esternazione d’affetto, dolce ed empatica; mentre chi riceve il bacio si sente consolato, desiderato, avvolto, in una sola parola si sente amato. Di fatto il neonato e la mamma, ma anche il neonato e il papà, stanno in una relazione così materiale e prossima da essere portati al bacio, alla carezza e all’abbraccio per istinto: il bambino è completamente dipendente dalle cure dell’adulto e nella vicinanza a lui i genitori si muovono naturalmente alla tenerezza del contatto fisico.
Tutto diventa più difficile intorno ai 24-36 mesi, quando il bambino sperimenta le sue più impegnative prove di autonomia e gli adulti incominciano a sentire tanto il peso della responsabilità educativa quanto quello della stanchezza che è endemica in una società veloce e pressante come quella in cui viviamo. Il bambino che corre tra i tavoli del ristorante, che non sta fermo un attimo, che chiede di continuo spiegazioni, che è disobbediente può indurre il genitore a spazientirsi. I baci che davamo al neonato quando era irrequieto e i messaggini per placare i pianti da coliche non li abbiamo dimenticati! Quante volte avete visto genitori spazientiti a causa dei comportamenti dei loro bambini, perché correvano ovunque tra i tavoli del ristorante o perché non volevano saperne di mangiare oppure di abbassare il volume del cellulare con cui mamma e papà avevano tentato (malamente e senza successo) di distrarli? Raramente i genitori pensano di ricorrere al bacio per placare il dolore, il disagio, la rabbia. Eppure l’educazione al bacio e-o all’abbraccio, se seminata nell’infanzia e coltivata nel tempo, è di aiuto, se non addirittura salvifica.
Ti bacio per dirti che sono qui e puoi fidarti di me; ti bacio quando sei caduto dalla bici e il ginocchio sanguina, ma faccio altrettanto se sei nervoso o arrabbiato. Una mamma che decide di baciare i bambini per rassicurarli fa esattamente come faceva quando quei figli erano piccoli piccoli, con la differenza che ora accompagna il bacio a parole semplici e confortanti: ti bacio e ti chiedo di fidarti di me. Educando i bambini ad accogliere il conforto fisico del bacio vi ritroverete a baciarli e abbracciarli anche quando saranno più grandi, per esempio quando a 10-11 anni saranno affranti per il tradimento dell’amichetto o per un voto deludente. Una mamma, come del resto anche un papà, sperimenta molti baci, tra gli altri quello consolatorio, quello riparatore o quello di buon auspicio. Tutti i baci sono accomunati dal risultato: il bacio ricorda al bambino che può affidarsi alla mamma o al papà, che loro sono lì per lui, sempre.
Ragioniamo attraverso un esempio pratico: immaginiamo un bambino che si avvicina troppo alla strada correndo verso l’uscita del parco, se il genitore reagisce urlando e sgridando il bambino certamente lo spaventa e lo induce a chiudersi in sé stesso. Il bimbo intimorito perde la visione oggettiva della realtà e più che comprendere le ragioni della mamma ne subisce la paura. Viceversa il bambino potrà restare in contatto con la realtà e assorbire l’insegnamento dell’adulto se la mamma gli si avvicina, ovviamente tempestivamente, e baciandolo gli spiega: “Sono contenta che tu stia bene, correre verso la strada è pericoloso perché…“. In una educazione pacata, ragionata, fondata sul controllo delle emozioni, il bacio ancorerà il bambino all’affetto della mamma, lo rassicurerà e gli fornirà la necessaria calma per osservare con lucidità ciò che gli si muove intorno.
Come qualunque gesto affettivo, il bacio stimola una reazione chimica nel corpo del bambino che fa da argine al dolore e alla rabbia perché nel momento stesso in cui il piccolo si sente amato e considerato, in qualche misura, reagisce e si oppone ai sentimenti negativi. Baciare i bambini li salva dalla deriva del pianto, dello stress e del malcontento. In quest’ottica il bacio rafforza anche l’autostima del bambino che, in quanto soggetto di amore si sente importante, valido, ricco.
I bambini educati all’abbraccio o al bacio difficilmente lo rifiutano, crescendo potranno non apprezzare più bacini sulle labbra o potranno avere dei momenti di ritrosia verso l’affettuosità esplicita. Vanno sempre rispettati! I preadolescenti possono diventare riluttanti ai baci fuori scuola o alle coccole in pubblico, ciò dipende dal loro stesso slancio verso l’autonomia e dal loro bisogno di emancipazione dall’adulto. Non forzate mai il bacio, la carezza o l’abbraccio e identificate le circostanze in cui il ragazzino o la ragazzina sono più propensi a lasciarsi coccolare. Intorno a questa età i giovani incominciano anche a sessualizzare alcuni atteggiamenti, tra questi pure il bacio, e ciò li porta ad identificare quello sulla bocca come un bacio passionale, non imponete la vostra visione, assecondate il bambino e baciatelo sulla guancia e sulla fronte con il medesimo affetto e trasporto di sempre. Baci e abbracci sono fondamentali per dimostrare affetto ai figli, ma i baci sulla bocca andrebbero riservati al partner: nei bambini possono generare confusione, oltre a trasmettere infezioni e batteri. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente.