Il Test del DNA Fetale su Sangue Materno: Funzionamento, Rilevanza Clinica e Prospettive

Negli ultimi decenni, il panorama della genetica medica ha vissuto una vera e propria rivoluzione, e in questo grande cambiamento è stata profondamente coinvolta anche la genetica prenatale. Al centro di questa evoluzione si colloca il Non-Invasive Prenatal Test (NIPT), più comunemente noto come “test del DNA fetale”. Questa indagine, per sua natura non invasiva, rappresenta un approccio a rischio zero sia per la gestante che per il feto, ed è stata messa a punto con l'obiettivo primario di anticipare il più possibile la diagnosi di eventuali patologie che possano mettere a rischio la salute del feto durante il primo trimestre di gravidanza. La sua diffusione è cresciuta notevolmente, in particolare grazie alla sua caratteristica di essere una metodica di screening sicura e priva di rischi.

Cos'è il NIPT (Test del DNA Fetale)?

Il test del DNA fetale è uno screening prenatale non invasivo che analizza frammenti di DNA del feto presenti nel sangue materno. Si basa sulla ricerca e l’analisi del DNA estratto dalle cellule del feto circolanti nel sangue materno. Lo studio del DNA fetale circolante nel sangue materno, o non invasive prenatal testing (NIPT), è un recente esame prenatale non invasivo che, analizzando il DNA fetale libero circolante isolato da un campione di sangue materno dalla decima settimana in avanti, valuta la presenza di aneuploidie fetali relative ai cromosomi 21, 18, 13 ed ai cromosomi sessuali (X e Y). Questi frammenti di DNA fetale sono rilasciati dalla placenta nel flusso sanguigno della madre e possono essere isolati e analizzati per rilevare eventuali anomalie cromosomiche nel feto. Il target principale di questo test è rappresentato prevalentemente dalle anomalie cromosomiche, in particolare quelle relative ai cromosomi 13, 18 e 21, che nell’insieme costituiscono oltre il 70% delle anomalie cromosomiche oggi note.

La Scienza Dietro il Test: Come Funziona l'Analisi del DNA Fetale

La possibilità di analizzare il DNA fetale nel sangue materno è resa concreta grazie ai recenti e significativi avanzamenti nella tecnologia del sequenziamento del DNA, che garantiscono un'alta sensibilità e specificità. Durante il periodo della gravidanza, alcuni frammenti di DNA del feto e della placenta circolano nel sangue materno. Questo DNA fetale è rilevabile sin dalla quinta settimana di gestazione, la sua concentrazione aumenta nelle settimane successive e scompare naturalmente dopo il parto. La quantità di DNA fetale idonea per eseguire il test è riscontrabile a partire dalla decima settimana di gravidanza.

Il processo di analisi del NIPT si articola in diverse fasi, che partono da un semplice prelievo di sangue materno:

Prelievo e Isolamento del DNA Fetale

Il test si esegue mediante il prelievo di un campione ematico, generalmente di circa 10 cc di sangue periferico, dalla gravida. “Il NIPT è un test assolutamente sicuro per la gestante - spiega Antonio Novelli, Direttore U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma - perché per effettuarlo è sufficiente un semplice prelievo di sangue venoso, esattamente come per un emocromo.” Una volta ottenuto il campione di sangue, il DNA fetale viene isolato dai frammenti di DNA materno e da altri componenti cellulari presenti nel campione. Questo processo delicato può essere effettuato utilizzando diverse tecniche di separazione e purificazione, fondamentali per ottenere un campione idoneo all'analisi successiva.

Sequenziamento del DNA: La Tecnologia NGS

Il DNA fetale isolato viene successivamente sottoposto a sequenziamento del DNA ad alta risoluzione. Questo processo di sequenziamento consente di determinare la sequenza nucleotidica del DNA fetale con estrema precisione e accuratezza. Il test si basa sulla misurazione, per ogni cromosoma, delle quantità di specifiche sequenze di DNA attraverso tecnologie di sequenziamento dette NGS (Next Generation Sequencing). La maggior parte dei NIPT si basa proprio sulla sofisticata tecnica NGS, un insieme di tecnologie di sequenziamento degli acidi nucleici che hanno in comune la capacità di sequenziare, in parallelo, milioni di frammenti di DNA. Lo stesso tipo di tecnologia, per intenderci, è quello che si utilizza per la celebre biopsia liquida per alcune forme tumorali, a riprova della sua avanzata capacità analitica.

