Andrea Delmastro e il Caso "Bisteccheria d'Italia": Tra Politica, Controversie e Legami con la Criminalità Organizzata

La scena politica italiana è stata recentemente animata dall'emergere di nuove informazioni su un ennesimo caso che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, esponente di spicco di Fratelli d’Italia. A mano a mano che maggiori dettagli vengono alla luce, le giustificazioni fornite da Delmastro appaiono sempre più inconsistenti, mettendo in evidenza complesse intersezioni tra la sfera politica e delicate questioni giudiziarie.

La Genesi del Caso: La "Bisteccheria d'Italia" e le Prime Rivelazioni

Il caso era emerso mercoledì, quando Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato un articolo. In questo articolo si diceva che fino a poche settimane fa Delmastro possedeva un ristorante. Tale attività era detenuta in società con altri politici piemontesi di Fratelli d’Italia. Soprattutto, la società includeva la figlia di Mauro Caroccia, un individuo condannato in via definitiva per reati di mafia.

Il ristorante in questione si chiama “Bisteccheria d’Italia” e si trova precisamente in via Tuscolana 452 a Roma. Lo stesso Delmastro frequentava questo locale, come dimostrano diverse foto uscite in questi giorni, dato che, d’altronde, ne era in parte proprietario.

Bisteccheria d'Italia

La Difesa di Andrea Delmastro e le Incongruenze Emerse

Delmastro si è difeso con poche frasi iniziali. Ha detto, per esempio, che «si parla di una società fondata con una ragazza non imputata, non indagata, che poi si scopre essere la “figlia di…”». Inoltre, ha aggiunto: «Nel momento in cui l’ho scoperto ho lasciato la società e l’ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue». Queste dichiarazioni, tuttavia, sono già state in parte smentite o rese inverosimili da alcune evidenze emerse in questi giorni.

L’affermazione di Delmastro di non conoscere Mauro Caroccia è considerata abbastanza singolare. Ciò è vero sia perché ha fondato una società insieme a sua figlia, sia perché, secondo diverse testimonianze, Caroccia era spesso in quel ristorante e si comportava come se ne fosse il proprietario di fatto. Poco dopo le frasi di Delmastro, Repubblica ha pubblicato una foto che lo ritrae con Mauro Caroccia. Di per sé, questa immagine non dimostra che i due si conoscessero, ma tutti questi indizi rendono almeno leciti i dubbi sulla versione del sottosegretario. La foto risale al 2023, quando ancora la società “Le 5 forchette” non era stata fondata.

Andrea Delmastro e Mauro Caroccia

Mauro Caroccia: Legami con la Criminalità Organizzata e Riciclaggio

I legami di Mauro Caroccia con la criminalità organizzata hanno a che fare proprio con la sua attività di ristoratore. È stato condannato per aver favorito le attività della camorra, tra le altre cose riciclando denaro attraverso i suoi ristoranti a Roma. Questa condanna definitiva costituisce il contesto in cui si inseriscono le successive vicende societarie.

L'Indagine e l'Accusa di Riciclaggio per Miriam e Mauro Caroccia

Anche la frase di Delmastro sul fatto che Miriam Caroccia non avrebbe indagini a suo carico è "invecchiata male". È infatti notizia di sabato che sia Miriam Caroccia che Mauro Caroccia sono indagati per riciclaggio e intestazioni fittizie, proprio per l’attività del ristorante Bisteccheria d’Italia. Le indagini stanno cercando di chiarire, tra le altre cose, da dove provengano i soldi usati per aprire il ristorante e come una diciottenne avesse quella disponibilità economica. Si indaga, insomma, per stabilire se Miriam Caroccia sia stata usata come prestanome dal padre per aprire il ristorante, visto che lui, dopo la condanna, non poteva farlo direttamente.

Roma, interrogatorio della famiglia Caroccia: «Con noi Delmastro ha fatto beneficenza»

La Struttura Societaria de "Le 5 Forchette"

Quando venne costituita la società “Le 5 Forchette”, le quote erano così distribuite: il 50 per cento andava a Miriam Caroccia; il 25 per cento a Delmastro; il 10 per cento a Donatella Pelle, una donna sposata con un avvocato vicino a Delmastro; e il 5 per cento ciascuno a tre membri di Fratelli d’Italia in Piemonte. Questi membri includevano la vicepresidente della Regione Elena Chiorino, il segretario provinciale di FdI e assessore di Biella Cristiano Franceschini, e il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà.

