I mammiferi, una classe di Vertebrati amnioti omeotermi, rappresentano un gruppo incredibilmente diversificato che popola quasi ogni angolo del nostro Pianeta. Il termine stesso "Mammiferi" deriva dal latino mamma e fero, letteralmente "fornito di mammelle", evidenziando una delle loro caratteristiche più distintive: la presenza di ghiandole mammarie, produttrici di latte per nutrire la prole. Questa classe si distingue per la viviparità, basata sulla placenta nella maggior parte delle specie, che consente un intimo rapporto tra embrione e utero, e per la presenza di peli, formazioni cornee costituite da cheratina, fondamentali per mantenere costante la temperatura corporea.
Tuttavia, la vasta famiglia dei mammiferi non è un blocco omogeneo; essa si divide in tre sottogruppi principali, le cui linee evolutive si sono separate almeno 130 milioni di anni fa, dando vita a differenze notevoli che vanno ben oltre il solo sistema riproduttivo. Questi tre sottogruppi sono i Monotremi, i Marsupiali e i Placentati (o Euteri), ognuno con strategie riproduttive e adattamenti unici che ne hanno plasmato la storia evolutiva e la distribuzione geografica. La comprensione delle distinzioni tra questi gruppi è fondamentale per apprezzare la complessità e l'ingegnosità dell'evoluzione dei mammiferi.

Caratteristiche Distintive dei Mammiferi: Una Base Comune per la Diversità
I mammiferi condividono una serie di tratti fondamentali che li distinguono dagli altri vertebrati. L'omeotermia, uno dei più importanti adattamenti evolutivi, è supportata dai peli, che costituiscono rivestimenti continui, sebbene siano assenti in alcuni gruppi come i Cetacei. L'omeotermia è un tipo di endotermia, dove la fonte di calore è l'ossidazione di molecole energetiche all'interno delle cellule. La termoregolazione è finemente controllata da neuroni ipotalamici che regolano la vasocostrizione e vasodilatazione, il raddrizzamento dei peli (il cui "ricordo" evolutivo nell'uomo è la pelle d'oca) e la sudorazione o la respirazione ansimante, adattandosi a climi caldi e freddi. Gli adattamenti al caldo, come la tolleranza alle variazioni di temperatura e contenuto idrico del cammello o la vita notturna degli animali di piccola taglia, e al freddo, tramite isolamento con peli o strato di grasso sottocutaneo, dimostrano l'efficienza di questi meccanismi.
L'Evoluzione dello Scheletro e dei Sensi
Notevoli trasformazioni dello scheletro hanno accompagnato l'evoluzione dei Mammiferi. Rispetto ai Rettili, i Mammiferi hanno sviluppato migliori capacità motorie grazie alla modificazione degli arti, che si sono portati su piani paralleli a quello di simmetria, e dei loro rapporti con lo scheletro assile. Gli arti sono attaccati al di sotto del corpo, e non lateralmente rispetto a esso, il che permette una flessione verticale della colonna vertebrale e liberando la cavità toracica dalla funzione motoria per dedicarsi appieno alla respirazione. Questo ha portato alla comparsa del diaframma, una lamina muscolare che divide il torace dall'addome e contribuisce alla respirazione.
Nel cranio, che si articola alla colonna vertebrale mediante due condili occipitali, il numero delle ossa è molto ridotto rispetto a quello dei Rettili. Due antichi elementi ossei dell'articolazione mascellomandibolare - l'osso quadrato e l'osso articolare - si sono localizzati nell'orecchio medio trasformandosi in martello e incudine, unendosi alla staffa (derivata dall'osso iomandibolare). La cavità posteriore dell'orbita (fossa temporale) si è ampliata per contenere un encefalo molto sviluppato. Si è inoltre generalizzata la presenza di un palato secondario osseo, in grado di separare le vie aeree da quelle alimentari.