Diagramma della tecnologia Next Generation Sequencing (NGS)

Analisi dei Dati e Algoritmi Bioinformatici

Una volta ottenute le sequenze di DNA, i dati vengono analizzati utilizzando sofisticati e complessi algoritmi bioinformatici. Questi algoritmi confrontano le sequenze ottenute con un genoma di riferimento umano, un modello standard, identificando così eventuali discrepanze o anomalie cromosomiche nel DNA fetale. Per valutare, ad esempio, il rischio di sindrome di Down, caratterizzata da un cromosoma 21 in eccesso, si esaminano le sequenze di DNA fetale del cromosoma 21, si confronta il rapporto tra i frammenti cromosomici attesi in una gravidanza senza anomalie cromosomiche e quelli effettivamente rilevati nel sangue della madre sottoposta a esame. Un eccesso o una carenza di frammenti relativi a un cromosoma specifico possono indicare la presenza di un'aneuploidia.

Interpretazione dei Risultati

I risultati dell'analisi vengono infine interpretati dai professionisti sanitari. Questa fase è cruciale per fornire una diagnosi accurata o una valutazione del rischio e per informare le decisioni cliniche e terapeutiche successive. La risposta viene fornita solitamente in 8-10 giorni lavorativi.

Cosa Rileva il NIPT: Le Principali Anomalie Cromosomiche

Le principali applicazioni cliniche dei test NIPT riguardano la diagnosi precoce delle trisomie fetali, che da sole rappresentano il 50-70% delle aberrazioni cromosomiche eventualmente presenti nel feto. Le linee guida del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità sanciscono che “l’indagine è al momento mirata e validata per le principali aneuploidie autosomiche (T21,T18, T13)”. Le tre trisomie primarie che il test identifica con elevata sensibilità e specificità sono:

  • T21 (Trisomia 21): Sindrome di Down
  • T18 (Trisomia 18): Sindrome di Edwards
  • T13 (Trisomia 13): Sindrome di Patau

Oltre a queste, il test NIPT può valutare la presenza di aneuploidie relative ai cromosomi sessuali (X e Y) e, a volte, consente l'opzione di un approfondimento diagnostico di secondo livello per alterazioni cromosomiche strutturali e alcune comuni sindromi da microdelezione/microduplicazione.

Sindrome di Down (Trisomia 21): Un Focus Specifico

La sindrome di Down è una condizione di origine genetica, causata dalla presenza di una copia in più di un cromosoma, il cromosoma numero 21. Proprio perché è caratterizzata dalla presenza di tre copie del cromosoma 21, anziché due, è chiamata trisomia 21, ed è stato scelto il 21/03 come giorno di sensibilizzazione internazionale su questa condizione.

Normalmente, a parte le cellule sessuali (ovociti e spermatozoi), ogni cellula del nostro corpo possiede 23 coppie di cromosomi, per un totale di 46 cromosomi. Quello che succede nella sindrome di Down è che le cellule presentano una copia in più del cromosoma 21: ce ne sono dunque tre copie anziché due. Talvolta, la triplicazione del materiale genetico non riguarda il cromosoma 21 per intero, ma solo una parte di esso. Più raramente, può accadere che solo alcune cellule di una persona presentino trisomia 21, mentre altre cellule hanno il normale corredo di 46 cromosomi; questa condizione è definita mosaicismo. Generalmente, questa anomalia genetica è congenita, ma non ereditaria. Ciò significa che la trisomia non è presente nei genitori, ma insorge in modo spontaneo durante lo sviluppo delle loro cellule sessuali oppure subito dopo il concepimento.

