La gravidanza è un momento significativo nella vita di ogni persona, che si tratti della futura madre o del futuro papà. È vissuta in modo soggettivo: nuove scoperte, emozioni diverse… ma anche domande e paure. Se così fosse è importante non restare soli con i pensieri negativi e le preoccupazioni. Possono essere condivisi all’interno della coppia, ma anche con persone vicine che sono già diventate genitori, o ancora con professionisti (medico, levatrice, consulente in salute sessuale, psicologo/a, eccetera).

La fisiologia della gestazione e il monitoraggio costante
Una gravidanza dura approssimativamente 9 mesi, 40 settimane calcolando dal primo giorno delle ultime mestruazioni. Una volta confermata la gravidanza, contattando il/la ginecologo/a verranno fissati i primi controlli. È fondamentale che la donna si prenda cura di sé e che segua le indicazioni importanti per la sua salute e quella del nascituro (per esempio evitando alcol, fumo e alcuni cibi, facendo movimento, adattando i ritmi al lavoro o nello studio, eccetera). Generalmente verso la fine della gravidanza, la donna/coppia seguono i corsi di preparazione al parto.
Il calcolo delle settimane di gravidanza si basa quindi sull’età gestazionale (calcolata sulla base dell’ultima mestruazione), non sull’età concezionale (calcolata sulla base del momento del concepimento, che si presume successivo di due settimane). E’ un elemento importante per monitorare lo sviluppo dell’embrione e capire se i parametri di crescita sono nella norma. Permette, inoltre, di calcolare la data presunta del parto. Per farlo bisogna contare 280 giorni (40 settimane) dal primo giorno dell’ultima mestruazione, con un margine in più o in meno di 15 giorni. Una gravidanza è “normale” se si conclude 3 settimane prima o due settimane dopo la quarantesima. In questo caso, si parla di parto a termine.
LA FECONDAZIONE UMANA
L'interruzione della gravidanza: inquadramento legale e procedure
L'aborto (dal latino abortus, derivato di aboriri, "perire") è l'interruzione della gravidanza, che si differenzia in aborto spontaneo, un evento involontario, e aborto indotto o procurato. Quest'ultimo, noto legalmente come Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG), si attua con procedure di tipo farmacologico o chirurgico. In Italia l’accesso all’aborto volontario è regolato dalla legge 194 del 22 maggio 1978, che, pur riconoscendo il diritto alla vita dell’embrione e del feto, tutela il diritto della donna alla salute fisica o psichica, qualora questa sia messa a rischio dalla prosecuzione della gravidanza, dal parto o dalla maternità.
Il limite dei 90 giorni e la procedura
Entro i primi 90 giorni (ossia 12 settimane e 6 giorni dall’ultima mestruazione), l’aborto è ammesso sulla base di una autonoma valutazione della donna, che lo richiede perché ritiene che la prosecuzione della gravidanza possa rappresentare un pericolo per la sua salute fisica o psichica. Sia prima sia dopo il novantesimo giorno, per accedere all’interruzione di gravidanza (IVG) la donna deve rivolgersi a un medico (del consultorio o anche un medico di sua fiducia), che deve redigere un documento attestante la richiesta della donna. Il documento (certificato, se il medico attesta l’urgenza della procedura) è indispensabile per accedere all’IVG. Nel caso in cui il medico non consideri urgente l’intervento, invita la donna a rispettare un periodo di “riflessione” di sette giorni, trascorsi i quali la donna può rivolgersi a un centro autorizzato per l’espletamento della procedura.
Le donne minorenni, per l’IVG, necessitano dell’assenso di tutti e due i genitori, se hanno la potestà genitoriale congiunta, o dell’unico genitore che ha la potestà genitoriale esclusiva. Se invece non possono o non vogliono parlare con loro, l'equipe consultoriale entro sette giorni prepara una relazione congiunta che l'assistente sociale rimette al Giudice tutelare il quale, dopo valutazione del caso, esprimerà il suo consenso.
Metodiche per l’aborto
L’aborto può essere effettuato con il metodo chirurgico o con il metodo farmacologico. L’IVG farmacologica prevede la somministrazione di due farmaci, il mifepristone (RU486) e una prostaglandina (misoprostolo), a distanza di 48 ore. È una procedura altamente sicura ed efficace, che può essere eseguita in regime ambulatoriale oppure in ospedale, in regime di ricovero di day-hospital. L’IVG chirurgica è un piccolo intervento, effettuato in anestesia locale o generale, che consiste nell’aspirazione del materiale embrionale e placentare (isterosuzione) dalla cavità uterina.