Un'altra importante caratteristica è il differenziamento dei denti. Mentre i denti dei Rettili sono generalmente conici e di grandezza uniforme, quelli dei Mammiferi variano per forma e grandezza (incisivi per tagliare, molari per frantumare), rendendoli adatti alla masticazione di differenti tipi di cibo. La maggior parte delle specie presenta un unico cambiamento della dentizione (difiodontia), con una dentatura decidua sostituita da quella permanente.
Il sistema nervoso dei Mammiferi è altamente sviluppato, con emisferi cerebrali più estesi rispetto ad altri Vertebrati di taglia equivalente e una maggiore capacità di apprendimento. Il cervelletto è esteso, e sono presenti il ponte di Varolio, il corpo calloso che unisce gli emisferi, i corpi quadrigemini nel mesencefalo e 12 paia di nervi cranici. I sensi sono molto sviluppati: gli occhi sono protetti da palpebre mobili, l'orecchio interno presenta la chiocciola e l'orecchio esterno un padiglione auricolare mobile che funziona come raccoglitore di suoni. Il tatto è altrettanto utile, con meccanorecettori abbondanti in aree come i polpastrelli dei primati.
Un Metabolismo Efficiente e Sistemi di Termoregolazione
Il cuore dei mammiferi è tipicamente costituito da quattro compartimenti che impediscono il mescolamento del sangue ricco di ossigeno con quello povero di ossigeno, garantendo una netta separazione della circolazione polmonare da quella sistemica. Questo sistema circolatorio doppio completo, insieme a un efficiente sistema respiratorio coadiuvato dal diaframma, supporta l'attivo metabolismo degli omeotermi. I reni sono compatti e la laringe è provvista di corde vocali per l'emissione di suoni.
Il sistema riproduttivo femminile è costituito dalle tube, dove viene fecondato l'uovo, dall'utero (che può essere doppio, bicorne, bipartito o semplice) in cui si sviluppa l'embrione, e dalla vagina che si apre nel seno urogenitale. La fecondazione è interna e i maschi posseggono sempre un organo erettile, mentre i testicoli sono spesso protetti da una borsa cutanea, lo scroto.
Le Tre Vie Evolutive: Monotremi, Marsupiali e Placentati
Tutti i mammiferi si possono dividere “in partes tres”: placentati, marsupiali e monotremi. Queste linee si sono separate almeno 130 milioni di anni fa, portando a differenze notevoli che vanno molto al di là del solo sistema riproduttivo.
Monotremi: I Custodi dell'Oviparità Mammifera
I Monotremi sono considerati i mammiferi più primitivi. Essi costituiscono i Prototeri e comprendono pochissime specie, originarie dell'Australia e della Nuova Guinea: l'ornitorinco e le echidne. Sono gli unici mammiferi che depongono le uova, simili a quelle dei Rettili e contenenti abbastanza tuorlo per nutrire l'embrione in sviluppo. La femmina emette da uno a tre uova di circa un centimetro e mezzo di diametro.

A differenza degli altri mammiferi, i Monotremi non presentano viviparità ma oviparità. Nei cuccioli, è presente il cosiddetto "dente di diamante", che, analogamente agli uccelli, consente loro di bucare il guscio dell'uovo. Tuttavia, i Monotremi adulti non possiedono denti. Dopo la nascita, il piccolo succhia il latte dal pelo della madre, poiché le ghiandole mammarie sfociano all'esterno tramite un poro e perciò il latte è un essudato che viene leccato dai piccoli, in quanto le femmine non hanno capezzoli. Questa commistione tra caratteri dei Rettili e quelli dei Mammiferi suggerisce che i Monotremi derivino da un ramo molto antico nella genealogia dei Mammiferi, probabilmente i primi a differenziarsi.
Un'altra caratteristica distintiva dei Monotremi è la presenza di una cloaca, nella quale convergono le vie dell'apparato escretore (renale e intestinale) e il canale riproduttivo, a differenza della maggior parte dei mammiferi in cui ureteri e uretra sfociano in una vescica urinaria comunicante con l'esterno. L'ornitorinco è un animale acquatico abilissimo a nuotare, con il muso allungato e appiattito come quello di un'anatra, il corpo ricoperto di peli e le zampe palmate. L'echidna, invece, è ricoperta di aculei come l'istrice e usa il suo muso allungato e la lunga lingua per nutrirsi di formiche e termiti nei formicai e termitai.
