La Dieta Antireflusso e lo Stile di Vita: Approcci Fondamentali per la Gestione del Reflusso Gastroesofageo – I Consigli del Dott. Matteo Goss

Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto comune che affligge una parte significativa della popolazione, causando sintomi fastidiosi e talvolta debilitanti. In Italia, si stima che circa il 13,3% della popolazione soffra regolarmente di questi disturbi, i quali tendono a peggiorare soprattutto di notte, compromettendo la qualità del sonno e il benessere generale. Questo disturbo è caratterizzato dalla risalita del contenuto acido dello stomaco verso l’esofago, provocando acidità gastrica e una serie di manifestazioni cliniche che vanno dal bruciore di stomaco al rigurgito acido, dalla difficoltà nella deglutizione alla tosse persistente.

Quando si parla di gestione del reflusso, il cibo può essere considerato come la "prima medicina", un concetto fondamentale che sottolinea l'importanza dell'alimentazione nel trattamento di questa patologia. Esistono infatti alimenti che, per loro natura o per il modo in cui vengono preparati, possono peggiorare il reflusso gastroesofageo, sia aumentando l’acidità dello stomaco sia rilassando lo sfintere esofageo inferiore (ovvero la “valvola” che separa l’esofago dallo stomaco), facilitando così la risalita del contenuto gastrico. D'altra parte, altri cibi sono più “neutri” o addirittura protettivi, contribuendo ad alleviare i sintomi e a migliorare la condizione.

Correggere l’alimentazione, insieme all'adozione di buone abitudini quotidiane, rappresenta il primo e più importante passo per ridurre bruciore di stomaco, rigurgito acido e tosse da reflusso. Questo approccio integrato non solo offre sollievo dai sintomi ma può anche diminuire la necessità di assumere farmaci a lungo termine, come evidenziato da numerosi specialisti nel campo della gastroenterologia. Il Dott. Matteo Goss, gastroenterologo presso Humanitas Celini e la Clinica Sedes Sapientiae di Torino, ha fornito il suo prezioso supporto nella redazione di articoli e guide pratiche sull'argomento, offrendo consigli basati sulla sua esperienza clinica e sulle più recenti evidenze scientifiche. La sua expertise sottolinea come un approccio olistico, che include sia la dieta che lo stile di vita, sia cruciale per gestire efficacemente questa condizione cronica.

Meccanismo del reflusso gastroesofageo

Le Cause del Reflusso: Un Malfunzionamento a Più Livelli

Il reflusso gastroesofageo si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, causando infiammazione e bruciore. Questo fenomeno è principalmente dovuto a un malfunzionamento del cardias, che è la valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Quando il cardias è debole o non si chiude correttamente, l’acido gastrico può facilmente risalire nell’esofago, provocando i tipici sintomi del reflusso. La pressione a livello addominale gioca un ruolo significativo, e diversi fattori possono contribuire a questo malfunzionamento.

Tra i fattori che predispongono al reflusso troviamo l’obesità, la gravidanza, il fumo e l’invecchiamento. L’obesità, in particolare, è stata ampiamente studiata e si è dimostrato che peggiora il reflusso gastrico. Gli studi randomizzati controllati sullo stile di vita dei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) hanno dimostrato che l’intervento più determinante è favorire la perdita di peso, con una riduzione raccomandata dal 7% al 10% del peso corporeo iniziale. Questo dato è stato confermato da studi su larga scala, come il Nurses’ Health Study, e da RCTs (Trial Randomizzati e Controllati). In particolare, il famoso HUNT study ha valutato, tra gli individui con sintomi correlati a reflusso gastroesofageo, una riduzione o interruzione dell’uso settimanale di farmaci antisecretivi nei soggetti che presentavano una riduzione del BMI (Body Mass Index) superiore a 3,5 unità. La riduzione del peso corporeo, e in particolare della circonferenza addominale, diminuisce la pressione intra-addominale, un fattore chiave che facilita il reflusso.

Anche lo stress è un elemento che può peggiorare la condizione, in quanto stimola la produzione di acido gastrico. A tal proposito, il Dott. Matteo Goss suggerisce che l’adozione di tecniche di rilassamento, come la meditazione o lo yoga, possa essere utile per alleviare i sintomi, integrando così l'approccio dietetico e farmacologico con strategie di benessere psicofisico.

