Il diabete gestazionale è una patologia piuttosto diffusa, si stima che incida sul 7% circa delle gravidanze, ma alcune stime recenti indicano un aumento, dal 5-6% al 18-20% dei casi, e mette in pericolo sia la mamma che il bambino. Per una donna incinta, infatti, è di fondamentale importanza diagnosticare tempestivamente e curare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale, una condizione che, se non gestita, può comportare rischi significativi sia per la madre che per il neonato. Le cause e i fattori di rischio che portano all’insorgenza del diabete in gravidanza sono molteplici ed è importante conoscerli per arrivare a una diagnosi precoce e per approntare le cure migliori. Uno dei monitoraggi più importanti che si effettuano durante la gravidanza è proprio quello dei valori della glicemia.
Allo stesso tempo, però, è bene precisare che, allo stato attuale delle conoscenze mediche, i pericoli connessi al diabete gravidico possono essere efficacemente monitorati e evitati. L’importante è avere consapevolezza della severità della malattia e delle sue caratteristiche e non sottovalutarla. È una forma di diabete che si riscontra per la prima volta in gravidanza, anche se potrebbe essere presente già prima e non essere ancora stato diagnosticato, ed è considerata “temporanea”, poiché nel 90% dei casi le donne guariscono dopo la nascita del bambino. Tuttavia, non significa che il bimbo abbia il diabete, come spesso le mamme temono in un primo momento. In ogni caso, il diabete gestazionale non è affatto un problema da sottovalutare, perché può complicare il parto e far insorgere altri problemi di salute sia nella mamma che nel bimbo. Per questo, nell’approfondimento che segue, vengono affrontate le questioni principali legate al diabete gestazionale: cos’è, quali sono cause e fattori di rischio, che pericoli comporta per donna e feto e come si cura, con un’attenzione particolare alla gestione della glicemia elevata dopo la colazione.

Che Cos'è il Diabete Gestazionale e Come Si Manifesta
La definizione di diabete gestazionale è piuttosto semplice: è una forma diabetica che insorge per la prima volta durante la gravidanza. Va distinto, quindi, dai casi di diabete pre-gestazionale, che si verificano quando una donna che ha già una diagnosi di diabete rimane incinta. Nella sostanza, però, poco cambia: in tutti i casi di diabete ci si trova di fronte a un’alterazione dell’ormone dell’insulina che provoca un aumento della quantità di glucosio presente nel sangue. Il diabete mellito gestazionale, non è altro che un’intolleranza variabile agli zuccheri; viene diagnosticato solitamente in corso di gravidanza trovando poi risoluzione dopo il parto. È un diabete "temporaneo", perché nel 90% dei casi le donne guariscono dopo la nascita del bambino.
Il diabete gestazionale compare soprattutto durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza. Durante questo periodo, la placenta produce ormoni che contrastano l'azione dell'insulina, l'ormone prodotto dal pancreas che serve a mantenere la glicemia nei limiti di norma. Il pancreas della madre risponde allora aumentando la produzione di insulina. Se l'organismo non riesce ad aumentarne la produzione in modo sufficiente a contrastare gli effetti degli ormoni placentari, i livelli di zucchero nel sangue (glicemia) aumentano e si parlerà quindi di iperglicemia, ovvero diabete.
Sintomi del Diabete Gestazionale
Trattandosi della stessa condizione, con l’unica differenza del momento particolare in cui si manifesta, i sintomi del diabete gestazionale non differiscono da quelli del diabete mellito che colpisce persone non in gravidanza. Spesso, però, può essere asintomatico o i suoi sintomi possono essere confusi con i normali disagi della gravidanza, rendendo cruciale lo screening. Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo, e che dovrebbero spingere a un consulto medico, sono:
- Aumento della necessità di fare pipì (poliuria): dovuto all'eccesso di glucosio nel sangue che viene espulso attraverso i reni, portando con sé acqua.
- Aumento della sete (polidipsia): una conseguenza della perdita di liquidi dovuta alla poliuria.
- Aumento della fame (polifagia): nonostante l'assunzione di cibo, le cellule non riescono a utilizzare il glucosio come energia, causando una sensazione di fame.
- Affaticamento: la mancanza di energia a livello cellulare, nonostante alti livelli di glucosio nel sangue, può portare a stanchezza e spossatezza.