Tra uova e latte: gli antichi monotremi
Marsupiali: Lo Sviluppo Prematuro e il Marsupio
I Marsupiali, che costituiscono i Metateri, sono un gruppo rappresentato da circa 240 specie. Il loro nome deriva dalla tasca ventrale, il marsupio, di cui le femmine sono provviste e dove il cucciolo completa la sua crescita. Infatti, quando nasce, il piccolo non è ancora del tutto sviluppato. L'uovo dei Marsupiali contiene una piccola quantità di tuorlo, sufficiente per il nutrimento dell'embrione all'inizio del suo sviluppo nel tratto riproduttivo materno. La gestazione di questi animali è estremamente breve, durando al massimo un mese, o anche meno in alcune specie (il record è di 10-11 giorni per Sminthopsis macroura).
I nuovi nati sono assai piccoli e sottosviluppati, pesando circa l'1% rispetto alla madre. Solo le zampe anteriori sono ben sviluppate, poiché il piccolo le utilizza per farsi strada lungo il ventre della madre fino a raggiungere il marsupio e attaccarsi a uno dei capezzoli che ivi si trovano, completando lo sviluppo post-natale. Il parto prematuro rende la femmina nuovamente disponibile all'accoppiamento, ma lo sviluppo dello zigote rimane bloccato sino al momento in cui il marsupio è di nuovo libero per ospitare il nascituro. Queste peculiarità riproduttive sono verosimilmente correlate con ambienti che presentano fonti alimentari precarie, rendendo necessarie lunghe migrazioni in cerca di cibo, con rischi per la prole.
Anche i Marsupiali, sebbene in modo primitivo e con caratteristiche, efficienza e funzioni leggermente diverse rispetto ai Placentati, possiedono una placenta. Tuttavia, nei Marsupiali è impossibile una lunga permanenza dell'embrione nell'utero materno perché le difese immunitarie della madre diventerebbero efficienti contro l'embrione, costringendo al parto prematuro. Le femmine dei Marsupiali presentano un sistema riproduttivo raddoppiato, con due vagine e due uteri, mentre i maschi hanno un pene biforcato nella sua parte distale. Il marsupio può essere permanente, formarsi solo durante il periodo dell'allevamento dei piccoli, o essere assente, sostituito da pliche cutanee.
I Metateri sono prevalentemente concentrati in Australia, dove si sono sviluppati e hanno occupato nicchie ecologiche altrove proprie degli Euteri, seguendo il loro stesso ventaglio adattivo, con l'esclusione degli adattamenti all'ambiente acquatico e a quelli correlati con il volo. L'opossum dell'America Settentrionale e Meridionale è attualmente l'unico marsupiale che vive fuori dall'Australia, sebbene nel Terziario l'America Meridionale abbia avuto una fauna marsupiale differenziata. Le somiglianze tra marsupiali e placentati (es. koala simile ai lemuri, vombato ai ratti volanti, tilacino al lupo, tigri dai denti a sciabola marsupiali) sono un classico esempio di evoluzione convergente.

Placentati (Euteri): La Gestazione Prolungata e la Placenta Complessa
I Placentati sono uno dei tre sottogruppi principali di mammiferi attualmente viventi e comprendono la stragrande maggioranza delle specie. Essi corrispondono alla maggior parte dei Mammiferi viventi, definiti anche Euteri, il cui nome significa "veri animali". I due termini sono spesso utilizzati come sinonimi, poiché tutti gli euteri attualmente viventi sono anche placentati, sebbene siano esistite numerose forme di mammiferi euteri non placentati, ora estinte.
Il nome Placentalia deriva dal latino placenta, un organo vascolare dell'apparato riproduttivo femminile che consente l'alimentazione del feto durante la gestazione. Nei mammiferi Placentati lo sviluppo del feto si completa all’interno della femmina e più precisamente all’interno dell’utero. Questo sviluppo embrionale è più lento e lungo rispetto agli altri gruppi. Proprio a causa di questo lungo periodo di gestazione, la placenta ha un ruolo fondamentale per questi mammiferi. I Placentati si distinguono dagli altri mammiferi per diverse caratteristiche scheletriche e per lo sviluppo embrionale.