Come influisce lo stress sulla digestione? | BodyRevo

Il Ruolo Determinante della Dieta Antireflusso: Oltre la Semplice Lista di Cibi

Spesso ci si chiede quali siano gli alimenti da evitare in caso di reflusso gastroesofageo, ma è fondamentale comprendere che non esiste una lista valida al 100% per tutti. La dieta per il reflusso gastroesofageo non è intrinsecamente restrittiva, ma si basa su un’attenta selezione di alimenti che favoriscono la digestione e riducono l’acidità gastrica. Il Dott. Goss, insieme ad altri esperti, consiglia di scegliere cibi che possano migliorare la condizione, evitando quelli che aumentano il rischio di peggioramento dei sintomi.

Uno degli errori più comuni, infatti, è pensare che “sano” significhi automaticamente “anti-reflusso”. La risposta al cibo è individuale, non è un concetto astratto. Molte persone si ritrovano frustrate, come Paola, una paziente di 42 anni che, seguendo ogni consiglio alimentare trovato online per otto mesi, mangiava in bianco ma continuava a soffrire. Il problema, come notato analizzando il suo diario alimentare, era che le cene erano abbondanti e consumate tardi, con cereali integrali e legumi insieme, alimenti considerati “sani” e “sicuri” per il reflusso.

Analogamente, Roberto, un impiegato di 29 anni, credeva di seguire una dieta anti-reflusso corretta, ma consumava formaggi quasi ogni giorno. Una sensibilità non diagnosticata ai latticini gli provocava gonfiore addominale e un aumento della pressione sullo sfintere esofageo inferiore (LES), che favoriva il reflusso. Questo dimostra che la dieta anti-reflusso fallisce quando non è personalizzata: ignorare intolleranze e sensibilità individuali significa intervenire sui sintomi, ma non sulle cause. Il regime alimentare anti-reflusso classico parte spesso da un presupposto errato, ovvero che tutti reagiscano allo stesso modo agli stessi alimenti. Non sempre è possibile individuare autonomamente i "trigger" alimentari responsabili del reflusso. È quanto accadeva a Roberto, la cui sensibilità ai latticini non era stata identificata.

La fermentazione dei carboidrati non digeribili nel colon, un processo fisiologico, può portare a un aumento di gas. L’intestino non è un compartimento isolato: l’aumento di gas incrementa la pressione intra-addominale globale, che si trasmette anche allo stomaco, facilitando la risalita del contenuto gastrico. Pertanto, la gestione dei pasti e la scelta dei cibi giusti possono fare una grande differenza nella MRGE, poiché il problema non è solo quel che si elimina, ma anche ciò che si continua a consumare. Questo approccio integrato, che tiene conto della gravità del reflusso, di altre patologie e dello stile di vita del paziente, è cruciale per elaborare un piano alimentare strettamente personalizzato.

Alimenti da Evitare: Fattori Scatenanti e Irritanti

Alcuni cibi sono noti per peggiorare i sintomi del reflusso gastroesofageo, agendo sia sull'acidità gastrica sia sulla funzionalità dello sfintere esofageo inferiore (LES). È importante conoscerli per poterli limitare o eliminare dalla propria dieta, soprattutto durante le fasi acute dei sintomi.

Tra gli alimenti da evitare o consumare con grande moderazione, figurano in primis i cibi grassi e fritti. Fritture di ogni tipo, come patatine, fritti misti o cotolette, rallentano la digestione e aumentano la pressione sullo sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso. Gli alimenti ad alto contenuto di grassi sono in grado di ridurre la pressione del LES e di prolungare il tempo di svuotamento gastrico, aspetti entrambi determinanti nell'etiopatogenesi del reflusso gastroesofageo. Anche carni grasse come salsiccia, pancetta e carni lavorate, così come gli insaccati, rientrano in questa categoria. Per quanto riguarda i salumi, anche quelli non grassi e di migliore qualità contengono spesso molto sale, spezie e additivi che facilitano l'acidità di stomaco, suggerendo un consumo limitato anche per bresaola, prosciutto crudo e cotto naturale, o affettato di tacchino/pollo.

