La dermatite atopica, conosciuta anche come eczema atopico, rappresenta una delle patologie cutanee più comuni e diffuse nel mondo, interessando un numero significativo di bambini. Circa il 20-25% dei bambini soffre di dermatite atopica, una malattia infiammatoria molto frequente in età pediatrica, che si manifesta principalmente con prurito e secchezza cutanea che possono compromettere in modo importante la qualità del sonno. Globalmente, il 10-20% dei bambini soffre di questa condizione cronica ma non contagiosa. L'esordio della malattia è precoce nella vita, spesso già nei primi mesi. Nella maggior parte dei casi (60%), la malattia si manifesta entro il primo anno di vita, generalmente a partire dal terzo mese. Nel 30% dei casi si presenta tra il primo e il quinto anno e solo nel 2% dei casi dopo i 10 anni.
Questa condizione non si limita all'infanzia; la dermatite atopica può interessare anche gli adulti, dal momento che si tratta di una malattia infiammatoria cronica con base autoimmune, legata a una predisposizione genetica, che persiste per tutta la vita. Sebbene cronica, la dermatite atopica è considerata una malattia benigna; non è infettiva né contagiosa e, seppur fastidiosa, non è affatto grave. È importante sottolineare che non si tratta di una malattia psicosomatica. L'evoluzione è cronica, con una durata di alcuni mesi o anni, ma tende di solito alla guarigione spontanea e regredisce intorno all'età di 3-4 anni. Tuttavia, in alcuni casi, può persistere oltre. Per la gestione di questa patologia, è più corretto parlare di gestione che di cura, poiché non esiste una cura specifica e risolutiva, ma trattamenti e strategie volti a controllare i sintomi e migliorare la qualità di vita.
Cos'è la Dermatite Atopica?
Il termine “dermatite” indica un’infiammazione generica della pelle. Questa infiammazione diventa "atopica" quando chi ne è affetto presenta una predisposizione genetica a sviluppare allergie, soprattutto di tipo respiratorio, come quelle a polvere o pollini. La cute si irrita perché, sin dalla nascita, è carente degli elementi che normalmente la rendono più resistente e, di conseguenza, tende a perdere liquidi, a seccarsi e a infiammarsi sotto l’azione di alcuni agenti esterni. È la conseguenza di un’alterazione della funzione di barriera idrolipidica dell’epidermide, lo strato più esterno della cute. La pelle diventa più permeabile, perdendo acqua e dimostrando una maggior esposizione all’aggressione di sostanze esterne potenzialmente dannose. Questa disfunzione della barriera cutanea gioca un ruolo cruciale nella manifestazione dei sintomi.

Benché sempre presente, la dermatite atopica si manifesta in modo oscillante, con fasi acute in cui sono presenti le lesioni cutanee, alternate a fasi di remissione sostanzialmente prive di sintomi. Le riacutizzazioni possono svilupparsi per cause molto diverse, ma la principale riguarda l'esposizione a fattori scatenanti ambientali che sollecitano la pelle atopica in modo improprio. La terapia migliore è idratare la pelle e usare pomate cortisoniche sulle lesioni, poiché prima si inizia questo tipo di trattamento, prima la pelle tornerà normale. È una malattia benigna cronica che si manifesta di solito nei primi mesi di vita. Non ha cura nel senso di una risoluzione definitiva, ma generalmente migliora o scompare man mano che il bambino cresce.
Sintomi e Manifestazioni nei Neonati e Bambini
La dermatite atopica si riconosce per la comparsa di chiazze arrossate, ispessite e desquamanti sulla superficie cutanea, generalmente associate a bruciore, fastidio e a una sensazione pruriginosa più o meno intensa. I sintomi sono variabili e cambiano in funzione dell'età. Le lesioni della pelle possono essere essudanti (umide), eritematose (rosse) o xerotiche (secche). La localizzazione varia a seconda dell'età e può essere limitata ad alcune zone o estesa a tutta la pelle.
