Oggi, care mamme, si parla di… cacca! Inutile girarci intorno: è uno degli argomenti che non si può non affrontare quando si ha un bimbo piccolo. Colore, consistenza, quantità… insomma, un tema che viene sviscerato (ops!) a più non posso negli incontri tra mamme. E basta che un bambino non la faccia per un solo giorno per parlare già di stitichezza del neonato. Ma è proprio così? La stipsi è uno dei disturbi funzionali digestivi più frequenti in età pediatrica e interessa una percentuale di bambini che va dal 3 al 30%. Ogni bambino con diagnosi di stipsi deve essere trattato per non lasciare che il problema peggiori nel tempo e per ristabilire una corretta abitudine di defecazione. Comprendere le cause e i rimedi, soprattutto in relazione all'alimentazione, che sia essa con latte materno, latte artificiale in polvere o liquido, è fondamentale per garantire il benessere dei più piccoli e la serenità dell'intera famiglia.
Comprendere la Stitichezza nel Neonato e nel Bambino: Definizione e Segnali
La stitichezza è molto comune nei bambini: basti pensare che almeno il 5% delle visite pediatriche avviene per questa ragione. Partiamo cercando di inquadrare l’argomento. Un lattante, a differenza dell'adulto, la stitichezza non dipende tanto da quante volte il bambino evacua, ma più che altro dalla consistenza delle feci e dalla presenza di dolore durante l'atto di evacuazione. Un lattante può evacuare anche una volta al giorno o ogni due giorni senza essere stitico, se le feci risultano comunque morbide. Di norma i lattanti evacuano 2-3 volte al giorno, ma il numero delle evacuazioni può variare molto da bambino a bambino. Alcuni lattanti ad esempio svuotano il loro intestino più volte al giorno, mentre altri solo una volta al giorno. Questa variabilità rende la diagnosi di stitichezza più complessa nei neonati rispetto agli adulti.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù definisce un bambino stitico in caso di 2 o meno evacuazioni a settimana per almeno un mese se ha un’età inferiore ai 4 anni, oppure almeno 2 mesi se ha più di 4 anni. In altre parole, la stitichezza è una ritenzione di feci per più giorni che crea disagio. In realtà però è difficile riuscire a dare una definizione univoca perché i bimbi sono tutti diversi, anche dal punto di vista della funzionalità intestinale. Il ritmo di evacuazione infatti è differente.
La stipsi non è solo un problema di frequenza con cui i bambini evacuano, ma anche di consistenza delle feci. Quelle di una persona stitica sono dure, spesso a palline (mai sentito nominare le feci caprine?), stentano ad uscire. Questo avviene a causa del transito lento nel colon. La maggior parte dell’acqua contenuta nelle feci viene assorbita dall’intestino e quindi si induriscono e fanno fatica ad essere espulse. Per questo anche la consistenza delle feci può aiutare i genitori a capire se si tratta di stitichezza: le feci dovrebbero infatti essere morbide.Ancora più complicato è definire la stitichezza nel neonato. Come si fa a dire quanto tempo deve passare tra un’evacuazione e l’altra perché nostro figlio sia veramente stitico? Qual è la “normalità” in fatto di cacca? Rispondere a queste domande è quasi impossibile quando si ha a che fare con bimbetti piccolissimi. Bisogna quindi imparare ad osservarli e conoscerli.Fra i sintomi di stitichezza nei neonati troviamo:
- feci dure
- diminuzione dell’appetito
- gonfiore addominale
- scarsa energia
- irritabilità
Se vediamo il piccolo sforzarsi per evacuare, ad esempio, nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi: il maggiore sforzo è dovuto al fatto che la muscolatura non è ancora del tutto matura. Allo stesso modo, la posizione sdraiata, che è quella in cui i neonati, non ancora capaci di stare seduti o in piedi, si trovano per la maggior parte del tempo non favorisce l’evacuazione. Un pediatra può diagnosticare la stitichezza basandosi sull’anamnesi e sulla storia clinica del bambino. Solo in particolari circostanze e in caso di dubbi vengono prescritti degli esami per escludere alcune patologie.

