
Veronica Lario, pseudonimo di Miriam Raffaella Bartolini, nasce a Bologna il 19 luglio 1956. È figlia di Flora Bartolini e Vladimiro Capponi. Miriam Raffaella Bartolini venne registrata all’anagrafe con il cognome della madre, Flora Bartolini, poiché il padre naturale, Vladimiro Capponi, era un uomo sposato e non la poté riconoscere. Fino al 1975, il diritto di famiglia italiano impediva agli uomini coniugati il riconoscimento e l'assegnazione del proprio cognome ai figli nati da relazioni extraconiugali.
La sua infanzia è segnata da eventi difficili. Come «figlia unica di genitori non sposati», la madre Flora Bartolini era cassiera alla Standa, mentre il padre Vladimiro Capponi, impiegato con la passione del cesello, morì quando Lella, diminutivo affettuoso, aveva solo 13 anni, costringendola a «diventare adulta di colpo». La recitazione divenne per lei una «ragione di vita». Cresciuta in una Bologna «movimentata» negli anni Settanta, Veronica Lario era una «ragazza speciale». Paolo Gotti, noto fotografo bolognese, ha ricordato di averla frequentata dal 1973 al 1977, quando lei era ancora conosciuta come Raffaella. «Quello di battesimo non le piaceva», e «Veronica Lario lo scelse anni dopo per la sua carriera d’attrice». A Bologna, «tutti a Bologna la chiamavamo così», e il diminutivo «Lella» era concesso «a sua madre e a pochi altri». Gotti la conobbe nel 1973: «Me la presentò un amico comune. Lei voleva che qualcuno le facesse delle fotografie. Io avevo 29 anni, Raffaella 17. Quando arrivò in studio, mi colpirono la sua femminilità, l’intensità degli occhi, la sinuosità di un corpo già adulto». Raffaella era una ragazza «passionale, silenziosa, con grandi momenti di tristezza, che la portavano al pianto». Aveva una «enorme dolcezza nei confronti dei bambini» ed era una «giovane donna molto romantica e profonda: appassionata di filosofia, letteratura, poesia. Voleva crescere in fretta». Inoltre, «aveva anche un piccolo complesso, che rendeva il suo carattere ulteriormente particolare», riferito al seno, che «lo trovava troppo generoso». Veronica Lario ha studiato all’istituto d’arte in anni difficili per la città. Non era un’attivista politica, e fino al 1977, «simpatizzava per la sinistra».
Gli Inizi nel Mondo dello Spettacolo
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Veronica Lario ha intrapreso una carriera significativa come attrice teatrale, cinematografica e televisiva. Dopo aver studiato recitazione all’Antoniano, entra nella compagnia del Teatro stabile di Trieste. Nel 1976 esordisce a teatro con L’Idealista, un’opera scritta da Fulvio Tomizza e tratta da Ivan Cankar, con la regia di Francesco Macedonio, al Teatro Stabile di Trieste. Nello stesso periodo, lavora con Corrado Pani.
La sua presenza si estende anche al piccolo schermo. Nel 1979 appare in tv in due sceneggiati: Bel Ami di Sandro Bolchi (tratto dal romanzo originale di Guy De Maupassant) e La vedova e il piedipiatti di Mario Landi. Sempre nel 1979, durante il mese di novembre, il regista Enrico Maria Salerno la chiama come protagonista femminile della commedia Il magnifico cornuto (Le cocu magnifique), di Fernand Crommelynck. A Fabriano, nel 1979, si esibisce senza veli in Il magnifico cornuto, diretta da Enrico Maria Salerno, con cui lavora anche l’anno successivo, prendendo parte alla pièce Io, l’erede!, di Eduardo De Filippo, andata in scena al Teatro Goldoni di Livorno il 14 novembre 1980. Con la stessa squadra è nel 1981 al Teatro Quirino di Roma, nell’opera Questi fantasmi!. Sempre per la televisione recita nel 1981 ne La mano indemoniata, una reinterpretazione del racconto di Gérard de Nerval, diretta da Marcello Aliprandi.
Nel 1982 esordisce sul grande schermo ed è protagonista nel film Tenebre, un thriller di Dario Argento. In una celebre scena del film, «le viene recisa la mano con un'ascia». Durante i passaggi in televisione, queste scene sono state rimosse da Mediaset, il gruppo mediatico del futuro marito. Due anni più tardi, nel 1984, recita ancora nel ruolo di protagonista, diretta da Lina Wertmüller e accanto a Enrico Montesano, in Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione.
L'Incontro con Silvio Berlusconi e il Matrimonio

L'incontro che cambierà la sua vita avviene nel 1980. Durante una rappresentazione del Magnifico cornuto al teatro Manzoni di Milano, Veronica conosce Silvio Berlusconi (1936-2023), proprietario del teatro. Berlusconi, più anziano di lei di vent'anni, a fine spettacolo vuole incontrarla, facendo visita in camerino. L'ex attrice aveva avuto una relazione con Enrico Maria Salerno, negli anni delle loro collaborazioni a teatro, prima di conoscere Berlusconi.