- Offuscamento della vista: i livelli elevati di zucchero possono alterare temporaneamente la forma del cristallino dell'occhio.
- Infezioni frequenti: l'eccesso di zucchero nel sangue crea un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, aumentando il rischio di infezioni vaginali, urinarie o cutanee.
DIABETE GESTAZIONALE: Cos'è, Cause e Cure
Diagnosi del Diabete Gestazionale e Valori di Riferimento della Glicemia
La diagnosi precoce del diabete gestazionale è fondamentale per mitigare i rischi. Essa prevede un percorso diagnostico ben definito:
Screening Iniziale per il Diabete: Viene eseguito con la misurazione della glicemia a digiuno e dopo i pasti. Per le donne in gravidanza, la misurazione post-prandiale si effettua 1 ora dopo il pasto, a differenza del DM non gravidico dove si effettua 2 ore dopo.Per quanto riguarda il classico screening diabete, i valori di riferimento della glicemia sono:
- <90 mg/dl a digiuno
- <120 mg/dl dopo 1 ora dal pasto
Curva Glicemica da Carico Orale (OGTT): Questo test è il gold standard per la diagnosi di diabete gestazionale. Prevede la misurazione della glicemia dopo aver somministrato alla donna un carico di glucosio. Il test con la curva da carico orale di glucosio dura 2 ore e consiste in un prelievo iniziale per misurare la glicemia a digiuno, seguito dall’ingestione di un bicchiere d'acqua zuccherata (che contiene 75 g di glucosio) e da 2 successivi prelievi di sangue per misurare la glicemia dopo 60 minuti e dopo 120 minuti. È un test assolutamente sicuro, perché si assume solo acqua e zucchero.
La curva glicemica sotto carico viene solitamente effettuata nel periodo compreso tra le settimane 24 e 28 di gestazione. Tuttavia, nei casi in cui il rischio di diabete gestazionale sia elevato (ad esempio, grave obesità, precedente diabete in gravidanza o glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl a inizio gravidanza), l’esame deve essere anticipato alla 16° settimana di gravidanza. Se i risultati di questo test precoce sono normali, il test deve essere ripetuto poi all’epoca standard (tra la 24° e la 28° settimana).
Per questo test, i valori di riferimento per la diagnosi di diabete gestazionale sono:
- <95 mg/dl subito dopo l’assunzione della soluzione glucosata (valore a digiuno)
- <180 mg/dl dopo 1 ora
- <155 mg/dl dopo 2 ore
È sufficiente un solo valore alterato in curva per arrivare a una diagnosi di diabete gestazionale. Se la donna non sa già di essere diabetica e la glicemia a digiuno è compresa tra 92 e 126 mg/dL, si fa diagnosi di diabete gestazionale. Le gestanti, anche se hanno glicemia a digiuno inferiore a 92 mg/dL ma hanno almeno un fattore di rischio, devono fare la curva da carico. Fondamentale è la valutazione dei valori di glicemia nello stadio iniziale della gravidanza, come sottolineato anche dalla Dottoressa Francesca Grippaldi, specialista in Medicina Generale a indirizzo Endocrinologico presso l'Ospedale Civile Maggiore di Verona.
Le Cause e i Fattori di Rischio del Diabete in Gravidanza
Le cause dell’insorgenza del diabete gestazionale sono collegate ai naturali e fisiologici cambiamenti che il corpo femminile subisce durante la gravidanza, soprattutto a livello di produzione ormonale. Durante questo periodo, la placenta, un organo vitale per la crescita del feto, produce ormoni come il lattogeno placentare umano, il cortisolo e il progesterone. Questi ormoni, essenziali per sostenere la gravidanza e garantire un adeguato apporto di nutrienti al feto, possono d’altro canto interferire con l’azione dell’insulina prodotta dal pancreas materno, un fenomeno noto come insulino-resistenza.
