"Drommi": La Ninna Nanna in Sardo che Riscopre il Vero Senso del Natale

L'uscita del singolo natalizio "Drommi" di Francis-Q segna un momento prezioso per la riscoperta delle tradizioni musicali e linguistiche della Sardegna, offrendo una ninna nanna dedicata a Gesù Bambino che evoca un'atmosfera rara e delicata, capace di riportare all'essenza più autentica del Natale. Questo brano, disponibile sulle principali piattaforme di streaming musicale, non è solo una canzone, ma un ponte sonoro tra passato e presente, tra la lingua sarda e l'italiano, tra generi musicali diversi, creando un'esperienza unica che celebra l'amore, la speranza e la spiritualità del periodo natalizio.

Copertina del singolo

Un Viaggio nell'Anima della Sardegna tramite la Musica

Francis-Q, cantautore di origini sarde ma nato a Roma, ha fatto della sua musica un veicolo per raccontare la sua terra. Attraverso le sue canzoni, raccoglie e rende vivi piccoli momenti della storia isolana e gli avvenimenti quotidiani, fondendo sapientemente la lingua sarda e quella italiana con influenze folk, pop e country. I suoi testi, acuti e narrativi, conducono l'ascoltatore in un viaggio musicale che abbraccia epoche diverse, dai tempi ancestrali fino ai giorni nostri. "Drommi" si inserisce perfettamente in questa visione artistica, offrendo una melodia che, pur essendo moderna nella sua produzione, affonda le radici in una tradizione antica e profonda.

Il brano è prodotto e arrangiato da Primiano Di Biase, un nome di rilievo nel panorama musicale italiano, noto per la sua collaborazione con artisti del calibro dei Dire Straits, Renato Zero e Neri Marcoré. La sua maestria nel pianoforte e nella fisarmonica dona a "Drommi" una tessitura sonora ricca e avvolgente, che amplifica l'emozione e la delicatezza del testo.

Il Messaggio di "Drommi": un Invito alla Memoria e alla Riflessione

Il messaggio intrinseco di "Drommi" è un tenero invito a ricordare e a preservare le tradizioni orali che hanno cullato generazioni. Francis-Q si chiede retoricamente se, da piccoli, le nostre madri o nonne ci recitassero preghiere o cantassero dolcissime ninne nanne in lingua sarda, sollecitando una riflessione sulla perdita di queste memorie preziose. La canzone diventa una colonna sonora perfetta per coloro che desiderano fermarsi, riflettere sul significato più profondo del Natale e riscoprire il valore dei legami familiari e spirituali.

Il testo stesso della ninna nanna evoca immagini potenti e commoventi:

"Dormi Bambino in questa culla d’oro,che ti ricorda da dove sei venuto.Mamma ti è accanto, babbo dall’altro lato,in mezzo ci sei tu come un gioiello d’oro.Tu sei del mondo amore,ti han detto che sei il Redentoreluce di una stella, o Sole,tu guerriero contro il dolore."

Queste parole dipingono un quadro intimo e universale, mettendo in risalto la sacralità della famiglia e la figura di Gesù Bambino come simbolo di amore, speranza e redenzione per l'umanità.

Illustrazione della Sacra Famiglia con elementi natalizi in stile sardo

Un Mosaico di Ninna Nanne Sarde: Tradizione Orale e Varianti Regionali

La discussione che circonda l'uscita di "Drommi" rivela un ricco patrimonio di ninne nanne in lingua sarda, spesso tramandate oralmente e quindi soggette a numerose varianti regionali. Questo scambio di testi e ricordi evidenzia la vivacità e la profondità della cultura sarda, dove la musica e la poesia sono intrinsecamente legate alla vita quotidiana e alle celebrazioni.

Tra le ninne nanne citate, emergono diverse espressioni che meritano attenzione per la loro bellezza e la loro specificità dialettale. La ninna nanna di Tonino Puddu, ad esempio, viene menzionata come un esempio di canto che risuona nel cuore di molti. Un altro contributo significativo è quello di una ninna nanna che inizia con "A duru duru", con una versione campidanese e una gallurese che dimostrano la diversità linguistica all'interno della stessa isola.

La versione gallurese riportata è particolarmente suggestiva:"duru duru durutai la mamma apenta a li steddisonajoli e campaneddivvendini li marinaili marinai so moltiadentru di lu bastimentudi la forza di lu entusi l'e pultata la naduru duru duru duru tai…"

Questa filastrocca, definita "diurna" da alcuni partecipanti alla discussione, si distingue dalle "vere" ninne nanne nel senso più stretto del termine, poiché era spesso cantata tenendo i bambini sulle ginocchia per intrattenerli. Tuttavia, la sua melodia e il suo ritmo sono intrinsecamente legati all'atmosfera di dolcezza e protezione che caratterizza i canti per l'infanzia.

