Il Linguaggio Silenzioso dell'Anima: Interpretare il Disegno Infantile, con un Focus sulla Famiglia e le Sue Dinamiche

Il disegno infantile è molto più di un semplice passatempo; è un canale privilegiato attraverso il quale i bambini esprimono il loro mondo interiore, le loro emozioni, i loro pensieri e le loro percezioni della realtà circostante. Fin dai primi tentativi grafici, i piccoli lasciano tracce di sé, lanciando al mondo messaggi che, se compresi, possono offrire agli adulti una straordinaria opportunità di conoscerli meglio e di fornire un sostegno valido al loro sano sviluppo psicologico.

Margherita Marra, psicologa dell’infanzia, sottolinea come l’analisi dei disegni si basi su diverse caratteristiche quali il tratto, il colore e il soggetto. Tuttavia, è fondamentale considerare che le interpretazioni sono ipotesi, derivate dall’esperienza clinica e dalla conoscenza approfondita del bambino e della sua situazione specifica. Non bisogna, quindi, allarmarsi in presenza di temi, figure o colori particolari senza un contesto più ampio.

Bambina che disegna su un foglio

L'Evoluzione del Segno: Dallo Scarabocchio alla Rappresentazione Figurativa

I primi tentativi grafici dei bambini si collocano intorno ai 18-20 mesi. In questa fase, i segni della matita sul foglio, chiamati scarabocchi, sono essenzialmente il prodotto di colpi, a volte così energici da creare dei buchi. A quest’età, la carica energetica è grande, ma il controllo motorio del bambino è ancora molto limitato.

Intorno ai 2 anni, il bambino scopre una relazione tra i suoi movimenti e i segni ottenuti. Varia i suoi gesti e può produrre a piacere linee verticali, orizzontali o circolari, con movimenti guidati dallo sguardo, resi possibili dalla maturazione motoria.

Verso i 3 anni, il bambino inizia ad attribuire un nome al suo scarabocchio, conferendogli un significato. Non disegna più per il solo piacere del movimento, ma per rappresentare sensazioni interne vissute intensamente. Questa è la fase dello "scarabocchio a significato," che può iniziare anche a 2 anni e mezzo in ambienti stimolanti. Alla fine del terzo anno, compaiono abbozzi di case e di sole, spesso seguendo il bordo del foglio, con croci e pseudo quadrati.

A 4 anni, gli scarabocchi acquisiscono organicità e un significato comprensibile anche all'adulto. Il bambino esce definitivamente dalla fase dello scarabocchio per entrare in quella figurativa, iniziando a raffigurare la persona. Appare il cosiddetto “omino cefalopode,” comune ai bambini di tutto il mondo: un cerchio per la testa, da cui partono raggi che fungono da braccia e gambe. Presto compaiono due grandi occhi all'interno del cerchio, seguiti da bocca e naso. Il volto rimane a lungo la parte predominante, e il rifiuto di disegnarlo può suggerire problematiche.

Tra i 4 e i 5 anni, il bambino disegna il primo abbozzo di tronco, spesso con l'ombelico. A 5 anni, l'omino è ben riconoscibile, arricchito di tronco, braccia e gambe bidimensionali. Compaiono per ultime le orecchie, a volte eccessivamente grandi per l'entusiasmo della scoperta. L'occhio acquisisce il suo contorno e la pupilla. Raramente appaiono cenni di vestiario, come cappello, bottoni o pantaloni.

A 6 anni, lo schema mentale del proprio corpo è più completo, e l'omino si arricchisce del collo e delle mani. L'altezza totale è circa 4 volte la larghezza. Le bambine tendono a includere più dettagli, sia nella persona che nell'ambiente (fiori, giocattoli, animali), e la linea della terra, indicando una maggiore maturità.

Dopo i 6 anni, le persone amate vengono rappresentate con maggiore cura e dimensioni più grandi. Il disegno di figure in movimento, che prima dei 5 anni è reso da raggruppamenti di elementi statici e poi da braccia tese verso l'oggetto, dopo i 6 anni è spesso rappresentato di profilo, indicando estroversione.