In particolare, a variare possono essere sia i livelli di insulina prodotti dal pancreas materno (che in alcuni casi possono diminuire in proporzione alle nuove esigenze) sia la capacità dell’insulina stessa di svolgere la propria funzione, rendendo le cellule meno sensibili alla sua azione. Se il pancreas della madre non riesce a produrre insulina in quantità sufficiente per superare questa resistenza, i livelli di glucosio nel sangue aumentano, portando al diabete gestazionale. L’insorgenza del diabete gestazionale è il risultato di un aumento nella produzione dell’ormone lattogeno che favorisce l’assunzione di sostanze nutritive e glucosio per il feto, interferendo d’altro canto con la produzione insulinica della gestante.
Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. Alcune donne presentano un rischio maggiore di sviluppare questa condizione. I più comuni fattori di rischio sono:
- Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25): Il tessuto adiposo in eccesso può aumentare l’insulino-resistenza. Maggiormente a rischio se over 40 e/o con una condizione di sovrappeso o obesità pregravidica. Si calcola l’indice di massa corporea (BMI), dividendo il peso (in kg) per l’altezza (in metri, elevata al quadrato).
- Familiarità con il diabete (parenti di primo grado): La presenza di diabete di tipo 2 in genitori o fratelli indica una predisposizione genetica.
- Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza: Le donne che hanno già avuto il diabete in gravidanza hanno una probabilità significativamente più alta di svilupparlo nuovamente.
- Età superiore ai 35 anni: Con l'avanzare dell'età, il rischio aumenta, tanto che le donne over 40 sono considerate particolarmente a rischio.
- Appartenenza ad etnie a rischio elevato: Alcune popolazioni, come quelle dell’Asia meridionale o del Medio Oriente, mostrano una maggiore incidenza del diabete gestazionale.
- Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza: Questo può indicare una pre-diabete o un diabete di tipo 2 preesistente non diagnosticato.
Si stima che il diabete gestazionale colpisca una donna incinta su dieci, ma il dato è drammaticamente in aumento a causa di una serie di cambiamenti nella società che accentuano determinati fattori di rischio, come l'aumento dell'età media della prima gravidanza e la crescente prevalenza di sovrappeso e obesità.

I Rischi del Diabete Gestazionale per la Mamma e il Bambino
Il motivo per cui il diabete gestazionale va diagnosticato presto e curato con scrupolo è dovuto al fatto che l’eccesso di glucosio nel sangue può provocare difficoltà nella gravidanza e nel parto, mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino. Attraverso la placenta lo zucchero della madre passa al feto, provocandone una crescita eccessiva. È per questo che i figli di madri diabetiche possono nascere macrosomici, cioè di peso oltre i 4 kg. Una patologia che può presentarsi in forma lieve oppure più grave, ma in ogni caso può complicare una gravidanza e rappresentare un fattore di rischio per altre patologie, sia per la madre sia per il bambino.
Cosa può succedere alla mamma?
Per la donna incinta, i rischi maggiori sono legati alle difficoltà che si possono riscontrare al momento del parto. Il feto di una donna affetto da diabete, infatti, può svilupparsi maggiormente ed essere quindi più grande della media alla nascita (macrosomia). Date le dimensioni del neonato, questo si traduce spesso nella necessità di ricorrere al parto cesareo o a parti vaginali strumentali, aumentando il rischio di traumi durante il parto. Inoltre, le donne con diabete gestazionale hanno più possibilità di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 nei 5 anni seguenti alla gravidanza, e anche a distanza di tempo. Il diabete gestazionale, insomma, è una finestra sul futuro di ciascuna mamma: se una donna ha avuto il diabete in gravidanza ha più probabilità di svilupparlo anche a distanza di tempo.
Cosa può succedere al bambino?
Per il feto, invece, i rischi sono legati all’incrementata incidenza di aborti spontanei e al maggior rischio di complicanze neonatali. I disturbi alla nascita possono includere:
- Macrosomia fetale: Come già menzionato, l’eccesso di glucosio materno attraversa la placenta e stimola il pancreas del feto a produrre più insulina, fungendo da fattore di crescita. Questo porta il bambino a nascere con un peso eccessivo (oltre 4 kg), rendendo il parto più difficile.
- Ipoglicemia neonatale: Dopo la nascita, la recisione del cordone ombelicale interrompe il flusso di glucosio in eccesso a cui il neonato era abituato nel ventre materno. Poiché il corpo del bambino continua a produrre alti livelli di insulina, abituato all'ambiente iperglicemico, questo può tradursi in un drastico abbassamento della glicemia nel neonato, che può richiedere interventi immediati per stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. I figli di madri diabetiche possono avere necessità di una struttura attrezzata con reparto di patologia neonatale per superare alcuni problemi neonatali, tra cui l’ipoglicemia.