La Dischezia del Neonato: Una Confusione Comune
Talvolta la stipsi viene confusa con la cosiddetta dischezia del neonato, che invece è una cosa diversa. La dischezia si riconosce da alcuni segnali caratteristici: il bambino piange quando evacua, diventa rosso, si sforza, ma poi le feci sono morbide, praticamente normali. Il problema sta nella mancata coordinazione tra la spinta e il rilasciamento dello sfintere anale. In altre parole, i muscoli responsabili dell’evacuazione non sono ancora del tutto maturi e quindi c’è qualche difficoltà. Questa condizione, chiamata dischezia, è assai diversa dalla stipsi che si manifesta sì con evacuazioni ogni 48 o più ore, ma anche con l'emissione di feci dure.Nessun allarme: la dischezia del neonato è assolutamente innocua e, soprattutto, transitoria. Si tratta solo di una fase passeggera. Buongiorno, si tratta di una condizione normale che scomparirà da sola nel giro di qualche giorno. Per il sig. Fabio, il problema presentato da sua figlia è abbastanza comune nelle prime settimane di vita e, più che ad una vera stipsi può essere fatto risalire ad una transitoria incoordinazione fra spinta addominale e rilascio dello sfintere anale. Se il bambino appare sofferente, si può stimolare l'orifizio anale con un sondino o con il cotton fioc. Ciò comporta il rilascio dello sfintere, facilitando così l'evacuazione. È importante però non abusarne per consentire l'apprendimento di un normale svuotamento intestinale. Questi bambini presentano feci di consistenza normale.
Le Cause della Stitichezza: Funzionali, Organiche e Dietetiche
Le cause della stitichezza possono essere molteplici e variano a seconda dell'età del bambino. Individuare le cause della stitichezza è più facile nei bambini più grandi, che nei neonati (anche perché è più difficile definirli stitici con certezza). Nei bambini appena nati e non ancora svezzati, invece, è più difficile definire quando ci si trova di fronte a un episodio di stitichezza.Le cause per cui questo accade possono essere varie, ma bisogna sempre considerare che l’organismo di un neonato deve ancora completare lo sviluppo. Contribuisce poi a causare stitichezza nei neonati anche l’immaturità del loro sistema muscolare intestinale, che non ha ancora raggiunto il pieno sviluppo.
Cause Funzionali e Comportamentali
Le cause funzionali sono quelle legate a problematiche alimentari o comportamentali, e sono le più comuni.Una di queste ad esempio coincide con il momento in cui si toglie il pannolino. Per noi adulti, l’uso del water è naturale, quasi scontato. Ma non è così per un bimbo di 2-3 anni che deve fare i conti con qualcosa di nuovo e mai provato prima e con il controllo degli sfinteri che, soprattutto all’inizio, può essere davvero complesso.Tra le altre cause di stitichezza del bambino ci sono disordini alimentari (come una dieta povera di fibre e di acqua), stress (l’arrivo di un fratellino, la scuola), l’abitudine a posticipare l’evacuazione (ad esempio per non allontanarsi dal gioco o dalla tv). Questo può essere il caso anche di un mutamento repentino delle abitudini, un po’ come accade negli adulti, ad esempio in occasione di un viaggio.Nei più grandicelli può facilmente innescarsi un pericoloso circolo vizioso: feci voluminose e dure comportano un’evacuazione dolorosa che, a sua volta, scatena la paura di evacuare per non farsi male. Ecco quindi che il bambino trattiene la cacca, che si indurisce ancora di più provocando dolore e da qui il giro ricomincia.
Cause Organiche
Esistono poi cause organiche di stitichezza, meno frequenti ma più gravi, che richiedono un'attenta valutazione medica. Queste includono:
- Malattie: celiachia, fibrosi cistica, allergie alimentari (come l'intolleranza alle proteine del latte vaccino, IPLV, che può essere spesso transitoria), ipotiroidismo, malattia di Hirschsprung, difetti anali congeniti. Ad esempio, data la storia di stipsi e probabile reflusso gastroesofageo che disturba la bimba di notte, un esperto si orienta fortemente per la possibilità di una intolleranza/allergia alle proteine del latte vaccino (IPLV).
- Farmaci: ad esempio, alcuni oppioidi possono avere la stitichezza come effetto collaterale.
- Tossine: ad esempio, il piombo o quella responsabile del botulismo infantile, a volte causato dal miele nei bambini sotto l'anno di età.
In questi casi, rivolgersi al pediatra è fondamentale per escludere che ci sia una causa organica, come una patologia. Nella maggior parte dei casi, però, la stitichezza nei neonati è di tipo funzionale, ovvero non se ne conosce con certezza la causa.