La sindrome di Down è una condizione caratterizzata da un insieme di sintomi sia fisici che cognitivi. È considerata la causa più frequente di disabilità intellettiva a livello globale, sebbene il grado di tale disabilità possa variare notevolmente da individuo a individuo. Tra gli ambiti cognitivi più interessati vi sono quelli della memoria e del linguaggio, con disabilità che possono compromettere le capacità di apprendimento scolastico, anche in questo caso a vari livelli. Tuttavia, questo non significa che le persone con sindrome di Down non possano raggiungere livelli anche elevati di autonomia e partecipare attivamente alla società.

Immagine che illustra la trisomia del cromosoma 21

Sindrome di Edwards (Trisomia 18) e Sindrome di Patau (Trisomia 13)

Oltre alla sindrome di Down, il NIPT è particolarmente efficace nel rilevare altre due gravi trisomie autosomiche:

Sindrome di Edwards (Trisomia 18)

La trisomia 18, nota come sindrome di Edwards, è una malattia cromosomica causata dalla presenza di una copia aggiuntiva del cromosoma 18. Tale anomalia comporta gravi conseguenze sullo sviluppo prenatale, spesso culminando nella morte del feto in utero in un'elevata percentuale dei casi. I bambini con la sindrome di Edwards presentano ritardo dello sviluppo sia pre che post-natale, un aspetto caratteristico con malformazioni del cranio, degli arti e degli organi interni. La prognosi è purtroppo severa: circa la metà dei neonati affetti non supera le due settimane di vita e solo uno su cinque raggiunge i tre mesi. Appena un bambino su dieci nati vivi con questa condizione sopravvive oltre un anno, con gravi disabilità fisiche e mentali.

Sindrome di Patau (Trisomia 13)

Similmente alla sindrome di Edwards, la sindrome di Patau, o trisomia 13, è causata dalla presenza di una copia aggiuntiva del cromosoma 13. Questa condizione è anch'essa associata a malformazioni multiple e gravi anomalie nello sviluppo, con un'aspettativa di vita molto limitata per i neonati affetti.

Anomalie dei Cromosomi Sessuali e Altre Condizioni

Oltre alle trisomie dei cromosomi autosomici principali, il NIPT è in grado di rilevare anche anomalie legate ai cromosomi sessuali e, in alcuni pannelli estesi, anche microdelezioni e microduplicazioni.

Aneuploidie dei Cromosomi Sessuali

Il test del DNA fetale, oltre alle principali trisomie autosomiche, valuta anche la presenza di aneuploidie dei cromosomi sessuali. Queste includono:

  • Monosomia X (X0): Noto anche come Sindrome di Turner, colpisce le femmine e si caratterizza per la presenza di un solo cromosoma X.
  • Trisomia X (XXX): Una condizione in cui le femmine presentano un cromosoma X extra.
  • Sindrome di Klinefelter (XXY): Una condizione che interessa i maschi, caratterizzata dalla presenza di un cromosoma X in più.
  • Sindrome di Jacobs (XYY): Una condizione che interessa i maschi, caratterizzata dalla presenza di un cromosoma Y in più.

Anomalie di Struttura: Microdelezioni e Microduplicazioni

Il test prevede anche l’opzione di un approfondimento diagnostico di secondo livello, che consente di individuare la presenza nel feto di alterazioni cromosomiche strutturali ed alcune comuni sindromi da microdelezione/microduplicazione. Tra le anomalie di struttura che possono essere indagate rientrano microdelezioni e microduplicazioni con dimensioni >7Mb, come la delezione 22q associata alla Sindrome di Di George (analisi della delezione 22q11.2).

Alcuni test NIPT disponibili sul mercato possono estendere l'analisi a un pannello di microdelezioni con dimensione minima di 3 Mb, includendo condizioni come:

  • Delezione 1p36 (Sd. da microdelezione 1p36)
  • Delezione 2q37 (Sd. Brachidattilia-ritardo mentale)
  • Delezione 4p (Sd. di Wolf-Hirschhorn)
  • Delezione 5p (Sd. Cri-du-Chat)
  • Delezione 8q24 (Sd. Di Langer-Giedion)
  • Delezione 11qter (Sd. di Jacobsen)
  • Delezione 15q11q13 (Sd. di Prader-Willi)
  • Delezione 15q11q13 (Sd. di Angelman)
  • Delezione 17p13 (Sd. di Miller-Dieker)
  • Delezione 17p11.2 (Sd. di Smith-Magenis)
  • Delezione 22q11.21 (Sd. di Di George)
  • Delezione 22q13.(Sd. - la frase termina qui, ma si riferisce a una microdelezione).