A differenza di monotremi e marsupiali, i Placentati possiedono un bacino molto più ampio, adatto a ospitare l'embrione per molto tempo durante il suo sviluppo. Non ci sono ossa pubiche rivolte in avanti, che sono invece presenti nei mammiferi non placentati attuali, e che interferirebbero con lo sviluppo nel grembo materno del piccolo e con l'espansione dell'addome durante la gravidanza. I Placentati, inoltre, non depongono uova, come fanno i monotremi, e non sono dotati di marsupio, caratteristica principale dei marsupiali.

Nei Placentati è presente il trofoblasto, che funge da barriera immunologica e consente una lunga permanenza dell'embrione nell'utero materno, rendendo possibile una gestazione più completa rispetto ai marsupiali. I piccoli degli Euteri nascono inetti ma non prematuri, per cui non è necessario il marsupio. La gestazione varia a seconda della specie: roditori e carnivori hanno gravidanze veloci e cucciolate abbastanza numerose, mentre animali come i cetartiodattili hanno gravidanze assai lunghe e danno alla luce uno o due cuccioli alla volta. I record di durata spettano ad alcune specie di criceto (gestazione di soli 15 giorni) e all'elefante africano (gestazione di due anni).
Oltre alle differenze riproduttive e scheletriche specifiche del bacino, gli euteri e i placentati si distinguono dagli altri mammiferi per alcune caratteristiche scheletriche peculiari degli arti, del polso, delle mascelle e dei denti. Condividono anche delle caratteristiche tipiche ed esclusive, come un certo stile nelle ossa del cranio, la presenza di 7 vertebre cervicali e i due treni di denti, uno giovanile e uno definitivo, al posto di un loro continuo ricambio come nei marsupiali e negli altri vertebrati.
La Straordinaria Diversità dei Mammiferi Placentati
Escludendo monotremi e marsupiali, la maggior parte dei mammiferi attualmente viventi sul Pianeta sono placentati. Questo include dai più piccoli roditori e chirotteri, fino ad arrivare a primati, carnivori e ai giganteschi cetacei, dimostrando una straordinaria radiazione adattativa.
I Roditori: Il Gruppo Più Numeroso e Diversificato
Ben il 40% di tutte le specie di mammiferi sono roditori, rendendoli il gruppo più numeroso e diversificato. Sono solitamente animali di piccole dimensioni dotati di due grossi incisivi a crescita continua. Vivono in quasi tutti i continenti e hanno imparato a seguire l'uomo ovunque, anche in città.
I Chirotteri: I Soli Mammiferi Volatori
I pipistrelli, o chirotteri, sono dopo i roditori il gruppo di mammiferi col maggior numero di specie: circa 1400, il 20% del totale. Con i loro arti anteriori modificati in ali, o meglio, in patagio, sono gli unici mammiferi in grado di volare. Esistono pipistrelli minuscoli, lunghi appena 30 millimetri, e pipistrelli enormi come le volpi volanti giganti, con un'apertura alare di oltre un metro e mezzo. Le specie più piccole sono insettivore e catturano le prede grazie all'ecolocalizzazione, quelle più grandi sono prevalentemente frugivore.
I Proboscidati: I Giganti Terrestri
I Proboscidati sono rappresentati oggi solo dagli elefanti. Sono i mammiferi terrestri più grossi e pesanti del Pianeta e con le flessibili proboscidi riescono a strappare foglie, rami e cortecce. Attualmente esistono solo tre specie: l'elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis), l'elefante africano di savana (Loxodonta africana) e l'elefante asiatico (Elephas maximus). Tutte e tre le specie di elefanti sono mammiferi estremamente sociali e intelligenti, purtroppo seriamente minacciati di estinzione.