Inizialmente, il bambino non copia la realtà ma la rappresenta basandosi su ciò che per lui ha maggiore importanza e significato. Questo può portare all'effetto trasparenza, dove interno ed esterno, o gambe sotto i pantaloni, sono visibili. Questa fase termina generalmente intorno ai 9 anni; un ritardo significativo nel suo superamento può indicare problemi intellettivi. Anche la proporzione e la prospettiva vengono acquisite col tempo, con la razionalità che prende il sopravvento, anche se per i temi più sentiti possono persistere sproporzioni, indice di una forte partecipazione emotiva.

Il Disegno come Finestra sul Mondo Interiore del Bambino

Il disegno è per i bambini il canale di comunicazione più efficace e diretto, il modo migliore per esprimere le proprie emozioni, specialmente quando non riescono a farlo con il dialogo. Rabbia, paura, gelosia, allegria, entusiasmo: comunicare uno stato d’animo è spesso un ostacolo insormontabile per i più piccoli.

Questa attività rappresenta una modalità di gioco, un’attività costruttiva e un’espressione artistica che mette in contatto con l’inconscio, soddisfacendo bisogni ludici, affettivi ed emotivi. La creatività della rappresentazione grafica permette al bambino di comunicare ciò che vive nel suo mondo, concretizzando concetti spontanei.

Interpretare correttamente i disegni dei bambini è, quindi, molto importante per capirli, ma non è sempre facile e spesso richiede l'intervento di un esperto, soprattutto in presenza di condizioni di vita particolari.

Bambini che disegnano a terra con colori

Cosa Osservare nel Disegno dei Bambini: Chiavi di Lettura Fondamentali

Per decifrare i messaggi che i bambini veicolano attraverso i loro disegni, è necessario analizzare vari elementi, considerandoli sempre nel loro insieme e nel contesto specifico del bambino. La psicologa infantile Margherita Marra suggerisce di esaminare i disegni in base a diverse caratteristiche come il tratto, il colore e il soggetto, avvertendo che si tratta di ipotesi derivate dall'esperienza clinica.

Innanzitutto, è consigliabile osservare il disegno nella sua interezza: trasmette un’idea armonica o appare confuso? Dopodiché, si possono analizzare elementi fondamentali:

Lo Spazio Utilizzato: Il Simbolismo del Foglio

Il foglio, secondo il criterio del simbolismo dello spazio elaborato da M. Pulver negli anni '30, rappresenta la proiezione dell'ambiente in cui l'io del bambino si muove e interagisce.

  • Occupare l'intero foglio o concentrarsi sulla parte destra: indica socievolezza, estroversione, espansione, confidenza, fiducia in sé e negli altri, desiderio di conoscere ed esplorare. I rami che si protendono verso destra, ad esempio, come nel disegno dell'albero del ragazzo di 12 anni, possono indicare un lato evolutivo o una proiezione verso il futuro.
  • Travalicare il foglio: come un albero senza chioma o radici perché "non ci entravano," può indicare il desiderio del bambino di essere al centro dell'attenzione, di essere riconosciuto come leader, ma anche superficialità e poca collaborazione.
  • Concentrarsi sulla sinistra: può rivelare introversione, timidezza e timore del futuro o del mondo esterno. Un bambino che si colloca all'estrema sinistra, come Andrea, potrebbe esprimere una difficoltà a crescere.
  • Occupare la parte superiore: il bambino tende a distrarsi spesso, è un sognatore e rifugiarsi nella fantasia per sfuggire alla realtà.
  • Occupare la parte inferiore: indica intelligenza pratica e "piedi per terra" e, a volte, anche potenzialità inespresse.
  • Occupare la parte centrale: può indicare poca socievolezza, un bisogno di attenzioni, ma anche equilibrio.
  • Occupare poco spazio: suggerisce insicurezza e inadeguatezza; il bambino potrebbe sentirsi piccolo o svalutato e necessita di fiducia.
  • Foglio in orizzontale: indica espansività e ricerca di contatto fisico.
  • Foglio in verticale: indica indipendenza e riservatezza.

Il Tratto: Forza e Sicurezza

La forza e l'intensità del tratto grafico sono indicative sia dell'energia del soggetto che dello stato emotivo al momento dell'esecuzione del disegno. La prima cosa da notare è la forza della matita o del pennarello.