È tuttavia fondamentale sottolineare che, sebbene i test NIPT possano essere utilizzati per identificare alcune anomalie strutturali, le linee guida formulate dal Ministero della Salute e dal Consiglio Superiore di Sanità, pur riconoscendo l'elevata efficienza diagnostica per le tre sindromi principali (T21, T18, T13), affermano che per le Sindromi da microdelezione/microduplicazione o quelle associate a riarrangiamenti strutturali, “I risultati preliminari indicano tuttavia una bassa sensibilità (62-95%) […] ed un elevato FPR.” Il Ministero evidenzia inoltre che “Il processo di validazione ha mostrato alcune criticità. In particolare, la maggior parte dei casi utilizzati per la validazione non riguardava gli screening prenatali (plasma delle gestanti), ma campioni creati in laboratorio, che simulavano una patologia (PlasmArtTM). Per questo, la sensibilità e la specificità dichiarate non sono rappresentative delle performances reali del test in ambito clinico. Ad esempio, considerando i valori di sensibilità e specificità del test maggiormente ottimistico […], il valore predittivo positivo del test (cioè la probabilità che la microdelezione identificata dal protocollo considerato fosse vera) non superava il 7%.” In conclusione, lo studio conclude che “Al momento, lo screening basato sul NIPT non ha ragioni di essere esteso oltre le T21, T18, T13”. Questa cautela è essenziale per una decisione consapevole e informata nel percorso della gravidanza.

Quando e Per Chi è Consigliato il NIPT?

Il momento ideale per effettuare il test del DNA fetale è tra la 10ª e la 12ª settimana di gravidanza. In questo periodo, la quantità di DNA fetale libero nel sangue materno è sufficiente per garantire risultati accurati. Il NIPT si esegue idealmente tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza, compatibilmente con le linee guida regionali. Se eseguito troppo precocemente, la frazione di DNA fetale nel sangue materno potrebbe essere insufficiente per un'analisi affidabile, compromettendo l'esito.

I test del DNA fetale si possono eseguire su tutte le donne in gravidanza. Tuttavia, l’indicazione all'effettuazione del test è particolarmente forte in alcune circostanze specifiche:

  • Gravidanze a basso rischio: Il NIPT è il test d’elezione per le gravidanze a basso rischio, ovvero per donne al di sotto dei 35 anni e senza fattori di rischio noti, in quanto offre un'attendibilità significativamente maggiore rispetto al test di screening del primo trimestre (99% per la Sindrome di Down contro il 90%).
  • Rischio elevato o necessità di maggiore attendibilità: È indicato per pazienti considerate comunque ad alto rischio o per quelle che richiedono una attendibilità maggiore rispetto ai test di screening tradizionali.
  • Positività ai test di screening precedenti: In caso di positività ai test di screening del primo o secondo trimestre, il NIPT può essere un utile approfondimento di seconda linea.
  • Gravidanze singole con controindicazioni alla diagnosi invasiva: È raccomandato in gravidanze singole nelle quali è sconsigliabile la diagnosi prenatale invasiva, ad esempio a causa di un elevato rischio di aborto spontaneo o in gravidanze derivanti da fecondazione assistita.
  • Fattori di rischio genetici noti: In donne in cui la raccolta di informazioni genetiche riguardanti la coppia mostra la presenza di fattori che aumentano il rischio di incorrere in anomalie, come una storia familiare accertata o sospetta di malattie genetiche, sindromi cromosomiche o disordini del neurosviluppo nel ramo parentale materno e/o paterno.

Non tutte le gravidanze richiedono il test del DNA fetale. Non è invece, al momento, da suggerire in prima istanza in donne a basso rischio o in gravidanze gemellari a causa di una insufficiente validazione scientifica in quest'ultimo contesto.

NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci

Limiti e Precisione del NIPT: Un Test di Screening, Non Diagnostico

I test del DNA fetale hanno dimostrato di essere estremamente affidabili e precisi nella diagnosi delle anomalie cromosomiche fetali, con una sensibilità e una specificità elevate. L’accuratezza del test è molto elevata, con una precisione superiore al 99% per la rilevazione delle principali trisomie (21, 18 e 13), e del 95% per rilevare la monosomia X, con percentuali di falsi positivi inferiori allo 0,1%. Tuttavia, è fondamentale comprendere che, nonostante queste percentuali elevatissime, il NIPT è un test di screening e non una diagnosi di certezza.

NIPT: Screening vs. Diagnosi

Il NIPT è uno screening, non può dare una diagnosi certa. Indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche (es. trisomie), ma non può confermare definitivamente la presenza o meno di una malattia genetica. Si tratta, quindi, di un test di screening molto accurato per la ricerca delle trisomie 21, 18 e 13, ma non di una diagnosi di certezza. Differentemente da un test “diagnostico” come l’amniocentesi o altre tecniche di indagine dette invasive, il NIPT permette di formulare una predizione di basso rischio o alto rischio.

Margini di Errore: Falsi Positivi e Falsi Negativi

Nonostante la loro precisione, in rari casi i test possono produrre risultati falsi positivi o falsi negativi, che possono causare ansia e stress aggiuntivi per le famiglie coinvolte.

  • Falsi positivi: Il test segnala un’anomalia che in realtà non c’è. “Sebbene il test sia estremamente affidabile - prosegue l'esperto Novelli - come per tutti i test genetici esistono dei limiti biologici. Così, se è positivo, esiste almeno un 5% di feti che non hanno in realtà alcuna anomalia.” Un esito positivo del test del DNA fetale richiede quindi necessariamente il ricorso a procedure strumentali invasive, che hanno l’obiettivo di confermare il risultato o escluderlo in maniera più attendibile.
  • Falsi negativi: Il test non rileva un'anomalia che è presente. Anche un risultato negativo del test del DNA fetale, infatti, non può escludere al 100% la presenza di anomalie anche minime.

Limiti Biologici e Tecnici

I limiti biologici possono essere rappresentati da un eventuale mosaicismo cromosomico materno, che può in qualche modo alterare i risultati del test. Questo è vero soprattutto relativamente alle anomalie cromosomiche sessuali, come la monosomia del cromosoma X. Possono tuttavia presentarsi anche ulteriori situazioni particolari che i genetisti devono sempre prevedere. I dati in letteratura indicano che uno dei limiti della metodica è rappresentato dalla presenza di mosaicismi a bassa percentuale e dalla possibilità che la quantità di DNA fetale circolante non sia sufficiente ad ottenere un risultato. Quest'ultima evenienza accade dall’1 al 5% delle gravidanze e si verifica soprattutto nelle donne obese ed afro-caraibiche. Inoltre, i NIPT Test possono presentare limitazioni in termini di risoluzione diagnostica e copertura genomica per anomalie cromosomiche rare o complesse. Questo esame, per esempio, non fornisce informazioni su altre patologie cromosomiche diverse da quelle sopracitate, come le traslocazioni.

L'Importanza della Consulenza Genetica e il Ruolo dell'Ecografia

Il percorso diagnostico prenatale non si esaurisce con l'esecuzione del NIPT. È un cammino integrato che richiede competenze professionali specifiche e un approccio olistico alla salute della gestante e del feto.

La Consulenza Genetica: Un Pilastro Fondamentale

I risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati, prima e dopo l’esito, da un’accurata consulenza genetica e familiare. Questo è cruciale al fine di individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che possono incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche. Il Dott. Antonio Novelli sottolinea come, quando si esegue questo tipo di test, sia fondamentale essere pronti a considerare il background materno. Se il test restituisce risultati positivi o dubbi, è necessario considerare non solo il background materno ma potrebbe anche essere richiesto il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare, e per questo è necessaria una competenza di genetica medica che oggettivamente non tutti possono offrire.