I Carnivori: Predatori Iconici
I carnivori sono senza dubbio tra i mammiferi più iconici e apprezzati dal grande pubblico. Il gruppo comprende tutte le specie evolutivamente adattate a una dieta a base di carne, tra cui alcuni dei predatori più affascinanti come i felini, i lupi, le iene, i pinnipedi e gli orsi, per un totale di circa 280 specie.
Gli Ungulati: Adattamenti allo Zoccolo
Gli ungulati comprendono tutti quei mammiferi dotati di una struttura cheratinizzata che ricopre la punta delle dita: lo zoccolo. Il gruppo non ha valore di ordine e al suo interno si possono distinguere storicamente due ordini principali: i perissodattili, quelli con un numero di dita dispari come cavalli, rinoceronti e tapiri, e gli artiodattili, quelli con un numero di dita pari come bovini, cervi, ippopotami, suini, giraffe e cammelli. Anche i cetacei fanno parte da un punto di vista evoluzionistico degli artiodattili, per cui il gruppo è stato ribattezzato oggi in cetartiodattili.
I Cetacei: Il Ritorno al Mare
I cetacei sono tra i mammiferi quelli che meglio si sono adattati al ritorno in mare. I loro arti anteriori si sono trasformati in pinne, quelli posteriori si sono completamente persi e la coda è diventata piatta e larga, formata da due lobi che, come una pagaia, muovendosi su e giù permette a questi grossi mammiferi di muoversi all'interno dell'acqua. Si conoscono circa 85 specie di cetacei, che possono essere suddivisi in due grossi gruppi: i misticeti e gli odontoceti.
I Primati: Abilità Cognitive e Socialità
I primati sono tra i mammiferi più sociali e tra quelli con le più spiccate abilità cognitive. Sono perfettamente adattati alla vita arboricola grazie anche al pollice opponibile, ma nel corso dell'evoluzione molte specie sono scese dagli alberi per condurre una vita completamente terrestre, noi umani compresi. Attualmente si contano dalle 375 alle 522 specie a seconda delle classificazioni, ma ogni anno ne vengono scoperte di nuove. Tra i primati troviamo i tarsi, i lemuri, babbuini, scimmie cappuccine, macachi e le grandi scimmie antropomorfe: gibboni, oranghi, gorilla, bonobo, scimpanzé e noi, l'Homo sapiens.
Il Viaggio Evolutivo e la Classificazione dei Mammiferi Placentati
La monofilia della classe Mammalia diviene meno scontata man mano che si cerca di risalire lungo la scala evolutiva, per individuare i primi rappresentanti di questi animali. I primi amnioti apparvero intorno al tardo Carbonifero, da rettiliomorfi ancestrali, da cui si distinsero i Sauropsidi (Rettili e Uccelli) e i Sinapsidi, considerati i progenitori dei Mammiferi. I Sinapsidi, caratterizzati da una singola finestra temporale su ciascun lato del capo, e i Terapsidi, vissuti durante il Permiano, hanno lasciato tracce fossili che rivelano una continuità con i mammiferi moderni. In particolare, la trasformazione della mascella in un osso unico, tipica dei mammiferi attuali, avvenne probabilmente all'inizio del Triassico.
Durante il Mesozoico, in piena età dei dinosauri, i mammiferi stavano esplorando parecchie soluzioni, ma mantennero dimensioni ridotte, di rado superando quelle di un attuale ratto. Tra i gruppi attuali, i primi a differenziarsi dovettero essere con molta probabilità i monotremi, mammiferi eccezionalmente primitivi, i cui resti fossili più antichi risalgono a circa 120 milioni di anni fa.
L'estinzione di massa della fine del Cretaceo, avvenuta 65,7 milioni di anni fa, in cui scomparvero i dinosauri e molti altri gruppi, è stata una importante occasione di "crescita" per i mammiferi placentati, anche se si erano in parte già differenziati. Ad esempio, i dati molecolari mostrano che gli Xenartri, gli unici placentati rimasti fra quelli originari del Sudamerica, si sono separati dai placentati africani circa 100 milioni di anni fa, data coerente con l'apertura dell'Oceano Atlantico meridionale. I placentati alla fine sono usciti vincitori della competizione: tranne nei continenti che sono rimasti isolati, hanno soppiantato marsupiali, monotremi e tutti gli altri euteri.