  • Regolare, sicuro, con prevalenza di linee curve: rivela espansività, buone capacità di adattamento, fiducia verso gli altri, socievolezza, libertà di esplorare e determinazione.
  • Irregolare e incerto con tratti spigolosi e cancellature: indica introversione, paura di sbagliare, insicurezza, aggressività e ansia.
  • Marcato: indica un temperamento forte. Se lascia un solco, potrebbe esserci un bisogno di essere riconosciuto e una certa aggressività. Ad esempio, il tratto marcato con cui il bambino nella foto di copertina raffigura se stesso e le sue spalle enormi può esprimere una stima smisurata di sé.
  • Sottile: indica una maggiore sensibilità.
  • Spezzettato: tipico dei bambini balbuzienti, può indicare uno stato di confusione, come se il bambino non riesca a dipanare un filo logico per realizzare ciò che desidera e sente di voler fare. In questi casi, è necessario parlare con dolcezza per aiutarlo a esprimere il suo malessere. Un esempio è la linea destra intermittente e non armonica nel disegno del bambino di 8 anni, che mostra difficoltà ad accettare il suo ruolo di "più grande."

Il Colore: Riflesso delle Emozioni

La scelta del colore ha un significato psicologico incontestabile, con un parallelismo evolutivo tra enfasi del colore ed emotività. I più piccoli (3-6 anni), essendo più impulsivi, hanno un forte interesse per il colore che precede quello per la forma. L'interesse per il colore diminuisce con l'età, subentrando sfumature e toni meno violenti, anche per effetto dell'insegnamento scolastico e dello sviluppo del ragionamento. Fino a circa 7-8 anni, i bambini usano il colore sotto la spinta delle emozioni, spesso senza attinenza con la realtà.

  • Colori caldi (giallo, rosso, arancione): indicano curiosità ed estroversione. Un'abbondanza di rosso può rivelare aggressività.
  • Colori freddi (viola, blu, azzurro): indicano introversione, timidezza e razionalità. Se questi colori sono diffusi ma non occupano la maggior parte del foglio, rientrano nella norma. Solo i bambini più critici e molto controllati spesso scelgono i colori freddi, potendo indicare problemi emotivi.
  • Verde: può indicare tranquillità ma anche ribellione.
  • Grigio: se presente in tutti i disegni o abbondantemente, indica tristezza.
  • Nero: anche se in piccola misura, il nero rappresenta paura, angoscia o qualcosa che non si vuole dire. Un bambino, dopo un furto in casa, ha disegnato un armadio chiuso con colori rosa e celeste (mamma e papà), e un armadio con uno sportello aperto (i ladri sono entrati). Dentro l'armadio aperto, tutto lo spazio era nero, suggerendo il desiderio di "chiudere" la paura in un angolo della mente per sentirsi più tranquillo.

Gioco per insegnare la composizione dei colori - Tutorial

Altri Elementi da Considerare

  • Tempo impiegato: È interessante considerare il tempo impiegato dal bambino, soprattutto quando è molto prolungato (attenzione ai dettagli) o eccessivamente breve (fretta, forse per ansia o desiderio di concludere).
  • Vicinanza/Lontananza: La prossimità dei personaggi raffigurati. Sono tutti vicini? Come sono disposti? Questa indica la vicinanza emotiva percepita.
  • Sequenza di disegno: L’ordine con cui i personaggi vengono raffigurati è un criterio interessante. Chi viene disegnato per primo è spesso il più valorizzato dal bambino, quello a cui pensa di più.
  • Omissione: La non rappresentazione di uno o più personaggi importanti nel sistema familiare può indicare un disagio o una sofferenza.
  • Somiglianza: La presenza di affinità tra i vari personaggi può essere un elemento di riflessione nell’interpretazione.
  • Cancellature: La presenza di cancellature su alcune parti del disegno può rivelare incertezza, insoddisfazione o un conflitto interiore riguardo a quella parte specifica.
  • Proporzioni: Man mano che il bambino cresce, la razionalità prende il sopravvento e i rapporti tra le parti diventano più realistici. Tuttavia, per i temi più sentiti, possono permanere certe sproporzioni. Se un bambino disegna tutti gli oggetti e le persone sempre nelle loro esatte proporzioni, senza dare mai risalto a nulla, può significare una scarsa partecipazione emotiva.

