L’accoglienza di un gattino nelle prime settimane di vita è un compito di estrema responsabilità che richiede precisione, dedizione e una profonda comprensione dei meccanismi biologici che regolano la crescita felina. Che ci si trovi di fronte a un gattino orfano o alla gestione naturale dello svezzamento, la corretta somministrazione dei nutrienti è il pilastro fondamentale per garantire uno sviluppo fisico ottimale nei primi dodici mesi di vita. La natura ha strutturato le esigenze del cucciolo in fasi ben distinte, dove il latte materno - o il suo sostituto - rappresenta solo il punto di partenza di un percorso nutrizionale che si evolverà gradualmente verso l'autonomia alimentare.

Il delicato nutrimento nelle prime settimane di vita
Nelle prime 4-5 settimane, i gattini ricevono tutto ciò di cui hanno bisogno dalla loro mamma. Tuttavia, qualora il gattino sia orfano, è imperativo ricorrere a formulazioni artificiali specifiche. Ovviamente il latte vaccino intero può essere usato se nell’emergenza non si dispone di altro, ma va sostituito appena possibile. È necessario, soprattutto nel caso di gattini che non hanno potuto assumere il colostro, integrare l’alimentazione con fermenti lattici, colostro in polvere, estratti idroenzimatici e rimedi omeopatici prescritti dal veterinario, che regolarizzino la digestione e aumentino la resistenza alle infezioni e la possibilità di sopravvivenza.
Ecco due possibili formulazioni, tenendo ben presente che le proporzioni possono essere adattate in base alla risposta del cucciolo:
- Prima ricetta: 120 ml di latte di capra, 1 tuorlo d'uovo crudo, 100 gr di yogurt bianco intero senza zucchero, 1 cucchiaio di panna.
- Seconda ricetta (1ª settimana): 150 ml latte senza lattosio, 50 ml yogurt bianco intero, 20 ml panna, 1 tuorlo d’uovo.
- Seconda ricetta (dopo la 1ª settimana): 150 ml latte, 40 ml panna, 1 tuorlo d’uovo.
Il latte va preparato quotidianamente (al massimo ogni 2 giorni), conservato in frigo e riscaldato al momento dell’uso a 35°-36°C. La temperatura si può misurare sull’interno del polso, esattamente come si fa per i neonati umani: se scotta o se lo sentiamo freddo, non va bene.

Tecniche di somministrazione e igiene neonatale
L'alimentazione artificiale richiede accorgimenti specifici per evitare complicazioni. Vanno usati appositi biberon oppure delle siringhe senza ago (dopo aver fatto uscire la prima goccia, non si deve premere lo stantuffo, ma lasciare che sia il piccolo a succhiare e a regolare la velocità di fuoriuscita del latte) o dei contagocce.
I gattini devono essere tenuti a pancia in giù, la posizione naturale in cui succhierebbero il latte dalle mammelle della madre, o obliqui, ma MAI in posizione supina (a pancia in su, come posizionereste un bambino), per evitare che il latte possa andare nei polmoni. Infine, un accorgimento importantissimo è quello di strofinare dopo ogni pasto la zona anale e genitale con un panno umido per simulare il leccamento materno e stimolare così la minzione e la defecazione che non avvengono spontaneamente nei gattini molto piccoli.
Per quanto riguarda la frequenza, il gattino neonato va alimentato ogni 2-4 ore; durante la notte la frequenza può essere un po’ rallentata, ma solo verso i quindici giorni di vita si può provare a sospendere l’allattamento notturno. Per quanto riguarda la quantità, riportiamo delle dosi puramente indicative, perché nessuno sa regolarsi meglio di loro:
- 1ª settimana (fino a 7 giorni): 2,5 - 5 ml ogni 2 ore durante il giorno, ogni 2-3 ore la notte.
- 2ª settimana (da 7 a 14 giorni): 5 - 10 ml ogni 3 ore durante il giorno, ogni 3-4 ore la notte.
- 3ª settimana (da 14 a 21 giorni): 10 - 15 ml ogni 3-4 ore durante il giorno, ogni 4-5 ore la notte.
- 4ª settimana (da 21 a 30 giorni): 15 - 20 ml ogni 4-5 ore durante il giorno, ogni 6-7 ore la notte.
Per verificare che tutto proceda regolarmente, consiglio di pesare quotidianamente il gattino con una bilancia pesa-alimenti: alla nascita un gattino pesa dagli 85 ai 120 grammi e l’incremento ponderale dovrebbe essere di 7-10 grammi al giorno.
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Il processo dello svezzamento: dal latte al solido
Verso le 3-4 settimane di vita il latte non supporta più completamente le esigenze nutrizionali dei gattini. Questo è il momento dello svezzamento che terminerà tra la 7ª e l’8ª settimana. Si deve cominciare a proporre gradualmente cibi semi-solidi e in quantità sempre maggiori, diminuendo via via la quantità del latte fino ad eliminarlo verso i due mesi d’età.
Anche per lo svezzamento esistono appositi alimenti commerciali, oppure si può optare per una dieta casalinga o una integrazione delle due. Non esistono regole precise sui tempi e sulle quantità: come sempre, anche all’interno della stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro. Per fortuna la natura fa le cose per bene, e in genere i gattini sanno regolarsi da soli su quando iniziare lo svezzamento, cosa mangiare e in che quantità.
Nostro compito è proporgli un’ampia varietà di cibi diversi, inizialmente non mischiati in un pappone, ma singolarmente, in modo tale che sia più facile capire quali sono i loro gusti e individuare eventuali introllaranze. Il buon senso, inoltre, suggerisce di introdurre nuovi alimenti gradualmente per aiutare a sviluppare gli enzimi digestivi. A 3 settimane di vita, il latte materno o artificiale resta la base dell'alimentazione, ma si può cominciare a introdurre pappe umide per gattini a base di carne, ben schiacciate o diluite con un po' di acqua calda per facilitarne l'assunzione. A 1 mese di vita, i gattini entrano nel pieno dello svezzamento. Iniziano a mangiare da soli con più convinzione, quindi puoi offrire pappe umide specifiche per gattini e crocchette inumidite con acqua tiepida o latte artificiale. A 2 mesi, i gattini dovrebbero essere completamente svezzati. Mangiano da soli e in modo autonomo, con una dieta composta da cibo umido e/o crocchette specifiche per gattini.
Gestione dei fabbisogni nutrizionali nei gattini in crescita
Nei primi mesi, i gattini hanno uno stomaco molto piccolo e delicato, per questo dobbiamo fare assoluta attenzione al cibo che diamo loro. È necessario che gli alimenti contengano: prebiotici per l’equilibrio della flora intestinale, colina cloruro per assimilare i grassi ed evitare l’eccesso di depositi nel fegato, metilsulfonilmetano per le articolazioni, olio di lino e/o salmone, yucca schidigera per mitigare l’odore delle feci.
Inoltre, è fondamentale prestare attenzione ad alcuni nutrienti critici:
- Acidi grassi essenziali: Tra questi ci sono gli omega 3: l’acido alfa-linolenico (ALA), l’acido eicosapentaneoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA). Quest’ultimo è molto importante durante lo sviluppo del micio affinché siano garantite le normali funzioni neurali, retiniche e uditive. Fonte di DHA è, ad esempio, l’olio di pesce.
- Taurina: Si tratta di una componente fondamentale per il corretto sviluppo del micio.
È vietato improvvisare con il cibo umano: niente latte vaccino, carne cruda, ossa, cibo per cani, cipolla, aglio, dolci o roba salata. I dolci sono particolarmente dannosi per i mici; al loro interno, infatti, sono solitamente contenuti carboidrati complessi che non sono una buona fonte di energia per i gatti.