Con una differenza d’età di vent’anni, i due intrapresero subito una relazione e lei si trasferì in una sede Fininvest della città meneghina. Veronica Lario e Silvio avevano avuto la prima figlia, Barbara, nel 1984. Prima della nascita della primogenita Barbara, nel 1982 Lario si sottopose ad aborto tardivo al settimo mese di gravidanza, a causa di alcune malformazioni al feto scoperte solo al quinto mese.
Berlusconi sposa Veronica Lario con rito civile solo qualche anno dopo, il 15 dicembre 1990, dopo aver ottenuto il divorzio dalla prima moglie Carla Dall'Oglio. L'8 ottobre 1985, successivamente al divorzio di Berlusconi dalla Dall'Oglio, i due iniziarono una convivenza ufficiale. Si sposano dopo 10 anni, durante i quali accolgono la nascita di tre figli. La coppia ebbe tre figli prima del matrimonio: Barbara (30 luglio 1984), Eleonora (7 maggio 1986) e Luigi (27 settembre 1988).
Durante gli anni in cui il marito è stato Presidente del Consiglio, nelle sue rare dichiarazioni pubbliche Veronica Lario ha avuto modo di manifestare una certa indipendenza culturale dal marito, guadagnandosi talvolta la simpatia da parte degli avversari politici del marito. Sebbene sia stata la moglie del Presidente del Consiglio più longevo in assoluto dell'Italia repubblicana, ha preso parte a pochi eventi pubblici e raramente ha accompagnato il marito nelle occasioni ufficiali. Nelle dichiarazioni pubbliche, la Lario ha spesso preso le distanze dalle idee e dalla linea politica del marito, guadagnandosi ampie simpatie da parte degli avversari politici di Berlusconi.
Impegno Civile e Dichiarazioni Pubbliche

Veronica Lario, pur rimanendo nell'ombra mediatica per gran parte del matrimonio con Silvio Berlusconi, ha occasionalmente espresso pubblicamente le sue posizioni su questioni sociali e politiche, mostrando una notevole indipendenza di pensiero. Queste prese di posizione le hanno talvolta valso la simpatia degli avversari politici del marito.
Intervistata da MicroMega sulla guerra in Iraq nel marzo del 2003, Veronica Lario espresse «posizioni di simpatia e curiosità verso i movimenti pacifisti». Questa dichiarazione evidenziava una distanza dalle posizioni politiche più allineate del marito, allora capo del governo.
Nel periodo precedente ai referendum sulla fecondazione assistita, nell'aprile del 2005, la sua voce si è fatta sentire con forza. L'8 aprile 2005, intervistata dal Corriere della Sera, si espresse per il "sì" ai quesiti referendari, paragonandoli a quelli sull'aborto. In questa stessa intervista, in merito all'invito della Chiesa cattolica all'astensione dal voto, affermò di temere che, in caso di divieto delle tecniche di fecondazione assistita in Italia, le donne sarebbero ricorse a viaggi in paesi esteri che, essendo «meno scrupolosi, potrebbero consentire qualsiasi cosa». Sottolineò inoltre che «non andare a votare significa non voler affrontare il problema. Essere chiamati al voto, invece, impone di informarsi, magari in linea con le proprie convinzioni religiose, filosofiche o politiche». L'importante era «non far finta che il problema non ci sia». Questo dimostrava il suo approccio pragmatico e la sua propensione a incoraggiare la riflessione individuale piuttosto che l'astensione.
Un episodio che ha avuto ampia risonanza mediatica risale al 31 gennaio 2007, quando Veronica Lario inviò una lettera aperta al quotidiano la Repubblica. In questa lettera, richiedeva al marito Silvio Berlusconi «pubbliche scuse» per le «frasi galanti» da lui rivolte ad alcune signore presenti alla cerimonia dei Telegatti, tenutasi qualche giorno prima. In particolare, si riferiva a commenti espliciti come «Se non fossi sposato ti sposerei subito!» rivolti a Mara Carfagna, all'epoca showgirl e poi ministro, e alla risposta di lei: «Io andrei dappertutto con voi!». Veronica Lario dichiarò: «Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo delle vittime e non degli aiutanti di questa situazione. La subiamo e ci fa patire». Continuò affermando che, fortunatamente, «è da un bel po' che c'è un futuro per le femmine in imprenditori e in politica e questo qui è vero dappertutto. C'è stata la Thatcher e adesso abbiamo la Merkel, solo per fare un esempio, per poter dire che c'è una carriera politica per le donne. In Italia la storia va da Nilde Jotti alla Prestigiacomo». Evidenziò che «le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ce ne siano di belle in politica non è né un merito né un demerito». Tuttavia, la sua critica era rivolta a «quello che viene fuori oggi per mezzo del paravento delle curve e della bellezza delle donne, ed è ancora più grave, è la franchezza e la mancanza di ritegno del potere che offende tutti perché si fa fatica poi a crederci e questo va contro le donne in generale, specialmente quelle che sono da sempre in prima linea e che ci sono ancora per garantire i loro diritti». Concluse con una dura osservazione: «Qualcuno ha scritto che tutto questo è per dare corda al divertimento dell'imperatore. Sono d'accordo, quello che viene fuori dai giornali è una schifezza senza vergogna, tutto in nome del potere». Berlusconi si scusò con la moglie nel pomeriggio dello stesso giorno, attraverso un'altra lettera pubblica.