Le Rappresentazioni Più Frequenti e il Loro Significato Simbolico

L'esperienza personale influenza profondamente i disegni dei bambini. I soggetti preferiti di solito provengono dalla loro quotidianità, da ciò che è importante per loro, da ciò che si ricordano, dalle idee arricchite di sentimenti, da ciò che hanno visto e da ciò che "vedono" nella loro realtà interiore.

La Figura Umana: L'Espressione di Sé

Secondo Machover, la figura umana "rappresenta l’espressione di sé, o del corpo, nell’ambiente, e l’immagine composita che costituisce la figura disegnata è intimamente legata al Sé in tutte le sue ramificazioni." È un indicatore di aspetti emotivo-affettivi e psicofisici, oltre che della percezione che il bambino ha di sé. Se un omino è armonioso nel suo insieme, ci sono buone probabilità che il bambino sia ben adattato.

  • Grandezza: Una figura particolarmente piccola può indicare timidezza e scarsa autostima. Al contrario, un omino di proporzioni enormi suggerisce una stima smisurata di sé.
  • Testa: La zona del pensiero. Se è molto grande, indica egocentrismo o esuberanza. Se è molto piccola, una difficoltà a rapportarsi con il mondo.
  • Occhi: Grandi indicano curiosità; piccoli, introversione e diffidenza.
  • Gambe: Rappresentano il contatto con la realtà. Lunghe indicano la voglia di crescere; corte, il bisogno di protezione e di una base di appoggio.
  • Mani e braccia: Rappresentano il contatto. Se aperte, esprimono apertura; se chiuse, aggressività. La figura umana senza mani, ad esempio, può suggerire che il piccolo non si senta considerato o coccolato. Un bambino può sottovalutare se stesso o sentirsi insicuro se mancano mani e braccia.
  • Altezza delle figure: È importante anche considerare l'altezza delle figure umane, specialmente nel contesto familiare.

Il Disegno della Famiglia: Le Relazioni Affettive

Il disegno della famiglia è un insieme particolare di figure umane e uno dei test proiettivo-grafici più utilizzati per indagare la visione del bambino sulla propria famiglia. Consente di capire come un bambino vive il proprio rapporto con genitori, fratelli, sorelle e nonni, e se la comunicazione familiare è presente o necessita di essere rivista.

Di norma, quando il bambino è completamente sereno, tende a disegnare se stesso al centro, con accanto mamma e papà. Se un'altra figura occupa il suo posto "ideale," è possibile che abbia bisogno di più attenzioni e meno carichi emotivi.

Bambini che disegnano la famiglia

Ecco alcune linee guida per osservare il disegno della famiglia:

  • Il personaggio disegnato per primo è il più valorizzato dal bambino, quello a cui pensa di più e su cui focalizza la sua attenzione.
  • Dimensioni relative: Un familiare molto più piccolo rispetto agli altri potrebbe essere considerato un rivale (come il fratello maggiore di Andrea, messo all'estrema destra, piccolo e senza un braccio, forse per la gelosia di Andrea). Uno molto più grande potrebbe essere visto come dominante (la madre di Andrea appare dominante, quasi raggiungendo la sua altezza). Se la figura paterna ha i piedi più grandi di tutti, come nel disegno del bambino di 6 anni, potrebbe simboleggiare una presenza imponente.
  • Posizione: Un familiare in disparte può indicare difficoltà di comunicazione o di stabilire un legame. Disegnarsi in disparte può indicare la paura di essere "cattivi."
  • Vicinanza/Distanza: La vicinanza o la distanza tra i vari membri indica la vicinanza emotiva percepita. I componenti di una famiglia affiatata sono generalmente rappresentati mentre svolgono un'attività comune o si tengono per mano. Il bambino si disegna vicino al genitore con cui si sente più a suo agio o che ama di più. Se un bambino pensa che un fratello sia più amato, lo disegna in mezzo alla coppia genitoriale, collocando sé stesso in un'altra parte del foglio, lontano dal gruppo. Se i componenti sono tutti distanziati, come nel disegno della famiglia eseguito da un bambino di 6 anni, ciò equivale a scarsa espansione affettiva.
  • Omissione: Rifiutarsi di disegnare la famiglia o un membro specifico (es. la mamma) indica un disagio o una sofferenza legata ai rapporti familiari che il bambino ha paura di far emergere.
  • Identificazione: Se mamma e figlia sono vestite in modo pressoché uguale, come nell'esempio della bambina di 4 anni con talento artistico, questo indica un processo di identificazione.
  • Dettagli specifici: L'assenza di componenti essenziali (es. la sorella più piccola del disegno di 6 anni senza la mano sinistra, ma raffigurata più imponente) può essere significativa. La mamma disegnata senza braccia può far sentire il bambino minacciato. Se la mamma è l'unica a non essere colorata, può indicare un forte distacco emotivo.