Il Ruolo dell'Alimentazione: Latte Materno vs. Latte Artificiale
L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nella regolarità intestinale dei neonati e dei bambini piccoli. Il tipo di alimentazione: il latte artificiale in alcuni casi sembra più difficile da digerire rispetto al latte materno. Come capire se è vero?
Stitichezza nel Neonato e Latte Materno
Il latte materno è facilmente digeribile per i neonati, per cui viene per la maggior parte assorbito dall’organismo del piccolo. Questo può portare a evacuazioni meno frequenti rispetto ai neonati allattati con latte artificiale, ma non si tratta in questo caso di stipsi. Un neonato allattato al seno evacua molto spesso, anche dopo ogni poppata (il che significa che può arrivare a sporcare pure 8-9 pannolini al giorno!). Però questo potrebbe verificarsi anche ogni 4-5 giorni ed essere considerato fisiologico. L’importante è che le feci siano morbide e l’evacuazione indolore.In generale possiamo affermare che è raro che un neonato allattato al seno sia stitico. Il latte materno ha pochissime scorie (che sono ciò che compone in misura maggiore le feci), viene completamente assorbito e quindi produce residui scarsi. Quindi, il numero di evacuazioni del neonato dipende essenzialmente dal ritmo con cui si scarica, che è personalissimo.In media, un neonato allattato al seno evacua da due a cinque volte al giorno, ma rientra in parametri normali anche una frequenza inferiore. Alcuni bambini possono non defecare per due o tre giorni e stare comunque bene. Un aspetto importante: la consistenza delle feci o il numero delle evacuazioni non sono influenzati da quello che mangia la mamma che allatta. Nel latte passano solo le sostanze nutritive del cibo. Se l’alimentazione della mamma molto raramente influenza la regolarità intestinale del neonato allattato al seno, i ritmi spesso irregolari dettati dai bisogni del piccolo potrebbero avere come conseguenza la stitichezza nella mamma. In questi casi si dovrà prima di tutto prendersi cura del proprio benessere con una dieta equilibrata e ricca di fibre, e qualora non basti si può ricorrere, sempre dietro consiglio del medico, a rimedi lassativi adatti all’allattamento. Fra questi il medico potrebbe prescrivere il macrogol, una sostanza con proprietà osmotiche: ciò significa che aumenta il contenuto di acqua delle feci, rendendole più facili da espellere.
Stitichezza nel Neonato e Latte Artificiale
Quando, per tutta una serie di cause, non è possibile allattare al seno il neonato con latte materno, si può ricorrere al latte artificiale. La stitichezza del neonato in seguito all'assunzione di latte artificiale è una delle situazioni più frequenti e preoccupanti per mamme e papà di ogni età. La maggior parte delle volte si tratta di una situazione temporanea e di adattamento dell'intestino, che ha bisogno di abituarsi al diverso mix di macro e micronutrienti presenti nel latte artificiale.I bambini allattati artificialmente potrebbero avere qualche episodio di stitichezza. Nel latte formulato manca il lattulosio, uno zucchero che è naturalmente presente in quello materno e che aiuta la regolarità intestinale. Lo stesso vale per l’allattamento misto in cui le poppate di latte materno si alternano a quelle di artificiale. Esiste quindi una correlazione tra allattamento artificiale o misto e stitichezza.Di solito (ma ovviamente non per tutti è così), un neonato allattato artificialmente evacua 2-3 volte al giorno, ma molto dipende dal tipo di latte. Un lattante alimentato con formula può evacuare da una volta al giorno a una volta ogni due giorni. Le formule a base di latte vaccino o di soia rendono le feci più solide e le evacuazioni meno frequenti. Con quelle ipoallergeniche invece sono più liquide e frequenti. Se il tuo bambino ha una predisposizione per le feci dure, potrebbe giovare passare al nostro latte HiPP Combiotic®. I latti HiPP Combiotic® contengono anche importanti prebiotici (GOS del lattosio) che aiutano a lubrificare le feci e quindi a renderle più morbide. Le formule anti-stipsi con proteine idrolizzate e prebiotici possono nutrire il neonato, ma allo stesso tempo aiutare a rendere le feci più morbide.