L'aborto "terapeutico" oltre il novantesimo giorno
Dopo il novantesimo giorno, l’aborto è ammesso solo nei casi in cui un medico rilevi e certifichi che la gravidanza costituisce un grave pericolo per la vita della donna o per la sua salute fisica o psichica. Questi processi patologici, e il conseguente pericolo per la salute della donna, devono essere certificati dal medico, che può avvalersi a tal fine di apposite indagini (ecografie, risonanze o radiografie, villocentesi e amniocentesi), nonché di consulenze specialistiche. La legge 194 non definisce un limite di epoca gestazionale per l’aborto terapeutico, ma all’articolo 7 stabilisce che, nel caso in cui il feto abbia raggiunto uno stadio di sviluppo che ne permette la sopravvivenza al di fuori dell’utero (cioè attorno alle 22-24 settimane), il medico metta in atto tutti gli interventi per salvaguardarne la vita.
Gestione del parto a termine e complicazioni ostetriche
Il parto a termine è quello che avviene nei tempi “regolari”, ovvero tra le 37 e le 41 settimane di gravidanza, per la precisione tra l’inizio della 37^ e la fine della 41^ settimana (41 + 6 giorni). Quando la gravidanza ha un decorso regolare e la donna è in buono stato di salute, è possibile procedere con un parto naturale. Il parto naturale è invece sconsigliato se la donna ha già avuto un cesareo in passato o se il bambino è in posizione trasversa o podalica. In genere, in caso di precedente cesareo o di bimbo in posizione anomala, il cesareo viene programmato, di solito tra la 38^ e la 39^ settimana.
La gestione delle emergenze
La maggior parte delle complicanze possono essere previste prima che abbia inizio la fase del travaglio. Alcune complicanze possono anche verificarsi improvvisamente durante il travaglio (tra queste, l’embolia da liquido amniotico e la distocia della spalla o il prolasso del cordone ombelicale), oppure durante il parto: per esempio, in caso di travaglio prolungato e soprattutto di mancato secondamento dobbiamo pensare alla placenta accreta. La somministrazione antenatale di steroidi è uno degli interventi in grado di ridurre la mortalità e la morbilità perinatale nelle donne a rischio di parto pretermine tra le 24 e le 34 settimane gestazionali.
Il fenomeno dell'aborto spontaneo
L’espressione aborto spontaneo indica un’interruzione spontanea della gravidanza entro la ventesima settimana di gestazione. L’aborto spontaneo si verifica nel 15% delle gravidanze entro le 20 settimane di gestazione. La prima responsabile è l’età delle donne. Una gravidanza iniziata tra i 25 e i 29 anni di età ha il 10 per cento di possibilità di finire con un aborto spontaneo. Il rischio aumenta dopo i 30 anni arrivando al 53 per cento dopo i 45 anni. La maggior parte degli aborti spontanei si verifica durante le prime settimane di gravidanza e le ragioni principali sono di tipo genetico o medico. Il momento successivo ad un aborto spontaneo può essere devastante, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Purtroppo, ancora troppo spesso l’aborto spontaneo non è vissuto come un vero e proprio lutto ma è considerato alla stregua di un tabù.

Gravidanza post-termine: rischi e protocolli di sorveglianza
La gravidanza post-termine è una gestazione che ha una durata maggiore o uguale a 42 settimane. L’incidenza della gravidanza post-termine è generalmente tra il 4 e il 10% dei casi. Le cause della gravidanza protratta sono poco conosciute. I rischi comprendono oligoidramnios, liquido amniotico tinto di meconio, macrosomia fetale, sindrome di postmaturità (dismaturità) e natimortalità. La sorveglianza fetale prenatale deve essere considerata iniziando alla 41a settimana. L'induzione del travaglio può essere considerata alla 41-41 6/7 settimana, in particolare se la cervice è favorevole, ed è raccomandata dopo la 42esima settimana e non oltre 42 6/7 settimane. Una stima accurata dell'età gestazionale è essenziale per fare una diagnosi di gravidanza oltre il termine.
Considerazioni sulla salute riproduttiva e il ruolo delle associazioni
L’Associazione Luca Coscioni si batte perché tutte e tutti abbiano pieno accesso alla salute e ai diritti riproduttivi, sia attraverso l’impegno per un’adeguata informazione e per un reale accesso ai moderni metodi contraccettivi, sia per garantire il diritto all’aborto. Dopo l’intervento di IVG, la donna può chiedere all’ostetrica una consulenza per essere adeguatamente informata sui metodi contraccettivi a disposizione e poter scegliere quello più adeguato alle sue esigenze. È importante inoltre, per ridurre il rischio di gravidanze indesiderate, pianificare e iniziare subito la contraccezione. L’Associazione si batte per definire e limitare le figure professionali che possono sollevare obiezione di coscienza, garantendo sempre che la struttura sia tenuta ad assicurare l’espletamento della procedura richiesta.