Ovodonazione: Un Percorso di Speranza, Dalla Donazione alle Normative Italiane

Donare gli ovuli è un atto generoso che può trasformare la vita di un'altra persona. Dietro questo gesto altruistico si cela un processo medico, emotivo e legale ben definito. Per molte donne, contribuire al percorso di qualcun altro verso la maternità è una decisione profonda e consapevole. L’ovodonazione, infatti, è uno dei trattamenti di riproduzione assistita più effettivi che permette alla donna che non può avere figli con ovuli propri di diventare mamma. Si realizza una fecondazione in vitro (FIVET) con un ovulo di una donatrice anonima fertilizzato con seme del partner. Questa procedura, sebbene complessa, offre speranza a coppie che affrontano problemi di fertilità irreversibili.

Il Gesto Altruistico: Come Donare gli Ovociti e i Requisiti Essenziali

La motivazione principale delle donatrici di ovuli dovrebbe essere quella di aiutare donne, molte delle quali hanno avuto un cancro o un'insufficienza ovarica precoce, in modo altruistico e di sostegno. Molte giovani donne decidono di donare i loro ovuli come mezzo per integrare il loro reddito, ma è fondamentale avere ben chiaro che la donazione di gameti è un atto volontario, altruistico e anonimo. La più grande soddisfazione che un donatore prova dopo aver completato l'intero processo è quella di aver aiutato qualcun altro ad avere un figlio.

Prima di recarsi alla clinica di riproduzione assistita, le donne disposte a donare i loro ovuli devono verificare se soddisfano i requisiti richiesti. In paesi come la Spagna, dove la donazione di ovuli è praticata dal 1984, la legislazione stabilisce criteri specifici per tutelare sia il donatore che il ricevente. Tra i requisiti vi sono: avere tra i 18 e i 35 anni, godere di buona salute fisica e mentale, avere una normale funzione ovulatoria, non presentare malformazioni, infezioni e/o malattie genetiche ereditarie. È inoltre fondamentale non essere adottate, in quanto è essenziale conoscere la storia medica dei parenti stretti, e non aver dato alla luce più di 6 figli. Tutti questi punti mirano a garantire la vitalità degli ovociti donati e a ridurre al minimo qualsiasi tipo di rischio.

Il processo di donazione degli ovuli inizia con una prima visita informativa del potenziale donatore alla clinica per ottenere tutte le informazioni sul processo e risolvere eventuali dubbi. Questa prima visita informativa non impegna in alcun modo il futuro donatore. Il personale della clinica si limiterà a condurre un colloquio e a verificare che la donna soddisfi tutti i requisiti per la donazione di ovuli. Se questo è il caso e la donna è finalmente disposta a donare, verrà firmato un consenso informato per iniziare l'intero processo. È importante notare che, a questo punto, la donna non è ancora diventata una donatrice di ovuli, in quanto deve prima superare tutti gli esami medici necessari.

Processo di selezione donatrice di ovociti

La selezione della donatrice di ovuli è un processo molto rigoroso. I test medici e psicologici che le donatrici di ovuli devono superare comprendono un esame ginecologico con ecografia per controllare la riserva ovarica. Vengono eseguiti esami del sangue per verificare il gruppo sanguigno e per escludere malattie infettive come l'HIV, l'epatite B e C, la sifilide, ecc. Lo studio genetico prevede un cariotipo per analizzare tutti i cromosomi della donatrice e, inoltre, il DNA viene studiato attraverso un test che analizza più di 600 possibili malattie genetiche, e in alcuni centri anche l’esoma di malattie recessive, che permette di analizzare le mutazioni su 2.306 geni, causa di più di 3.000 malattie. Questo costituisce lo screening genetico più completo eseguito su donatrici di ovociti e sperma. Affinché queste malattie si manifestino, è necessario che entrambi i genitori siano portatori della mutazione variante nello stesso gene, pertanto questi studi sono validi solo se confrontati con il DNA dell’altro genitore. Infine, un test psicologico include la compilazione di questionari sulla storia medica della donatrice e dei suoi familiari, verificando che la donna non soffra di disturbi mentali. Una volta verificato che la candidata soddisfi i requisiti e sia fisicamente ed emotivamente preparata per la donazione, avrà una visita dal ginecologo e inizierà il trattamento.

Il Trattamento della Donatrice: Dalla Stimolazione al Prelievo Ovocitario

Il trattamento per ottenere gli ovuli consiste in una prima fase di stimolazione ovarica e poi in una puntura follicolare per poter estrarre gli ovuli per aspirazione. In molte cliniche, le donatrici di ovuli partecipano a un workshop iniziale in cui gli infermieri spiegano come somministrare il farmaco e rispondono a tutte le domande relative al trattamento.