I centri che offrono il test dovrebbero essere in grado non solo di garantire competenze di bioinformatica eccellenti per l'analisi dei dati, ma anche di saper eseguire una consulenza genetica adeguata. È molto più importante affidarsi a chi possa garantire una consulenza genetica eseguita da un genetista medico esperto, a prescindere dalla tipologia di NIPT offerto. Tale consulenza è indispensabile sia in fase iniziale, per spiegare le potenzialità e i limiti del test, sia, e soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori.

Il Ruolo Indispensabile dell'Ecografia

Quello che è fondamentale ricordare è che questo test non sostituisce mai le indagini ecografiche. L’ecografia del primo trimestre rimane, comunque, un momento insostituibile del percorso della gravidanza ed integra questa analisi fornendoci ulteriori elementi di conoscenza. Le gravidanze con riscontri ecografici suggestivi di patologie fetali dovrebbero essere studiate con altre indagini, quali lo studio del cariotipo fetale con villocentesi od amniocentesi. L’utilizzo delle cellule fetali ottenute dal sangue materno per lo screening di anomalie genetiche e cromosomiche non deve essere proposto quale alternativa alla diagnosi prenatale invasiva che rimane, ad oggi, l’unico strumento per accertare il cariotipo fetale anche ai fini dell’eventuale interruzione della gravidanza. Centri di eccellenza sono in grado, eventualmente, di accompagnare le gestanti anche qualora si renda necessaria una amniocentesi, che può essere fatta solo a partire dalla quindicesima settimana di gestazione, e che richiede tempi lunghi (anche 15 giorni) per la refertazione.

NIPT e Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): Un Passaggio Cruciale

Il NIPT su DNA fetale per il rilevamento delle principali trisomie (13, 18, 21, X e Y) è stato inserito nell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che ha ottenuto l’intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 ottobre 2025. Questo è un tema molto importante, perché, come evidenziato dal Dott. Novelli, parliamo di un test che non è ancora garantito dal nostro sistema sanitario nazionale in tutte le sue sfaccettature.

Tuttavia, l’accessibilità e l’offerta gratuita del NIPT stanno iniziando a variare a livello regionale. Ad esempio, a partire dal 1° luglio 2024, in alcune regioni italiane, come l'Emilia-Romagna, il NIPT è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza come parte del percorso nascita regionale. Questa tendenza, seppur con differenze legate alle condizioni e alle politiche locali, mira a rendere il test più accessibile. L'inclusione nei LEA rappresenta un passo significativo verso una maggiore standardizzazione e disponibilità a livello nazionale, promettendo di facilitare l'accesso a questo importante strumento di screening per tutte le future mamme.

Il Contesto Italiano: Dalla Spedizione all'Analisi Locale

Fino a una decina di anni fa, eseguire il NIPT era un processo più complesso e c’era ancora molta confusione in merito. I campioni venivano spesso spediti in paesi come la Cina o gli USA per l'analisi. Dal 2016, però, si è assistito a un cambiamento epocale: le company allora monopoliste hanno venduto il proprio know-how, parliamo sostanzialmente di tech transfer, permettendo così ai laboratori italiani di acquisire le tecnologie e le competenze necessarie per analizzare il DNA fetale direttamente sul territorio nazionale. Questo sviluppo ha garantito maggiore sicurezza e ha avuto un duplice effetto sul mercato.

Da un lato, il processo ha permesso di personalizzare molto i test, offrendo un pannello di screening sempre più ampio e stimolando una notevole spinta commerciale. Ciò si è tradotto in un aumento dei volumi delle analisi effettuate e un conseguente abbattimento dei costi. Dall'altro lato, si è creata una competizione tale per cui oggi qualsiasi laboratorio privato offre il NIPT con pannelli di screening differenti, proponendo varie opzioni alle famiglie.

La Scelta del Centro: Competenze e Approccio Integrato

La scelta del centro a cui rivolgersi per effettuare il NIPT è fondamentale. Pubblico o privato che sia, deve trattarsi di un centro di grande esperienza. I centri che offrono il test dovrebbero essere in grado non solo di garantire competenze di bioinformatica eccellenti per l'analisi dei dati, ma anche di saper eseguire una consulenza genetica approfondita.