Dermatite atopica nei bambini: cause, sintomi e cure
Nei neonati, la dermatite atopica può comparire molto presto, anche nei primi 2-3 mesi di vita del bimbo. In questi casi, l’eritema cutaneo provocato dalla dermatite atopica compare improvvisamente e rende la pelle secca, incrostata e pruriginosa. Si forma sul cuoio capelluto e sul viso, specialmente sulle guance, ma può apparire su diverse parti del corpo. Può presentare delle bollicine, che diventano vescicole dalle quali esce del liquido e causa un forte prurito che può essere intermittente. Uno dei primi segni nei neonati potrebbe essere la comparsa della "crosta lattea": un eczema seborroico di breve durata, caratterizzato da squame giallastre e prurito, localizzato sul cuoio capelluto. Questo quadro persiste fino ai due anni circa. È molto raro che i neonati sviluppino la Dermatite Atopica nella zona del pannolino, poiché quella zona del corpo è troppo morbida e idratata per la Dermatite Atopica, sebbene gli arrossamenti causati dal pannolino possano assomigliare a quelli della Dermatite Atopica.

Quando il bambino inizia a crescere, invece, le eruzioni si concentrano soprattutto su collo, gomiti e ginocchia e le macchie tendono a mostrarsi in numero inferiore. Verso i 5 anni, le lesioni sono più frequenti agli arti e al tronco, mentre, nei bambini più grandi, si localizzano tipicamente alle pieghe del gomito e delle ginocchia, e attorno a occhi e bocca. Nei bambini con dermatite atopica più grandi, le macchie si presentano sempre arrossate, ma caratterizzate da una maggiore secchezza e desquamazione (che gli conferisce un aspetto "polveroso" o a scaglie), e si localizzano soprattutto a livello delle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, nella zona dei polsi e delle caviglie. La secchezza della cute resta costante. Solitamente, oltre alla cute secca, possono presentarsi macchie ovali o rotonde, chiare o bianche, che noi medici chiamiamo “pitiriasi alba”.
Il prurito è un sintomo predominante e spesso devastante. Può essere costante, generalmente più intenso di notte, e può verificarsi anche in assenza di lesioni. Il bambino tende a grattarsi, anche su letti e tappeti, per cercare di alleviare il prurito. La dermatite atopica peggiora se la pelle viene grattata perché le unghie danneggiano la barriera cutanea, esponendo così la pelle all’azione dei batteri e provocando infiammazione. I bambini tendono spesso a strofinare la pelle sulle lenzuola o addirittura sulla moquette per trovare sollievo dal prurito e, nei bambini di tutte le età, il prurito può diventare intenso al punto da non farli dormire. Il prurito può determinare un peggioramento delle manifestazioni cutanee con relative complicanze, tra cui la più frequente è l'infezione batterica. I lattanti possono anche riscontrare sonno disturbato, irritabilità e pianto improvviso. La mancanza di sonno, ovviamente, si ripercuote sul rendimento scolastico del bambino e sull'attività lavorativa dei genitori, causando stress psicologico per tutta la famiglia. La dermatite atopica può causare ispessimento della pelle, infezioni batteriche e altre infiammazioni cutanee, accompagnate da prurito intenso. Le lesioni possono essere eritematose (rosse), essudative (con secrezione acquosa dalla pelle interessata al processo infiammatorio), arrossamento, gonfiore e intenso prurito in fase acuta, e in fase cronica la pelle diventa secca e dura con manifestazioni di prurito.

Le Cause della Dermatite Atopica
La causa esatta della dermatite atopica non è nota, ma è riconosciuta come una malattia multifattoriale, ovvero influenzata da una combinazione di fattori genetici, immunologici e ambientali. La dermatite atopica è causata da un difetto nel DNA delle cellule della pelle che sono più suscettibili all’infiammazione. Esiste una chiara componente genetica: questo problema della pelle può essere trasmesso dai genitori. È frequente, infatti, che i genitori o altri membri della famiglia soffrano di dermatite atopica, asma o allergie nasali come febbre da fieno o rinite allergica. La dermatite atopica è spesso associata a patologie allergiche respiratorie (asma) e rino-congiuntiviti perché si sviluppa nel contesto della cosiddetta atopia, ovvero un terreno, una predisposizione genetica, che porta a delle reazioni eccessive agli allergeni. In particolare, i soggetti atopici possiedono e producono in modo esagerato una classe di anticorpi chiamati immunoglobuline E (IgE).
