La vaccinazione in gravidanza rappresenta una strategia preventiva importante per la salute della madre e del nascituro. Tra le vaccinazioni fortemente raccomandate, il vaccino dTpa (difterite-tetano-pertosse acellulare) occupa un posto di rilievo, in particolare per la protezione contro la pertosse. Sebbene l'atto di ricevere un vaccino sia uno strumento essenziale per la prevenzione di malattie infettive, può accadere che si avverta un dolore al braccio nella zona dell’iniezione. Questo sintomo, spesso fonte di preoccupazione, è in realtà un effetto collaterale comune e un segnale della risposta immunitaria dell'organismo.

Il Dolore al Braccio: Un Segnale Naturale di Attivazione Immunitaria
Il dolore al braccio dopo la somministrazione di un vaccino è un effetto collaterale comune, che riflette l'attivazione del sistema immunitario. Questo fenomeno non è esclusivo del vaccino dTpa, ma si manifesta con diversi vaccini e può essere osservato anche dopo la somministrazione di quello contro l’influenza stagionale o l’HPV, o altri. I vaccini, infatti, contengono antigeni che stimolano il sistema immunitario a produrre una risposta protettiva. Questo processo di "allenamento" del sistema immunitario può manifestarsi con reazioni locali nel punto in cui viene somministrato il vaccino.
Le reazioni indesiderate più frequenti consistono in manifestazioni locali quali arrossamento, edema, indurimento e dolore nella sede di iniezione del vaccino o in tutto il braccio. Queste manifestazioni interessano circa il 10-20% dei vaccinati e si risolvono in genere spontaneamente nel giro di qualche giorno. In alcuni rari casi la reazione può essere tale da interessare tutto il braccio. Nonostante piccoli effetti collaterali come il dolore al braccio, i vaccini rappresentano uno dei più grandi successi della medicina moderna. È importante sottolineare che i benefici del vaccino pertosse superano di gran lunga i rischi: prevenire una malattia potenzialmente letale, soprattutto nei neonati, giustifica ampiamente la gestione di effetti collaterali lievi e transitori. La somministrazione è sicura anche per gestanti e per il feto, con effetti collaterali lievi e temporanei, come il dolore locale.
Immunità adattativa - Comprendere i vaccini (video 3)
Il Vaccino dTpa: Una Triplice Protezione Essenziale
Il vaccino dTpa è “trivalente” poiché combina in un’unica fiala i componenti vaccinali diretti contro difterite, tetano e pertosse. Poiché non esiste un vaccino solo per la pertosse, il vaccino è combinato con l’antitetanico e l’antidifterico. È importante notare che da diversi anni viene usato il vaccino cosiddetto acellulare, costituito solo da alcune piccole “parti” del batterio, altamente purificate e molto meno reattogeno rispetto al vecchio vaccino (detto cellulare, o a cellula intera). Questo lo rende un vaccino con molto pochi effetti collaterali.
Il vaccino dTpa è quindi molto sicuro anche durante la gravidanza. Ripetere il vaccino a ogni gravidanza non rappresenta alcun problema né per le mamme né per i bambini. Questo vaccino è oggi un presidio essenziale di sanità pubblica e rientra nei programmi di immunizzazione obbligatori e raccomandati in gran parte del mondo. Sebbene in Svizzera non sia disponibile un vaccino che protegga unicamente dalla pertosse, il vaccino dTpa è raccomandato a tutta la popolazione e in Italia rientra tra le vaccinazioni obbligatorie nel nostro Paese a partire dai lattanti dopo i due mesi di vita, contenuto nel vaccino esavalente.

La Pertosse: Una Minaccia Grave per i Neonati
La pertosse è una malattia infettiva batterica molto contagiosa che si trasmette per via aerea tramite goccioline di saliva ed esordisce spesso come un comune raffreddore, seguito a distanza di circa due settimane da una tipica tosse persistente. Questa patologia è causata da un batterio chiamato Bordetella pertussis che determina un’infezione molto contagiosa. La pertosse è una malattia altamente infettiva e grave che può portare a polmonite e danni cerebrali, soprattutto nei neonati e nei bambini più piccoli, sotto un anno di vita.
I sintomi della pertosse riguardano le vie respiratorie, in particolare è presente una tosse persistente (per tre settimane consecutive) che con il passare del tempo può essere associata a difficoltà respiratorie. Gli accessi di tosse sono particolarmente debilitanti e possono rendere difficoltosa la respirazione e l’alimentazione, possono causare vomito ed essere accompagnati da un tipico “urlo inspiratorio” dovuto all’aria che entra con difficoltà all’interno delle vie aeree. I violenti attacchi di tosse possono persistere per settimane e impedire al bambino di respirare bene, di dormire e di alimentarsi.