A volte, per risolvere ambivalenze, il bambino trasfigura la famiglia disegnandola come un nucleo composto da animali. Un esempio estremo è un bambino che, per esprimere inconsciamente la sua aggressività verso il fratellino più piccolo e il senso di colpa, disegna un lupo che minaccia il piccolo nella culla, mentre i familiari accorrono per uccidere il lupo. Questo caso illustra come la culla e il bambino al suo interno possano diventare un focus simbolico delle dinamiche familiari, delle paure o delle rivalità, anche se il disegno originale descritto dall'utente non è presente. L'elemento della culla in un disegno di famiglia indicherebbe la presenza di un bambino molto piccolo, e la sua posizione e interazione con i genitori rifletterebbero la percezione del bambino disegnante sulla sua centralità, protezione o eventuali tensioni.

Un caso specifico è stato quello di una bambina di 4 anni con un notevole talento per il disegno. Nel suo ritratto di famiglia, mamma e papà sembravano appoggiarsi a lei, che appariva la più solida dei tre. Le braccia di tutti erano estremamente corte, sproporzionate e senza mani, impedendo un contatto fisico stretto. La mamma era al centro, suggerendo che fosse la figura che richiedeva più attenzioni e protezione, quasi che la bambina venisse responsabilizzata più del dovuto. Questo, unito all'identificazione con la madre (vestite uguali), indicava che la bambina, pur essendo matura, aveva bisogno di più abbracci, baci e carezze, e che i genitori dovevano fungere da solida e affettuosa sponda per lei, senza caricarla di impegni emotivi.

Gioco per insegnare la composizione dei colori - Tutorial

La Casa: Rifugio e Clima Familiare

La casa è un indicatore delle emozioni più profonde del bambino, della comunicazione, dell'attaccamento al materno e di come è vissuto il clima familiare.

  • Dimensioni: Una casa grande indica estroversione, affettività e ospitalità. Una piccola suggerisce timidezza, riservatezza, bisogno di conferme e raccoglimento.
  • Tetto: Rappresenta la madre che dà calore e protezione, ma anche le regole e l’autorità. Se è schiacciato o con fumo nero, indica malessere.
  • Porte e finestre: Rappresentano la comunicazione e la realtà esterna. Se aperte, indicano curiosità, buon dialogo e apertura. Se chiuse o assenti, indicano un senso di soffocamento e di sentirsi in trappola, quasi una prigione.
  • Casa respingente: Senza colori, con finestre minuscole, senza comignolo o entrata, e con siepi o muri di cinta che la isolano, ha significati diversi a seconda dell'età: tra i 5 e gli 8 anni, timidezza e attaccamento alla madre; dopo gli 8 anni, sentimento di inferiorità e isolamento.
  • Casa divisa in due: Quando la famiglia è disunita, la casa è spesso divisa in due, con due diverse entrate, simboleggiando una vita familiare imposta e una vera.
  • Castello: Può essere un rifugio ideale se ha forme e colori attraenti, oppure una prigione opprimente se ha un aspetto cupo e cadente.