- Difficoltà respiratorie (sindrome da distress respiratorio): Iperglicemia e iperinsulinemia rallentano lo sviluppo dei polmoni del feto, rendendoli meno maturi alla nascita e aumentando il rischio di problemi respiratori.
- Altri rischi: I bambini nati da madri con diabete gestazionale possono anche avere un rischio maggiore di ittero, problemi cardiaci e anomalie congenite, seppur meno frequentemente. Inoltre, il bimbo potrebbe sviluppare da grande patologie del metabolismo, diventare obeso o andare incontro a diabete.
Glicemia in Gravidanza: Come Tenerla Sotto Controllo e Curare il Diabete
Alla luce di quanto detto finora, appare evidente come, una volta ottenuta la tempestiva diagnosi di diabete gestazionale, sia di fondamentale importanza seguire un’attenta terapia, impostata da un medico specialista. Va sottolineato che il diabete gestazionale va curato, sempre. Bisogna adeguare lo stile di vita, dare maggiore attenzione alla nutrizione, e monitorare attentamente la glicemia durante la gravidanza. Un gruppo esperto, composto da medico diabetologo, dietista/dietologo e infermiere professionale, è essenziale per un trattamento efficace allo scopo di evitare effetti negativi sul feto e sulla madre.
Il Ruolo dell'Auto-monitoraggio Glicemico
La donna gravida deve mantenere valori di glicemia sotto quelli di riferimento: prima dei pasti (a digiuno) inferiore/uguale a 95 mg/dL, 1 ora dopo il pasto inferiore/uguale a 140 mg/dL. Per fare questo, viene consigliato inizialmente un auto-monitoraggio glicemico mediante rilevazione della glicemia capillare con glucometro e pungi-dito. Se si ha il diabete gestazionale è possibile ricevere l'indicazione di controllare i propri livelli di glucosio nel sangue a casa, utilizzando un misuratore di glicemia detto glucometro. Il glucometro è un piccolo dispositivo che misura la concentrazione di glucosio nel sangue mediante l'uso di strisce reattive che vengono messe a contatto con una goccia di sangue ottenuta, in genere, dalla puntura del polpastrello di un dito. Talvolta viene richiesto anche il controllo dei chetoni nelle urine. Ogni paziente viene poi addestrata a monitorare la glicemia e vengono fissati controlli periodici per tenere monitorata la situazione.

L'Alimentazione Specifica: Dalla Teoria alla Pratica Quotidiana
Come ricordato dalla Dottoressa Federica Dell’Oro, biologa nutrizionista, le basi da cui partire sono quelle indicate nel suo videocorso verticale sull’alimentazione sana in gravidanza. Bisogna però fare un passo in più e selezionare con attenzione le fonti di carboidrati. A tal proposito, mi preme aprire una piccola parentesi: la scelta mirata delle fonti di carboidrati è consigliata a tutte le donne in dolce attesa, a prescindere che abbiano o meno il diabete gestazionale. A seguito della diagnosi, l’indicazione appena menzionata diventa categorica. Viene consigliata inizialmente una terapia dietetica adeguata.
Entrando nel vivo dei consigli relativi alla scelta dei carboidrati quando si ha il diabete gestazionale, ricordo il fatto di concentrarsi innanzitutto su cereali a medio e basso indice glicemico. Quali sono? Tutti quelli integrali (i raffinati sono da escludere quasi tutti). Spazio a frumento integrale, riso integrale, orzo integrale, farro sia perlato sia integrale. Ottimi anche la quinoa, il miglio, l’amaranto, il riso basmati pure se non è integrale, il riso nero e il riso rosso. Come poco fa accennato, sono da escludere o da limitare fortemente tutte le fonti di cereali raffinati. Tra queste è possibile includere la pasta non integrale, così come il riso e il mais, tra i peggiori per quanto riguarda l’indice glicemico. In merito al mais, faccio presente che, in caso di diabete gestazionale, è bene evitare anche quello in scatola. Lo stesso vale per la polenta. Una cosa importantissima in generale riguarda il fatto di non concentrarsi solo sull’IG del singolo alimento, ma sul carico glicemico complessivo del pasto.