Mappa della Sardegna con evidenziate le diverse aree dialettali

Il "Duru Duru" e le sue Trasformazioni

Il motivo ricorrente del "duru duru" appare in diverse forme, come testimonia la versione ittirese di un "duru duru campidanese":"adduru duru duru durutaicusta pizzinna non si morzat maimenzus nos morzat una bitelladde sa bitella ne faghimus nientidde sa pizinna nde faghimus zente"

Questa variante, con il suo messaggio di protezione e speranza per il futuro del bambino, sottolinea l'importanza attribuita alla crescita e al destino dei più piccoli nella cultura sarda.

Le "Ninnìe" Logudoresi: Poesia e Sogni

Le "ninnìe" in logudorese presentano una poesia più intima e riflessiva, come esemplificato da:"inninnia ses sa mia violae sa mama ti consolae ti consola mamacun agu e cun ispolapintes s'ae chi olae ti estan de damas consolu de mamacun velu e cun iscoffiasa viola bella miacun iscoffia e velus'ae pintet su cheluapporrende panniaanninnia a ninniaa ninnia a ninnireti cheria pasarepasare ti cheriadrommo sa prenda miasa prenda mia drommocun deu mi l'assonnomil'assonno cun deuommo a fiore meu…"

Questi versi, tradotti come:"inninnia sei la mia violae la mamma ti consolae ti consola mammacon acqua e con spazzolel'acqua che odorae ti sono da damigella consolata dalla mammacon velo e cuffiala viola bella miacon cuffia e velol'acqua dipinge il cieloportando stoffeanninnia a ninniaa ninnia a ninnisarei voluta passarepassare ti vorreidormi la mia gemmala mia gemma dormicon me la sognereiil sonno con meuomo il mio fiore…"

rivelano una profonda tenerezza materna, quasi una preghiera per il benessere e la felicità del bambino, augurando sogni sereni e un futuro radioso.

Un'altra "ninnìa" logudorese, dalla complessità quasi ermetica ma ricca di immagini preziose, recita:"a ninnia a ninniaramagliette de oromancu fizos de retzat custu cuidadumanteddos de broccadudue fascas tottas de orodoighi prinzipes moroti nerzant de vostèrèggentes e baroneti fettan s'arcu paradumai niuna persone tenzat custu cuidadububroneddu de uasuninnidu ti ruasuninndu ti sia"

La traduzione di questi versi offre uno spaccato di desideri regali e attenzioni preziose per il bambino:"a ninnia a ninnirametti d'oroneanche figli di reabbiano tante attenzionipannolini di broccatoe fasce tutte d'orododici principi mori ti daranno del "voi"reggenti e baronetti facciano un arcobaleno attornoe mai nessun'altra personaabbia queste attenzionigrappolino d'uvaninnananna si avveri…"

Questa ninna nanna esprime un desiderio di protezione e unicità per il bambino, augurandogli un destino pieno di onori e attenzioni che vanno oltre la norma, quasi a volerlo preservare da ogni possibile avversità.

Istentales - Ninnananna (Feat. Coro Di Ittireddu)

La Ninna Nanna di Antonius Thine: un Classico Intramontabile

Tra le ninne nanne più conosciute in Sardegna, spicca quella di Antonius Thine (Antioco Casula, noto come Montanaru), una figura centrale nella poesia sarda. La sua "Ninna nanna pizzinnu" è un esempio magistrale di come la lingua e la cultura sarda si intreccino per creare un canto che rassicura e protegge:

"Ninna nanna pizzinnu, ninna nannati leo in coa e canto a duru duru,dormi pizzinnu dòrmidi seguru,ca su cane ligadu hap’in sa gianna.Babbu tuo de pena nd’est pienu,cant’est pienu s’òrriu de triguma tue dormi come in logu aprigucun cara tunda e animu serenu.Si malos bisos faghes in su sonnutue non timas, nè piangas mai,cando t’ischidas t’ischidet mamainèndi di contos de nonna e de nonnu.Unu caddittu t’hap’a comperarecun sedda bella e cun frenu de oro;des andare in Caddura e in Logudoroe tott’a tie den invidiare.Ti ponz’a coddu soga cun fòsile duos canes ti peso pro cazza,canes de Fonne, canes de arrazzapro ti fagher difesa in su cuile.E poi ti regalo elveghes chentue una tanca totu fiorida,una este de pannu coloradae t’accumpagno finz’a Gennargentu.Dae nie des bider custa terrasardignola chi amo e des amaresas lineas lontanas de su mares’isplendore lughent’e dogni serra.Poi ti do una fortuna mannapro chi mai in sa vida hapas dolore.A la cheres?"