È cruciale che il centro abbia la possibilità di effettuare il test contestualmente a un accertamento ecografico. Questa integrazione permette di fornire un quadro clinico più completo e accurato. Inoltre, il centro dovrebbe essere in grado di offrire un’adeguata consulenza genetica sia in fase iniziale, per informare la coppia sulle implicazioni e i limiti del test, che, soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori. Questa competenza integrata è essenziale per accompagnare la donna e la coppia nel percorso della gravidanza, che già di per sé racchiude, a volte, stati di incertezza e preoccupazione. Un esempio di centri dove il test del DNA fetale può essere eseguito sono i centri CDS di Genova Centro, Albenga e Savona.

NIPT "Genome Wide" vs. Pannelli Specifici: Una Scelta Informata

Il mercato dei NIPT offre diverse tipologie di test, con pannelli di screening che variano per ampiezza e, di conseguenza, per prezzo. La differenza sostanziale è che con il NIPT "genome wide" si va ad analizzare l’intero genoma, cioè tutto l’assetto cromosomico. Apparentemente, dunque, si tratta di una scelta facile, poiché chiunque si orienterebbe verso il panorama più ampio possibile. Tuttavia, non necessariamente deve essere così.

Il Dott. Novelli avverte che, mentre il NIPT è estremamente sensibile sulle anomalie dei cromosomi 13, 18, 21, X e Y, non è altrettanto sensibile per moltissime altre condizioni. Inoltre, esistono una serie di sindromi che vengono indagate da pannelli più ampi, ma che non sono compatibili con la vita, il che significa che il feto affetto da tali patologie non sopravvivrebbe oltre il primo trimestre. Offrire un test ad ampissimo spettro senza spiegare adeguatamente alle famiglie la portata dello screening non ha alcun senso. Anche le più recenti linee guida internazionali, come quelle dell’American College of Medical Genetics, non raccomandano espressamente l’uno o l’altro test. Sottolineano piuttosto l'importanza di affidarsi a chi possa garantire una consulenza genetica eseguita da un genetista medico esperto, a prescindere dalla tipologia di NIPT offerto, per guidare le famiglie verso una decisione informata e responsabile. Il processo decisionale deve sempre considerare i pro e i contro di ogni opzione, evitando che un'offerta "più ampia" si trasformi in uno strumento speculativo anziché di reale beneficio.

NIPT e Patologie Monogeniche: Un Limite Attuale

Un capitolo a parte merita l’applicazione del NIPT in caso di rischio noto di patologie monogeniche. È importante ribadire che non si tratta del test d’elezione in questi casi, dato che il NIPT è e rimane un test di screening e che solo l'analisi invasiva, come la villocentesi o l'amniocentesi, può dare la certezza diagnostica per le malattie monogeniche.

Presso strutture come l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, vengono seguite molte coppie portatrici sane o affette da patologie genetiche che desiderano una gravidanza. Per alcune di queste coppie, è certamente possibile e sensato un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) con Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT). Tuttavia, non tutte le coppie lo desiderano e non per tutte le donne è possibile sottoporsi a queste procedure. In questi contesti complessi, la consulenza genetica assume un ruolo ancora più critico, aiutando le famiglie a comprendere le opzioni disponibili e a prendere decisioni in linea con i propri valori e le proprie esigenze mediche.

Costo e Accessibilità del Test

Altro elemento che limita, almeno al momento attuale, l’uso diffuso del NIPT è il suo costo elevato. Questa spesa è dovuta alla complessità delle procedure di isolamento e studio del DNA fetale presente nel sangue materno, che richiedono tecnologie avanzate e competenze specialistiche. Nonostante l'abbattimento dei costi conseguente all'aumento dei volumi e della competizione nel mercato, il NIPT non sostituisce, per l’elevato costo, lo screening combinato del primo trimestre come test di prima linea universale.

Tuttavia, come menzionato in precedenza, l'inclusione del NIPT nell'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e l'offerta gratuita in alcune regioni italiane rappresentano passi importanti verso una maggiore accessibilità. Questi sviluppi indicano una crescente consapevolezza dell'importanza di questo screening e un impegno per renderlo disponibile a un numero sempre maggiore di donne, riducendo le barriere economiche e geografiche.

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