Vacanze in Montagna in Gravidanza Nelle Dolomiti: Consigli Utili per Future Mamme

Trascorrere del tempo in montagna, soprattutto per chi ne è appassionato, può offrire numerosi benefici durante la gravidanza, un periodo della vita di una donna che, purtroppo, in Italia è ancora spesso vissuto come una malattia. Contrariamente a questa diffusa percezione, i medici di tutta Italia consigliano sempre alle loro pazienti di vivere la loro quotidianità e di non stravolgere completamente la propria vita durante i nove mesi di attesa. Una donna incinta, infatti, può fare molto di ciò che faceva prima di esserlo, a patto di usare qualche piccola attenzione in più ed evitare, magari, qualche rischio.

L'idea di una "babymoon", una vera e propria luna di miele prima dell'arrivo del bebè, sta prendendo sempre più piede, e la montagna, con la sua tranquillità, i servizi di qualità e l’aria fresca, può favorire una vacanza serena e senza stress alle future mamme. Si tratta di giorni indimenticabili che ogni mamma ricorda per sempre. Tuttavia, è fondamentale approcciare questo ambiente meraviglioso con consapevolezza e preparazione, ascoltando sempre il proprio corpo e, soprattutto, il parere del medico.

La Gravidanza e l'Attività Fisica in Montagna: Un Approccio Consapevole

La Montagna, un Ambiente Benefico con Attenzione

La domanda "Posso andare in montagna se sono in gravidanza?" è tra le più gettonate. E la risposta è generalmente sì, con le dovute cautele. Non è pensabile scalare una montagna in gravidanza, ma le future mamme possono concedersi una rilassante vacanza in mezzo ai boschi, tra laghi ghiacciati, animaletti selvatici e paesaggi mozzafiato. Camminare all’aria aperta, infatti, fa sempre bene. Una donna incinta, oltretutto, non deve mai e poi mai chiudersi in casa e rimanere ferma e immobile a letto. Sono gli stessi medici a consigliare una moderata attività fisica per prevenire alcune complicanze metaboliche come ad esempio il diabete gestazionale.

Mamma incinta in montagna che cammina

La montagna offre un posto ideale per passare qualche giorno in pace e respirare aria pulita a contatto con la natura. Le condizioni di partenza essenziali per poter viaggiare con il pancione, ma anche solo per una gita o una passeggiata nel bosco, sono che la gravidanza proceda per il meglio, mamma e bimbo se la spassino alla grande e che non ci siano complicazioni di nessun tipo. Bisogna essere, quindi, in perfetta salute e nel pieno delle energie.

È consigliabile evitare sport estremi o ad alto impatto come l’arrampicata, lo sci o il trekking su terreni molto ripidi. Ricordiamoci di mettere il buon senso nello zaino: le passeggiate in montagna sono una buona idea durante la gravidanza, purché si scelgano percorsi adatti e non troppo impegnativi.

Quando Viaggiare: Il Periodo Ideale della Gravidanza

Per quanto riguarda il periodo più propizio per una vacanza in montagna, la gestazione non è uniforme. Il primo e il terzo trimestre di gravidanza sono quelli a cui prestare più attenzione. Il primo trimestre è delicato per la fase embrionale, mentre l’ultimo è legato sia alla fatica del peso del pancione su gambe e schiena, che all’approssimarsi della data presunta per il parto.

Il secondo trimestre è solitamente, e a ragione, definito "di grazia": le nausee tipiche del primo trimestre spesso diminuiscono, ci si sente splendenti, piene di energia e non si è ancora assunta la classica camminata da papera. Questo periodo permette di sgambettare che è una bellezza, godendo appieno delle attività moderate all'aria aperta.

L'Importanza del Consulto Medico Preventivo

Prima di organizzare un soggiorno in montagna o di intraprendere attività fisiche in quota, è sempre consigliabile consultare il proprio medico o ginecologo. Questa precauzione è fondamentale poiché ogni gravidanza è a sé ed è importante ascoltare il proprio corpo, oltre a ricevere un parere professionale sulle specifiche condizioni di salute.

