Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi, creando un ponte sonoro tra la veglia e il sonno, un rito che si ripete in ogni cultura e in ogni angolo del mondo. Che si tratti della "Ninna Nanna Dormi Dormi Nene" brasiliana o di canti millenari di altre latitudini, la funzione è la medesima: offrire conforto, sicurezza e preparare al riposo. Questo genere musicale, il più cantato al mondo, si manifesta in infinite forme, ma con un'anima universale che tocca le corde più intime dell'esperienza umana.
Radici Etimologiche e Storiche di un Gesto Antico
Il termine "ninna nanna" porta con sé un'eredità linguistica profonda, che affonda le sue radici nella storia delle lingue e delle culture. Da un punto di vista etimologico, il termine ninnananna è definito, nell’enciclopedia Treccani, come una “Nenia, cantilena dal ritmo monotono e cadenzato, con la quale si cullano i bambini cercando di addormentarli (e nella quale le parole ninna nanna ricorrono frequenti come intercalare): cantare la ninnananna. In musica, breve componimento musicale, in movimento moderato, ritmo pari, misura generalmente di 6/8, ispirato alle nenie che si cantano ai bambini: una n. di Mozart, di Chopin”. Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno», evocando un'immediatezza e una semplicità che riflettono la loro funzione primaria.

Tuttavia, il significato si estende ben oltre la semplice onomatopea infantile. "Se andiamo al significato principale del termine, già i latini parlando di nenia volevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre." Questo legame tra la culla e il rito funebre suggerisce una comprensione ancestrale del sonno come una piccola morte, un passaggio che richiede protezione e accompagnamento. Il canto di culla era chiamato Lallum o Lallus dagli antichi romani, e ancor oggi quando diciamo lallare indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio o è dolcemente posto nella culla ondulante per facilitargli il sonno. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla». Lo stesso termine per gli inglesi è lullaby, e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto berceuse, nana per spagnoli e portoghesi, Wiegenlied per i tedeschi. Questa diffusione e persistenza di termini simili in diverse lingue latine e germaniche sottolinea la natura transculturale e la profondità storica del fenomeno. Anche in arabo, nella variante tunisina, la parola «dormire» è detta nänni mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine ninne. Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo. È interessante notare come la parola italiana Ninnananna fosse compresa già nel “dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612 che la attribuiva alle balie”, a testimonianza di una pratica consolidata e riconosciuta nella società.
Caratteristiche Universali e Profonde Funzioni
Al di là delle differenze linguistiche e culturali, le caratteristiche della ninna nanna sono comuni a tutte le culture. Il ritmo è semplice, binario o ternario, e inoltre abbiamo una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare perché induce un effetto ipnotico. Questo schema sonoro e ritmico non è casuale; è una calibrazione precisa per armonizzarsi con le funzioni vitali del bambino, rallentando il battito cardiaco e il respiro. L’etnologo Ernesto de Martino “fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla.” (rivista Mondo zero3 numero 2). Questo collegamento tra il lamento rituale e il canto della ninna nanna suggerisce una funzione psicologica profonda, quella di accompagnare il bambino attraverso un momento di vulnerabilità, il passaggio dalla veglia al sonno.
Di solito all’interno della famiglia rurale e patriarcale la ninnananna è prerogativa esclusiva delle donne, un simbolo potente del legame materno e della cura. “Nanna” nel linguaggio dei bambini o parlando ai bambini, significa il dormire, il sonno. “Nanna” preceduto da “ninna” identifica, come tutti sanno, quel particolare testo (filastrocca, nenia, cantilena) da sempre usato dalle mamme per favorire la calma, la rassicurazione e la fiducia del bambino nel momento del passaggio dalla veglia al sonno.
Un altro scopo è quello di offrire al bimbo occasione di “acculturazione linguistica e musicale”: un primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda avviene proprio grazie alla voce della mamma, che lui ricerca e gradisce sin dalla nascita. Questo gesto apparentemente semplice è un atto educativo primario, che introduce il bambino alla melodia della propria lingua e alla risonanza emotiva della propria cultura. In molte ninnenanne si fa riferimento ad alcune figure, come la Befana o l’uomo nero, o la morte che inquietano il bambino. E in effetti scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, la paura di separarsi è presente in quel momento, e la ninna nanna funge da scudo protettivo, da rito di passaggio guidato dalla voce amata.
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La Ninna Nanna come Espressione di Amore Incondizionato e Protezione
Il canto della ninna nanna è un atto d'amore profondo, un'affermazione di presenza e protezione. Simboleggia la cura incondizionata che un genitore riserva al proprio figlio, un sentimento che risuona con antichi racconti di dedizione e vigilanza. Pensiamo alla leggenda degli indiani Cherokee: un padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo. Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino. Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un uomo. Il ragazzo è chiaramente terrorizzato, ma va avanti coraggiosamente. Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto sul tronco a fianco a lui. È stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva. Questa immagine potente riflette l'essenza della ninna nanna: la presenza invisibile ma rassicurante, la protezione silenziosa ma costante, l'amore che veglia anche quando il bambino non ne è consapevole.
Come in questo racconto, anche noi non siamo mai soli. Le ninna nanne sono piene di questa promessa implicita. Esse rispecchiano un amore che conosce ogni dettaglio del bambino, come espresso nel profondo messaggio: "forse non mi conosci, ma Io so tutto di te. So quando ti siedi e quando ti alzi, conosco ogni passo che fai e so il numero esatto dei capelli sulla tua testa, perché sei stato fatto a mia immagine. Ti ho conosciuto prima che tu nascessi, ti ho scelto quando ho pianificato la creazione, non sei stato un errore, perché ogni tuo giorno è già scritto nel mio Libro." Questo senso di essere profondamente conosciuti, amati e accettati è il dono inestimabile che ogni ninna nanna trasmette. "Ti amo tanto, al punto da aver mandato mio Figlio Gesù affinché tu abbia vita eterna." È un amore che provvede ad ogni esigenza, i cui pensieri per noi sono smisurati, come la sabbia del mare. Un amore che è vicino per salvare, che si rallegra e gioisce per la nostra prosperità, desiderando mostrarci cose grandi e meravigliose.