I cibi piccanti e acidi sono un'altra categoria problematica. Peperoncino, pepe, curry e mix di spezie piccanti possono irritare la mucosa gastrica e peggiorare i sintomi. In uno studio nord-europeo, è stato dimostrato che l’utilizzo di cibi piccanti induceva la comparsa dei sintomi in circa l’88% dei pazienti arruolati. Anche gli agrumi (arance, limoni, pompelmi, mandarini) e i pomodori e i loro derivati (passata, sughi, salse, ketchup) sono notoriamente acidi e possono aggravare il bruciore. La frutta molto acida, come l'ananas, è anch'essa da limitare.

Alimenti da evitare per il reflusso

I stimolanti e rilassanti del LES includono il caffè (anche decaffeinato, in alcuni casi, soprattutto se consumato in grandi quantità; uno studio caso-controllo norvegese ha riportato un'associazione tra i sintomi da MRGE e il consumo di 4-7 tazze di caffè al giorno), il tè forte e il cioccolato. Il cioccolato, anche fondente, è ricco di grassi e può ridurre il tono del LES, benché al momento non siano disponibili studi che dimostrino come la sua eliminazione riduca gli eventi di reflusso. La menta (in caramelle, tisane, chewing-gum), l'anice e i semi di finocchio sono altre sostanze che possono rilassare lo sfintere esofageo.

Alcolici e bevande gassate (come cola, aranciata, acqua frizzante in eccesso) possono aumentare la pressione addominale, irritare l'esofago e contribuire al reflusso.Anche aglio e cipolla, soprattutto se crudi, sono spesso mal tollerati.

Per quanto riguarda i latticini e formaggi, è meglio evitare quelli stagionati e molto grassi. Pollice verso, invece, per gli erborinati (gorgonzola, roquefort, blue) e i fondenti (fontina, taleggio, brie, tomini), così come per la burrata, i formaggi freschi più cremosi e grassi e per il mascarpone.

Infine, anche i condimenti meritano attenzione. Soffritti prolungati, burro cotto, lardo, strutto e condimenti molto grassi o elaborati (come panna, salse pronte, formaggi fusi) sono da evitare. Per la pasta, ad esempio, sono preferibili condimenti semplici rispetto a sughi al pomodoro, panna e formaggi molto stagionati. Inoltre, il sale in eccesso è uno dei principali stimolatori della secrezione acida gastrica; il consiglio è di ridurne gradualmente le dosi in cucina e di non aggiungerne sui cibi già in tavola. Da evitare anche la cucina etnica (cinese, indiana, magrebina o messicana) a causa dell'abbondanza di spezie e glutammato, così come la salsa di soia e il wasabi. Infine, cibi molto freddi o molto caldi possono irritare l'esofago, per cui è consigliabile consumare alimenti a temperatura ambiente o tiepida.

Alimenti Amici dello Stomaco: Una Guida per Nutrirsi con Consapevolezza

In parallelo agli alimenti da evitare, esistono cibi che sono generalmente ben tollerati e possono addirittura avere un effetto protettivo o neutro in caso di reflusso. Integrare questi alimenti nella dieta quotidiana è un passo fondamentale per alleviare i sintomi e migliorare il benessere digestivo.

Le verdure non acide sono particolarmente indicate. Carote, zucchine, finocchi, patate, fagiolini, spinaci, bietole e broccoli, così come altre verdure a basso contenuto di acidità, sono delicate per l'esofago e lo stomaco. Questi ortaggi possono essere consumati liberamente e rappresentano una base importante per un'alimentazione antireflusso.

Per quanto riguarda i cereali, è consigliabile optare per le varietà integrali. Riso integrale, pasta integrale, avena, quinoa e farro sono preferibili rispetto ai cereali raffinati, grazie al loro contenuto di fibre che favorisce la digestione. Il pane integrale tostato, ad esempio, è più digeribile rispetto al pane fresco.

Le proteine magre sono ideali perché non appesantiscono lo stomaco e sono meno propense a stimolare la secrezione acida o a rilassare il LES. Petto di pollo e tacchino (senza pelle), pesce bianco come merluzzo, platessa, nasello e sogliola sono ottime scelte. Anche branzino e orata rientrano tra i pesci consigliati. È preferibile il consumo di pesce rispetto ad altri tipi di proteine animali, limitando però i pesci grassi come salmone, capitone e anguilla. Molluschi e crostacei possono essere consumati, ma con moderazione (massimo una volta a settimana). Le carni bianche come coniglio, vitello e maiale (nei tagli più magri) sono anch'esse ben tollerate. Le uova possono essere consumate, a patto che non siano fritte. I legumi decorticati, come lenticchie decorticate e piselli spezzati, in porzioni moderate e ben cotti, possono essere inclusi nella dieta.