Prima di partire, è buona norma avvisare il vostro medico o ginecologo dell’imminente vacanza e farvi dare la disponibilità a essere contattato in caso di bisogno anche fuori dal classico orario di studio per ogni dubbio. Inoltre, cercate il nominativo di un ginecologo in loco e segnatelo nell'agendina o tra i documenti di viaggio. Questi semplici passaggi possono fare la differenza in caso di necessità.

Altitudine in Gravidanza: Rischi, Limiti e Meccanismi Fisiologici

Il Mal Acuto di Montagna e la Gravidanza

Per quanto riguarda i rischi dell’altitudine in generale, esiste una condizione patologica che si sviluppa quando si sale troppo in alto, in genere sopra i 2500 metri, e troppo rapidamente, senza dare il tempo ai meccanismi di adattamento di entrare in funzione: il cosiddetto "mal di montagna". Questa condizione può diventare anche potenzialmente grave. La patologia tipica dell’alta montagna è il Mal Acuto di Montagna, caratterizzato da cefalea, estrema stanchezza, disturbi del sonno, nausea e vomito, che può però aggravarsi fino all’edema cerebrale e al coma o all’edema polmonare.

L’incidenza di Mal Acuto di Montagna non è maggiore nella gravida. Ma, in sua presenza, la donna incinta non può assumere farmaci che favoriscono l’acclimatamento. Il mal di montagna, nella sua forma più lieve, si cura grazie all’utilizzo di analgesici e acetazolamide. Nelle forme più gravi, il paziente deve essere trasportato a quote minori con l’utilizzo di ossigeno. Ogni caso richiede cure specifiche attraverso l’utilizzo di farmaci che devono tener conto anche delle patologie del paziente.

Infografica sintomi mal di montagna

Risulta dunque chiaro come per una donna in gravidanza le cose si complicano. Il rischio di avvertire cefalea, nausea e vomito è uguale a quello che corrono tutti gli altri individui. I problemi arrivano però per le cure. Le donne incinte non possono assumere farmaci in grado di favorire l’acclimatamento. L’acetazolamide, uno dei farmaci maggiormente utilizzati, è oltretutto sconsigliato sia nel primo trimestre, sia nelle fasi tardive della gravidanza. L’assunzione potrebbe causare, a seconda del mese di gestazione, gravi malformazioni nel feto. Anche i vari antinfiammatori, invece, per curare le varie cefalee da altitudine, vengono sconsigliati alle donne in gravidanza per la possibile prematura chiusura del Dotto di Botallo. Perfino i medicinali a base di cortisone andrebbero a incrementare il rischio di malformazioni fetali e a incidere sullo stato metabolico.

L'Impatto della Riduzione di Ossigeno sul Feto e sulla Mamma

Oltre al mal acuto di montagna, in gravidanza l’altitudine rischia di incrementare i rischi che già corrono tutte le donne incinte. I disagi maggiori derivano dalla riduzione dell’ossigeno. La riduzione di ossigeno a livello utero-placentare è la causa dell’aumentato rischio per le donne che soggiornano alle alte quote di alcune patologie proprie della gravidanza.

È importante ricordare che il feto vive in un ambiente povero di ossigeno anche a livello del mare. Il fisiologo britannico Sir Joseph Barcroft già all’inizio del secolo scorso asserì che in utero il feto vive in uno stato ipossico analogo all’ipossia ipobarica che sperimenta chi sale sul punto più alto della terra, sulla cima dell’Everest a 8848 metri. Questo concetto evidenzia come il feto sia intrinsecamente adattato a condizioni di bassa ossigenazione, ma un ulteriore stress ipossico può essere problematico.

Per l’esposizione all’alta quota nel primo trimestre, la ricerca ha focalizzato l’attenzione soprattutto sulla possibilità che la riduzione di ossigeno aumenti il tasso di malformazioni fetali. Uno studio del gennaio 2019 (Xuesi M Shao; International Journal of Cardiology) afferma, invece, che l’altitudine nel primo periodo della gravidanza potrebbe determinare uno stress sul cuore fetale, tale da renderlo più sensibile agli eventi ischemici. Una donna, nei primi mesi di gravidanza, recandosi ad altitudini elevate in montagna, potrebbe dunque mettere a grosso rischio il cuore del proprio bambino aumentando la possibilità di ictus.