Dal punto di vista della fisiopatologia cutanea, nei bambini con dermatite atopica la barriera dell’epidermide è alterata. Questa alterazione si manifesta con ceramidi ridotti di numero, cheratinociti più fragili e corneodesmosomi meno solidi. La conseguenza diretta è un'aumentata perdita di acqua attraverso l’epidermide, rendendo la pelle più irritabile e più permeabile a agenti infettivi e allergizzanti. I soggetti colpiti hanno una naturale carenza di fattori idratanti naturali (FMN), come gli amminoacidi, e disturbi al metabolismo dei lipidi epidermici. Questa compromissione della barriera cutanea facilita la moltiplicazione di batteri come lo stafilococco aureo, che può infettare la pelle, provocando ulteriore infiammazione e prurito, alimentando il ciclo della dermatite atopica.
Le riacutizzazioni possono svilupparsi per cause molto diverse, ma la principale riguarda l'esposizione a fattori scatenanti ambientali che sollecitano la pelle atopica in modo improprio. Tra i fattori scatenanti esterni, oltre a irritanti e allergeni, si possono includere anche un clima freddo, l’assunzione di cibi irritanti, il contatto con saliva, polveri e inquinamento. Ad esempio, il bambino che vive in un paese sviluppato, probabilmente in una città, dove i livelli di inquinamento sono elevati oppure vive in paesi dove il clima è piuttosto freddo, potrebbe vedere peggiorare i sintomi.
La dermatite atopica non è una malattia allergica in sé, ma nel lattante che ne soffre può associarsi frequentemente ad un'allergia alimentare nei confronti dei principali alimenti assunti come latte, uovo o grano. In questi casi, l’allergia alimentare è una concomitanza di disturbi che sono immediati e diversi da quelli caratteristici della dermatite atopica, e il motivo di questa coesistenza non è ancora completamente conosciuto.
Diagnosi: Riconoscere la Dermatite Atopica
La diagnosi di dermatite atopica è di solito clinica e molto semplice. Viene fatta dal pediatra attraverso un accurato esame della pelle, senza bisogno di nessun esame di laboratorio nella maggior parte dei casi. L'obiettivo è escludere altre patologie che possono dare sintomi analoghi ma che richiedono un diverso approfondimento diagnostico e terapeutico.
Tuttavia, non esiste un test specifico per la dermatite atopica che da solo possa confermarne la presenza. In casi selezionati, come per forme gravi e resistenti alle terapie, o nei casi in cui vi siano sintomi spia di allergie alimentari (ad esempio, nei lattanti con una importante dermatite che presentano concomitanti reazioni immediate all’assunzione di alimenti), può essere indicato ricorrere a prove diagnostiche cutanee come il prick test, o al dosaggio molecolare delle IgE specifiche (ISAC test). Il sangue può essere analizzato in particolare per dosare i livelli di immunoglobuline E (IgE), che sono spesso elevate nei soggetti atopici, ma questi esami non sono diagnostici per la dermatite atopica in quanto tale. In generale, le prove allergiche non sono da richiedere come esami di prima scelta; la consulenza con un allergologo pediatra può essere utile solo quando la cura appropriata della cute non dia risultati o quando il quadro clinico indirizzi verso una concomitante evidente allergia alimentare.