Pianificazione del piano alimentare post-svezzamento
All’inizio, capire quanto deve mangiare un gatto può sembrare complicato, perché le quantità si basano su molte variabili, come l'età del tuo gatto e il livello di attività a cui è abituato. Una volta svezzato, il gattino necessita di pasti frequenti. I veterinari raccomandano di preparare diversi piccoli pasti durante la giornata piuttosto che uno o due pasti enormi. Fino ai 6 mesi dovrebbero mangiare 3-4 volte al giorno.
Per capire quanto dare da mangiare, può essere utile una tabella di riferimento basata sul peso e l'età:
| Età del gatto | Peso medio | Crocchette al giorno | Umido al giorno | Pasti giornalieri |
|---|---|---|---|---|
| 2-3 mesi | 1-1,5 kg | 30-40 g | 100-150 g | 4 |
| 4-6 mesi | 2-3 kg | 45-60 g | 150-200 g | 3-4 |
| 6-12 mesi | 3-4,5 kg | 55-70 g | 200-250 g | 3 |
È raccomandabile pesare regolarmente il proprio gatto e adattare le quantità di pappa in base al livello di attività, alle condizioni di salute e al tipo di cibo utilizzato, consultando sempre il veterinario per personalizzare l'alimentazione. La risposta ideale è una combinazione di umido e secco: il cibo umido aiuta molto il gatto con l'idratazione e mantiene i reni sani, mentre le crocchette aiutano a mantenere i denti puliti. Una buona regola è: 70% cibo umido e 30% secco, contando sempre le calorie totali.
La transizione verso l'età adulta e specificità metaboliche
Da 1 anno di età il tuo micio è ufficialmente un adulto. Da questo momento, può gradualmente passare a una dieta completa ed equilibrata per gatti adulti. Un gatto adulto sano e attivo ha bisogno di circa 240 calorie al giorno. Gli esperti consigliano di offrire cibo umido al mattino e alla sera, lasciando la porzione di crocchette a disposizione durante il giorno.
Un capitolo a parte riguarda la sterilizzazione. I gatti sterilizzati hanno un fabbisogno energetico ridotto del 20-30% rispetto ai gatti interi, ma spesso hanno più fame, una combo che porta dritti verso il sovrappeso. Mantieni la regola dei 2-3 pasti al giorno per evitare che esageri. Scegli sempre croccantini specifici per gatti sterilizzati perché hanno meno grassi e più fibre. Il trucco è monitorare costantemente il peso del gatto: se noti che il tuo micio sta ingrassando, riduci le porzioni del 10-15%.

Infine, nell'alimentazione del gatto anziano, è importante ricordare che i gatti possono essere molto schizzinosi con il cibo. Con l'età, le esigenze nutrizionali cambiano: è necessario adattare la dieta alle nuove necessità di salute e di attività giornaliera. Un piccolo trucco: servi sempre il cibo a temperatura ambiente, la maggior parte dei gatti odia il cibo freddo da frigo. E assicurati che il tuo micio abbia sempre una ciotola d'acqua fresca a disposizione per idratarsi come dovrebbe. Durante tutta la vita del tuo gatto dovrai modificare la sua dieta più volte, per adattarla al metabolismo che cambia. Una dieta sana renderà felici entrambi.
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