Esistono diverse tipologie di manga e famosi tra gli adulti sono gli anime e i fumetti hentai, un genere che racconta di varie forme di perversione sessuale. Infatti, in giapponese questa parola indica il termine “pervertito”. L’hentai è qualcosa che in Occidente ha acquistato una certa popolarità soprattutto grazie alle varie possibilità che si trovano su internet. Spesso adulti e ragazzi si avvicinano a questo filone narrativo cercando, anche per curiosità, versioni più erotiche o porno dei loro anime preferiti da bambini. Ma come nasce questo genere? L’hentai non è un’invenzione del nuovo millennio e la sua storia è strettamente legata all’arte giapponese.
Le radici storiche: dall’Ukiyo-e agli Shunga
Siamo in quello che è definito il Periodo Edo (1603-1868) e il Giappone scopre uno dei suoi stili artistici più importanti, l‘Ukiyo-e, vale a dire “immagine del mondo fluttuante” o “mondo della sofferenza”. Tra le opere più famose troviamo La Grande Onda o Trentasei vedute del Monte Fuji, entrambe di Katsushika Hokusai. Nelle sue prime fasi questa tecnica era legata alla vita caotica della capitale Edo, la nostra odierna Tokyo. Con il tempo l’Ukiyo-e incontra la letteratura erotica e prende così vita il filone artistico detto Shunga, ossia la “pittura della primavera”, parola indicata come eufemismo dell’atto sessuale.

Queste stampe erano utilizzate per promuovere positivamente la visione del sesso e generalmente erano realizzate in serie, spesso dodici come i mesi dell’anno. Gli Shunga non vivono di inibizioni: si presentano come un mondo fantastico di gioia sessuale goduto da entrambi i sessi. In queste opere ci si sofferma con particolare attenzione e cura nei dettagli delle espressioni e dei gesti.
La nascita del concetto di "Hentai" e la terminologia
Dall’arte passiamo ora al termine. La parola “hentai” viene utilizzata per la prima volta in due pubblicazioni: il saggio del 1886, Psychopathia Sexualis, di Richard von Krafft-Ebing e all’interno del romanzo erotico Vita Sexualis di Mori Ōgai. Letteralmente, il primo kanji 変 (hen) significa “strano”, e 態 (tai) significa “apparenza” o “condizione”. Hentai significa quindi una “condizione strana” e si usa per descrivere qualcosa o qualcuno di anormale, con una sfumatura semantica che oscilla tra il “perverso” e il “mutato”.
In Giappone, il termine non viene quasi mai usato in ambito di intrattenimento. Le opere pornografiche sono spesso etichettate semplicemente come 18-kin (18禁), ovvero “proibito ai minori di 18 anni”, o come seijin manga (成人漫画), “manga per adulti”. Con la diffusione del World Wide Web, il termine venne intensivamente utilizzato da siti pornografici occidentali che vendevano l’accesso a manga erotici, cristallizzando il termine nel linguaggio comune globale.
Il paradosso della censura e l’ascesa dei tentacoli
Per comprendere la natura del Tentacle Erotica, è indispensabile partire cronologicamente dagli shunga del periodo Edo. Katsushika Hokusai dipinge l’immagine emblematica in cui si è vista l’origine del Tentacle Porn: "Polpi e pescatrici di perle" (Tako to ama, 1814).