La Gestione Quotidiana: Igiene e Idratazione
La gestione della dermatite atopica prevede sempre una terapia dermatologica adeguata e l'allontanamento delle cause scatenanti, se presenti. Non vi è un trattamento che porti ad una risoluzione immediata, ma si ricorre a terapie che servono a controllare l’infiammazione e il prurito. La costanza e la pazienza nella gestione giornaliera delle lesioni porta a un indiscutibile successo nel tempo. Trattare la pelle con molta cura e idratarla è il modo migliore per ridurre le riacutizzazioni e la gravità dei sintomi.
L'Igiene Quotidiana:La cute atopica è molto delicata e ipersensibile. Per evitare di favorire l'insorgenza di secchezza e lesioni cutanee, l’igiene quotidiana deve sollecitarla il meno possibile. Il tempo di immersione nell'acqua e di detersione deve essere minimo. Il bagnetto del bambino con dermatite atopica non deve durare più di 5-15 minuti (è consigliabile limitarlo a non più di 5 minuti per evitare che la permanenza in acqua richiami liquidi e secchi ulteriormente la pelle) e va utilizzata acqua tiepida (temperatura 32-34°C). Il contatto prolungato con l’acqua e il calore, infatti, danneggiano la barriera cutanea protettiva e disidratano la pelle, facilitando lo sviluppo di irritazione e prurito.
La scelta dei detergenti da usare durante il bagnetto è fondamentale. L’ideale è optare per prodotti senza sapone (fluidi, gel o pane dermatologico), con pH leggermente acido (5,5-6,0) simile a quello della cute, ipoallergenici o specifici per la pelle atopica. È bene utilizzare detergenti oleosi non profumati. Un esempio di prodotto indicato è l'Eucerin AtopiControl Olio Detergente, indicato per il bagnetto dei bambini dai 3 mesi di vita, che svolge un'azione rilipidizzante e anti-prurito, adatto in tutte le fasi della dermatite atopica. Dopo il bagnetto, la pelle va asciugata bene, tamponando leggermente con teli in cotone morbido, senza strofinare.

L'Idratazione Costante:Dopo averla asciugata, la pelle del bambino con dermatite atopica va sempre "nutrita". La premessa per ripristinare la funzione barriera della pelle e per ridurre la frequenza delle fasi acute è combinare una detersione non aggressiva e lipidizzante con un trattamento quotidiano emolliente e lenitivo. Gli emollienti, o creme idratanti, includono lozioni, creme per il viso, unguenti e prodotti bagno/doccia che idratano la pelle mantenendola elastica e protetta dagli agenti irritanti. L'uso regolare di questi prodotti è fondamentale nel trattamento della dermatite atopica e può ridurre la frequenza delle riacutizzazioni. Gli emollienti possono essere applicati liberamente e frequentemente (almeno 2-4 volte al giorno), senza strofinare eccessivamente la cute.
Quando sono presenti lesioni cutanee tipiche della fase acuta, al posto di una comune crema idratante ed emolliente, è preferibile optare per preparati topici più specifici, contenenti composti in grado di proteggere e ripristinare attivamente la barriera cutanea. A questo scopo, si sono dimostrate utili formulazioni a base di lipidi molto simili a quelli naturalmente presenti nell'epidermide (glicerina, ceramidi ecc.) e pantenolo (pro-vitamina B5). Una crema di questo tipo può essere utilizzata in tutta serenità sulle lesioni cutanee, anche nei bambini più piccoli ancora in allattamento, in quanto estremamente ben tollerata e del tutto priva di corticosteroidi.
La linea prodotti per Dermatite Atopica Eucerin AtopiControl include ingredienti benefici per la pelle atopica, come gli Acidi Grassi Omega-6 provenienti da olio di enotera e olio di semi d’uva, ed è adatta dai 3 mesi di vita in su (escluso lo Spray Anti-Prurito, raccomandato dai 3 anni in su). Specificamente, AtopiControl Crema Viso è indicata per il trattamento della pelle atopica del viso, del contorno occhi e delle palpebre, lenendo il prurito e ripristinando la barriera cutanea. AtopiControl Emulsione Corpo, con il 12% di Acidi Grassi Omega-6, è indicato per il trattamento di zone cutanee estese, nelle fasi di remissione della dermatite atopica, lenendo il prurito e ripristinando la barriera cutanea nella pelle atopica e arrossata.