Tra uova e latte: gli antichi monotremi
Le Sfide della Classificazione e l'Importanza dei Fossili
La classificazione dei mammiferi placentati è un argomento piuttosto discusso. Il problema fondamentale è la scarsità di fossili del Cretaceo superiore, il periodo cruciale per la loro evoluzione. Purtroppo, siccome sono conservate solo le parti dure (soprattutto i denti), è difficile ricavare dai fossili il sistema riproduttivo. La maggioranza di queste forme fossili comunque è stata considerata più vicina ai placentati che ai marsupiali, tant'è che sono state classificate fra gli euteri.
Un'altra grande difficoltà nella classificazione morfologica è data dai comunissimi fenomeni di evoluzione convergente. Basta pensare come i marsupiali abbiano dato vita a forme molto simili a quelle dei placentati (il koala assomiglia ai lemuri, il vombato ai ratti volanti, il tilacino al lupo - solo i canguri sono tipici ed esclusivi e ci sono persino delle tigri dai denti a sciabola marsupiali), e come in Sudamerica Xenartri, Litoptermi e Notoungulati abbiano dato origine a forme simili a cavalli, cammelli, elefanti, topi, antilopi, etc.
L'Avvento della Biologia Molecolare e i Cambiamenti Genomici Rari (RGC)
La biologia molecolare è riuscita in parte a colmare le lacune nelle testimonianze fossili e anche a smembrare in gruppi diversi alcune specie credute imparentate su basi morfologiche. La classificazione su base genetica ha bisogno di trovare degli "RGC" (Rare Genomic Changes), ripetizioni o delezioni di una parte consistente della sequenza di un gene o di una proteina, fenomeni che è praticamente impossibile che avvengano più volte con le stesse modalità, rendendoli marcatori filogenetici robusti.
Un esempio è la delezione di 18 basi nella sequenza della proteina SCA1, una caratteristica genetica molto importante condivisa solo da primati, roditori, lagomorfi e lemuri. Per questo vengono tutti quanti inseriti negli "Arcontoglires". La sorpresa principale è l'esclusione da questo raggruppamento dei pipistrelli, notoriamente considerati vicini ai primati sulla base di somiglianze morfologiche; i pipistrelli non presentano questa RGC e sono stati inseriti assieme a cetartiodattili, carnivori, artiodattili e perissodattili fra i Laurasiateri, con cui condividono altre caratteristiche genomiche. Le somiglianze fra lemuri e ratti volanti da una parte e pipistrelli dall'altra vengono quindi spiegate come una convergenza evolutiva, risolvendo anche l'enigma della mancanza nei pipistrelli della tipica struttura delle anche di tutti gli altri "arcontes", un adattamento alla vita arboricola.
Le Grandi Cladi dei Placentati: Afroteri, Xenartri e Boreoeuteri
Proboscidati, Sirenidi, Iracidi e altri gruppi di piccoli mammiferi condividono la delezione di 9 basi del gene BRCA1 e la presenza di guanina, guanina e citosina in una specifica regione adiacente dello stesso gene, dove la stragrande maggioranza degli altri mammiferi ha una tripletta di adenina. Questa mutazione, piuttosto antica, è alla base dell'unione di questi gruppi nei cosiddetti "Afroteri", denominati così perché, non certo casualmente, tutti questi gruppi hanno una evidente origine comune nel continente africano. Il gruppo dei proboscidati è stato quindi spostato da quello degli ungulati (che non esiste più come clade unificato) a questa nuova classificazione, assieme a procavie, insettivori di origine africana e altre piccole specie. La scoperta del più antico antenato sicuro degli elefanti, Eritherium azzouzorum, un ungulato di piccole dimensioni, conferma l'origine africana dei proboscidati.