L'Albero: L'Io più Profondo

Il disegno dell’albero è un vero e proprio test psico-attitudinale ideato da Jucker ed elaborato da Koch nel ’49, che indaga la percezione, il sentimento e il rapporto con l’io più profondo, poiché l'albero simboleggia l'uomo per analogia con la posizione eretta.

  • Radici: Simboleggiano l’affettività e l’attaccamento alla famiglia. Se grosse o numerose, indicano un buon attaccamento sicuro. La loro mancanza suggerisce fragilità, insicurezza emotiva, inadeguatezza, bisogno di affetto e rassicurazione.
  • Tronco: Rappresenta il corpo dell'autore. Se grande, indica ambizione, autostima e narcisismo. Se proporzionato, indipendenza. Se sottile, chiusura, poca resistenza e bisogno di protezione. Un tronco sottile e ingrandito con più linee, come nel disegno del ragazzo di 12 anni dopo la separazione dei genitori, può indicare chi vuole o deve crescere in fretta.
  • Chioma: Esprime la capacità di socializzare e di proiettarsi all'esterno, la mente. Se è armonica, è simbolo di chiarezza e tranquillità. Altrimenti, di irrequietezza o distrazione. Una forma sferica indica equilibrio; concentrica, chiusura; ricciuta, allegria; a groviglio, instabilità; appiattita, senso di inferiorità. Nel disegno del bambino di 7 anni, la chioma tende a sinistra, mentre l'albero occupa tutto lo spazio verticale, evidenziando sicurezza di sé. Nel disegno del bambino di 8 anni, l'inserimento della chioma nel fusto, con rami volti a destra, mostra precocità mentale e un lato evolutivo.
  • Frutta: Se attaccata ai rami, indica estroversione. Se sospesa, mancanza di fiducia.
  • Foglie: Se predominanti, indicano pigrizia o fantasia. Se piccole, egocentrismo.
  • Fiori: Più frequenti nelle femmine, indicano gioia, cura per l'esteriorità e voglia di apparire.

Nel disegno del ragazzo di 12 anni, la cui famiglia si era separata, l'albero era un po' in balia del vento, poggiato su un terreno lieve e instabile, con un tronco sottile e rami che sembravano andare oltre il foglio, racchiudendo una nuvola sotto i rami, suggerendo la paura di perdersi.

Il Sole: La Figura Paterna

Il sole è un elemento che spesso compare nei disegni dei bambini e, per alcuni studiosi, rappresenta la figura paterna. Fa parte anche di un test molto usato in grafologia con i bimbi piccoli.

  • Dimensione o visibilità: Se grande e luminoso, indica un buon rapporto con il padre. Se nascosto (es. dietro una montagna) o se ne compare solo una pallida fetta all'orizzonte, può indicare mancanza di disponibilità o disaccordo.
  • Raggi: Se grandi, il padre è una figura sentita come presente. Se assenti, il padre potrebbe essere percepito come lontano o freddo.

La Luna: La Figura Materna

La luna, al contrario del sole, rappresenta la figura materna. Segnala il desiderio di avere sempre accanto a sé la mamma, la non accettazione dei momenti nei quali è assente, anche se c'è la consapevolezza che è un'assenza non voluta.

Gli Animali: Proiezioni di Sé

L'inserimento di uno o più animali in un disegno può avvenire per diversi motivi. Se il bambino non vive a contatto con animali ma ne disegna uno con grande risalto, può essere che, non osando raffigurare sé stesso in una situazione che lo colpevolizzerebbe, preferisca proiettare i propri sentimenti, atteggiamenti e desideri sull'animale. Un esempio è il bambino che, dopo aver sentito dell'incendio nelle foreste australiane, ha disegnato un uomo morto e la "cacca di Yokai," rendendo l'idea del disastro ambientale e la paura di esserne coinvolto. Anche i ragazzi più grandi, come Edoardo (11 anni), spesso disegnano cartoni animati, un modo per incanalare istinti e desideri; un disegno di Edoardo con una "stella che è un petardo" e "denti con un fiore in bocca per mordere quando mi dai un bacio" rivelava un'affettuosità apparente che nascondeva cattiveria, poi riconosciuta in un disegno successivo con la scritta "BO".