Strategie per Alleviare il Prurito e Prevenire i Danni
Il prurito è il sintomo più angosciante della dermatite atopica e può innescare un circolo vizioso di grattamento, infiammazione e ulteriore danno cutaneo. È inutile chiedere ripetutamente al bambino con dermatite atopica di non grattarsi: soprattutto se è piccolo, è un istinto che non può controllare e continuare a sottolineare il problema non fa che generare una frustrazione aggiuntiva, del tutto controproducente. Invece, è fondamentale adottare strategie pratiche per mitigare il prurito e i danni che ne derivano.
Cura delle Unghie:Una misura semplice ma efficace è curare regolarmente le unghie, tenendole corte e prive di spigoli taglienti. Levigarle e arrotondarne i margini con una limetta può essere sufficiente per limitare i danni involontari all'epidermide causati dal grattamento. Tieni sempre le unghie corte per minimizzare il rischio di lesioni e infezioni secondarie.

Applicazioni Ripetute:Se, nonostante una corretta igiene e idratazione, la sensazione pruriginosa è intensa e il bambino tende a grattarsi, è utile ripetere l’applicazione di acqua termale ed emollienti sulle zone interessate più volte al giorno e prima del riposo notturno. Mantenere la pelle costantemente idratata può ridurre la secchezza che spesso è la causa principale del prurito.
Fattori Ambientali e Stile di Vita
Agire sui fattori ambientali che possono sommarsi ai fattori genetici all'origine della malattia è cruciale per diminuire il rischio di scatenare una fase acuta, alleviare gli eventuali sintomi già presenti e garantire il massimo benessere del bambino con dermatite atopica.
Abbigliamento:La scelta degli indumenti è importante. È bene evitare a contatto della pelle indumenti ruvidi come lana e sintetici, che possono irritare ulteriormente la cute sensibile. Va preferita biancheria intima di cotone o seta, materiali morbidi e traspiranti che riducono l'attrito e la sudorazione. Scegli abiti morbidi e che non stringano. È altresì utile lavare gli indumenti del neonato con detersivi delicati, evitando irritanti meccanici e chimici.
Temperatura Corporea e Sudorazione:Il sudore sensibilizza la pelle e promuove irritazioni, arrossamenti e prurito. Un consiglio aggiuntivo è controllare la temperatura corporea e l'umidità della pelle del bambino mentre dorme o gioca (per esempio, infilando una mano sotto la maglietta per pochi secondi) e variare l'abbigliamento e il livello di copertura in modo corrispondente. Mantenere fresco il tuo bambino aiuta a prevenire la sudorazione eccessiva e le conseguenti irritazioni.
Attività Estive e Contatto con l'Acqua:Nonostante il caldo e l’aumento della sudorazione, in genere, l’estate è la stagione migliore per i bambini che soffrono di atopia. Nuotate e giochi in piscina o al mare non sono controindicati al bambino con dermatite atopica, a patto di risciacquare bene la cute con acqua dolce subito dopo il bagno per evitare che il cloro o il sale la disidratino eccessivamente. Se la pelle è estremamente sensibile, può essere protetta con una crema-barriera prima dell'immersione. In vacanza, l’esposizione al sole va graduata, anche se, specie al mare, è di giovamento. È bene evitare il contatto con l’acqua salata se l’eczema è in fase attiva e quindi è necessario curare bene le manifestazioni prima; in ogni caso, dopo il bagno, va rimossa la salsedine e applicata una crema idratante.
Ambiente Domestico e Allergeni:La casa è un crogiuolo di allergeni e sostanze sensibilizzanti che possono peggiorare notevolmente i sintomi della dermatite atopica nei neonati e nei bambini.Se in casa c’è un bambino con dermatite atopica, è buona regola evitare di ospitare animali con pelo all'interno dell'abitazione, optando (ove possibile) per una cuccia coperta e confortevole in giardino o in un altro spazio esterno adeguato. I peli di animali domestici sono tra i trigger comuni.