La malattia colpisce tipicamente soggetti in età infantile, ed è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino. Le complicanze più gravi sono broncopolmonite, pneumotorace spontaneo, encefalite, asfissia fino alla morte. Nel lattante, questa malattia può provocare delle pause respiratorie o addirittura un arresto della respirazione. Le complicazioni maggiori sono presenti nei casi di pertosse neonatale e di bambini piccoli, in cui i sintomi caratteristici sono simili ad altre infezioni batteriche che causano otiti e polmoniti, ma anche sintomi neurologici ed emorragici per la tosse eccessiva. Senza le vaccinazioni, diverse decine di bambini morirebbero di pertosse ogni anno. Gli esiti mortali della pertosse riguardano soprattutto i lattanti in circa 1 caso su 100-200. Il vaccino contro la pertosse protegge circa 9 persone su 10 dalle forme gravi della malattia e circa 1 persona su 7 da tutte le altre forme.

Difterite e Tetano: Le Altre Malattie Prevenute dal dTpa
Oltre alla pertosse, il vaccino dTpa offre protezione contro altre due malattie infettive gravi: la difterite e il tetano.
La difterite è una malattia infettiva batterica particolarmente grave, che si trasmette per via respiratoria. Il batterio è capace di produrre una tossina che può danneggiare gravemente organi e tessuti. Solitamente la malattia inizia con febbre, stanchezza, mal di gola e tumefazione laterocervicale; a livello della faringe si può formare una patina spessa e grigiastra che può ricoprire la gola, le tonsille e la laringe fino a portare all'ostruzione delle vie aeree. Oltre ai disturbi respiratori, le possibili complicanze interessano il cuore (miocardite), i reni (insufficienza renale) e il sistema nervoso (neuropatia periferica). Dopo aver contratto la difterite, gli anticorpi che si sviluppano non proteggono dalla malattia ed è necessario quindi che il malato sia vaccinato per evitare di ammalarsi nuovamente.
Il tetano è una grave malattia infettiva di origine batterica che si contrae in seguito alla contaminazione di ferite, lacerazioni e ustioni della pelle, anche di grado lieve, con terra o polvere; non si tratta quindi di un’infezione trasmissibile da persona a persona. Il batterio si trova nel terreno sotto forma di spore resistenti sia ai comuni disinfettanti che al calore. Una volta penetrate nell'organismo, in particolare in mancanza di ossigeno, le spore si trasformano nel batterio che produce una tossina in grado di danneggiare gravemente il sistema nervoso centrale provocando rigidità di tutti i muscoli del corpo. In particolare, l'interessamento dei muscoli respiratori e laringei può determinare la morte per asfissia. La malattia contratta in modo naturale non porta una protezione permanente ed è quindi necessario che il soggetto, qualora superi la malattia, si vaccini per non ammalarsi nuovamente. Attualmente in Italia si manifestano circa 100 casi di tetano all’anno, di cui due terzi circa muoiono proprio perché mai vaccinati o perché non hanno rispettato i richiami vaccinali previsti ogni 10 anni.
Mentre la componente contro il tetano è indicata solamente a tutela personale del lavoratore, in quanto non esiste trasmissione interumana, le componenti contro difterite e pertosse proteggono anche i soggetti a rischio ed in particolar modo quelli in età pediatrica (particolarmente nel primo mese e nel primo anno di vita) in relazione alla estrema pericolosità e possibile letalità dell'infezione in questa fascia di età.
Il Meccanismo della Protezione: Dal Braccio della Mamma al Neonato (Immunizzazione Passiva)
La vaccinazione dTpa in gravidanza rappresenta una strategia preventiva importante per proteggere il neonato dalla pertosse nei primi mesi di vita, quando non ha ancora completato l’immunizzazione diretta. La somministrazione del vaccino durante la gestazione determina la protezione del neonato durante i primi mesi di vita. Questo perché gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario materno vengono offerti al neonato sia attraverso la placenta ancora in utero sia attraverso il latte materno. Questo processo, noto come “immunizzazione passiva”, conferisce al neonato una protezione immediata, coprendo l’intervallo di tempo più critico fino all’inizio del ciclo vaccinale pediatrico.
Per proteggere i bambini più piccoli non ancora vaccinabili o in corso di vaccinazione, è importante vaccinare le madri in occasione di ogni gravidanza. Gli studi disponibili confermano che il vaccino è sicuro per la donna e per il feto, con effetti collaterali lievi e temporanei. Analogamente ad altri vaccini, come quello per l’influenza stagionale, anche il vaccino per la pertosse in gravidanza non comporta rischi per il feto; semmai è più pericoloso che il neonato contragga l’infezione durante i primi mesi di vita, poiché senza protezione immunitaria potrebbe andare incontro a conseguenze gravi.