Un aspetto cruciale della gestione del diabete gestazionale è la cura dei pasti, in particolare la colazione, che può influire significativamente sui livelli di glucosio per gran parte della mattinata.
Glicemia Alta Dopo Colazione: Capire le Cause e Correggere le Abitudini
Chiamo in causa la colazione in quanto, come ricordato dalla Dottoressa Dell’Oro, è il pasto in cui si tende a sgarrare di più rispetto a pranzo e cena, sbilanciandosi verso gli zuccheri. Una glicemia alta dopo colazione è un campanello d'allarme che richiede un’attenta revisione delle proprie abitudini alimentari. Molti cibi tipici della colazione italiana sono ricchi di carboidrati semplici e zuccheri aggiunti che vengono rapidamente assorbiti, causando picchi glicemici.
Guardiamo al caso specifico di pane e marmellata, una delle tipologie di colazione più diffuse in Italia e un pasto meno calorico rispetto a quello caratterizzato dall’assunzione di biscotti confezionati e guarniti. In gravidanza in generale e soprattutto quando si ha il diabete gestazionale, andrebbe evitato. Comprende, infatti, i carboidrati del pane (spesso raffinato), ma anche gli zuccheri della frutta della marmellata e quelli aggiunti. Il risultato? La glicemia che si alza sicuramente e anche velocemente. Lo stesso discorso vale per gli spuntini. Farli solo a base di frutta è un errore. Rispetto all’esempio della colazione è oggettivamente migliore in quanto, oltre agli zuccheri semplici del frutto, è presente anche la fibra che riequilibra un po’. Mancano però la quota di lipidi e quella proteica, fondamentali per rallentare l'assorbimento dei carboidrati e stabilizzare la glicemia. Per soddisfare il fabbisogno di questi nutrienti, ci si può focalizzare sulla frutta secca, sui semi oleosi, sulle olive.
Per controllare la glicemia post-colazione è dunque essenziale:
- Privilegiare carboidrati complessi e integrali: Cereali integrali come avena (non zuccherata), pane integrale, orzo o farro, che rilasciano glucosio più lentamente.
- Abbinare proteine e grassi sani: Aggiungere fonti proteiche (yogurt greco naturale, uova, ricotta, affettati magri) e grassi sani (frutta secca, semi, avocado) alla colazione aiuta a rallentare l'assorbimento dei carboidrati e a promuovere il senso di sazietà.
- Limitare zuccheri aggiunti: Evitare dolci, biscotti confezionati, marmellate con zuccheri aggiunti, cereali da colazione zuccherati e bevande dolci. È importante controllare l'etichetta di cibi e bevande, essere consapevoli che i succhi di frutta e i frullati contengono zucchero, così come altre bevande che riportano l'indicazione "senza aggiunta di zucchero". Il cosiddetto "senza zuccheri aggiunti" non significa necessariamente "senza zucchero" in assoluto, poiché gli zuccheri naturalmente presenti nei frutti possono comunque influenzare la glicemia.
DIABETE GESTAZIONALE: Cos'è, Cause e Cure
L'Importanza dell'Attività Fisica
L'esercizio fisico è in grado di ridurre i livelli di glicemia, per cui praticare esercizio fisico regolare può essere un modo efficace per controllare il diabete gestazionale. Se non vi sono controindicazioni ostetriche, viene consigliata inizialmente un'attività fisica regolare. Il medico fornirà una informazione adeguata riguardo gli esercizi che si possono praticare durante la gravidanza. Camminare è l'esercizio più semplice da fare in gravidanza, almeno mezz'ora al giorno a passo svelto. Anche il nuoto è uno sport molto adatto alle gestanti. Sono sconsigliati tutti gli sport che comportino corsa, saltelli, rischio di cadute o sforzi eccessivi. L'attività fisica aiuta i muscoli a utilizzare il glucosio come energia, riducendo i livelli nel sangue e migliorando la sensibilità all'insulina.