Gli acari della polvere rappresentano un'altra fonte significativa di allergeni che possono scatenare la dermatite. Gli acari sono animaletti microscopici di dimensioni fra i 200 ed i 400 millesimi di millimetro, appartenenti alla famiglia degli aracnidi. Si nutrono di forfora e di desquamazioni cutanee dell'uomo e degli animali, rifuggono dalla luce e si rifugiano soprattutto nei materassi e nei cuscini, dove per loro è più facile alimentarsi, in quanto sono a stretto contatto con il nostro corpo. Considerando che trascorriamo circa un terzo della nostra vita a letto, l'esposizione ravvicinata agli acari è prolungata. Gli acari della polvere, nel loro ciclo vitale, espellono escrementi (nei quali si trovano gli allergeni), enzimi digestivi e secrezioni di vario tipo che, entrando in contatto con la pelle, possono dare luogo a reazioni allergiche, causando arrossamenti, eritema, comparsa di bolle, prurito e desquamazione. Anche nel caso in cui la dermatite non fosse da imputare direttamente all’allergia agli acari della polvere, è comunque fondamentale evitare il contatto tra gli escrementi, gli enzimi digestivi dell’acaro della polvere e la pelle, poiché con la dermatite la pelle perde la sua naturale barriera che serve a difenderci dagli agenti esterni, lasciando le porte spalancate a batteri e quant'altro che possono creare infezioni.
Dermatite atopica nei bambini: cause, sintomi e cure
Per evitare il contatto tra chi soffre di dermatite e gli acari della polvere, è fondamentale foderare tutti i letti di casa con tessuti barriera antiacaro che blocchino il passaggio degli acari e dei loro derivati all’interno di materassi, cuscini e piumoni. Coprire tutti i letti di casa con tessuto effetto barriera antiacaro serve a evitare la dispersione nell’ambiente di allergeni dell’acaro della polvere, feci ed enzimi digestivi, funghi e muffe, contribuendo a un ambiente più sano.
Alimentazione:Non sono necessari accorgimenti dietetici specifici se non in caso di evidente e specifica allergia alimentare diagnosticata da uno specialista. Inutile privare il bambino di alimenti senza una comprovata allergia.
Trattamenti Specifici: Terapie Topiche
La gestione della dermatite atopica richiede un approccio terapeutico che combina il trattamento dermocosmetico con l'uso di farmaci specifici, soprattutto durante le fasi acute. La terapia farmacologica della dermatite atopica si fonda sui corticosteroidi topici, mentre il trattamento dermocosmetico sugli emollienti.
Corticosteroidi Topici:Il cortisone in crema sulle lesioni eczematose è il trattamento più efficace, indispensabile e da continuare sino al completo controllo dei sintomi, per poi essere ripreso in fase di riacutizzazione. Sulle lesioni “attive” (quelle rosse e spesso umide) è necessario applicare delle creme antinfiammatorie, di solito a base di cortisone, in piccola quantità e fino a quando il sintomo non scompare. I corticosteroidi sono molto efficaci e agiscono rapidamente nell’alleviare il prurito, anche in casi di grave riacutizzazione. I cortisonici di ultima generazione hanno un basso assorbimento e perciò non comportano effetti collaterali significativi per l’organismo. A volte vengono prescritti dal pediatra in preparati “galenici”, ovvero mischiati con altri componenti in modo da attenuare la potenza del cortisone e sfruttare gli effetti idratanti e antinfiammatori di ingredienti come l’olio d’oliva o l’ossido di zinco. La crema a base di cortisone è il trattamento di prima scelta perché anche recenti studi rassicurano sul suo effetto a lungo termine, specialmente nei bambini più piccoli.
