L’agricoltura mondiale si trova di fronte a una sfida senza precedenti. Per troppo tempo, politici, scienziati e catene di approvvigionamento si sono concentrati su colture che richiedono grandi quantità di acqua ed esauriscono i suoli, lasciando gli agricoltori vulnerabili alle crisi climatiche e alla cronica denutrizione. Immaginate il futuro nel 2050: la popolazione mondiale è cresciuta fino a 10 miliardi di persone, più di 2 miliardi delle quali sono denutrite. Il cambiamento climatico si è intensificato: ondate di caldo torrido e inondazioni devastanti colpiscono i granai del mondo come il Midwest degli Stati Uniti, la Pianura della Cina settentrionale, ma anche la Dobrugia bulgara, anno dopo anno, distruggendo colture come mais e grano. Nel frattempo, le risorse di acqua dolce nelle aree agricole sono state gravemente impoverite a livello di falda acquifera. Tuttavia, esistono delle alternative. Il sorgo e altri cereali antichi e resilienti non solo possono soddisfare la domanda globale di cibo e nutrienti in modo economicamente vantaggioso, ma anche migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori proteggendo al contempo gli ecosistemi vitali del nostro pianeta.
La biologia della pianta-cammello
Tra tutte le colture cerealicole, il sorgo (Sorghum bicolor) è la pianta più termofila e tollerante alla siccità. Il sorgo è una graminacea appartenente alla tribù delle Andropogoneae, la stessa a cui appartiene la canna da zucchero. È in grado di sopravvivere in condizioni estreme, come temperature superiori a 30°C e siccità prolungate, adattando la sua crescita in risposta ad ambienti avversi. Anche piccole e brevi gelate fino a -1 / -3 °C sono distruttive per i semi. La temperatura ottimale è di 27-35 °C, e la pianta tollera il calore fino a 40 °C. I semi germinano a una temperatura di 8-13 °C, ottimamente a 18-20 °C. La temperatura media giornaliera minima per l'inizio della fioritura è di 14-15 °C, per la maturazione di 10-12 °C.

Questa è la sua proprietà unica: la capacità di sopravvivere in condizioni estreme, come temperature superiori a 30°C e siccità prolungata, interrompendo temporaneamente la crescita. Può rimanere in uno stato latente fino a 40 giorni e riprendere immediatamente la crescita una volta che le condizioni migliorano. Il sorgo affronta con successo sia la siccità del suolo che quella atmosferica. Tollera bene il calore e continua ad assimilare con le sue foglie anche quando il mais perde turgore e inizia ad arricciarsi. Il sorgo fornisce rese accettabili senza irrigazione al limite delle aree semi-desertiche. Per queste caratteristiche, è stato chiamato "pianta-cammello", in quanto è capace di sopportare con danno ridotto le deficienze idriche.
Origini storiche e diffusione geografica
L'Africa equatoriale è considerata il luogo di origine del sorgo. La coltura è conosciuta dal 3000 a.C. in India e Cina e dal 2500 a.C. in Asia centrale. Oggi il sorgo è ampiamente coltivato in molti paesi del mondo. In India la superficie seminata è di 16 milioni di ettari, negli Stati Uniti di 5,7 milioni di ettari, in Africa di 15,4 milioni di ettari. Vaste aree sono seminate anche nei paesi del Medio Oriente, in Cina, Romania, Ungheria, Italia, Australia, Sud America e Giappone.
In totale, nel 2020 la superficie mondiale di sorgo era di 47,7 milioni di ettari, pari al 7% della superficie cerealicola, con una resa media di 1,4 t/ha. La produzione lorda di granella è stata di 75 milioni di tonnellate, pari al 4% della produzione totale di cereali. Il sorgo è il quinto cereale per importanza economica dopo grano, riso, mais ed orzo. Esiste un potenziale per espandere l'areale geografico di coltivazione del sorgo a causa del riscaldamento globale.
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Tipologie e varietà di sorgo
Esistono diversi tipi di sorgo: da granella, foraggero, da insilato, zuccherino e da fibra. Il sorgo da granella viene utilizzato sia direttamente, come granella foraggera, sia sotto forma di massa verde foraggera, fieno, insilato e farina d'erba. Il sorgo da scope o saggina (Sorghum vulgare var. technicum) presenta un'infiorescenza a panicolo con ramificazioni lunghissime ed elastiche, usata per la fabbricazione di scope e spazzole. Gli ibridi dei sorghi zuccherini (Sorghum vulgare var. saccharatum) sono piante molto alte, a culmo grosso, con steli succosi e zuccherini per la presenza nel midollo di notevoli quantità di saccarosio (15-20%). Il sorgo da fibra è molto adatto per la produzione di carta, mentre alcuni ibridi sono utilizzati anche per la produzione di biogas.
Valore nutrizionale e proprietà benefiche
La granella di sorgo contiene il 60-80% di amido, l'8-17% di proteine e l'1,7-6,5% di grassi. I semi contengono molti nutrienti importanti, tra cui proteine, fibre, vitamine del gruppo B, ferro, calcio e fosforo. Grazie alla sua composizione nutrizionale, il sorgo può essere una preziosa fonte di cibo. È ricco di antiossidanti come flavonoidi e composti fenolici, che aiutano a proteggere l'organismo dai radicali liberi, riducono l'infiammazione e possono aiutare a prevenire malattie come le cardiopatie, il cancro e alcune malattie croniche.