La stimolazione ovarica consiste nella somministrazione di farmaci ormonali con l'obiettivo di provocare uno sviluppo follicolare multiplo nelle ovaie della donatrice. In altre parole, le ovaie saranno in grado di produrre e maturare più follicoli ovarici contemporaneamente e quindi sarà possibile ottenere un numero elevato di ovuli alla puntura. Per fare questo, la donatrice deve somministrare quotidianamente il farmaco ormonale attraverso iniezioni fornite dalla clinica e seguendo le linee guida stabilite dal ginecologo. Ogni protocollo di stimolazione è diverso per ogni donna, ma in generale, la stimolazione ovarica di solito dura circa 8-10 giorni. Durante questo periodo, la donatrice dovrebbe venire in clinica ogni due giorni circa per far controllare la stimolazione. Il ginecologo controllerà come crescono i follicoli e determinerà il giorno migliore per estrarre gli ovuli.

La puntura ovarica o follicolare è una procedura chirurgica molto semplice per estrarre gli ovuli dalla donatrice. Si esegue in anestesia e dura circa 30 minuti. Durante l'operazione, il ginecologo pungerà accuratamente i follicoli e aspirerà il liquido dall'interno, dove si trovano gli ovuli maturi. L'anestesia utilizzata è di solito una versione blanda di anestesia generale che mantiene la donatrice addormentata solo durante l'intervento chirurgico (20-30 minuti). La donna passerà quindi un po' di tempo a riposare nella sala di recupero, ma non è necessario un ricovero in ospedale. Pertanto, la donatrice di ovuli potrà tornare a casa il giorno stesso, poche ore dopo la puntura, e seguire la sua solita routine. Circa due settimane dopo la donazione degli ovuli, la donna avrà di nuovo il ciclo mestruale, che segnerà la fine del ciclo di donazione e l'inizio di un nuovo ciclo mestruale.

Donazione di ovociti: come rimanere incinta con gli ovuli di una donatrice | Ovoclinic

Sebbene la donazione di ovuli sia un atto altruistico e anonimo, le donatrici ricevono un rimborso per le spese sostenute. In Spagna, la Legge sulle Tecniche di Riproduzione Assistita non permette il pagamento o l'acquisto di ovociti; la donazione deve essere un atto altruistico e volontario. Ciò che la legge permette è che la donatrice riceva un compenso economico per i numerosi disagi che subirà, tra cui le spese di viaggio in clinica, la perdita di ore lavorative e il disagio fisico causato dalla stimolazione ovarica e dalla puntura follicolare. Tale importo è stabilito dal Ministero della Salute ed è concesso per i possibili rischi e disagi derivanti dal processo di donazione. La maggior parte dei centri opta per una somma di 900-1000 euro per le donatrici di ovuli. In nessun caso le cliniche possono pagare i donatori più soldi per ottenere i loro ovuli.

I rischi che possono derivare dal processo di donazione provengono principalmente dalla stimolazione ovarica e dalla puntura follicolare. Anche se si verifica occasionalmente e può essere evitata, una stimolazione ormonale mal controllata può portare alla sindrome di iperstimolazione ovarica (OHSS). D'altra parte, la puntura follicolare, anche se semplice, è un'operazione che viene eseguita in anestesia e quindi non è completamente esente da rischi. È necessario limitare il numero di volte che una donna può donare i suoi ovuli per prevenire la possibilità che i figli concepiti da una donatrice incontrino più tardi nella vita e per affrontare le preoccupazioni per la salute della loro potenziale prole.

L'Ovodonazione in Italia: Quadro Normativo e Accesso al Trattamento

L’ovodonazione è regolata in Italia dalla legge 40 e sue successive modifiche. Come si evince dal termine, impiega ovuli di una donatrice esterna alla coppia in una tecnica di fecondazione assistita definita per questo “eterologa”. La fecondazione eterologa è possibile in Italia dall’aprile del 2014, in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto abrogato il limite contenuto nella Legge 40/2004 che vietava la possibilità di rivolgersi ad un donatore esterno alla coppia.

Sostanzialmente possono accedere all’ovodonazione tutte quelle donne la cui infertilità è dovuta ad un problema di ovulazione, ma non solo. Questo include casi come l’assenza congenita delle ovaie (es. sindrome di Turner), l'insufficienza ovarica precoce, oppure la bassa qualità degli ovociti e l'impossibilità di recuperarli per via chirurgica. In tutti i casi la legge stabilisce che il ricorso all’ovodonazione sia possibile solo dopo accertata e certificata patologia che ha indotto una sterilità o infertilità irreversibile, cioè quando non ci sono altre soluzioni.