Latte Artificiale in Polvere o Liquido: La Scelta
Il latte artificiale è un preparato che subisce specifici trattamenti durante i processi di fabbricazione, confezionamento, trasporto, distribuzione e stoccaggio. Disponibile sia in polvere che liquido, ne esistono vari tipi in commercio, ma la sua composizione nutritiva deve seguire scrupolosamente le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per preservare la salute dei bambini.Che differenza c’è tra il latte liquido artificiale e quello in polvere? Le due alternative - polvere e liquida - si equivalgono dal punto di vista nutrizionale, ma non sotto il profilo igienico. Il latte materno è ricco di enzimi e sostanze bioattive che aiutano a facilitare la digestione del latte stesso, mentre il latte artificiale ha una composizione molto più stabile e può rendere le feci leggermente più dure e compatte.Al contrario, il latte artificiale in polvere non è sterile e potrebbe contenere una flora di microbi residui nocivi per la salute del bambino. Infatti, in certi casi, alcuni agenti patogeni possono sopravvivere al processo di produzione industriale ed essere presenti nel latte in polvere, oppure la contaminazione può avvenire dopo l’apertura della confezione.Quando viene scelto l’allattamento con il latte in formula, eventuali problemi di stitichezza potrebbero dipendere dal prodotto utilizzato, ma anche un cambio del latte può causare stitichezza nel neonato. In generale i bambini allattati con il latte in polvere sembrano più soggetti alla stipsi, ma, come abbiamo visto, molto dipende dal tipo di latte utilizzato, oltre che dalle caratteristiche individuali del neonato.
Preparazione e Conservazione del Latte in Polvere
Come comportarsi se il latte artificiale fa diventare stitico il nostro bambino? È fondamentale mantenere la giusta proporzione tra acqua e polvere. La preparazione corretta della formula è essenziale. Errori nella ricostituzione del latte artificiale possono condurre alla stitichezza nel neonato.Il latte artificiale in polvere, come accennato sopra, deve essere raffreddato velocemente per evitare che i batteri residui si moltiplichino, cosa che avviene più facilmente ad una temperatura compresa tra i 7 e i 65 gradi centigradi. Quanto dura il latte artificiale in polvere una volta scaldato? Invece, il latte in polvere, dopo l’apertura della confezione, deve essere conservato a una temperatura ambiente, nella confezione ben chiusa, in luogo pulito, fresco e asciutto.Oggi esistono prodotti altamente digeribili, che è però necessario utilizzare seguendo le indicazioni del pediatra, soprattutto per quel che riguarda le proporzioni fra acqua e latte in polvere. Se il bambino viene alimentato solo con il biberon, si consiglia di controllare che il dosaggio sia corretto e che la quantità di acqua sia sufficiente in base all’utilizzo del misurino fornito nella confezione. Se un latte determina particolari problemi è opportuno provare a cambiarlo per un periodo di almeno 10 giorni, per avere la possibilità di capire se va bene per il bebè. Cambiare formula troppo spesso può peggiorare il problema.
Quale Latte Artificiale Scegliere?
Qual è il latte artificiale migliore per neonati? Come già detto, esistono in commercio tantissimi tipi di latte artificiale e tutti devono avere una composizione stabilita. Anche se questa non è mai perfettamente identica tra le varie formule, le variazioni sono così piccole da essere insignificanti sotto il profilo biologico.La formula 1, la cui composizione è il più vicina possibile a quella del latte materno, e viene data dalla nascita ai 6 mesi di vita. La formula 2, o latte di proseguimento, la cui composizione cambia per andare a rispondere alle esigenze di crescita del bambino dopo i 6 mesi di vita. Questa formula ha un contenuto di lattosio più basso, sostituito in parte da glucosio e saccarosio, e una aggiunta di ferro. Sono tantissimi genitori che pensano che alimenti ricchi di ferro provochino stitichezza nel bambino, ma questo non è un concetto universalmente dimostrato.