A quote più elevate, in gravidanza, aumenta il rischio di preeclampsia e di ridotto accrescimento del feto, situazioni che mettono a rischio la salute e la vita della donna e del bambino e che portano spesso ad una nascita prematura. Questi aspetti sono stati oggetto di studi come quello di Keyes LE e Sanders L. (Curr Sports Med Rep. 2023), Keyes LE, Hackett PH e Luks AM. (Wilderness Environ Med. 2016), e Moore LG, Charles SM e Julian CG. (Respir Physiol Neurobiol. 2011), che hanno esplorato l'attività all'aperto e l'esposizione all'alta quota durante la gravidanza e l'impatto dell'ipossia sulla crescita fetale.

Qual è l'Altitudine Massima Consigliata per le Gestanti?

La domanda classica che si sentirà rivolgere un ginecologo è "Fin a che altezza posso andare prima che ci faccia male?". Ampi studi e ricerche hanno accertato come la maggior parte degli individui possano salire fino a 1500-2000 metri di altezza in un giorno senza avere problemi. Tuttavia, il 20% delle persone che si spingono fino ai 2.500 metri e il 40% di quelli che arrivano ai 3.000 metri di altezza rischiano di sviluppare, con grande facilità, il mal di montagna acuto.

Si SCONSIGLIA, pertanto, alle donne in gravidanza, una altitudine elevata. Meglio non superare i 2.000 - 2.500 metri di altezza per non mettere a rischio la propria vita e quella del bambino che si porta in grembo. La donna gravida che vive a basse quote, non dovrebbe superare i 2500 metri nemmeno nel secondo e terzo trimestre della gravidanza.

Cosa non fare in gravidanza.

Quello che crea problemi non è essere a 1.500 metri di altezza, ma passare da basse altitudini (come quelle della città) a quelle dei monti in pochissimo tempo. È lo sbalzo pressorio che può causare complicazioni, non essere a un’altitudine piuttosto che un’altra. Considerate che le vacanze, i weekend, sono un periodo molto limitato, e che pochi giorni in quota non sono sufficienti al vostro fisico per abituarsi alla nuova altitudine.

Considerate poi che uno dei motivi per cui si consiglia di rimanere a basse quote è legato alla facilità di prestare soccorso. Con più ci si arrampica per malghe e rifugi, più sarà impegnativo avere un medico o strutture ospedaliere vicine. La sicurezza della mamma e del bambino deve essere al primo posto e la scelta della località della vacanza adeguata allo stadio della gravidanza e alla condizione fisica.

Popolazioni d'Alta Quota e Adattamento Fisiologico

Interessante è il confronto con le popolazioni che vivono stabilmente in alta quota. Nel mondo, infatti, ci sono più di 200 milioni di persone che vivono oltre i 2500 metri e, la maggior parte di questi, in contesti rurali dove le attività giornaliere richiedono in genere un notevole sforzo fisico.

Uno studio del giugno 2019 (Beth A. Balley et al, Maternal and Child Health Journal) sull’incidenza di basso peso alla nascita nella popolazione residente del Colorado nei nati tra il 2007 e il 2016, ha riportato che vivere ad alta quota aumenta del 27% il rischio di neonati con peso inferiore ai 2500 grammi.