I semi contengono anche elevate quantità di fibre, che aiutano a normalizzare il processo digestivo, migliorando la motilità intestinale e promuovendo lo sviluppo di una microbiota benefica. Il sorgo ha un basso indice glicemico, il che significa che non provoca un picco dei livelli di zucchero nel sangue dopo il consumo. Inoltre, contiene fitosteroli, che possono aiutare a ridurre il colesterolo nel sangue e proteggere il sistema cardiovascolare. L'interesse per il sorgo come alimento per l'uomo è in aumento: i suoi chicchi possono essere preparati come la quinoa o il riso, macinati in farina o soffiati. Per le persone che evitano il glutine, il sorgo è una scelta eccellente e salutare.
Vantaggi agronomici ed economici
Nelle condizioni attuali, tutte le aziende agricole cercano di ottimizzare i costi, e molte di esse passano a colture più convenienti. Con l'aumento delle siccità estive, le rese del mais diminuiscono fino al 45%, mentre il sorgo mostra un'eccezionale tolleranza al calore. Gli esperti sottolineano che la sostituzione del mais con il sorgo nella rotazione colturale è economicamente giustificata quando le rese del mais sono inferiori a 5-6 t/ha. Il passaggio alla coltivazione del sorgo non richiede una speciale riattrezzatura tecnica delle aziende agricole, il che ne facilita l'introduzione. Rispetto agli altri cereali presenta alcuni vantaggi agronomici ed economici: uso limitato di mezzi tecnici, maggiore rusticità ed adattabilità, limitate esigenze idriche.
Il ridotto fabbisogno di concimi rappresenta uno dei vantaggi del sorgo. Questo cereale è in grado di prelevare in modo efficace buona parte dell'azoto minerale disponibile nel terreno e, quindi, richiede un apporto limitato di concime azotato. Il sorgo ha il duplice vantaggio di essere esposto in maniera limitata alle malattie e agli infestanti. Grazie al suo sistema radicale che si diffonde a una maggiore profondità, consuma circa il 30% in meno di acqua rispetto al mais. Inoltre, le varietà europee oggi in commercio hanno un basso contenuto in tannino, rendendolo un alimento molto importante nelle razioni animali per il ridottissimo rischio di contaminazione da micotossine.
Sfide gestionali: fertilità e rotazione
Dopo il sorgo la fertilità del terreno è più bassa che dopo il mais e altre piante da rinnovo, tanto che il cereale successivo, in genere frumento, tende a produrre meno. Questo fenomeno richiede una gestione attenta della rotazione. Nei terreni argillosi è necessario che il terreno sia preparato molto tempestivamente, durante l'autunno e l'inverno, con energiche erpicature ed estirpatore, in modo che alla semina sia già ben livellato ed amminutato. Trattandosi di coltura asciutta si dovrà limitare quella minerale, tanto più quanto più scarse sono le disponibilità idriche. In assenza di letame le dosi più consigliabili sono le seguenti: 40-60 Kg/ha di P2O5 da dare pre-semina; 80-100 Kg/ha di azoto da dare alla semina come urea.
La semina è un momento critico: se eccessivamente profonda rende problematica l'emergenza delle plantule, se troppo superficiale espone i semi a pericoli di disseccamento o di predazione da parte degli uccelli. Gli uccelli diversi, per lo più passeracei, sono un flagello per il sorgo, almeno fino a quando la coltivazione è fatta su limitate superfici. Tuttavia, il quadro di tensione sui mercati mondiali, legato alla crisi sanitaria e successivamente alla guerra in Ucraina, ha generato una costante progressione dei costi di produzione agricoli ormai da 19 mesi, per quanto riguarda in particolare i concimi e i prodotti fitosanitari. A tali aumenti, in termini di oneri, si va ad aggiungere la diminuzione della disponibilità di acqua per ragioni climatiche. In tale contesto, il sorgo presenta qualità innegabili in considerazione del suo limitato consumo di fattori di produzione.
L'innovazione in Italia e in Europa
L'Italia è uno dei Paesi più forti in termini d'innovazione con opportunità d'alimentazione animale per cereali ed insilati, consumo umano e bioenergia. Nel 2019 l'Italia è stata il secondo produttore di sorgo nell'Ue 28. Tra il 2018 ed il 2019, le aree di sorgo nell'Unione Europea sono aumentate del 15% per la produzione di granella e del 17% per quella di foraggio. Alcuni Paesi, come l'Ungheria, stanno godendo di una forte crescita spinti dal crescente interesse dei produttori di pollame e suini.

Società d'innovazione come Euralis, Kws, Ragt e Semences de Provence stanno facendo ricerca e sperimentazione. Eurosorgho è il primo programma di ricerca europeo che sta lavorando a molti progetti di ricerca e breeding: vigore precoce, tolleranza al freddo, tolleranza alle principali malattie e sviluppo di nuovi tipi genetici per la diversificazione del mercato. Il sorgo ha un grande futuro in Europa. Nel 2025 il sorgo di granella potrebbe rappresentare il 5-10% del consumo totale di cereali per l'alimentazione animale. Nell’ambito dell’ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua in agricoltura, l’obiettivo generale di diversi progetti è quello di valutare il sorgo bianco da granella come coltura in grado di massimizzare l’utilizzo delle risorse idriche, in assenza di irrigazione, basandosi sui soli apporti naturali. Essendo una coltura "rustica" rispetto ad altre perché più resistente a malattie e parassiti, e meno esigente del mais in termini di fertilizzazione, la sua coltivazione è accompagnata da minore dilavamento di elementi minerali con conseguente miglioramento della qualità di acqua e suolo.
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