Questa ninna nanna è un vero e proprio dono di amore materno, un concentrato di desideri di protezione, felicità e prosperità per il bambino. L'immagine del cane legato alla porta è un elemento di sicurezza ancestrale, mentre le promesse di cavallini, cani da caccia, terre fiorite e fortuna sembrano voler circondare il piccolo di ogni possibile bene.

La Preghiera della Notte e il Sogno della Madonna

Oltre alle ninne nanne vere e proprie, la tradizione orale sarda include anche preghiere notturne che svolgono una funzione simile di protezione e rassicurazione. La preghiera della signora di Ossi, trascritta con possibili varianti familiari, è un esempio toccante:

"su lettu meu est de battor contonie battor angelos si bi ponentunu in pes unu in cabunostra signora a costazos m'istatsa mi narat : drommi e reposae apas paura de mala cosass'angelu serafinus'angelu divinus'angelu biancus'angelu santuin nomen de su babbu de su fizu e de s'ispiritu santu…"

Questa preghiera, che invoca la protezione divina e degli angeli, è legata al "sogno della madonna", un'antica orazione utilizzata come scongiuro contro la paura e gli incubi notturni. Il dialogo tra Maria e Gesù Bambino all'interno di questa preghiera aggiunge un ulteriore livello di sacralità e intimità.

La "Disispirata": un Canto tra Serenata e Malinconia

Un altro genere di canto tradizionale sardo, che si lega alle ninne nanne per la sua musicalità e il suo impatto emotivo, è la "disispirata" (o "disisperada"). Originariamente forse una serenata dallo spagnolo "despertar" (svegliare), questo canto ha assunto nel tempo connotazioni più malinconiche, tanto da significare "disperata" in sardo.

Un esempio di "disispirata" gallurese è:"o dea di cielipaldona si ti sciutani li canticredimi, ca i la notti ti sciutae un amantica a te vo' prumitid'amati cantu campa notti e didormi be' alla ninna alo' alòdeu lu be' ti dia e mali no…"

Questi versi, pur mantenendo un legame con la dolcezza della ninna nanna, esprimono un sentimento di profonda malinconia e desiderio, suggerendo una complessità emotiva che va oltre la semplice ninnananna. La dedica di questo canto a "Notre Dame du Belgique (Maria, sa nugoresa)" aggiunge un ulteriore strato di devozione e sentimento. La performance di Gavino Gabriel della "Dispirata" viene descritta come particolarmente emozionante, con una voce e un suono di chitarra che evocano suoni e canti lontani ma sempre vivi nel cuore.

Immagine stilizzata di un angelo custode

"Lu Cheria Ninnare": un Augurio di Salvezza e Amore

Un'altra ninna nanna dedicata a Gesù Bambino, attribuita a Franco Madau, è "Lu Cheria Ninnare". Questo canto esprime il desiderio di cullare il Bambino con materiali preziosi e simbolici, legati alla sua natura divina e salvifica:

"Lu cherìa ninnarein lentolos de linupro ch’issu est Unu e Trinbennidu a nos salvare.Lu cherìa ninnareIn banzigos de oroPro ch’Issu vida e coroEst bennidu a nos dare.LU CHERIA NINNARE IN CHELOS BIAITTOSPRO CHI SOS COROS FRITTOSLOS POTTAN CAENTARE.Lu cherìa ninnareIn tulas de amorePro ch’Issu est su SegnoreBènnidu a nos amare.Lu cherìa ninnareIn badde solianaPro chi sa zente sanaTotta potta torrare."

Il testo sottolinea la dualità di Gesù come Uno e Trino, venuto a salvare e amare l'umanità. L'uso di "lentolos de linu" (lenzuola di lino), "banzigos de oro" (abbracci d'oro) e "tulas de amore" (tessuti d'amore) crea immagini di purezza, ricchezza spirituale e affetto divino. La strofa che parla di "celos biaittos" (cieli aperti) e "coros frittos" (cuori freddi) che possono scaldarsi grazie a Lui, evidenzia la missione redentrice del Bambino.

