Dean Martin: L'essenza del "Cool" tra musica, cinema e leggenda

Dean Martin, pseudonimo di Dino Paul Crocetti, è stato una figura monumentale dell'intrattenimento statunitense del Novecento. La sua vita, iniziata lontano dai riflettori in una piccola città industriale, si è trasformata in un percorso fulgido che lo ha portato a diventare una delle icone più amate di Hollywood e di Las Vegas.

Le origini e la nascita di una star

Dino Paul Crocetti nacque il 7 giugno 1917 a Steubenville, nell'Ohio, da una famiglia di origine italiana. Suo padre, Gaetano Crocetti, proveniva da Montesilvano, in Abruzzo, mentre sua madre, Angela Barra, aveva radici campane. Cresciuto in una realtà operaia, il giovane Dino svolse numerosi lavori: fu benzinaio, minatore, pugile, trasportatore di whisky di contrabbando e croupier, esperienze che forgiarono il suo carattere pragmatico e disinvolto.

Per avere più possibilità di affermare la propria carriera, volle adottare un nome che fosse il più possibile American-friendly. Scelse il nome "Dean" in quanto versione inglese del suo primo nome di battesimo, Dino, e il cognome "Martin" perché versione anglofonizzata del cognome del tenore e attore italiano Nino Martini. Con l'aspetto piacente da svagato latin lover, il sorriso accattivante e una sorta di indolenza mediterranea, iniziò a esibirsi nei cabaret, cercando di emulare lo stile da crooner di Bing Crosby, fino a scoprire che la sua voce era altrettanto potente e suadente.

Ritratto fotografico d'epoca di Dean Martin in smoking

Il sodalizio con Jerry Lewis

L'incontro che cambiò la sua carriera avvenne al Glass Hat Club di New York. Il 25 luglio 1946 si esibì per la prima volta in coppia con il comico Jerry Lewis al "Club 500" di Atlantic City. Nonostante un debutto difficile, dove il proprietario del locale minacciò di licenziarli se non avessero migliorato lo spettacolo, il duo raggiunse un successo strepitoso. Il numero consisteva in Lewis che interrompeva e infastidiva Martin mentre questi cercava di cantare, creando una dinamica di rincorse e battute che conquistò il pubblico.

Nel 1948 debuttarono sul piccolo schermo nel programma Toast of the Town (poi The Ed Sullivan Show) e nel 1949 iniziarono la trasmissione radiofonica The Martin and Lewis Show. La Paramount Pictures, intuendo il potenziale commerciale, firmò con loro un contratto cinematografico. Il primo film, La mia amica Irma (1949), fu solo l'inizio di una serie di diciotto pellicole in sette anni. Sebbene la critica fosse spesso sprezzante, il pubblico amava questa coppia, dove Martin fungeva da spalla rassicurante e "bello" del gruppo, stemperando la comicità parossistica di Lewis.

La carriera solista e il successo cinematografico

Dopo la burrascosa conclusione del sodalizio con Lewis nel 1956, molti pensavano che la carriera di Martin fosse avviata al declino. Invece, egli dimostrò una straordinaria versatilità. Come solista, Martin intraprese la carriera da showman, cantante e attore drammatico, rivelandosi capace di interpretare personaggi complessi e in crisi.

Nel 1958 recitò in I giovani leoni di Edward Dmytryk, accanto a Marlon Brando e Montgomery Clift, dimostrando insospettate doti recitative. Seguì la performance magistrale ne Il prezzo del successo (1959) e, soprattutto, il ruolo del vicesceriffo alcolizzato in Un dollaro d'onore (1959) di Howard Hawks, una delle sue interpretazioni più celebri accanto a John Wayne. Martin dimostrò di trovarsi perfettamente a suo agio nei panni del perdente capace di riscatto, un tema che tornò spesso nelle sue scelte professionali.

Dean Martin - The One & Only (Documentary)

Il "King of Cool" e il Rat Pack

Negli anni sessanta, Dean Martin divenne uno dei componenti fissi del Rat Pack, il leggendario gruppo guidato dal suo migliore amico Frank Sinatra. Insieme a Sammy Davis Jr. e altri, dominarono le scene di Las Vegas e il grande schermo. Film come Colpo grosso (1960), Tre contro tutti (1962) e I 4 di Chicago (1964) cristallizzarono la loro immagine di uomini di mondo, eleganti e immortali.

Nelle esibizioni al Sands di Las Vegas, Martin perfezionò la gag del gran bevitore, salendo sul palco con un bicchiere in mano. In realtà, come rivelò poi il figlio, quello che l'attore beveva non era alcol, bensì succo di mela; la sua immagine di "bevitore gaudente" era una costruzione artistica sapientemente studiata per apparire rilassato e ironico. Questa postura, definita "the king of cool" da Elvis Presley, lo rese lo showman più pagato al mondo grazie al successo di The Dean Martin Show, condotto sulla NBC dal 1965 al 1974.

L'eredità musicale e l'impegno televisivo

Non fu solo l'attore a brillare, ma anche il cantante. Nel 1954 pubblicò That's Amore, una dichiarazione d'affetto per le tradizioni delle sue origini italiane, che divenne uno dei suoi brani più amati. Nel 1956 raggiunse la vetta delle classifiche con Memories Are Made of This. Incise inoltre numerosi pezzi in italiano, come Innamorata, In Napoli e Simpatico, mantenendo sempre un legame profondo con la cultura dei suoi genitori.

Il suo varietà televisivo, The Dean Martin Show, era caratterizzato dalla quasi totale improvvisazione. Martin era noto per girare le scene una sola volta, lasciando gli errori comici nel montaggio finale, una scelta che rendeva lo spettacolo estremamente autentico e vicino al pubblico.

Gli ultimi anni e il tramonto

La vita di Dean Martin fu segnata da profondi dolori privati. Nel 1987, una tragedia familiare lo colpì duramente: il figlio Dean Paul Martin, pilota militare, morì in un incidente aereo mentre era ai comandi di un caccia F-4 Phantom. La depressione che ne seguì, unita a problemi di salute, portò Martin a ritirarsi gradualmente dalle scene.

Dopo una memorabile tournée nel 1988 con Sinatra e Sammy Davis Jr., fu costretto a fermarsi. Gli anni novanta videro un ulteriore peggioramento delle sue condizioni. Nel 1993 gli fu diagnosticato un cancro ai polmoni e, pur avendo la possibilità di operarsi, decise di non proseguire le cure. Si spense a Beverly Hills il 25 dicembre 1995.

Illustrazione simbolica del Rat Pack sul palco di Las Vegas

La sua figura rimane iconica: "Vestito con lo smoking, sono una star", amava dire. La sua capacità di unire il talento canoro alla comicità, passando per ruoli drammatici di spessore, lo rende ancora oggi, a decenni di distanza, un punto di riferimento inarrivabile. Il suo stile, la sua disinvoltura e quella sottile vena di malinconia tipica degli immigrati di successo hanno reso Dino Paul Crocetti un pezzo fondamentale della cultura americana del Novecento.

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