Muay Thai: L’Arte delle Otto Armi tra Storia, Tradizione e Modernità

La Muay Thai, nota in Occidente anche come thai boxe o boxe thailandese, è un’arte marziale antica evolutasi negli anni in un moderno sport da combattimento a livello internazionale. Un tempo praticata solo in Thailandia esclusivamente dai guerrieri e poi da combattenti professionisti, è oggi popolare in tutto il mondo. Viene praticata in palestra o Campa come, ad esempio, Thai Boxe Torino, sia da uomini che da donne sin dall’adolescenza e prevede incontri professionistici ed amatoriali, mentre altri la praticano solo per mantenersi in forma. Questa disciplina, conosciuta anche come “l’arte delle otto armi”, va ben oltre il semplice sport: è una filosofia, una tradizione secolare e un potente strumento di connessione tra mente, corpo e spirito. Ogni allenamento richiede presenza totale, ogni tecnica è un dialogo tra respiro, forza e controllo mentale.

Un combattente di Muay Thai nel momento della danza rituale Wai Khru

Le Radici Misteriose: Dalla Battaglia al Ring

La muay thai ha origine nell’antico Regno del Siam (l’attuale Thailandia) e, come per il resto delle altre arti marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato fatto di guerre e razzie. La storia dell'antica arte marziale va di pari passo con la storia della nazione e, di conseguenza, la muay thai nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti fino a raggiungere la forma odierna. L'invasione con cui i birmani posero fine al Regno di Ayutthaya, radendo al suolo la capitale omonima, provocò la distruzione di gran parte degli archivi storici e culturali, rendendo le fonti poco chiare e spesso contraddittorie.

Esistono tuttavia due teorie principali sulla nascita della disciplina. La prima afferma che tutto abbia avuto origine attorno al I secolo DC dalla tribù degli Ao-Lai. In quell’epoca, a scopi difensivi, gli Ao-Lai crearono uno stile di lotta che prevedeva l’uso delle armi e il combattimento corpo a corpo chiamato Krabi Krabong. Intorno al 1700 i due differenti stili di combattimento si scissero: da una parte il Krabi Krabong, che mantenne l’uso delle armi (spada, lancia, giavellotto, pugnale, bastone), e dall'altra la Muay Thai, lo stile di combattimento corpo a corpo che prevedeva l’uso di braccia (gomiti, avambracci), mani (dita e nocche), gambe (tibia e ginocchia), testa e piedi.

La seconda teoria sostiene che questa arte si sviluppò durante il periodo migratorio quando il popolo Thai si mosse attraverso la Cina, per difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli che li vedevano passare. Questa seconda teoria, seppur controversa, ha trovato un considerevole sostegno accademico ed evidenze archeologiche. La prima teoria è, comunque, possibile come strada aperta dai primi pionieri. Ciò che si sa è che la storia della Muay Thai è una parte essenziale dei principi della cultura thailandese fin dalla sua origine.

L’Evoluzione Storica e il Ruolo dei Sovrani

Durante l’era Sukhothai (1238 - 1377), la muay thai era conosciuta come Mai Si Sok, divenne fondamentale per i soldati in tempo di guerra, mentre era usata come sistema di difesa e come allenamento per tenersi in costante forma in tempo di pace. In seguito, la Mai Si Sok prese il nome di Pahuyuth nell'era Ayutthaya (1377 - 1767). Gli stessi re, affascinati e rapiti dalla bellezza della Pahuyuth, la praticarono e la soprannominarono “l’arte dei re”.

I più leggendari di questi sovrani furono Naresuan (1590 - 1605), durante il cui regno il popolo siamese fu soprannominato “il popolo delle otto braccia”, e Sanpeth VIII, conosciuto in seguito come Phra Buddha Chao Sua, o il “Re Tigre”, per la ferocia in combattimento (1703 - 1709). Si dice che amasse la Muay Thai così tanto che spesso andava a combattere in incognito nei villaggi vicini, battendo i campioni locali. Durante il suo regno la nazione visse un periodo di pace, pertanto il Re diede l’ordine di addestrare l’esercito alla Muay Thai per tenere i soldati occupati. Dalla storia della Muay Thai si rileva che essa fu sempre popolare ma, come molti sport, ci furono dei periodi in cui fu più in voga. Durante il regno di Re Rama V, molti incontri erano combattimenti della Guardia Reale e gli atleti venivano ricompensati con titoli militari.

La storia della Muay Thai e del Krabi Kabong

Leggende ed Eroi: Nai Khanom Thom

Si narra che durante la guerra fra il regno del Siam e la Birmania del 1767, la capitale Ayutthaya venne distrutta dagli invasori birmani. Coloro che non riuscirono a scappare furono fatti prigionieri e deportati come schiavi. Il re birmano Hsinbyushin organizzò dei tornei per celebrare la vittoria, dove fece combattere i suoi migliori guerrieri contro i guerrieri siamesi fatti prigionieri, utilizzati come gladiatori. Ammaliato dalla Pahuyuth e dallo stile di questo guerriero misterioso, il sovrano diede ordine che il lottatore siamese affrontasse i dieci migliori guerrieri birmani. Egli riuscì a vincere tutti i dieci avversari con colpi potenti, veloci e precisi ed il re, stupito dall'impresa, concesse la libertà a lui e ad altri prigionieri.