Nella popolazione Sherpa/Tibetana, invece, vi è un miglior successo riproduttivo con peso alla nascita sovrapponibile agli abitanti di Kathmandu (peso medio intorno ai 3400 grammi), grazie soprattutto ad un incremento del flusso sanguigno nelle arterie uterine, che garantisce quindi un maggiore apporto di ossigeno alla placenta. A tale proposito è interessante una pubblicazione dell’agosto 2018 (Journal of Applied Physiology), redatta da un gruppo canadese con il dott. Minma T.Sherpa del Kunde Hospital nella valle del Khumbu. In questo lavoro è stata seguita la gravidanza di un’atleta di endurance e guida della valle del Khumbu di etnia Sherpa, che a 31 settimane ha partecipato come guida ad un trekking dai 3440 metri di Namche Bazar ai 5300 metri del Campo Base dell’Everest per la durata di 11 giorni. Nel corso della spedizione ha presentato una normale riduzione della pressione parziale di O2 e disturbi del sonno, ma la sua gravidanza è rimasta fisiologica e ha partorito a 42 settimane una bambina di 3200 grammi. Questo dimostra come l'adattamento genetico e fisiologico a lungo termine possa influenzare l'esito della gravidanza in alta quota, una condizione ben diversa da quella di una turista occasionale.

Consigli Pratici per una Vacanza Serena in Montagna

Attività Fisiche Consigliate e da Evitare

Durante la gravidanza, le passeggiate in montagna sono una buona idea, purché si scelgano percorsi adatti e non troppo impegnativi. Il consiglio è di iniziare con piccole passeggiate a ritmo blando. Se già in montagna vige la regola che non si corre sui sentieri, con il pancione andar piano sarà ancora più importante! Non è una corsa, né una gara o una fatica. È indispensabile mantenere la muscolatura tonica ed elastica, ma non pretendiate di conquistarla al primo trekking della vostra vacanza.

Coppia incinta che cammina su sentiero facile

Affrontate le salite con dolcezza: percorsi più indicati sono quelli con poco dislivello, ma se vi capita di affrontare qualche salita, rallentate e non perdetevi in chiacchiere. Il nostro cuore raggiunge una fase aerobica e di allenamento sopra i 140/150 BPM (battiti al minuto), che corrisponde ad un livello di affaticamento per il corpo di una futura mamma. Avere il fiatone vuol dire essere già in affanno. Dovete quindi rallentare.

Una buona idea, testata questa estate, è indossare il cardiofrequenzimetro e controllare di rimanere sempre intorno ai 90/110 BPM massimo. Il cardio è utilissimo non solo in salita, ma anche in discesa dove, camminando su sentieri facili e senza grosso rischio di scivolare, ci si può ritrovare a marciare spedite (magari anche a 120/130 BPM) per poi ritrovarsi senza energie qualche chilometro dopo. L'autrice di questo articolo, durante la sua seconda gravidanza, ha adottato questo metodo, prestando attenzione all’altitudine massima raggiunta con gli impianti (mai salita sopra i 2.000/2.100 metri), confrontandosi con i gestori degli impianti a fune per capire in quanto tempo si arrivasse in quota e non superando mai i 1.000 metri di dislivello.

Idratazione, Protezione Solare e Abbigliamento Adeguato

In montagna è bene proteggersi dal sole e idratarsi a sufficienza. I ginecologi consigliano di tenersi idratate bevendo molta acqua ed evitare di uscire nelle ore più calde. È fondamentale proteggere accuratamente la pelle dal sole, tenendo coperta la pancia, che è particolarmente sensibile.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, scegliete abiti molto comodi. Se il viaggio si preannuncia piuttosto lungo, soprattutto in macchina o in aereo, è importante indossare calze contenitive anti-trombosi per le gambe, che sono soggette ai rischi del ristagno venoso quando si è sedute per molto tempo.

Gestione della Pressione Sanguigna e Altri Accorgimenti per la Salute

Il tema della pressione sanguigna della mamma è strettamente correlato ai rischi dell'altitudine. In gravidanza, è consigliabile che la pressione sia tendente al basso, piuttosto che il contrario. Se siete già soggetti a rischio in città, valutate con il vostro medico di fiducia la scelta di fare una vacanza in montagna e soprattutto in alta quota. Per dormire sonni tranquilli, potete anche decidere di monitorare la pressione con cadenza regolare. Sarà sufficiente andare nella farmacia del paese che avete scelto come meta per le vostre vacanze. L'esperienza diretta ha dimostrato l'utilità di chiedere un controllo il giorno dopo l'arrivo e una volta alla settimana per tutto il periodo trascorso in loco, come fatto in Val di Fiemme.