Svezzamento e Transizioni Alimentari: Nuove Sfide per l'Intestino
Lo svezzamento è uno dei periodi più classici in cui può comparire stitichezza anche in bimbi che fino a quel momento non ne avevano mai sofferto. E il motivo è facilmente intuibile: il passaggio da una dieta completamente liquida a base di latte a una semisolida o solida ha delle ripercussioni sulla digestione, feci incluse chiaramente. L’apparato digerente deve abituarsi alla nuova consistenza del cibo e quindi è del tutto normale che si verifichi la stipsi. Capito perché non si devono anticipare troppo i tempi con lo svezzamento precoce?È più comune, invece, che problemi di stitichezza si presentino quando si iniziano a introdurre cibi solidi nella dieta del bambino. Per evitarli è bene che l’alimentazione sia equilibrata fin da subito: andranno quindi proposti cibi ricchi di fibre, ad esempio puree di legumi o frutta. Il pediatra saprà dare i giusti consigli alimentari quando il neonato inizia lo svezzamento.Se la stitichezza compare in concomitanza con lo svezzamento (o comunque in bimbi già svezzati), scegliete con cura ciò che proponete nei pasti. Offrite acqua in abbondanza e cibi ricchi di fibre, evitate invece gli alimenti astringenti come il riso, le banane o le mele, prediligendo quelli lassativi, come lo yogurt, le prugne, le pere e i kiwi. Quando nella dieta del bambino vengono introdotti alimenti complementari, le feci diventano spesso più dure e le evacuazioni si fanno più irregolari. È normale anche che il bambino debba spingere con maggior forza. Per rendere le feci più morbide possono esserti utili i seguenti consigli: fai in modo che il bambino beva a sufficienza. Un po’ di tisana o succhi di frutta che favoriscono l’evacuazione (ad es. HiPP Mela) offerti tra un pasto e l’altro sono spesso efficaci per alleviare i disturbi. Nella dieta del bimbo si raccomanda di utilizzare prodotti che rendano meno compatte le feci (sull’etichetta sono riportate le informazioni sugli effetti sull’evacuazione), come ad esempio HiPP “Mela”, oppure preparati a base di cereali integrali (ad esempio HiPP Frutta mista e cereali).
Strategie e Rimedi per Alleviare la Stitichezza
Cosa fare quindi contro la stitichezza nei neonati? Se il bambino è allattato artificialmente il pediatra potrebbe consigliarvi un latte arricchito con prebiotici o con particolari formulazioni di grassi: le feci diventeranno meno compatte e più facili da espellere. In commercio ci sono vari tipi di latte antistitichezza, la cui efficacia però non è del tutto dimostrata. Potrebbe trattarsi più che altro di una strategia di marketing. Le suggerisco di provare ad usare, sempre della Plasmon, il latte Lenilac 1, indicato per problemi di stitichezza. In alternativa o in aggiunta può preparare il latte con una soluzione diluita di acqua di orzo (mezzo cucchiaino di orzo bimbo in 100 ml di acqua).
Rimedi Non Farmacologici e Stili di Vita
Per dare sollievo al bambino si può:
- Fargli un bagno caldo: la temperatura dell’acqua rilassa la muscolatura, rendendo più semplice l’evacuazione. L’acqua rilassa i muscoli e aiuta ad attivare la peristalsi, cioè i movimenti intestinali. Uscendo dalla vasca procedete con un bel massaggio sul pancino.
- Massaggi e movimento: accarezza o massaggia delicatamente il pancino del tuo bambino in senso orario. Mettete una mano sull’addome del bambino, tenendolo disteso trasversalmente sulle ginocchia. Ponete l’altra, piatta, sopra la prima, facendo ampi movimenti circolari, dapprima superficiali, poi sempre più profondi, in senso orario. Agite prima con la punta delle dita, quindi con il lato interno della mano che sta sopra, con la base del pollice, con il lato interno dell’altra mano. Potete usare un olio o una crema per la pelle dei neonati.Anche i movimenti “a bicicletta” delle gambine possono dare qualche risultato. Provate mentre il piccolo è sul fasciatoio o sul letto. In questo modo si stimolano i muscoli addominali e dell’intestino. Inoltre, si facilita l’espulsione di aria che può causare mal di pancia. Anche il tummy time, cioè il tempo trascorso a pancia in giù, può essere efficace. Fai in modo che il tuo bambino si muova con regolarità perché rotolare e sgambettare stimola la digestione. Anche il movimento o massaggi delicati possono aiutare la digestione.
- Idratazione e fibre: assicurarsi che il bambino beva a sufficienza è cruciale. L'introduzione di cibi ricchi di fibre durante lo svezzamento è parimenti importante.