L'atto di cantare una ninna nanna è anche un invito alla fiducia e alla resa, un messaggio di "Lasciati indebolire dalla mia debolezza, o tu mia sposa, affinché cresca in te il frutto del mio grembo, il figlio del nostro amore." È un affidarsi alla cura, un permettere all'altro di vegliare. Come la madre che canta, il divino "non sono né lontano né arrabbiato, ma sono l'espressione perfetta dell'amore", ed è sempre lì, anche quando siamo lontani, aspettando, come "Dio sempre aspetta". Dio è accanto a noi, Dio cammina con noi, è umile: ci aspetta sempre. Gesù sempre ci aspetta. Questa è l'umiltà di Dio. La ninna nanna, con la sua melodia ripetitiva e la voce familiare, crea un ambiente di sicurezza dove il bambino può scaricare i suoi pesi e le sue ansie, proprio come un invito a "scarica i tuoi pesi e le tue ansie su di me".
Il potere di questo amore è tale da superare ogni ostacolo. La storia della madre che recupera il bambino rapito dalla feroce banda di predoni nelle Ande ne è una testimonianza commovente. Mentre gli uomini della pianura non sapevano come fare a scalare la montagna, la madre del bambino scendeva da quella montagna che loro non erano riusciti a scalare, portando il bambino in una sacca dietro le spalle. La domanda degli uomini: «Non siamo riusciti a scalare questa montagna. Come hai fatto tu?», rimane in sospeso, ma la risposta è implicita nella forza inarrestabile dell'amore materno, un amore capace di compiere l'impossibile. Questo è lo stesso amore che permea ogni ninna nanna, la forza che protegge e rassicura.
Le Ninna Nanne nella Tradizione Classica e Moderna
Il genere della ninna nanna non è confinato solo alla tradizione orale. Ninna nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844, un capolavoro di delicatezza e suggestione. La più famosa tra le ninna nanne d’”arte” è sicuramente Wiegenlied di Johannes Brahms, scritta dal compositore tedesco per una certa Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio. Queste opere elevano il canto di culla a forma d'arte, conservando l'intento originale di cullare e rasserenare, ma con una complessità e raffinatezza musicale che le rende immortali.
Anche in tempi più recenti, la creazione di nuove ninna nanne continua, spesso con l'intento di affrontare nuove tematiche o di adattarsi al contesto contemporaneo, come la Ninna nanna dei suoni e dei colori, una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo Languages from the Cradle. Questo mostra la capacità del genere di evolvere pur mantenendo la sua funzione essenziale.