Nacque in tal modo una delle più famose leggende del popolo thailandese: quella di Nai Khanom Thom. Da allora, la figura di questo eroe viene vista come anima ed essenza della Muay Thai, pronto al sacrificio anteponendo agli interessi personali l'onore, l'amore per la patria, la religione, il maestro e la scuola.

La Trasformazione in Sport: Dalle Arene ai Ring Moderni

Prima dell’introduzione della classi di peso e dei ring moderni, un combattente poteva combattere senza distinzione di altezza e peso. Gli incontri non avevano limiti di tempo, non avevano categorie di peso e i contendenti si affrontavano senza protezioni, finendo spesso per KO o per resa. Nel 1930 avvennero cambiamenti radicali: fu codificata e vennero introdotte le norme ed i regolamenti odierni. Fu il regno di Re Rama VI a segnare l'ingresso del ring a base quadrata cinta da funi e l'uso dell'orologio per scandire il tempo. In precedenza, il tempo veniva misurato facendo galleggiare un pezzo di guscio di noce di cocco sull’acqua.

Inoltre, se in tempi remoti le mani venivano protette con nastri di criniera di cavallo, corde di canapa o strisce di cotone inamidato, con il tempo si passò all'uso dei moderni guantoni. Anche la protezione inguinale subì un'evoluzione: da gusci di conchiglie di mare o cortecce, si passò al cuscino a forma triangolare, rosso o blu, legato intorno alla vita, introdotto dopo un viaggio in Malesia di un pugile.

Le Otto Armi e le Regole del Combattimento

Nei match professionistici, i combattenti possono utilizzare calci, pugni, ginocchiate e gomitate, le famose “8 armi”. I pugni sono analoghi a quelli della boxe occidentale (diretto, gancio e montante), con l’aggiunta del pugno saltato e quello in rotazione a 360 gradi. È permesso colpire con tutto il braccio ed in particolare con i gomiti, mentre sono vietati i colpi alla gola, nuca, spina dorsale e genitali.

Schema tecnico che illustra le 8 zone di contatto in un incontro di Muay Thai

Due veri e propri “marchi di fabbrica” della disciplina sono i calci alle gambe sferrati con le tibie (invece che con i piedi) e il “clinch”. Il clinch è una fase di combattimento corpo a corpo in cui i due atleti si stringono come in un abbraccio per sferrare colpi, specialmente di ginocchio. È una particolarità della Muay Thai poiché, nella boxe e nella kickboxing, combattere stringendo l’avversario è vietato. Inoltre, è consentito bloccare i calci trattenendo la gamba dell’avversario e spazzare il suo piede d’appoggio per farlo cadere.

La Spiritualità nel Rituale: Wai Khru e Ram Muay

L’incontro è preceduto dalla Wai Kru, la danza con la quale ogni concorrente rende omaggio ai suoi Maestri, al Re e ottiene il favore degli spiriti benigni scacciando quelli maligni dal terreno dello scontro. Oltre al significato simbolico, la danza è un ottimo esercizio di riscaldamento. Il mongkon, la fascia indossata sulla testa, si pensa dia fortuna a chi la indossa poiché è stata benedetta da un monaco o dal Maestro.

La Ram Muay è una danza rituale che viene eseguita con movimenti lenti e simbolici accompagnati dalla Dontree Muay, una musica la cui intensità cresce man mano che l'incontro si fa più cruento. Il Khru (maestro) nella cultura thailandese è colui che fornisce il sapere e colui che fruisce degli insegnamenti rispetta in maniera assoluta il proprio maestro, trattando i pari come fratelli e sorelle. Il rito include anche il Saam Krab, tre inchini eseguiti in posizione Thep Panom per omaggiare la nazione, la religione e il proprio maestro.

Equipaggiamento Mistico e Simbolismo

Gli atleti utilizzano diversi elementi dal forte valore simbolico e protettivo:

  • Kruang Ruang: Bracciale di stoffa o corda intrecciata fatto dal maestro, indossato al bicipite.
  • Sak-Yant: Tatuaggi praticati dai monaci buddisti, raffiguranti simboli sacri dotati di energia magica. Non possono essere posizionati sotto la vita poiché le parti inferiori del corpo sono considerate impure.
  • Ghirlande di fiori: Portate sul petto nudo, sono di buon auspicio e allontanano gli spiriti maligni.

Benefici e Valori: Oltre il Ring

La Muay Thai rende una persona coraggiosa e senza paura ma allo stesso tempo onesta e compassionevole. L’allenamento è strutturato per aumentare notevolmente la resistenza fisica e mentale, promuovendo la disciplina, la concentrazione e uno stile di vita sano. Per generazioni, la gente ha imparato quest’arte marziale non soltanto come sistema di autodifesa, ma come strumento per il miglioramento interiore e sociale. Tra le motivazioni che spingono uomini, donne e bambini a praticare questa disciplina vi sono la ricerca di pazienza, tenacia, fiducia in sé stessi, gratitudine e rispetto.

La Muay Thai non è solo uno sport, è una scuola di vita. Ogni allenamento richiede presenza totale; la tecnica diventa un dialogo tra respiro, forza e controllo mentale. In Italia, la popolarità della disciplina è cresciuta esponenzialmente dagli anni ’90 in poi, con federazioni come la FIKBMS che promuovono la pratica dilettantistica e professionistica, seguendo gli standard della IFMA a livello internazionale. Oggi, dai capoluoghi alle piccole città, la Muay Thai continua a formare combattenti che portano con sé l'eredità di una cultura millenaria.

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