Alimenti consigliati per il reflusso

Per la frutta, è meglio limitare gli agrumi, l’ananas e la frutta molto acida, mentre sono di solito meglio tollerate mele, pere, banane mature e melone giallo o cantalupo (se ben tollerato). È consigliabile consumare la frutta lontano dai pasti principali per evitare fermentazioni che potrebbero causare gonfiore.

Per quanto riguarda i latticini, piccole quantità di yogurt bianco naturale magro (non zuccherato) e ricotta magra sono generalmente ben tollerate. Il latte parzialmente scremato può essere consumato se tollerato e in piccole quantità, ma è importante osservare la propria risposta individuale. Tra i formaggi, sono da preferire il primo sale, i fiocchi di latte, la mozzarella di vacca e i formaggi parzialmente scremati come il Grana Padano DOP.

I grassi sani sono importanti, ma devono essere scelti con cura. L'olio extravergine d’oliva, utilizzato a crudo e in quantità moderate, è la fonte di grassi più consigliata. Avocado e noci sono altre buone fonti di grassi che non irritano lo stomaco.

Infine, alcune erbe aromatiche fresche come basilico, prezzemolo, origano, rosmarino e timo possono essere utilizzate per insaporire i piatti senza ricorrere a spezie irritanti. La liquirizia non soltanto è permessa, ma può addirittura contribuire ad alleviare i sintomi dell'acidità di stomaco e del reflusso gastrico grazie all'acido glicirretico che contiene, che ha una blanda azione antinfiammatoria, favorevole per la mucosa gastrica ed esofagea. Anche l'acqua naturale a temperatura ambiente, bevuta in piccole quantità e lontano dai pasti, è fondamentale per mantenere una buona idratazione senza sovraccaricare lo stomaco. La malva è un'altra opzione per bevande lenitive.

Metodi di Cottura e Condimenti: La Base di una Digestione Leggera

Non conta solo cosa si mangia, ma anche come lo si cucina e lo si condisce. Questo aspetto è cruciale per chi soffre di reflusso, poiché anche alimenti di per sé ben tollerati possono diventare problematici se preparati in modo errato.

Per quanto riguarda i metodi di cottura, è preferibile optare per tecniche che non aggiungano grassi e che preservino la leggerezza degli alimenti. La cottura al vapore, al forno (senza grassi in eccesso), alla griglia o alla piastra (evitando bruciature che possono creare sostanze irritanti), e la bollitura o lo stufato leggero sono i metodi più indicati. Questi approcci garantiscono la massima digeribilità dei cibi.

I condimenti devono essere scelti con attenzione. L'olio extravergine d’oliva a crudo è il condimento per eccellenza, da utilizzare in piccole quantità per non appesantire. Le erbe aromatiche fresche, come basilico, prezzemolo, origano, rosmarino e timo, sono perfette per aggiungere sapore senza irritare.

Al contrario, è fondamentale evitare condimenti che possono aggravare il reflusso. Soffritti prolungati, burro cotto, lardo e strutto sono da eliminare. Anche condimenti molto grassi o elaborati, come panna, salse pronte e formaggi fusi, devono essere evitati. Per esempio, per la pasta, un condimento semplice come un filo d’olio con zucchine e carote, oppure con ricotta magra ed erbe aromatiche, è nettamente preferibile ai sughi al pomodoro, alla panna e ai formaggi molto stagionati. È importante sottolineare che, per garantire la massima digeribilità, i cibi devono essere cotti al punto giusto e abbinati a un condimento leggero, usando piccole quantità di olio extravergine d’oliva “a crudo” ed evitando i grassi di origine animale.

La Gestione dei Pasti e la Pianificazione Alimentare Quotidiana

Una corretta gestione dei pasti è tanto importante quanto la selezione degli alimenti per chi soffre di reflusso. La distribuzione dei cibi nell'arco della giornata e la composizione di colazioni, spuntini, pranzi e cene possono fare una grande differenza nella prevenzione e nel controllo dei sintomi.