Un Patrimonio Culturale da Preservare: Il Progetto Lullabies of Europe
Riconoscendo il valore inestimabile di questo patrimonio, la Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Questa iniziativa è cruciale per salvaguardare non solo melodie e testi, ma anche le storie, le tradizioni e i sentimenti che queste canzoni racchiudono. Le ninna nanne, infatti, non sono solo canti, ma veri e propri documenti culturali che riflettono la vita quotidiana, le credenze, i paesaggi e i valori di un popolo.

Voci dal Mondo: Esempi di Ninna Nanne Culturali
Il mondo è un'immensa culla di canti di sonno, ognuno con la sua melodia e le sue peculiarità, ma tutti uniti dal filo invisibile dell'amore parentale.
Le Melodie della Moravia e della Boemia:La cultura ceca offre una ricchezza di ninna nanne, spesso legate al territorio e alle tradizioni popolari. Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi) è una vivace ninna nanna raccolta in Moravia da František Sušil, prete ed attivista della rinascita nazionale ceca. Egli raccolse canti in Moravia, Slesia ed anche nei villaggi slavi dell'Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, che è usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune, creando un senso di intimità e personalizzazione.Un altro esempio è Ukolébavka (Ninna nanna), pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius. Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia, un concetto che la ninna nanna incarna perfettamente.

I Canti Notturni della Danimarca:In Danimarca, diverse ninna nanne sono diventate veri e propri classici. Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma) è considerata una ninna nanna classica per i danesi. Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante) è una delle ninna nanne più popolari ed è considerata un classico. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola negerdukkedreng (bambolotto negro) con kokosnød (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta, Harald H.Godnatsang (Canzone della buona notte) ha testi e musica composti da Sigurd Barrett, pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini. Questa ninna nanna presenta un tema riguardante il sonno. Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans) proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca e questo si deve probabilmente al fatto che fu scritta nel dialetto dello Jutland, evidenziando come i dialetti possano preservare e al tempo stesso limitare la diffusione di canti tradizionali. Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese, Halfdan Rasmussen. La musica di questa ninnananna fu composta da Hans Dalgaard.
Le Voci Lontane delle Highlands Scozzesi:La Scottish Lullaby (Ninna nanna scozzese) è una melodia tradizionale che proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria Cdul gu lo (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di Guy Mannering di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio. Qui la ninna nanna non è solo un canto di sonno, ma un veicolo di identità culturale, storia e valori eroici, instillando nel bambino fin dalla più tenera età il senso di appartenenza e di resilienza.

Le Culle Greche Tra Mare e Montagne:Le ninna nanne greche spesso attingono alla ricchezza del paesaggio e della mitologia. Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, una delle isole del Dodecaneso, situata a Sud-Est dell'Egeo. Quest'isola combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, in particolare, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è anche famosa per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi ed il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì, abbiamo qui anche il suono ‘e e è che è molto popolare e comune nelle ninna nanne greche.


Le Armonie Italiane:L'Italia, con la sua ricca tradizione di canti popolari, offre numerose ninna nanne, spesso legate a specifiche regioni. Nana Bobò è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta, augura salute e ricchezza all'amato bambino che non vuole dormire. La madre non è presente, è andata alla fontana a prendere dell'acqua, un elemento che aggiunge un tocco di realismo alla vita rurale.

I Canti della Romania:La Romania vanta un repertorio di ninna nanne che riflettono la sua cultura rurale e le sue antiche tradizioni. Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), cantata ancora dalle donne che vivono in campagna e se ne possono ascoltare diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase, una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all'estero.

Le Melodie della Turchia:Le ninna nanne turche spesso esprimono auguri e desideri per il futuro del bambino. Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme) è inclusa nella categoria più estesa delle ninna nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. In queste ninna nanne perlopiù è espresso il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica tıpısh tıpısh, per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna. Una volta era molto comune per i turchi applicare l'henna sulle mani delle bambine in segno di benedizione, un gesto di buon auspicio e bellezza.