Possono farvi ricorso (anche all'eterologa maschile con donazione di spermatozoi) solo le coppie di sesso diverso, coniugi o conviventi, con più di 18 anni, entrambe viventi ed in età “potenzialmente fertile”. Questo significa che in Italia rimane vietata alle coppie omosessuali e alle donne troppo anziane. In realtà in tal senso non c’è un riferimento anagrafico preciso, per cui si stabilisce l’età media della menopausa e si valutano i casi volta per volta.

A differenza di altri Paesi, anche della Comunità Europea, la donazione di ovociti in Italia è gratuita e deve essere anonima, non essendo possibile neppure da una familiare. Il processo avviene tramite FIVET ICSI e si esegue in strutture specializzate, pubbliche o convenzionate registrate presso l’Istituto Superiore di Sanità. Non tutti i centri per la fertilità sono autorizzati o in grado di eseguire tali procedure, per cui è fondamentale rivolgersi ad una struttura con comprovata esperienza.

La Procedura per le Riceventi: Percorsi e Strategie in Italia

L’ovodonazione in Italia risente dell’assenza di donatrici autoctone. Come avviene l’importazione degli ovociti? Per quanto riguarda il percorso dell’ovodonazione con ovociti vitrificati, la clinica italiana spiega alla coppia come avviene il percorso dell’ovodonazione, richiede le caratteristiche fisiche, la fotografia, i gruppi sanguigni alla coppia che vuole intraprendere il percorso dell’ovodonazione e le invia alla banca estera che, a quel punto, propone la donatrice. La scelta della donatrice, in specifiche banche di ovuli, viene eseguita attraverso alcuni parametri di compatibilità con la coppia ricevente: ovviamente il gruppo sanguigno, ma anche razza, colore degli occhi e dei capelli, nonché altezza. Si tiene conto anche dei tratti ereditari della personalità.

Normalmente si possono importare lotti di 4, 6, 8 o 10 ovociti. Questo dipende sia dal numero di embrioni che si vogliono formare, sia dalla qualità del campione seminale del partner. Inoltre, occorre considerare anche se la coppia vuole o meno eseguire diagnosi preimpianto nel percorso di ovodonazione. Il tasso di gravidanza per ciclo si riferisce alle gravidanze ottenute con embrioni generati mediante prelievo di ovociti.

Una volta che gli ovociti sono arrivati nella clinica italiana, la paziente può iniziare la preparazione endometriale con la prima mestruazione successiva. Questa preparazione nel ricevere gli embrioni è un processo molto più semplice rispetto alla Fecondazione in vitro (FIVET) convenzionale, non essendo necessaria la somministrazione di iniezioni giornaliere e con un numero ridotto di controlli ecografici. Il trattamento di ovodonazione dura da un mese e mezzo a due mesi. A distanza di 7-9 giorni dall’inizio della terapia a base di estrogeni, si esegue un’ecografia transvaginale per verificare lo stato dell’endometrio, che deve avere uno spessore di almeno 6 mm e struttura trilaminare. A quel punto si può programmare lo scongelamento degli ovociti. Il tasso di sopravvivenza allo scongelamento degli ovociti è intorno all’85-89%, dato che l’ovocita è una cellula molto delicata.

Diagramma flusso importazione ovociti

Un’altra opzione per le coppie è l'importazione di blastocisti. Questa prevede un altro percorso: si inizia congelando il campione seminale del partner maschile nella clinica italiana e trasportandolo nella clinica estera dove viene eseguita la selezione della donatrice. Una volta confermata dal medico che ha in carico la coppia ricevente, la donatrice inizia la stimolazione ovarica, al termine della quale va a fare il prelievo ovocitario. Il campione di sperma del coniuge viene quindi utilizzato per la fecondazione in vitro con gli ovociti della donatrice. La blastocisti rientra quindi nella clinica italiana insieme a tutte le informazioni relative agli esami eseguiti sia sulla donatrice sia sulle blastocisti. Da questo punto in poi, il percorso coincide essenzialmente con il precedente. Il tasso di sopravvivenza delle blastocisti allo scongelamento è decisamente più elevato rispetto a quello degli ovociti, raggiungendo quasi il 99%. Pertanto, molti centri ultimamente si sono convertiti al percorso dell’ovodonazione con questo sistema, perché si ha una resa migliore del tasso di successo inteso come test di gravidanza positivo. Il risvolto negativo di questa seconda opzione è che vale principalmente per quelle coppie in cui non si ha un fattore maschile, dove la qualità del campione seminale è buona; di conseguenza, sia il congelamento sia lo scongelamento del campione seminale non riduce il tasso di fecondazione e quindi di formazione delle blastocisti e della loro qualità.