Il 3 ottobre 2007, Veronica Lario ricevette gli elogi pubblici del candidato alle primarie del Partito Democratico, Walter Veltroni, che ne lodò le doti di indipendenza e di curiosità intellettuale, auspicando di averla nella sua squadra. Questo episodio sottolinea ulteriormente come le sue posizioni fossero percepite come un segno di autonomia in un contesto politico polarizzato.
Tuttavia, le sue esternazioni non furono sempre accolte con favore. Dopo nuove dichiarazioni ai giornali sulla sua vita coniugale, effettuate nel mezzo della campagna elettorale per le elezioni europee, il presunto opportunismo del comportamento di Veronica Lario venne fortemente criticato da più parti. L'intervento che suscitò maggior scalpore fu quello contenuto nell'editoriale di Vittorio Feltri, pubblicato sul quotidiano Libero il giorno successivo. Feltri definì la Lario «una donna stravagante, forse eccentrica» che «sicuramente è pericolosa per Berlusconi, capo del più grande partito italiano, impegnato nella campagna elettorale europea, e presidente del Consiglio. Un uomo cioè chiamato a responsabilità da cui non può essere distratto dai capricci rumorosi della moglie».
La Separazione e il Divorzio
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Berlusconi e Lario si separano nel 2009 e divorziano nel 2014, intraprendendo una lunga e dispendiosa battaglia legale. Il 3 maggio 2009 i maggiori quotidiani nazionali riportarono la notizia della richiesta di separazione avanzata da Veronica Lario e confermata dalla stessa tramite una dichiarazione rilasciata all'agenzia ANSA. Il divorzio è stato ampiamente trattato dalla stampa e la questione degli alimenti è stata lungamente dibattuta in sede legale.
Nel dicembre 2012, la sentenza di separazione non consensuale depositata al tribunale di Milano fissò a 3 milioni di euro mensili l'assegno di mantenimento che Silvio Berlusconi avrebbe dovuto versare alla Lario, che rinunciava però alla villa di Macherio. Inizialmente, la cifra dell'assegno di mantenimento mensile che Berlusconi doveva dare a Veronica Lario era fissata a 3 milioni di euro.
Il 18 febbraio 2014, il tribunale di Monza, con una sentenza parziale, decretò lo scioglimento del matrimonio fra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. Nel 2015 l’ex Cavaliere si rivolse al tribunale di Monza per rimodulare la sentenza, ottenendo la riduzione dell’assegno a 1,4 milioni.
Un colpo di scena significativo si verificò il 16 novembre 2017, quando la Corte d'Appello di Milano, accogliendo il ricorso presentato dalla difesa di Berlusconi contro la decisione del Tribunale di Monza, stabilì che l'ex marito non avrebbe più dovuto versare l'assegno divorzile da 1,4 milioni di euro al mese all'ex moglie. La Corte d'Appello di Milano stabilì anche che Veronica Lario venisse chiamata a restituire quanto percepito a partire dal marzo 2014, ovvero circa 60 milioni di euro. Contro questa sentenza, la Lario a inizio 2018 presentò ricorso in Cassazione, che però il 30 agosto 2019 confermò la sentenza d'appello, obbligando in via definitiva la Lario a restituire l'intera somma all'ex marito. Dopo il 2019, Berlusconi e Lario hanno raggiunto un accordo extra-giudiziale.

Dopo la separazione dall’ex premier, Veronica Lario si è reinventata diventando un’imprenditrice e investendo su start-up che si occupano di intelligenza artificiale. Veronica Lario ha incontrato Marta Fascina, nuova fidanzata di Silvio Berlusconi, in Sardegna.
La Biografia Autorizzata
Tendenza Veronica è il titolo della sua biografia autorizzata, scritta dalla giornalista Maria Latella nel 2004 e pubblicata da Rizzoli. Latella è stata a lungo sua amica e biografa. Paolo Sorrentino, nel suo film Loro del 2018 sulle vicende professionali, politiche e private di Berlusconi (interpretato da Toni Servillo), ha fatto interpretare il personaggio di Veronica Lario a Elena Sofia Ricci.