Organigramma società Le 5 Forchette

L'Uscita di Delmastro dalla Società e le Incongruenze Temporali

Delmastro sostiene anche di essere uscito dalla società non appena ha scoperto chi fosse Mauro Caroccia. Anche su questo punto, tuttavia, ci sono alcune incongruenze che meritano attenzione. Caroccia fu condannato dalla Corte d’appello bis a gennaio del 2025, e successivamente, a febbraio di quest’anno, la Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva.

Delmastro è uscito formalmente dalla società a novembre, ma in un modo definito "un po’ strano". Ha venduto il suo 25 per cento a un’altra sua società, la G&G, che possiede per intero e che si occupa di immobili. Non è chiaro, insomma, se - stando alla sua versione - già a novembre avesse contezza di chi fosse Mauro Caroccia, e quindi abbia iniziato per questo quegli strani movimenti societari. Alternativamente, si potrebbe ipotizzare che abbia deciso di uscire dalla società solo dopo la condanna in Cassazione. Sono tutti dettagli di cui lui non ha parlato; per ora ha solo ribadito di averlo fatto per il «rigore etico e morale» che lo contraddistingue.

La Contro-Narrazione della Difesa: Delmastro come Benefattore

Durante l'interrogatorio con i pubblici ministeri, il difensore di Mauro Caroccia ha riferito che, secondo il suo assistito, Delmastro ha fatto loro beneficenza. “Ci ha aiutato perché in quel momento era incensurato, era stato appena assolto dalla Corte d’Appello di Roma”, ha spiegato l'avvocato.

L'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Miriam e Mauro Caroccia, ha anticipato la linea difensiva. Secondo questa, Delmastro è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia quando il suo locale fu bruciato nel 2019. Delmastro, spiega ancora l’avvocato, conosceva Mauro Caroccia come oste, frequentava il locale e lo aiutò a rimettersi in piedi dopo che fu costretto a chiudere proprio in quanto vittima delle mafie. Delmastro avrebbe dunque creduto alla buona fede di Caroccia, anche perché assolto in appello, sentenza poi ribaltata. Dopo la sentenza definitiva, Delmastro cederà le quote, seguito dagli altri soci, e Miriam Caroccia resterà amministratrice unica, ma senza versare denaro per acquistare le altre quote, sostiene la difesa. Delmastro non risulta indagato.

In merito agli aspetti finanziari, l'avvocato Gallo ha sollevato interrogativi sulla natura dei fondi: “Quali soldi della criminalità, se sono stati versati 1.250 euro di capitale?”. E alla domanda su arredi per 40 mila euro e l'affitto, Gallo ha risposto: “Ha pagato tutto Delmastro, tutto tracciato”. L’avvocato Gallo ha spiegato inoltre che il ristorante La Bisteccheria sarebbe stato creato soltanto in seguito all’assoluzione con formula piena. “Era un semplice cliente del ristorante. Si sono piaciuti, ha cominciato a frequentarlo e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Caroccia non aveva più possibilità di poter continuare l’attività perché aveva avuto uno sfratto in quanto non aveva più capacità economica”, ha aggiunto. L’avvocato Gallo ha spiegato che Delmastro avrebbe investito circa 45.000 euro nel ristorante, e ha aggiunto: “Non so in questi mesi quanto ci abbia guadagnato”. Anche in merito al pagamento dell’affitto, si è detto che questo arrivava dal conto corrente a Biella dove confluivano i guadagni dell’attività del ristorante.

Caroccia, “nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni”, ed è per questo considerato “vittima della criminalità organizzata” dal suo legale.

L'Indagine della DDA e il Ruolo del Clan Senese

Dagli atti della Dda di Roma emerge che Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società “Le 5 Forchette”, di cui è stato azionista anche l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, avrebbero «trasferito e reinvestito» nella società proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. Questo è quanto emerge dagli atti dell'indagine della Dda di Roma, in cui si ipotizzano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Un'attività illecita aggravata, si specifica, dal fatto di averla «commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso» facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l’impianto accusatorio, i due indagati, nel dicembre del 2024, hanno «investito» nella Srl al fine di «permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche» e «di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni». I primi interrogatori sono fissati a metà di questa settimana. Nel procedimento si ipotizzano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa. I primi ad essere ascoltati dai pm della Dda di piazzale Clodio saranno Mauro Caroccia, che sta scontando una pena a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, entrambi difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo, che risulta azionista della Srl che gestiva il ristorante “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana a Roma. Tuttavia, il legale ha prontamente dichiarato che "Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese".