Per il beauty della farmacia, ricordate di portare fermenti lattici, un antidolorifico o antipiretico e compresse di acido folico o integratori (ad esempio Multicentrum Materna) per darvi quel pizzico di energia in caso di improvvisa stanchezza. In caso di cinetosi (mal di mare, auto o aereo), potete utilizzare i braccialetti che funzionano secondo il principio dell’agopuntura, andando a produrre una pressione a due dita dal polso, sui centri che prevengono la sensazione di nausea.

Cosa non fare in gravidanza.

Se ci si sposta in macchina, è bene che le gestanti si vestano in maniera comoda. Se il viaggio si preannuncia piuttosto lungo, è inoltre importante prevedere alcune tappe in modo da poter scendere dalla vettura e camminare per qualche minuto. Ciò aiuta a diminuire il rischio embolico. Per il resto, camminare dolcemente immersi nella natura non può che far bene al corpo e allo spirito. Immergere i piedi nell’acqua fredda di fiumi e torrenti potrebbe infine alleviare i gonfiori e regalare piacevole sollievo.

Destinazioni Ideali per una "Babymoon" nelle Dolomiti e Oltre

Scegliere la Meta Giusta: Comfort e Servizi

Scegliere la destinazione ideale è cruciale per una "babymoon" serena. È consigliabile cercare una meta che possa garantire gli standard igienico sanitari indispensabili al periodo in cui ci si trova e preferire situazioni comode e confortevoli. Oggi, ancora di più che in passato, è migliorata la qualità dei servizi offerti dagli hotel e dalle strutture turistiche, anche in Italia. Non c’è bisogno di guardare molto lontano, perché anche dalle nostre parti cresce l’attenzione per le mamme in dolce attesa sia in montagna, dal Trentino al Piemonte, e sia tra alcune delle località più apprezzate da sempre, come il lago di Como.

Sono consigliate quelle strutture capaci di regalare momenti di relax con trattamenti Spa da condividere mano nella mano con la propria dolce metà e magari in grado di offrire qualche seduta di baby shopping per organizzare il corredino del bebè. Il clima mite, l’aria salubre, il contatto con la natura fanno della montagna una destinazione perfetta per le mamme in dolce attesa.

Le Perle delle Dolomiti e del Trentino

Molveno è semplicemente una delle più belle località di vacanza del Trentino. Cittadina turistica d’eccellenza per le famiglie, le mamme in gravidanza trovano qui uno dei luoghi ideali per trascorrere il soggiorno in montagna. Per le mamme in dolce attesa che desiderano stare proprio lì, a un passo dal cielo, c’è anche Andalo ad aspettarle. Siamo nel cuore delle Dolomiti e qui è realmente facile sentirsi bene e vivere in tranquillità il periodo della gravidanza per via delle tante iniziative allestite di stagione in stagione.

Panorama delle Dolomiti con Molveno

Se poi la vacanza è a Livigno, in quella parte della provincia di Sondrio vicino al confine con la Svizzera, la vacanza diventa più tranquilla e semplicemente più adatta. L’atmosfera rilassata e familiare invita le mamme al relax e rende ancora più speciale e da ricordare nel tempo questo periodo della vita. Livigno è tanto altro: è conosciuta per gli snowpark, per il Museo Mus!, dove sono esposti attrezzi agricoli e oggetti che raccontano il passato della zona, e per la sua latteria ancora in funzione con i metodi di una volta e con tanto di museo e diorama della fauna locale.

Suggestioni oltre le Cime: Laghi Alpini Amici delle Future Mamme

Alcune località hanno una maggiore capacità di attrazione, come Stresa, regina del Lago Maggiore, proprio sotto le verdi pendici del Mottarone. La Villa Ducale, in particolare, è la più antica di Stresa, entrata di diritto negli annali per la sua bellezza e per aver ospitato gli incontri e i colloqui tra Alessandro Manzoni e l’abate e filosofo Antonio Rosmini.