Quando Vaccinarsi: Tempistiche Ottimali e Flessibilità in Gravidanza
Per massimizzare la protezione del bambino, le linee guida nazionali indicano il periodo tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28ª, come momento preferenziale per la somministrazione. Questo periodo è cruciale per assicurare il massimo trasferimento di anticorpi materni attraverso la placenta. Il momento ideale è compreso tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, così da garantire la massima trasmissione degli anticorpi dalla madre al feto attraverso la placenta.
Tuttavia, se per qualche motivo non si riesce a ricevere la vaccinazione entro la 32esima settimana di gravidanza, si può comunque fare il vaccino fino al momento del parto. La vaccinazione dTpa è raccomandata tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, idealmente tra la 28ª e la 32ª. È sicura la vaccinazione per mamma e feto, e quali sono le controindicazioni? Numerosi studi hanno confermato che la vaccinazione dTpa in gravidanza è sicura per la gestante e per il feto, senza aumento di rischi documentati di complicanze della gravidanza o del neonato. Il vaccino pertosse in gravidanza rappresenta oggi una delle strategie di prevenzione più efficaci per proteggere il neonato nei primi mesi di vita. Nei primi mesi, infatti, il bambino non ha ancora completato il proprio ciclo vaccinale e resta quindi particolarmente esposto.
Immunità adattativa - Comprendere i vaccini (video 3)
Gli Effetti Collaterali: Cosa Aspettarsi e la Loro Gestione
Parlare di vaccino pertosse effetti collaterali è fondamentale per fornire ai pazienti un’informazione chiara, basata su evidenze scientifiche, e contrastare dubbi o timori che potrebbero ridurre l’adesione vaccinale. Le reazioni più comuni sono locali (arrossamento, dolore al sito d’iniezione) e di lieve entità. Le reazioni indesiderate più frequenti consistono in manifestazioni locali quali arrossamento, edema, indurimento e dolore nella sede di iniezione del vaccino o in tutto il braccio (10-20%), che si risolvono in genere spontaneamente nel giro di qualche giorno. Nel punto in cui viene somministrato il vaccino è possibile che compaiano, entro 24/48 ore, dolore, rossore e gonfiore. Si tratta in genere di reazioni lievi e di breve durata. Le reazioni locali aumentano con il numero di dosi eseguite. Circa il 40% dei bambini ha gonfiore o indolenzimento al braccio con la quarta dose di trivalente somministrata a 5-6 anni.
In rari casi, entro 24-48 ore, può comparire la febbre, che non si protrae generalmente per più di due, tre giorni e per la quale non è necessario somministrare antibiotici (non si tratta di un’infezione ma di una reazione infiammatoria ai componenti del vaccino). Altri effetti collaterali possono includere un modesto rialzo febbrile, senso di stanchezza o malessere generale. Nei primi 2 giorni, a seguito del vaccino, è possibile che compaiano febbre, irritabilità oppure sonnolenza.
Rarissimamente possono verificarsi reazioni più allarmanti come episodi simili al collasso, pianto inconsolabile di più di 3 ore e febbre molto alta, che comunque non portano complicanze. Le reazioni allergiche gravi (anafilassi) sono eventi eccezionali, stimati in meno di un caso su un milione di dosi somministrate. Come per ogni vaccino, sono controindicati nei casi di reazione allergica grave a somministrazioni precedenti o a componenti del vaccino. È importante sottolineare che, sebbene talvolta siano segnalati altri problemi dopo una vaccinazione, questi sono estremamente rari (da 1 caso 100'000 o 1 su 1'000'000).
Il Ciclo Vaccinale e i Richiami: Protezione Continua per Tutta la Vita
Il vaccino dTpa è raccomandato a tutta la popolazione. Il ciclo primario completo di vaccinazione per adulti prevede l’esecuzione di tre dosi totali, di cui le prime due da somministrarsi a distanza di almeno un mese l’una dall’altra, e la terza 6-12 mesi dopo la seconda. I richiami vaccinali vanno effettuati con cadenza decennale per tutta la vita. Nel caso in cui non si conosca lo stato vaccinale del soggetto o non sia possibile reperire un’adeguata documentazione, si procede vaccinando con un ciclo completo di tre dosi, come se il soggetto non fosse mai stato vaccinato in precedenza. In caso di esecuzione incompleta del ciclo vaccinale, questo viene completato con la dose mancante e con i regolari richiami vaccinali decennali.