Per guidare l'applicazione della giusta quantità di prodotto, è utile la misura dell’unità “punta di dito” (FTU), definita come la quantità di medicamento presente dalla punta del dito alla prima articolazione dal lato palmare. Questa unità è una guida per valutare la quantità di medicamento locale necessaria per coprire questa area: con un FTU si copre la mano o l’inguine, due FTU per la faccia o un piede, tre FTU per un braccio, sei FTU per gamba e quattordici FTU per il tronco.

Inibitori della Calcineurina:I farmaci inibenti la calcineurina offrono un’alternativa efficace e corticosteroidi-sparing per pazienti particolari, soprattutto per quelli che abbiano frequenti ricadute e richiedano trattamenti in aree sensibili della cute, come il viso. Si tratta di creme o unguenti da applicare sulla pelle che agiscono modulando la risposta immunitaria locale.
Antistaminici:Dato che il prurito nella dermatite atopica è causato principalmente dalla pelle secca e dall'infiammazione, e non dalla liberazione di istamina, gli antistaminici per via orale funzionano poco per alleviare il prurito e vengono prescritti solo in casi particolari, ad esempio quando il prurito compromette gravemente il sonno.
Emollienti nelle Fasi Acute:Durante la fase acuta, gli emollienti devono essere utilizzati insieme a trattamenti topici come creme corticosteroidi e spray anti-prurito. Anche se l'emolliente non è un farmaco, il suo ruolo è cruciale nel ripristino della barriera cutanea e nel mantenimento dell'idratazione, potenziando l'effetto dei farmaci e riducendo la frequenza e la gravità delle riacutizzazioni. È clinicamente dimostrato che le proprietà curative di Eucerin AtopiControl Crema Fasi Acute migliorano l’aspetto della pelle durante le fasi di riacutizzazione e aiuta a ridurre l'uso dell'idrocortisone durante le fasi infiammatorie. Per un sollievo immediato dal prurito, in bambini di età superiore a tre anni e negli adulti, può essere utile Eucerin AtopiControl Spray Anti-Prurito.
Quando Rivolgersi allo Specialista
È sempre consigliato evitare i “rimedi fai da te” e rivolgersi ad uno Specialista Dermatologo che saprà valutare la situazione e consigliare le giuste azioni da intraprendere per il trattamento della dermatite atopica nel neonato. La consulenza di uno specialista può essere utile in diverse situazioni, in particolare quando il bambino:
- Ha una diagnosi di dermatite atopica da moderata a grave che non risponde al trattamento standard, inclusi quelli trattati con corticosteroidi di media o elevata potenza.
- Presenta una malattia persistente e/o frequenti ricadute.
- È stato ricoverato in ospedale per la dermatite atopica o ha richiesto un trattamento generale (sistemico) per le ricadute o per il mantenimento.
- Il prurito ha un’influenza negativa nella quotidianità, compromettendo la qualità del sonno o causando insonnia e irrequietezza costanti.
- Sperimenta disagio estetico o impatto psicologico sia nel bambino che nella famiglia.
- Si manifestano altre manifestazioni allergiche concomitanti che potrebbero essere correlate.
- La cura appropriata della cute non dà risultati significativi o quando il quadro clinico indirizzi verso una concomitante evidente allergia alimentare.
L'obiettivo primario del trattamento deve essere un approccio che comprenda la cura della pelle e la riparazione della barriera cutanea, seguendo i consigli del pediatra o dello specialista. La terapia locale risolve l’infiammazione e ripristina la barriera cutanea nella maggior parte dei casi. La cura varia in funzione di come la dermatite si manifesta: se in chiazze eritematose (rosse), secche, essudanti (umide), lichenificate (ispessite) oppure solo secchezza cutanea. I trattamenti sono diversi e devono essere ben seguiti; è importante la modalità dell’applicazione per rendere la terapia accettata e più gradevole possibile per il bambino, soprattutto considerando che molti bambini tendono ad essere irrequieti per il prurito e, a volte, hanno difficoltà a dormire la notte. La dermatite può risolversi intorno ai 3-4 anni, può anche rimanere costante o, in casi meno frequenti, peggiorare, rendendo la gestione specialistica ancora più importante.