Le Melodie della Cultura Anglosassone:Anche le ninna nanne anglosassoni, spesso di origine antica, hanno viaggiato attraverso i secoli. Lavender's blue (La lavanda è blu) è una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninna nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra ed ha subito modifiche nel tempo. By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’). Nell'inglese antico, le ninna nanne erano chiamate Byssinge ed il prefisso by significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninna nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola bunting potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso. Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino) è un'altra ninna nanna tradizionale e non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano. Infine, Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina) è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 Ah! Vous dirai-je, Maman con la poesia inglese The Star di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in Rhymes for the Nursery. Mozart scrisse dodici variazioni su Twinkle, Twinkle, Little star, catalogate come Variazioni su Ah!, dimostrando l'impatto culturale di questa semplice melodia.
Il Valore Duraturo delle Ninna Nanne: Oltre la Ricchezza Materiale
Il valore di una ninna nanna, come quello di ogni gesto d'amore autentico, non si misura in termini materiali. È un investimento nel benessere emotivo e spirituale, qualcosa che supera l'effimero e si radica nell'eternità del cuore. Un uomo morì e gli dissero: "Quello che mi appartiene? Loro non ti sono mai appartenuti. Non ti è mai appartenuto." E di fronte alla valigia vuota, la rivelazione: "Le cose materiali, per cui hai tanto lottato, non puoi portarle con te. Il vero bene della vita è il tempo. Ecco perché non dovevi sprecarlo ma impegnarlo per prepararti alla vita eterna, accumulando l'unico tesoro che ha valore nel mio Regno: i tuoi gesti di amore." Le ninna nanne sono proprio questo: gesti d'amore, tempo donato, melodie che costruiscono un tesoro interiore inestimabile per il bambino. Sono la prova di un amore che non si tiene nulla, che offre tutto, come recita "Tutto quel che vuoi io lo voglio. Tutto quel che desideri io lo desidero. Dio mio, ti do il mio cuore, offrilo assieme al tuo a tuo Padre, come qualcosa che è tuo e che ti è possibile offrire, perché esso ti appartiene." Questo abbandono e offerta di sé sono al cuore del rapporto che la ninna nanna cerca di costruire.
Le Ninna Nanne come Ponti: Fomentare Comprensione Interculturale e Connessione
Proprio perché le ninnenanne appartengono a tutte le culture del mondo e che sono presenti nell’esperienza di tutti i bambini, esse sono state utilizzate spesso per progetti scolastici interculturali, ma principalmente per quelli rivolti alla scuola dell’infanzia. Ma il loro potenziale va oltre. "Io ho pensato invece di utilizzarle con i più grandi della scuola primaria in modo da lavorare sulla scoperta e sulla storia della propria identità per poi confrontarla con quella di altri compagni, meno fortunati di noi, che vivono in paesi lontani." Le ninna nanne diventano così strumenti per costruire ponti, per abbattere le barriere dell'indifferenza e della separazione, per promuovere una fratellanza universale.

Come suggerito da Chiara Lubich, è essenziale "Considerare il fratello un candidato all'unità. Ecco la prima idea che può già rivoluzionare la nostra anima se noi siamo sensibili al soprannaturale: la fratellanza universale che ci libera da tutte le schiavitù, perché siamo schiavi delle divisioni fra poveri e ricchi, fra generazioni: padri e figlioli, fra bianchi e neri, fra razze, fra nazionalità, persino fra cantone e cantone siamo schiavi, ci critichiamo; ci sono degli ostacoli, delle barriere." Le ninna nanne ci ricordano che al di là di ogni differenza, il bisogno di essere amati e cullati è universale. "Dunque, se tutti siamo fratelli, dobbiamo amare tutti, dobbiamo amare tutti, dobbiamo amare tutti. Guardate, sembra una parolina, è una rivoluzione! Dobbiamo amare tutti." La ninna nanna è una lezione di questa carità, di questo amore che si estende a tutti, un amore che non è interessato, ma buono, e che ama tutti. È un modo per dire: "Tu conti, tu esisti, io ti vedo." Lo sguardo etico è anche uno sguardo che sa fermarsi. In un mondo dominato dalla velocità e dalla superficialità, fermarsi a guardare davvero è un atto di resistenza. E in questo gesto si racchiude tutta la potenza dell'umano.
La Ninna Nanna Brasiliana: "Dormi Dormi Nene" e la sua Risonanza Culturale
In questo vasto e variegato panorama di canti di culla, la ninna nanna "Dormi Dormi Nene" dal Brasile si inserisce come un esempio emblematico della tradizione universale. Sebbene i dettagli specifici del suo testo o della sua origine esatta non siano stati qui forniti, la sua stessa esistenza come canto di sonno in una cultura ricca e vibrante come quella brasiliana ne conferma il significato profondo e la funzione universale.
Il Brasile, con la sua mescolanza di influenze indigene, africane ed europee, ha sviluppato un folklore musicale estremamente diversificato. È lecito supporre che una ninna nanna come "Dormi Dormi Nene" incorpori elementi ritmici, melodici e tematici che rispecchiano questa fusione culturale. Molto probabilmente, come le sue controparti in altre lingue, userà parole semplici e ripetitive, una melodia dolce e cadenzata e un tono rassicurante, tutti elementi progettati per calmare il bambino e accompagnarlo nel sonno. I temi potrebbero spaziare dalla bellezza della natura brasiliana, con i suoi colori e i suoi suoni, all'invocazione di figure protettive, alla promessa di sogni sereni e di un futuro prospero.
Come le ninna nanne greche che menzionano gli ulivi o i vigneti, o quelle rumene che parlano di pecorelle e anatroccoli, "Dormi Dormi Nene" probabilmente attinge all'immaginario collettivo e al paesaggio culturale del Brasile. Potrebbe riferirsi a specifici animali, piante, o tradizioni locali, offrendo al bambino un primo contatto non solo con la lingua portoghese, ma anche con l'identità culturale brasiliana. La voce familiare che canta "Dormi Dormi Nene" in una casa brasiliana crea lo stesso legame emotivo, offre la stessa sicurezza e veicola lo stesso amore incondizionato che si trova in ogni altro canto di culla nel mondo, dimostrando come il cuore umano, nella sua espressione più tenera, parli un linguaggio universale.