Dalla Fecondazione al Trasferimento Embrionale: Massimizzare le Possibilità di Successo

Una volta raccolti gli ovociti, si procede alla fecondazione in vitro (FIVET) in laboratorio con lo sperma del partner o di un donatore. Il risultato della fecondazione (primo giorno di vita embrionaria) viene osservato dopo circa 18 ore. Come succede nel ciclo naturale, al momento della fecondazione si deve includere la medicazione della madre che riceve la follicolazione. Dopo la fecondazione inizia il processo di sviluppo nell’incubatrice con un mezzo di coltura che fornisce tutto il necessario per una crescita corretta. È importante tener presente che non tutti gli ovociti verranno fecondati e non tutti daranno origine ad embrioni validi.

Sviluppo embrionale in laboratorio

Negli ultimi anni, la fecondazione in vitro ha compiuto importanti progressi, raggiungendo oggi elevati tassi di successo, a condizione che venga eseguita in centri altamente qualificati. Il trasferimento embrionale viene generalmente eseguito tra 3 e 5 giorni dopo la fecondazione, quando gli embrioni hanno raggiunto lo stadio di blastocisti. Il 75% degli embrioni nei nostri cicli di donazione raggiungono la fase di blastocisto, per cui il 100% dei trasferimenti avvengono al 5º o 6º giorno di sviluppo. Una volta raggiunta la fase di blastocisto, si procede con il trasferimento dell’embrione, un momento cruciale del trattamento. Avviene mediante ecografie addominali, depositando direttamente nell’utero materno il mezzo di coltura che contiene l’embrione. Il numero di embrioni da trasferire dipende da diversi fattori, tra cui l'età della donna e la qualità degli embrioni. Presso alcuni centri, si trasferisce un singolo embrione in oltre il 90% dei casi. Gli embrioni non utilizzati possono essere crioconservati per futuri tentativi di gravidanza. Dopo la loro vitrificazione, vengono posti in custodia; dopo la loro identificazione, si depositano in una posizione esclusiva nei contenitori criogenici dei laboratori. Per una completa sicurezza, questa localizzazione non è condivisa né con altri campioni, né con altri pazienti, per proteggerli da potenziale contagio incrociato o imprecisioni.

Dopo il test di gravidanza positivo, verrà effettuata un’ecografia dopo circa due settimane. In caso di risultato negativo, i medici che hanno partecipato al trattamento ne analizzeranno le cause per studiare come proseguire.

Uno studio completo delle principali malattie ereditarie - più di 600 o 3000 malattie recessive - viene effettuato per poter garantire la salute del nascituro (test di compatibilità genetica, TCG, chiamato anche “matching genetico”). Questa analisi viene effettuata a tutti i donatori e donatrici senza costi aggiuntivi. Inoltre, si procede alla registrazione del materiale genetico (DNA) della donatrice per una durata di 20 anni nei casi in cui potrebbe essere necessario un futuro studio genetico del bambino.

L’epigenetica è la scienza che studia come determinati fattori ambientali e lo stile di vita della madre (alimentazione, fumo, alcol, esercizio fisico) possano determinare l’espressione di alcuni geni. Ovviamente non influisce sulla genetica dell’embrione, ma può influire sulle impronte epigenetiche.

Centri di Riproduzione Assistita: Eccellenza e Supporto Personalizzato

Il processo di ovodonazione si esegue in strutture specializzate, pubbliche o convenzionate registrate presso l’Istituto Superiore di Sanità. È fondamentale rivolgersi ad una struttura con comprovata esperienza. Cercando informazioni si può scoprire che in centri come Raprui lavorano professionisti capaci che si sono occupati di eterologa all’estero, ben prima del 2014. Una corretta diagnosi, un approccio personalizzato per ogni singolo caso e il coordinamento dell’équipe medica sono elementi determinanti per il buon esito del trattamento.