Una strategia efficace consiste nel suddividere i pasti in porzioni piccole e frequenti, idealmente cinque al giorno, evitando abbuffate. Questo approccio non sovraccarica lo stomaco e riduce la probabilità di reflusso.

Per la colazione, si possono scegliere opzioni leggere e non acide. Esempi includono yogurt magro bianco con fiocchi d’avena e una pera matura a pezzetti, fette biscottate integrali con marmellata non acida (come mele, pere o albicocche non troppo zuccherate), una banana matura, o una tazza di latte parzialmente scremato o bevanda vegetale non zuccherata (se tollerata). Un esempio specifico può prevedere latte a ridotto contenuto di grassi, caffè d’orzo o decaffeinato, e muesli con un tocco di miele.

Gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio dovrebbero essere leggeri e ben tollerati. Una manciata di mandorle non salate (10-15), una banana matura, yogurt magro o fette biscottate con mela o ciliegie acide sono opzioni valide.

Esempio di menù giornaliero antireflusso

Per il pranzo, si può optare per riso integrale con zucchine al vapore condite con olio extravergine d’oliva a crudo e petto di tacchino alla griglia. Un altro esempio potrebbe essere carne bianca alla piastra o una braciola di carne magra, accompagnata da zucchine, carote o patate lesse, pane integrale e olio extravergine d’oliva.

La cena dovrebbe essere leggera e consumata non troppo tardi per permettere una digestione adeguata prima di coricarsi. Un buon esempio è una vellutata di carote e patate con un filo d’olio a crudo e filetti di merluzzo al forno con contorno di fagiolini lessi. Alternativamente, pasta (di semola o integrale) o riso possono essere conditi con salsa di pomodoro pelato (se tollerato, in piccole quantità) e una spolverata di Parmigiano, accompagnati da finocchi lessati o insalata gallinella, pane integrale e olio extravergine d’oliva. Idealmente, si dovrebbe attendere almeno 3-4 ore prima di coricarsi dopo aver mangiato, quindi è meglio evitare di cenare troppo tardi.

Durante la settimana, si raccomanda di consumare un’adeguata quantità di proteine vegetali, in alternanza al regolare consumo di proteine animali, prediligendo il pesce tra quest’ultime. È cruciale bere acqua naturale a temperatura ambiente in piccole quantità e lontano dai pasti principali, evitando di riempire troppo lo stomaco durante i pasti. È bene, inoltre, non esagerare con i liquidi subito prima di coricarsi. Tisane alla malva possono essere una buona scelta, mentre tè, tisane alla menta, bevande zuccherate o alcoliche sono da evitare.

Abitudini di Vita Fondamentali per Contrastare il Reflusso

Oltre all'alimentazione, alcune abitudini quotidiane possono fare una grande differenza nella gestione del reflusso gastroesofageo, contribuendo a ridurre i sintomi e a migliorare la qualità della vita.

Un aspetto fondamentale è la masticazione. Masticare lentamente e a lungo è essenziale per una buona digestione, che inizia già in bocca. Una masticazione insufficiente può portare a difficoltà digestive, acidità di stomaco e reflusso gastrico.

È cruciale non coricarsi subito dopo i pasti. Bisognerebbe aspettare almeno due o tre ore prima di coricarsi, o addirittura tre-quattro ore come suggerito per le cene. Questo tempo permette allo stomaco di svuotarsi, riducendo la probabilità che il contenuto gastrico risalga nell'esofago quando si è in posizione orizzontale. Per lo stesso motivo, è importante sollevare la testata del letto di 10-20 cm per ridurre il reflusso notturno. Questo aiuta a mantenere l’esofago in posizione verticale, anche quando si è sdraiati, e impedisce la risalita di materiale dallo stomaco; è da evitare, invece, di utilizzare pile di cuscini, perché così facendo si assume una posizione che incrementa la pressione sull’addome.

Postura e reflusso gastroesofageo

Un'altra abitudine importante è evitare abiti o cinture troppo stretti in vita, poiché aumentano la pressione sull’addome, facilitando il reflusso.Il mantenimento o il raggiungimento di un peso forma adeguato è uno dei consigli più importanti. Come già menzionato, la perdita di peso, se necessaria, può migliorare significativamente il controllo dei sintomi, riducendo la pressione addominale. Se si è in sovrappeso o obesità, la riduzione graduale di peso e della circonferenza addominale, attraverso un’alimentazione ipocalorica equilibrata e un regolare esercizio fisico (sempre sotto controllo medico), è un intervento chiave.