Come nella classificazione morfologica, rimangono isolati gli Xenartri (bradipi, formichieri, armadilli), anch'essi un gruppo molto antico con origine sudamericana. Tutte le altre RGC trovate fino ad oggi sono coerenti con questo quadro. La divisione in questi quattro grandi gruppi (o tre, se uniamo i Laurasiateri e gli Euarcontoglires nei "Boreoeuteri" - le forme di origine settentrionale) - Afroteri in Africa e Xenartri in Sudamerica - corrisponde a una rigida divisione paleogeografica cretacea, venuta meno solo quando i movimenti delle zolle hanno consentito uno scambio prima fra Africa ed Eurasia e poi fra le due Americhe. In entrambi i casi, le forme settentrionali si sono rivelate vincenti: solo i Proboscidati fra gli Afroteri e qualche Xenartra in America sono riusciti a stabilirsi nelle terre settentrionali. Recenti studi basati sull'analisi del DNA hanno rivelato nuove parentele, suggerendo che gli Afrotheria e gli Xenarthra siano strettamente collegati, formando un gruppo chiamato "Atlantogenata" parallelo ai Boreoeutheria.

Adattamenti Fisiologici e Comportamentali Trasversali
I mammiferi presentano un'enorme varietà nella dieta, con specie erbivore, carnivore e onnivore. La loro diversità si riflette anche nelle abitudini di vita: alcune specie sono solitarie, altre vivono in gruppi che contano anche un migliaio di individui. Alcuni mammiferi sono estremamente territoriali, mentre altri tollerano la presenza di altri individui nelle vicinanze.
La vista ha un ruolo secondario nella maggior parte dei mammiferi, passando in secondo piano nelle specie dalle abitudini ipogee dove gli occhi sono rimpiccioliti o addirittura ricoperti di pelle. Generalmente, gli animali dalle abitudini notturne hanno occhi più grandi e spesso dotati di un tapetum lucidum, per ricevere quanta più luce possibile. L'udito è anch'esso un senso assai importante, con molti mammiferi che presentano padiglioni auricolari mobili per captare suoni provenienti da ogni direzione.
La durata relativamente lunga delle cure parentali, specialmente nei Placentati, consente alla prole di apprendere importanti informazioni per la sopravvivenza mediante l'osservazione dei comportamenti dei genitori. Le aspettative di vita sono assai differenti e generalmente direttamente proporzionali alle dimensioni dell'animale. La poliginia è comune e porta a lotte fra maschi per il diritto all'accoppiamento, con lo sviluppo di cerimoniali e caratteristiche anatomiche legate all'evento riproduttivo. La poliandria è rarissima, riscontrabile solo in alcune specie di callitricidi, dove è il maschio a occuparsi della prole.
L'Importanza dei Mammiferi nella Storia del Pianeta e dell'Uomo
I mammiferi hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia della Terra. Dopo l'estinzione di massa del Cretaceo, la rapida diversificazione ha permesso loro di riempire le nicchie rimaste vuote. L'inizio dell'Oligocene ha visto la comparsa di forme gigantesche, come il Paraceratherium, il più grande mammifero terrestre mai esistito. Il culmine della diversificazione si è avuto durante il Miocene, con faune molto simili a quelle attuali e un enorme sviluppo degli artiodattili e degli equidi.
Il Pleistocene ha visto la comparsa e il veloce sviluppo del genere umano, ma anche una drastica riduzione della megafauna sviluppatasi nel corso del periodo, come mammut, rinoceronti lanosi e cervi giganti. Un fattore che probabilmente portò numerose specie all'estinzione fu la presenza umana, con la caccia indiscriminata che provocò un rapido crollo delle popolazioni, come dimostrano gli esempi delle isole colonizzate solo in tempi recenti.
I mammiferi sono stati fondamentali anche per la storia dell'uomo, esso stesso un mammifero: gli uomini primitivi si nutrivano della carne di altri mammiferi e ne utilizzavano le pellicce per difendersi dal freddo, oltre a impiegare le loro ossa e pelli per utensili e abitazioni, tessendo una storia di coevoluzione e interdipendenza che continua ancora oggi.
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