Mappa dei centri di ovodonazione in Europa

Centri come l'Institut Marquès o Eugin in Spagna sono noti per la loro vasta esperienza. All’Institut Marquès si dispone di più di 2.000 donatori premium di tutti i fenotipi per garantire sempre la scelta migliore per ogni caso. Sia le donatrici di ovuli che i donatori di sperma sono giovani sani che vogliono aiutare altre persone a creare una famiglia. Vengono sottoposti ad una visita medica molto completa, che comprende analisi, test psicologici, studio del cariotipo, test per escludere malattie infettive e test specifici per escludere le mutazioni genetiche più comuni nella popolazione europea. Oltre al gruppo sanguigno e al proprio Rh, vengono selezionati in base alle loro caratteristiche fisiche; vengono presi in considerazione anche i tratti ereditari della personalità.

All’Institut Marquès, la prima visita, il prelievo del campione di sperma e la preparazione della paziente al trasferimento degli embrioni vengono effettuati presso le strutture in Italia. Il campione di sperma del coniuge viene congelato e inviato al laboratorio dell’Institut Marquès di Barcellona, dove viene effettuata la fecondazione in vitro con gli ovociti della donatrice. Nei paesi in cui la donazione di ovociti a distanza non è possibile, l’Institut Marquès offre il programma Just for Transfer, in cui il ciclo della donatrice e della ricevente devono essere sincronizzati. L’intera procedura può essere effettuata senza congelamento dei gameti (a fresco): il campione di sperma può essere prelevato lo stesso giorno in cui viene effettuata la punzione ovarica della donatrice. Alcuni centri offrono la possibilità di recuperare il 70% dell’importo del trattamento (rimborso) se, dopo tre cicli, non si è ottenuta una gravidanza evolutiva, proponendo un prezzo fisso che coprirà questi tre cicli.

Un altro esempio è INEBIR, una clinica per la fertilità a Siviglia, dove il processo di donazione di ovociti viene eseguito secondo protocolli rigorosi e con un team che supporta ogni donatrice dall'inizio alla fine. Questa procedura, legale e regolamentata in Spagna, garantisce la sicurezza medica e la tutela di tutti i soggetti coinvolti. Il Dott.ssa Carolina Vega, ginecologa specializzata in riproduzione umana e responsabile del Programma di Ovodonazione presso l'INEBIR, sottolinea l'importanza del supporto emotivo tanto quanto del monitoraggio medico, rendendo il servizio personalizzato una priorità.

Il costo della fecondazione in vitro con donazione di ovociti è generalmente superiore a quello della fecondazione in vitro convenzionale a causa dei costi associati alla donazione di ovociti, come il compenso della donatrice, gli esami medici e il processo di crioconservazione.

Aspetti Emotivi e Genetici dell'Ovodonazione

Affrontare la decisione di un trattamento con donazione di ovuli è una decisione molto importante e dev’essere assunta con informazioni ben dettagliate. Molte donne si pongono domande come "Mi pentirò? Lo rifiuterò?" o "Con l’ovodonazione riuscirò ad ottenere il legame madre e figlio?". I primi segni di un trasferimento riuscito possono includere un leggero sanguinamento, gonfiore addominale e dolorabilità al seno.

Il supporto emotivo è fondamentale. Senza costi aggiuntivi e a propria scelta, si potrà usufruire della possibilità di richiedere un appuntamento con una psicologa clinica specialista, per predisporsi agli stati emotivi che accompagnano le diverse fasi del trattamento riproduttivo e così da poterli affrontare serenamente. L’esperienza delle coppie dimostra che il legame madre-figlio si sviluppa pienamente, indipendentemente dall'origine genetica dell'ovocita.

Per quanto riguarda la somiglianza fisica, la paziente ricevente informerà il centro del suo gruppo sanguigno e delle principali caratteristiche fisiche (peso, altezza, colore della pelle, occhi, capelli, ecc.), completandole con una fotografia per ottimizzare la somiglianza fisica. In nessun caso, secondo la legge spagnola, si potrà venire a conoscenza dell’identità dei pazienti o della donatrice, però si riceverà un rapporto di studi medici e genetici da lei condotti, la sua età ed informazioni che potrebbero essere necessarie nel futuro. La differenza principale tra la fecondazione in vitro convenzionale e quella con ovodonazione risiede nell'origine degli ovuli: nella prima, vengono utilizzati gli ovuli della donna stessa, mentre nella seconda, gli ovuli provengono da una donatrice.

È importante chiarire che la donatrice sarebbe la madre biologica del bambino nato dalla sua donazione, poiché la madre biologica di un bambino è la donna che eredita metà del suo DNA. Poiché il DNA è ereditato dai gameti da cui una persona è stata concepita, il donatore sarebbe la madre biologica del bambino e il ricevente la madre naturale. Tuttavia, questo aspetto genetico non preclude lo sviluppo di un profondo legame materno con il bambino che si porta in grembo e si cresce.

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