Il Ruolo Cruciale dello Specialista nell'Interpretazione

Mentre i disegni dei bambini possono offrire molti spunti di riflessione interessanti e fungere da campanello d'allarme per i genitori, è impossibile interpretarli in maniera univoca senza una valutazione professionale. La psicologa dell’infanzia Margherita Marra e altri specialisti sottolineano che una lettura attendibile e professionale richiede la conoscenza approfondita del bambino, della sua famiglia, del momento di vita che sta attraversando, e di altri disegni liberi o su indicazione (come il Test del Disegno dell'Albero o della Figura Umana).

L'interpretazione di un disegno, da un punto di vista psicologico, non è una questione semplice e immediata, soprattutto per i bambini in tenera età. Andrebbero valutati, oltre al disegno stesso, altri fattori legati al bambino. Molti psicologi concordano che i disegni vengono interpretati all'interno di un percorso di psicodiagnosi che include:

  1. Raccolta della storia familiare: comprendere il contesto in cui il bambino vive.
  2. Osservazione del minore: capire il suo comportamento e le sue dinamiche.
  3. Somministrazione di vari test: utilizzare una batteria di test (Disegno della famiglia, Figura Umana, Favole della Duss) per tracciare un quadro dettagliato.
  4. Dinamica della produzione del disegno: osservare in diretta il tempo impiegato, da dove ha cominciato, se ha trovato difficoltà e quali, il linguaggio non verbale.

Solo alla fine, mettendo insieme i vari elementi, si può capire cosa il minore voleva comunicare con quel disegno. Non è possibile esprimere un'opinione attendibile basandosi solo su una descrizione verbale o su un singolo disegno isolato, specialmente se non eseguito in presenza di un esperto. Se si riscontrano disegni ricorrenti o preoccupanti, è consigliabile richiedere una consulenza con uno psicologo o neuropsichiatra dell'età evolutiva.

Psicologa che osserva un disegno di bambino con la mamma

Disegno e Intelligenza: Una Relazione Complessa

In ambito clinico, il disegno è uno strumento utile per ottenere informazioni sulla personalità e sullo sviluppo del bambino. All’inizio del secolo scorso, F. Goodenough associò il disegno della figura umana al quoziente intellettivo e alla maturità cognitiva.

Tuttavia, con il tempo, il valore proiettivo dei disegni infantili per misurare l’intelligenza è cambiato. Oggi si sa che disegno e intelligenza non sono necessariamente connessi, e che neanche il disegno e l'età anagrafica sono strettamente legati, a causa delle numerose variazioni possibili nello sviluppo individuale. Una ricerca condotta in Nuova Zelanda, ad esempio, ha mostrato come il progresso negli stadi dell’apprendimento del disegno non sia identico da un bambino all’altro e che le differenze individuali nell'abilità grafica non riflettono differenze di intelligenza. Le dimensioni del disegno, ad esempio, non hanno nessuna correlazione con l'intelligenza, sebbene i bambini più piccoli tendano a fare disegni più grandi e con la crescita e il controllo motorio, le dimensioni diminuiscano.

Come Interagire con i Disegni dei Bambini

Spesso ci si chiede quanto sia opportuno fare domande ai bambini sui loro disegni. L’importante è evitare un interrogatorio. Chiedere semplicemente "Cosa hai disegnato?" può essere il primo passo per iniziare un dialogo. In questo modo, i bambini si sentono ascoltati e percepiscono un interesse autentico verso di loro e il loro prodotto.

I disegni possono fungere da stimolo per una discussione, un'occasione per intavolare un dialogo e trascorrere tempo insieme. Essi possono portare alla luce molte informazioni, anche diverse dal tema rappresentato. È fondamentale che genitori e insegnanti si avvicinino ai disegni con sensibilità, interpretandoli con cautela e umiltà, senza trarre conclusioni affrettate, e sempre all'interno di un'osservazione più ampia del bambino.

Per approfondire ulteriormente l'interpretazione dei disegni infantili, si possono consultare testi fondamentali come "L’Interpretazione dei disegni infantili" di Daniel Widlocher, "Il test della Famiglia" di Louis Corman, e "Il reattivo dell’Albero" di K. Koch.

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