"Celeste Tesoro": la Ninna Nanna di Natale per Eccellenza

La ninna nanna "Celeste Tesoro" è un altro brano di notevole importanza, spesso cantato durante il periodo natalizio e dedicato a Gesù Bambino. Il ritornello, che evoca un profondo sentimento di tenerezza e adorazione, recita:

"Dromi vida e coru arriposa anniniaCelesti tesoru de eterna alligriaDromi fillu amadu arriposa anniniaCELESTI TESORU Celesti tesoru de s’anima miaDormi vida e coru riposa anninnìa.DORMI VIDA E CORU, RIPOSA ANNINNIA."

Il testo prosegue descrivendo Gesù come il "sollievu e respiru" dei cuori contenti, il "Flori Divinu" che germoglia dalla terra, il Verbo Divino nato da Maria. La ninna nanna enfatizza la gioia della Mamma Maria che allatta il suo tenero Figlio, e la devozione di Giuseppe. Viene descritta anche l'adorazione dei pastori e degli angeli, con l'annuncio della nascita del Redentore.

Questa versione, che viene cantata anche "a curba", suggerisce una modalità di esecuzione che potrebbe implicare un accompagnamento musicale o una particolare intonazione, arricchendo ulteriormente l'esperienza d'ascolto. Il testo è attribuito a Mons. Bonaventura Licheri, risalente al 1760 circa, conferendogli un valore storico e culturale di grande rilievo.

Illustrazione della Natività con elementi pastorali

"Gesù Bambin l’è nato": una Nenia dal Basso Piemonte

La tradizione delle ninne nanne natalizie non è esclusiva della Sardegna. Il brano "Gesù Bambin l’è nato", tipico della tradizione del basso Piemonte e conosciuto anche con il titolo "Nenia di Gesù Bambino", condivide temi e sentimenti con le ninne nanne sarde. Anche in questo caso, il testo descrive con umanità e tenerezza l'immagine della Sacra Famiglia nel suo umile vivere quotidiano.

Particolarmente toccante è la figura di Giuseppe, che in questo canto assume un ruolo più attivo, prendendo in braccio il Bambino, cullandolo e cantandogli una filastrocca dai suoni onomatopeici. Questo brano, ampiamente diffuso anche in Liguria e Lombardia, dimostra come il tema della Natività e il bisogno di proteggere e cullare il Bambino Gesù siano universali, espressi attraverso le diverse sfumature linguistiche e culturali delle regioni italiane.

L'Importanza della Conservazione delle Tradizioni Orali

La discussione online che ha accompagnato l'uscita di "Drommi" ha messo in luce una preoccupazione condivisa: la progressiva perdita delle tradizioni orali, incluse le ninne nanne in lingua sarda. La mancanza di una trasposizione scritta di molti di questi canti, unita al cambiamento degli stili di vita e alla diminuzione delle nascite, rischia di far scomparire un patrimonio culturale inestimabile.

I partecipanti alla discussione esprimono rammarico per il fatto che sempre meno persone cantino o recitino queste splendide ninne nanne e preghiere. Si sottolinea come, in passato, queste melodie fossero parte integrante della vita familiare, un modo per tramandare valori, lingua e identità. Oggi, purtroppo, non solo c'è meno chi canta queste ninne nanne, ma anche meno a chi vengono cantate, un segnale preoccupante della distanza che si sta creando tra le nuove generazioni e le loro radici culturali.

La figura della donna "moderna" e "civile" viene ironicamente contrapposta a quella della donna che preservava e trasmetteva queste tradizioni, suggerendo una critica alla perdita di valori autentici in favore di un progresso che, a volte, sembra trascurare l'essenziale.

Il saluto finale di Tizi a Peppe, "non ho capito molto bene ciò che hai scritto, soprattuto le prime tre frasi. Ma ho capito il senso…..purtroppo non c'è più nessuna o quasi che cante o le recita queste splendide ninne nanne o preghiere….e questo è un gran peccato perché la tradizione muore e is pippiusu si pedrinti tottu su mellusu dei becciu nostusu…..", riassume perfettamente il sentimento di perdita e la speranza che queste tradizioni possano ancora essere salvate e trasmesse.

La ninna nanna "Drommi" di Francis-Q rappresenta dunque non solo un'opera musicale di pregio, ma anche un prezioso strumento per mantenere viva la memoria, celebrare la ricchezza della lingua sarda e riscoprire, attraverso la musica, il vero significato del Natale. È un invito a non dimenticare le nostre radici e a preservare quei canti che, come un abbraccio sonoro, continuano a cullare l'anima.

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