Altre Controversie Riguardanti Andrea Delmastro

Non è la prima volta che Delmastro risulta al centro di una vicenda quantomeno imbarazzante per Fratelli d’Italia. Un anno fa era stato condannato in primo grado a otto mesi, con pena sospesa, per aver divulgato alcune intercettazioni del militante anarchico Alfredo Cospito in carcere. Nel 2024, aveva fatto discutere la sua presenza alla festa di Capodanno, in provincia di Biella, in cui fu ferito un uomo con uno sparo proveniente da una pistola di proprietà di Emanuele Pozzolo, deputato eletto con Fratelli d’Italia, poi espulso.

Sanzione per Mancata Tempestiva Dichiarazione Patrimoniale

Il comitato consultivo sulla condotta dei deputati ha formalizzato la sanzione prevista dal codice di condotta nei confronti di Andrea Delmastro. Il motivo è la mancata pubblicazione tempestiva della dichiarazione patrimoniale delle sue quote, poi cedute, della società “Le Cinque Forchette”. La nota, giunta dall’Ansa, riferisce che la decisione è stata presa perché la pubblicazione deve essere tempestiva, e la mancata osservanza del codice comporta la sanzione. Il comitato consultivo si è riunito nella giornata del 1 aprile per formalizzare tale decisione.

La Ridistribuzione delle Deleghe al Ministero della Giustizia

Nel frattempo, sono state ridistribuite le deleghe al ministero della Giustizia dopo le dimissioni di Delmastro. Il sottosegretario Andrea Ostellari ottiene la delega al Dap e alla Polizia Penitenziaria, mentre il viceministro Francesco Paolo Sisto ottiene il Dipartimento informatico e tecnologico e la magistratura onoraria.

Ministero della Giustizia

Il Percorso di Giusi Bartolozzi: Dimissioni e Nuove Accuse

Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere non si è concluso soltanto con la bocciatura della riforma, ma anche con le dimissioni di due funzionari del ministero della Giustizia: il sottosegretario Andrea Delmastro e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Questi due esponenti hanno iniziato il loro percorso politico in modo diverso, ma le loro strade si sono incrociate negli ultimi anni.

Bartolozzi, magistrata di 55 anni nata a Gela (Caltanissetta), ha lavorato per lo più in Sicilia, anche a Palermo. Nel 2017, ha incontrato Silvio Berlusconi ad Arcore, presentata da Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia in Sicilia, insieme al compagno Gaetano Armao, oggi vicepresidente della Regione siciliana. L’anno dopo è stata eletta deputata alla Camera, ricoprendo la carica dal 23 marzo 2018 al 12 ottobre 2022.

Dopo pochi anni, e in contrasto con la politica regionale, nel novembre del 2020 Bartolozzi alla Camera ha votato in dissenso al proprio gruppo. Pochi mesi dopo, ha votato contro le indicazioni del partito su un emendamento alla riforma del processo penale. Da lì, l’uscita da Forza Italia e l’ingresso nel Gruppo Misto. Ed è allora che si è avvicinata ad alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, tra tutti Andrea Pollastro, venendo poi nominata capo di gabinetto di Carlo Nordio, assumendo un ruolo cruciale all’interno del ministero. Proprio in questo ruolo, lo scorso novembre, è stata indagata dalla procura di Roma con l’accusa di falsa testimonianza per l’inchiesta del rilascio del generale libico Almasri, accusato di torture. Almasri, prima arrestato in Italia, fu poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti del nostro Paese. Il Parlamento ha fermato l’indagine del tribunale dei ministri nei confronti del sottosegretario Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi. Ma ora la procura di Roma sarebbe pronta a chiedere il rinvio a giudizio per l’ormai ex capa di gabinetto, accusata di false informazioni a pm. La sua versione dei fatti è stata infatti definita dai giudici del tribunale dei ministri come «inattendibile» e «mendace». L’ex braccio destro del ministro Nordio, nelle ultime settimane, è stata al centro anche di violente polemiche per alcune affermazioni fatte in campagna elettorale. Calenda, commentando le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, le ha definite "Tardive, ora è il turno di Urso e Santanchè”.

Il Costo Personale: La Sofferenza di Miriam Caroccia

Miriam Caroccia, durante l’interrogatorio, ha parlato di continue minacce attraverso i social. “Questa storia mi sta rovinando la vita, mi danno della mafiosa, sono distrutta”, ha dichiarato, esprimendo il suo profondo disagio e il costo personale di questa vicenda.

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