La creazione del paradigma moderno del Tentacle Erotica avverrà tuttavia nella seconda metà del Novecento con il manga Urotsukidōji di Toshio Maeda. Il ricorso ai tentacoli è spiegato dal tentativo di aggirare le paradossali regole della censura giapponese. In ragione di una separazione netta fra il dominio del reale e quello del fantastico, i legislatori giapponesi ammettevano la rappresentazione di una sessualità polimorfa, purché rimanesse nell’alveo dell’immaginario e non sconfinasse nella realtà attraverso la rappresentazione realistica degli organi genitali.
L'impatto culturale e transmediale
Benoît Carbone, nel suo studio Tentacle Erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici, sottolinea come il Tentacle sex non rappresenti un corpus unico. Esso fa riferimento a un tropo visuale che fa leva sul potenziale metaforico del polpo, figura che richiama le caratteristiche umane per negarle subito dopo nella forma fisiologica.
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Con la svolta digitale e la rete, questo genere ha occupato un posto stabile nell’immaginario contemporaneo, aprendo un dibattito tra chi vi vede un dominio maschilista e chi, invece, vi scorge istanze sovversive. Si è arrivati a una sorta di “erotizzazione della violenza del corpo orrorifico” o, viceversa, a una trasformazione orrorifica del corpo erotico. L’industria dell’animazione e dei videogiochi ha capitalizzato su questo, creando un mercato globale che spinge i confini della rappresentazione oltre il consentito.
Sottogeneri e fetish: tra estetica e trasgressione
All'interno dell'ampia categoria hentai troviamo moltissimi fetish, dai più comuni ai più scandalosi. Le figure dell'uomo e della donna vengono spesso estremizzate, come nello stile Shunga.
- Bakunyū: Letteralmente “seni che esplodono”, rappresentazione di donne dal petto prosperoso.
- Yaoi e Yuri: Storie omosessuali maschili (Yaoi) o femminili (Yuri). Spesso i protagonisti maschili negli Yaoi sono bishōnen, ragazzi androgini che rispondono a un’estetica specifica per un pubblico femminile.
- BDSM e Bondage: Focalizzati sulla dominazione e l’uso di vincoli.
- Lolicon e Shotacon: Rappresentazioni di ragazzi e ragazze (loli e shota) prepuberi o appena puberi. Quest’ultima categoria è vietata in molti paesi in quanto equivalente alla pornografia infantile.
- Futanari: Personaggi dall’aspetto femminile che possiedono genitali maschili.

Queste fantasie sono spesso portate agli estremi, lasciando parlare gli aspetti irrazionali e le motivazioni carnali. L’hentai, come lo è in generale il manga, può essere uno svago. Spesso questa tipologia di fumetto vede come protagonisti ragazzi o ragazze timidi che si ritrovano in situazioni che poi sbloccano i loro pensieri e impulsi sessuali.
La frontiera della pornografia "Reale"
Dopo un periodo di dominazione dell'animazione, il genere si è evoluto anche nella produzione dal vivo. Oggi esistono siti specializzati che propongono riproduzioni "live-action" di queste fantasie, utilizzando tentacoli artificiali e tecnologie ad alta risoluzione (4K/Full HD). Questo passaggio segna una trasformazione fondamentale: ciò che prima era confinato alla bidimensionalità del disegno o all'astrazione dell'animazione, entra nel dominio del reale.
L’uso di sex toys ispirati al mondo dei tentacoli, realizzati spesso in silicone di grado medico, riflette questa tendenza. Tali oggetti, caratterizzati da forme sinuose e texture audaci, permettono agli individui di esplorare fantasie che sono chiaramente separate dalla realtà, offrendo un modo sicuro per indagare desideri altrimenti impossibili.
Tuttavia, è essenziale ricordare che la distinzione tra espressione artistica e danno sociale rimane labile. Mentre il dibattito su quanto l'hentai possa influenzare le percezioni reali sulla violenza o sul consenso continua, è fondamentale valutare l'effetto che una rappresentazione può avere sulla massa. Bisogna rendersi conto che potenzialmente si può, anche se in maniera indiretta, arrivare a una situazione pericolosa quando la finzione cerca di normalizzare atti che, nel contesto sociale, sono considerati violazioni dei diritti altrui. La sfida, dunque, rimane quella di distinguere tra l'esplorazione sana della propria sessualità e la diffusione di contenuti che promuovono la disumanizzazione o la coercizione.