Terapia Insulinica
Se i valori glicemici, nonostante questa terapia educazionale (dieta ed esercizio fisico), rimangono elevati e non rientrano nei target stabiliti, dovrà essere iniziata terapia insulinica. L'insulina è somministrata per via intradermica (gli aghi da insulina sono più corti degli aghi per le iniezioni intramuscolari) e il paziente riceverà indicazioni dal team di specialisti per fare l'iniezione correttamente. In base al tipo di insulina potrebbe essere necessario fare l'iniezione prima dei pasti o prima di andare a dormire oppure al risveglio. Gli altri farmaci utilizzati per il diabete non possono essere impiegati abitualmente in gravidanza, rendendo l'insulina l'opzione terapeutica farmacologica principale quando il controllo glicemico non è raggiungibile con il solo stile di vita.

Monitoraggio Feto-Materno e Parto con Diabete Gestazionale
La presenza di diabete gestazionale richiede un monitoraggio più attento sia della madre che del feto. Oltre a proseguire i normali controlli ostetrici con il proprio ginecologo, la donna deve essere seguita da un gruppo esperto, per monitorare la situazione.
Monitoraggio Fetale
Il controllo regolare della crescita del feto è di primaria importanza. Si eseguono ecografie a 28, 32 e 36 settimane di gravidanza, per monitorare la crescita del feto e la quantità di liquido amniotico presente nell'utero. Questo serve a prevenire o identificare precocemente complicanze come la macrosomia o l'idramnios (eccesso di liquido amniotico).
Il Parto
Se si ha il diabete gestazionale, il tempo ideale per il parto è di solito tra le 38 e le 40 settimane di gravidanza. Se i livelli di glucosio nel sangue sono normali e la salute del feto non è a rischio, è possibile aspettare che il parto avvenga naturalmente. In genere, se il parto naturale non avviene dopo 40 settimane e 6 giorni, viene consigliata l'induzione del parto o il parto cesareo, per evitare rischi legati a un feto che potrebbe continuare a crescere eccessivamente.
Quando ci si reca in ospedale per il parto, è opportuno portare con sé il glucometro e tutti i farmaci che si stanno assumendo. Di solito, si deve continuare a monitorare la glicemia e a prendere i farmaci fino al parto o, nel caso del parto cesareo, prima del digiuno pre-operatorio. Durante il travaglio e il parto, la glicemia sarà misurata e mantenuta sotto controllo attraverso infusioni di glucosio e insulina, se necessario, per assicurare la stabilità metabolica della madre e prevenire l'ipoglicemia neonatale. Il parto potrà avvenire in maniera naturale o mediante taglio cesareo, a seconda delle condizioni della gravida e del neonato: il ginecologo, accuratamente informato sulla presenza di diabete gestazionale, valuterà il metodo più opportuno.
Gestione Post-Parto del Diabete Gestazionale
Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile. I livelli del glucosio nel sangue saranno misurati a partire da due o quattro ore dopo la nascita: se sono bassi, il neonato potrebbe essere alimentato mediante sondino o flebo.
Per la madre, dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni. È necessario che la donna continui a monitorare la glicemia fino a 6 - 13 settimane dopo il parto per verificare che i livelli di glicemia non si mantengano alti. Questo serve a confermare la remissione del diabete gestazionale, che avviene nel 90% dei casi.
Dopo la gravidanza il diabete gestazionale va solitamente in remissione, ma viene comunque consigliato di ripetere una curva da carico orale di glucosio (OGTT 75 g) a distanza di 8-12 settimane dal parto. Se sono rimaste alterazioni della glicemia, anche minime, o se il diabete è ancora presente, la donna viene subito presa in carico dagli specialisti. Al Policlinico di Milano, ad esempio, c'è un ambulatorio dedicato: si accede con una semplice impegnativa per "visita ostetrica" e quesito diagnostico "diabete gestazionale o pregestazionale" compilata dal medico di famiglia o dal ginecologo che segue la donna.
Il diabete gestazionale, anche se risolto, è un importante indicatore di rischio. Se una donna ha avuto il diabete in gravidanza, ha più probabilità di svilupparlo anche a distanza di tempo, aumentando il rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 nei 5 anni seguenti alla gravidanza e anche oltre. Per questo, sono consigliati controlli periodici a lungo termine e il mantenimento di uno stile di vita sano (alimentazione equilibrata e attività fisica) per ridurre il rischio di future complicanze metaboliche.