Quasi per definizione, il lago di Como è una destinazione amica delle mamme con il pancione. Placido e accogliente, custodisce tante meraviglie sconosciute agli occhi del turismo di massa. A ben vedere, Blevio è famosa per la leggendaria Pietra Nairola, enorme tavola piatta di granito, molto sporgente dal pendio della montagna. Per le mamme buongustaie, in queste zone si possono apprezzare specialità come il filetto di lavarello con burro e salvia o in carpione, il risotto al pesce persico e i ravioli ripieni di pesce di lago serviti nei migliori ristoranti.

Controindicazioni Assolute: Quando la Montagna è Vietata

Condizioni Mediche che Precludono il Viaggio in Altitudine

Ci sono donne incinte alle quali i medici sconsigliano di andare in montagna. Si tratta di coloro che presentano patologie croniche che aumentano il rischio di preeclampsia. Devono rinunciare ai distesi prati verdi o alle piste innevate le donne in gravidanza che presentano: l’ipertensione cronica; malattie renali; le malattie polmonari; anemie importanti. Per finire, è VIETATO recarsi in montagna alle donne incinta che hanno ricevuto una diagnosi di iposviluppo fetale e/o preeclampsia. La sicurezza della mamma e del bambino deve essere al primo posto.

Un Diario di Viaggio Personale: Esperienze Nelle Dolomiti

Questo articolo è frutto anche di esperienza personale e di confronti con professionisti come l'ospedale di Cavalese, la Farmacia di Predazzo e la gestione degli impianti a fune del Castelir - Alpe Lusia. Per illustrare concretamente come si possa vivere una vacanza in montagna in gravidanza, ecco il racconto di un'esperienza reale.

San Candido e la Val Pusteria in Dolce Attesa (Estate 2014)

Girando indietro la lancetta dell’orologio e tornando all’estate 2014, in attesa del secondo figlio, abbiamo scoperto San Candido e la Val Pusteria. All'epoca, ero alla 26ª settimana di gravidanza, nel "secondo trimestre di grazia". Contattando direttamente i vari hotel, abbiamo ottenuto delle offerte più vantaggiose rispetto a quelle pubblicate sui principali siti di prenotazione: nel mese di giugno, ad esempio, l’Hotel Villa Stefania proponeva una promozione di 4 notti al prezzo di 3 (da domenica a giovedì) in camera Superior con accesso al centro benessere e trattamento di mezza pensione alla "modica cifra" di 570 euro. Bevande e tassa di soggiorno erano ovviamente escluse.

Mappa della Val Pusteria con San Candido e Lienz

Così, domenica 15 giugno, abbiamo raggiunto San Candido in macchina attraversando Cortina e il Parco delle Dolomiti. Una volta effettuato il check-in in albergo, abbiamo fatto una passeggiata a San Candido e ne abbiamo approfittato per vedere il mercatino dell’antiquariato e mangiare un panino con lo speck nell’Enoteca dell’Orologiaio (12 euro in due). Il pomeriggio è stato dedicato al riposo fino a quando il sole non ha deciso di far capolino tra le nuvole: ci siamo incamminati lungo la pista ciclabile in direzione di Lienz e ci siamo goduti il verde dei prati punteggiati di fiori e masi. Non è mancato un "cartellino giallo" per essersene andati senza comunicare la scelta del menù per la cena!

Il giorno seguente, ci siamo diretti verso la stazione, io ho comprato un biglietto di andata e ritorno per Lienz (19 euro, solo ritorno 9 euro) mentre Dario ha noleggiato una bicicletta, con la possibilità di restituirla direttamente a Lienz ed effettuare il ritorno in treno (noleggio per una giornata 16 euro). Percorrere la pista ciclabile fino a Lienz (circa 40 km in leggera discesa) è una delle attività più gettonate per chi è in vacanza in zona e, forse, è un percorso un po’ sopravvalutato: superato il confine con l’Austria, la valle si stringe, il panorama perde un po’ in fascino e la pista ciclabile è decisamente meno curata. Lienz incarna lo stereotipo della cittadina di montagna teutonica con le sue case linde e colorate, le pasticcerie, i negozi di articoli sportivi, il centro storico rigorosamente pedonale, un fiume che la lambisce. Di ritorno in albergo, ci siamo goduti il centro benessere e la merenda nella Teestube, sala da tè e da lettura costruita nel 1911.