La vaccinazione dTpa rappresenta l’unico strumento efficace di protezione nei confronti del singolo individuo. Per quanto riguarda difterite e pertosse, la vaccinazione rappresenta inoltre un importante strumento per proteggere anche i soggetti a rischio nei quali la malattia può essere letale. I dati epidemiologici dimostrano chiaramente che, grazie alla vaccinazione, l’incidenza della pertosse è drasticamente calata negli ultimi decenni. Tuttavia, nei Paesi dove la copertura vaccinale si è abbassata, si sono verificati nuovi focolai, confermando l’importanza di mantenere alta l’adesione. Per questo motivo, il vaccino contro la pertosse è considerato uno strumento chiave non solo per la salute individuale, ma anche per la protezione collettiva.

La Voce delle Future Mamme: Esperienze e Rassicurazioni sulla Vaccinazione
Le vaccinazioni in gravidanza sono spesso fonte di grande timore per le future mamme, preoccupate di eventuali conseguenze negative sul bambino. Informare adeguatamente le gestanti, rassicurandole sulla sicurezza e spiegando i benefici per il bambino, è fondamentale per aumentare l’adesione a questa pratica preventiva. Capire le esperienze e i dubbi delle future mamme può aiutare a dissipare le paure.
Come testimoniato da molte: "Ciao ragazze!! Domani farò il vaccino della pertosse, sono un po’ preoccupata voi lo avete fatto? Si può stare tranquilli? Sono in pensiero che crei qualcosa al bimbo….Grazie fatemi sapere!!" e ancora "Ciao a tutte 🥰 buon proseguimento… io domani mattina ho il vaccino della pertosse e ho paura … ho le paranoie possa far male alla piccola… voi lo avete fatto? Sento che tutte le donne in gravidanza lo fanno … io ho il terrore 😭 voi cosa ne pensate?". Questi interrogativi riflettono una preoccupazione comune ma trovano risposta nelle rassicurazioni di chi ha già intrapreso questa scelta.
"Io l’ho fatto sia per il primo bimbo che adesso. È consigliato per passare gli anticorpi al piccolo, perché la pertosse presa da neonati è molto pericolosa." Questa esperienza diretta evidenzia il motivo principale della vaccinazione. Un'altra madre racconta: "Io l’ho fatto perché fortemente consigliato dal Prof e dalla sua equipe. La pertosse è molto pericolosa se presa nei primi mesi di vita. Fallo tranquillamente nessun effetto collaterale, solo un po di fastidio/dolore al braccio per 2/ 3 gg." Questa testimonianza conferma la percezione di effetti collaterali lievi e la fiducia nelle indicazioni mediche.
Vi è anche la consapevolezza della protezione complessiva offerta: "Io ho fatto il vaccino x la pertosse in gravidanza, mi ha convinta il fatto che ci sono tanti studi a riguardo condotti su moltissime donne. Poi i rischi come qualsiasi vaccino ci sono, purtroppo quando vacciniamo i nostri figli andiamo in contro a tanti rischi di vari effetti collaterali che possono esserci è sempre un po un incognita a mio parere. Io metto tutto su una bilancia con le informazioni che mi è dato sapere e valuto quale secondo me è l’alternativa migliore x il mio bambino e quale porta meno rischi." Questo approccio ponderato sottolinea l'importanza di bilanciare rischi e benefici, arrivando alla conclusione che i benefici superano i rischi.
La storia personale di una madre, "Mia mamma quando era incinta di me ha preso la pertosse, fortunatamente gli ultimi 15 giorni di gravidanza ma vi assicuro che per lei è stato un vero incubo che si ricorda ancora oggi !", illustra vividamente la serietà della malattia. E il progresso della medicina è un tema ricorrente: "Una volta purtroppo non c’erano tanti vaccini e infatti le morti infantili erano molto più frequenti. Non si possono fare tutti i vaccini in gravidanza, per esempio quello per la rosolia o lo fai mesi prima di rimanere incinta o non lo puoi fare durante la gravidanza. Come anche i farmaci, prima alle donne incinte si davano tante cose che facevano male ora fortunatamente la scienza ha fatto passi avanti e si è capito come molti farmaci fanno male al feto e quindi in gravidanza non si prendono più."
Infine, l'esperienza combinata: "Io ho fatto tutte 2 nella stessa giornata, braccio sinistro uno e l’altro braccio destro. Influenzale + pertosse. Quello dove ho fatto per la pertosse ne ho sentito un po di dolore però i giorni dopo. Comunque ero spaventata e preoccupata perché mai fatto dei vaccini.. neanche per il covid.." Anche di fronte a paure iniziali, la scelta di vaccinarsi e l'esperienza di effetti collaterali gestibili si rivelano rassicuranti. Spiegare in modo corretto gli effetti collaterali ai genitori e alle gestanti aiuta a creare fiducia, migliorando la compliance vaccinale.