Il Potere Trasformativo dell'Amore e del Riposo
Il sonno indotto dalla ninna nanna è più di un semplice riposo fisico; è un processo di rinnovamento e trasformazione, che si lega al concetto di un "cuore nuovo". La storia del cuore di Simon, il ragazzo in coma irreversibile i cui organi vengono espiantati, e il cui cuore va a riempire quello di una donna in attesa di un trapianto, ci fa riflettere sulla vita che si rinnova. La madre di Simon si chiede: «Che ne sarà dell'amore di Juliette una volta che il cuore di Simon ricomincerà a battere dentro un corpo sconosciuto, che ne sarà di tutto quel che riempiva quel cuore, dei suoi affetti lentamente stratificati dal primo giorno o trasmessi qua e là in uno slancio d'entusiasmo o in un accesso di collera, le sue amicizie e le sue avversioni, i suoi rancori, la sua veemenza, le sue passioni tristi e tenere? Che ne sarà delle scariche elettriche che gli sfondavano il cuore quando avanzava l'onda?»
Questo interrogativo esistenziale trova una risonanza nelle promesse divine: «Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne» (Ez). Anche noi eravamo a rischio di vita, anzi eravamo già morti, il nostro cuore aveva subito troppi infarti, non riusciva più ad amare senza rischiare il colpo di grazia. L'uomo nuovo di cui parla Paolo nelle sue Lettere è un uomo dopo il trapianto. Rimane l'uomo vecchio, ma il trapianto irrora gradualmente ogni fibra trasformandola. La vita di Dio che non può essere distrutta entra e gradualmente trapianta (ci innesta nella sua vita come si fa in botanica), purifica, trasforma, nella misura di quanto vogliamo.
Il cuore non è vuoto, non è il cuore di un morto, inservibile per un trapianto. È il cuore di un vivo, è il cuore del Vivente, è il cuore della Vita; il cuore che ci consente di avere passione per la vita e di patire per la vita; il cuore che ci concede il trasporto erotico per il creato e le creature e la capacità di patire per il creato e le creature. Si dice che, dopo aver bruciato Giovanna D'Arco, i carnefici trovarono intatto il suo cuore in mezzo alla cenere. Quel cuore non poteva essere distrutto, perché la sua materia non apparteneva a questo mondo e il fuoco degli uomini non poteva consumarlo. Se è amore che vogliamo per vivere, è un cuore nuovo che vogliamo.
La ninna nanna, in questo senso, prepara il bambino non solo al riposo, ma a un rinnovamento quotidiano, infondendo nel suo cuore la fiducia e la serenità necessarie per affrontare la vita. Essa invita il bambino a "Lasciarti trovare" dalla pace e dalla bellezza del mondo, a cui Dio si rivela "attraverso le foglie degli alberi e il profumo dei fiori, grido a te nei ruscelli di montagna, e attraverso gli uccelli canto il mio amore per te. Ti rivesto del calore del sole e profumo l'aria della natura con l'aroma della natura." È un canto che sussurra la promessa di un amore che "sorpassa ogni umano desiderio", un amore che è sempre presente, accogliente, che aspetta con le braccia aperte.