Smettere di fumare è un'altra raccomandazione cruciale. Fumando, si ingerisce una notevole quantità di aria, che può favorire il reflusso. Inoltre, il fumo indebolisce lo sfintere esofageo inferiore. Allo stesso modo, limitare o eliminare l’alcol è fondamentale, poiché può irritare l'esofago e rilassare il LES.

È importante evitare sforzi fisici intensi a stomaco pieno, soprattutto se si tratta di esercizi che impegnano la muscolatura addominale. I movimenti rapidi e la pressione a livello addominale tendono ad allentare la tenuta del cardias e a favorire il reflusso gastrico. Inoltre, l’intensificazione del metabolismo muscolare e il richiamo di sangue a livello periferico distolgono l’organismo dal processo digestivo, rendendolo meno efficiente. È meglio poi rimandare al dopo pranzo le conversazioni troppo concitate e le telefonate incalzanti, che possono aumentare la tensione e influenzare negativamente la digestione.

Il Dott. Matteo Goss enfatizza anche l'importanza della gestione dello stress. Dato che lo stress stimola la produzione di acido gastrico, l'adozione di tecniche di rilassamento, come la meditazione o lo yoga, può essere utile per alleviare i sintomi.

Oltre la Dieta: L'Importanza della Personalizzazione e del Supporto Specializzato

Nonostante una dieta per reflusso ben impostata e l’adozione di buone abitudini quotidiane, i sintomi possono persistere. In questi casi, è di vitale importanza non trascurarli e rivolgersi a uno specialista. La buona notizia è che, per chi soffre di malattia del reflusso gastroesofageo, esistono ormai numerosi farmaci efficaci e sicuri in grado di tenere sotto controllo i sintomi, molti dei quali acquistabili senza ricetta medica. Tuttavia, come sottolinea il Dott. Goss e altri esperti, l'obiettivo non è solo curare il sintomo ma agire alla radice del problema.

Se la dieta anti-reflusso non funziona, spesso è perché l’alimentazione non è solo una lista di cibi da evitare. Molti pazienti, come Paola, seguono alla lettera i consigli alimentari trovati online, eliminando pomodoro, cipolle, agrumi, caffè, cioccolato e mangiando in bianco per mesi, ma continuano a soffrire. Questo accade perché il regime alimentare anti-reflusso classico parte da un presupposto errato: che tutti reagiscano allo stesso modo agli stessi alimenti. Come visto con il caso di Roberto e la sua sensibilità ai latticini, ignorare intolleranze e sensibilità individuali significa intervenire sui sintomi, ma non sulle cause. Il problema non è sempre legato a ciò che è "sano", ma a come il corpo di ciascuno reagisce a specifici alimenti o combinazioni di essi.

È il nutrizionista, in collaborazione con il medico curante, che elabora un piano alimentare strettamente personalizzato, tenendo conto della gravità del reflusso, di altre patologie concomitanti e dello stile di vita del singolo individuo. Questo approccio integrato permette di avere un quadro completo e una cura più efficace, mirando a limitare o ridurre l’uso di farmaci a lungo termine. Un professionista sanitario qualificato può aiutare a identificare i "trigger" alimentari specifici che non sempre è possibile individuare autonomamente. Il Dott. Goss, per esempio, nel suo libro “Stop reflusso e gastrite - Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®”, realizzato con il dott. Alessandro Gelli, propone una guida completa per affrontare il reflusso, enfatizzando la personalizzazione e le strategie quotidiane.

In conclusione, per prevenire e trattare efficacemente la malattia del reflusso gastroesofageo, è necessario rivedere il proprio modo di mangiare e iniziare a prendersi maggior cura di sé in senso più generale. Questo include non solo la selezione degli alimenti, ma anche le modalità di cottura, le abitudini legate ai pasti e uno stile di vita complessivamente più sano. Consultare sempre il proprio medico o un professionista sanitario qualificato prima di apportare modifiche significative alla dieta o allo stile di vita, soprattutto in presenza di patologie preesistenti o se si stanno assumendo farmaci. Ogni persona è unica e ciò che funziona per alcuni potrebbe non funzionare per altri.

Consultazione nutrizionista per reflusso

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