La maternità oltre i limiti biologici: il fenomeno delle gestanti mature in India

Il desiderio di maternità è un impulso profondo che attraversa culture, epoche e confini geografici. In contesti in cui la struttura sociale pone una forte enfasi sulla famiglia e sulla discendenza, la sterilità può essere vissuta come una condizione di marginalità, talvolta percepita, in alcune aree rurali dell’India, come una sorta di punizione divina. Tuttavia, grazie ai progressi prodigiosi della medicina riproduttiva, questo scenario sta subendo una trasformazione radicale. Casi emblematici di donne che scelgono di affrontare una gravidanza in età avanzata sollevano questioni bioetiche, mediche e sociali di grande rilevanza.

rappresentazione concettuale di una famiglia multigenerazionale in un contesto rurale indiano

Il primato dell’età: storie di tenacia dall’India

Il panorama della fertilità assistita in India è diventato teatro di eventi che hanno varcato i confini nazionali, attirando l'attenzione dei media globali. Erramatti Mangayamma, una donna di 74 anni originaria del villaggio di Nelaparthipadu, nel distretto di Godavari (Andhra Pradesh), ha attirato su di sé i riflettori mondiali dopo aver dato alla luce due gemelline tramite parto cesareo. La sua storia inizia con un incontro fortuito: l’idea è nata dopo aver scoperto che una sua vicina di casa era riuscita a partorire a 55 anni sottoponendosi alla fecondazione in vitro.

La donna, sposata dal 1962, non aveva mai avuto figli prima di questo evento. Vive assieme al marito Raja Rao, un contadino di 80 anni. In un primo momento, i medici erano perplessi sull’età della futura mamma, ma poi hanno deciso di accettare alla luce delle sue ottime condizioni generali di salute. Dopo il parto, la mamma-nonna è stata trasferita per precauzione in un’unità di cure intensive. Dall’ospedale, hanno già fatto sapere che dalla banca del latte le sarà procurato tutto il latte necessario.

Un altro caso di risonanza internazionale riguarda Daljinder Kaur, originaria dello Stato indiano di Punjab, sposata da quasi mezzo secolo con Mohinder Singh Gill, 79 anni. La donna, che ha dato alla luce un maschietto di nome Armaan - che nella sua lingua significa "Desiderio" - è stata per lungo tempo considerata la mamma più anziana del mondo. La fecondazione in vitro è avvenuta in una clinica della fertilità nello stato indiano di Haryana, dopo due anni di trattamenti. La signora Kaur ha raccontato che non si è mai arresa all’idea di non poter avere un figlio, perché nel suo Paese l’infertilità è spesso vista come una punizione divina.

"Dio ha ascoltato le nostre preghiere", ha raccontato Daljinder all’agenzia France Presse. "Mi occuperò da sola di mio figlio. Mi sento così piena di energia. Non è mai troppo tardi per diventare madre. Ora mi sento completa". Nonostante l’assenza di un certificato di nascita certo - cosa abbastanza insolita in India - l'interessata assicura di avere sette anni meno di suo marito.

TAVOLA ROTONDA I - Trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita e tecniche. Aspetti medici

Il ruolo della tecnologia e il dibattito clinico

Dietro ogni successo della medicina riproduttiva ci sono professionisti che operano in un campo complesso e spesso controverso. Il dottor Anurag Bishnoi, che ha fondato la National Fertility and Test Tube Baby Centre di Hisar dopo un master all’università inglese di Leeds, è stato spesso al centro dell’attenzione internazionale per le diverse gravidanze "regalate" a coppie molto in avanti con l’età.

Il dottor Bishnoi ha dichiarato che la coppia è venuta da noi tre anni fa spiegando di non avere avuto figli nonostante i tanti anni di matrimonio. Inizialmente ha cercato di non occuparsi del caso, ma i risultati degli esami di Kaur erano tutti positivi. "I due primi tentativi sono falliti", ha ancora detto, "Ma Daljinder è rimasta incinta al terzo realizzato lo scorso anno".

La posizione del medico è molto chiara: "Penso che se imponiamo delle restrizioni a ricevere questi trattamenti alle donne, dobbiamo mettere limiti anche agli uomini". Questo approccio solleva questioni etiche importanti sull'equità e sui limiti di età nei trattamenti per la fertilità, mettendo in discussione se il desiderio di maternità debba avere dei confini cronologici definiti dalla biologia o se la medicina debba assecondare la volontà dei pazienti finché le condizioni di salute lo permettono.

Il contrasto tra le generazioni: una prospettiva rurale

Mentre alcune donne cercano la maternità in età avanzata, il contesto indiano vede contemporaneamente sfide radicalmente diverse per le giovani madri. Garima, ad esempio, ha 19 anni e vive con il marito e i suoceri in un piccolo villaggio a sud di Calcutta, chiamato Joaru. In questa zona, da qualche tempo CINI porta avanti programmi per garantire il diritto alla salute, in particolar modo di donne e bambini.

Quella di Joaru, infatti, è una zona rurale e povera, dove vivono molte minoranze etniche e religiose. Garima si è sposata giovane, a soli 17 anni, con Aarav. Fin dal primo giorno, Padma, la suocera, ha cominciato a farle pressione affinché restasse incinta, ma la gravidanza non arrivava. La storia di Garima illustra la pressione sociale e familiare che le donne subiscono per dimostrare la propria fertilità, un contrasto stridente con la ricerca di maternità delle donne anziane che, al contrario, lottano contro il tempo per coronare un sogno che la società considerava ormai sfumato.

L’assistenza alle donne incinte in queste zone è cruciale. L’operatrice di CINI che ha seguito Garima si è accorta che a casa è la ragazza ad occuparsi di tutto, mentre il marito è al lavoro. I suoceri non la aiutano quasi per nulla. Attraverso il lavoro delle associazioni, molte donne hanno accesso ai servizi pubblici, alla sensibilizzazione della famiglia e all'assistenza nutrizionale. Al termine dei nove mesi, Garima ha dato alla luce un bel maschietto di 2,9 kg, che hanno chiamato Dinesh.

mappa delle zone rurali dell'India dove operano i centri per la salute materna

Verso una nuova concezione di maternità

Il fenomeno della maternità tardiva, supportato da tecniche di fecondazione in vitro, ridefinisce il concetto di "età fertile". Se in passato il limite naturale era invalicabile, oggi la scienza consente di estendere tale finestra temporale, portando a una riflessione necessaria sulla responsabilità genitoriale e sulla longevità. La disparità di esperienze - dai casi estremi delle mamme settantenni alle giovani spose di villaggi remoti - evidenzia come l'India sia una nazione in cui le tradizioni millenarie sulla famiglia si scontrano e si intrecciano con la medicina del ventunesimo secolo.

La questione della fertilità rimane un pilastro culturale. Per donne come Daljinder Kaur, la maternità non è solo un evento biologico, ma una sorta di riscatto spirituale: "La gente ha differenti sogni, ma tutto accade quando Dio vuole. Non mi importa quello che la gente penserà, ed il fatto che io sia stata benedetta con una maternità è ben più importante". In queste storie, il desiderio si fa più forte delle statistiche, delle restrizioni cliniche e delle aspettative sociali. La capacità del sistema sanitario di adattarsi a queste esigenze, garantendo al contempo la sicurezza della madre e del neonato, resta una delle sfide cliniche più complesse dei nostri tempi, che richiede un bilanciamento delicato tra etica, scienza e l'aspirazione umana a una vita completa.

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