La Val Fiscalina e le Tre Cime di Lavaredo

Martedì, abbiamo raggiunto in macchina la Val Fiscalina; occorrono circa 20 minuti per arrivare al parcheggio gratuito situato a Bagni di Moso. Da lì partono svariati sentieri e noi ci siamo incamminati su quello più battuto che porta all’attacco della salita per le Tre Cime di Lavaredo. In un’oretta a passo blando si raggiunge il Rifugio Fondovalle; la passeggiata su strada sterrata è alla portata di tutti (200 metri di dislivello circa) e permette di godere di una bellissima vista sulle Dolomiti. Al rifugio si può fare merenda o pranzare a prezzi ragionevoli (un succo di frutta costa 2,50 euro), mentre noi siamo tornati sui nostri passi perché avevamo in programma di pranzare con i genitori e la sorella di Dario vicino a Dobbiaco alla Gustav Mahlerstube, locale tipico ricavato nell’abitazione di Gustav Mahler.

Ci siamo concessi un tradizionalissimo tris di canederli e delle meno tipiche patatine fritte, ma il conto è stato decisamente salato (circa 80 euro in cinque sostanzialmente per mangiare un primo e bere acqua). Abbiamo quindi deciso di proseguire senza visitare il parco faunistico (ingresso 4,50 euro) dirigendoci al Lago di Dobbiaco, dove stavano installando una serie di parcometri. La passeggiata intorno al lago si interrompe qua e là a causa di diverse risorgive e fontanili, ma è ben segnalata e corredata di alcuni pannelli informativi su flora, fauna e storia del lago. In hotel ci attendeva l’aperitivo tirolese con tanto di musica dal vivo (fisarmonica e corno): non aspettatevi il classico buffet self service, ad ogni ospite viene preparato un piatto con alcuni stuzzichini e stop.

Brunico, Lago di Braies e Ritorno a Bolzano

Mercoledì abbiamo deciso di fare un giro a Brunico: per due persone è più conveniente l’auto rispetto al treno, ed in città si trovano diversi parcheggi gratuiti anche se c’è il mercato. Il centro storico brulica di negozi dal sapore altoatesino, dove è possibile acquistare prodotti tipici. A tarda mattinata abbiamo ripreso la macchina e ci siamo fermati a pranzo in un agriturismo sulla strada per il lago di Braies (Speckstube Eggerhof): abbiamo mangiato wurstel misti e patate al forno, ed il conto è stato decisamente più contenuto rispetto al giorno prima (24 euro per due persone).

Giovedì, la nostra vacanza volgeva al termine; abbiamo effettuato il check-out e ci siamo messi in macchina in direzione autostrada del Brennero. Attratti da un cartellone che inneggiava al Mercato contadino del giovedì, ci siamo concessi una pausa a Chiusa. Prossima fermata: Bolzano. Anche qui i parcheggi sono sostanzialmente solo a pagamento e noi abbiamo scelto quello del silos Cineplex, da cui in pochi minuti si raggiunge il centro a piedi. In Piazza delle Erbe c’è un mercato stabile, dove vale la pena fare gli ultimi acquisti di speck, pane e strudel. Per il pranzo ci sono diversi locali tipici ed il centro meriterebbe sicuramente una visita più approfondita, ma il tempo stringeva e noi avevamo un appuntamento con un amico al bivacco Salewa, ristorante costruito di fianco all’avveniristica fabbrica della Salewa. Prima di allargare la famiglia, ci aspettavano ancora qualche viaggio "taglia premaman": l’importante, in questi casi, è creare la vacanza della "taglia giusta"!

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