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Rimedi Farmacologici (Sotto Supervisione Medica)
Con i bambini più grandi i rimedi per la stitichezza sono altri. Se c’è una causa organica, si deve intervenire su quella, ad esempio cambiando l’eventuale farmaco che provoca la stipsi o curando la patologia di fondo. Se invece le cause sono funzionali, si deve cambiare lo stile di vita, la dieta o i comportamenti scorretti. Per esempio, se è colpa dello spannolinamento, un consiglio è quello di portare il bimbo in bagno ad orari fissi (ad esempio, dopo aver pranzato) oppure utilizzare il vasino o il riduttore per abituare all’evacuazione.In alcuni casi vengono prescritti dei farmaci per ammorbidire le feci. Generalmente sono delle bustine da sciogliere in acqua a base di polietilenglicole (PEG). Il dosaggio dipende dall’età del bambino, dal peso e dalla gravità del disturbo. La terapia dura almeno 3-6 mesi.Un’altra alternativa sono poi i clisteri con soluzione fisiologica oppure al miele da fare se c’è stipsi acuta e con ostruzione fecale. E sotto controllo medico!Gentile Sig. Fabio, innanzi tutto grazie per la fiducia. Ho letto attentamente la sua richiesta. Capisco la sua preoccupazione e il suo dispiacere nel vedere la sua piccolina soffrire. Diciamo che abbastanza spesso si verifica questo stato di cose che mi ha descritto. Intanto non mi preoccuperei più di tanto ma cercherei di capire cosa sta accadendo. Le posso dire che il metodo della stimolazione strumentale (clisteri e sondino) io non la condivido affatto. Bisognerebbe vedere la bimba insieme alla mamma e il papà per cercare di capire quale è la situazione reale. Le dinamiche familiari e le abitudini. Dovrebbe rivolgersi al suo pediatra se è anche esperto di psicologia familiare e osservatore acuto.
Attenzione a Fai-Da-Te e Consigli Non Medici
Evitate invece il fai da te e i consigli (spesso non richiesti) di vicine di casa, mamme, amiche, cognate e suocere. Stimolare il bimbo con punte di termometro, sondini o gambi di prezzemolo, soprattutto se fatto in maniera abituale, può essere controproducente (oltre che pericoloso). Non prendete iniziative autonome e soprattutto affidatevi sempre e soltanto al parere del medico. Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate. Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.
Quando Preoccuparsi: Segnali che Richiedono l'Intervento del Pediatra
A volte la stitichezza del neonato e del bambino è accompagnata da altri sintomi, come dolori addominali, malessere, irritabilità e calo dell’appetito, che di solito migliorano dopo che il piccolo riesce a liberarsi. In alcuni casi però è opportuno contattare il proprio pediatra:
- Sangue nelle feci: magari è solo causato da una minuscola ragade anale (un taglietto), ma va prontamente segnalato.
- Il bambino non mangia o vomita ripetutamente: potrebbero essere campanelli d’allarme di un’occlusione intestinale.
- Ridotta capacità di suzione.
- Arresto della crescita.
- Debolezza e perdita del tono muscolare.
- Dolore addominale acuto e grave insieme a gonfiore.
- Scarsa quantità di urina: la stitichezza si ripercuote negativamente anche sulle vie urinarie. La massa di feci comprime la vescica con conseguenti svuotamento incompleto e frequenti infezioni alle vie urinarie.
- Febbre.
Se il bambino cresce bene e non ha dolore intenso durante la defecazione, la situazione di stipsi si risolverà in giorni o settimane. Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile.Ad esempio, Mariangela con sua figlia di quasi due mesi soffre di rigurgito e stitichezza con Aptamil Confirmil. La pediatra ha cambiato latte ad Aptamil anti rigurgito, il quale però causa stitichezza. Il latte antireflusso può effettivamente provocare o peggiorare i problemi di stipsi. In primo luogo occorre valutare l’entità del reflusso e della sintomatologia correlata e capire se il disagio della neonata è maggiormente correlato a questo o alla stipsi, per intervenire di conseguenza. Si può provare a cambiare marca di latte AR per vedere se altri sono meglio tollerati, serve comunque provare a proporli per un certo periodo perché è così che si potrà riuscire a valutare la risposta della piccina. Tale periodo dovrebbe essere di almeno 10 giorni allo scopo di vedere i risultati e capire se la situazione gradualmente si stabilizza. In caso contrario può tornare al latte precedente, utilizzando integratori che aumentano la viscosità del latte o farmaci antireflusso a seconda dell’entità della sintomatologia. Una certa percentuale di lattanti rigurgita abitualmente dopo i pasti senza che questo sia il segnale di un problema o interferisca sulla crescita. Solo se il piccolo smette di aumentare di peso (o cresce troppo poco) il rigurgito va considerato un sintomo da non sottovalutare. Quasi tutti i bambini rigurgitano dopo la poppata, ma se la crescita è regolare e non ci sono segni di malessere basta adottare qualche piccolo accorgimento di tipo comportamentale. Il ruttino non è un segnale di digestione avvenuta, quindi non è importante che il bimbo lo emetta dopo ogni poppata.
