Il mondo della musica leggera italiana ha trovato in Tony Renis - al secolo Elio Cesari - una delle sue figure più eclettiche, cosmopolite e influenti. La sua traiettoria artistica, che parte dai teatri parrocchiali di Milano per arrivare ai palcoscenici dorati di Hollywood e Las Vegas, rappresenta un unicum nella storia dello spettacolo, un ponte costante tra la sensibilità melodica del Bel Paese e le grandi produzioni internazionali.

Origini e primi passi nel mondo dello spettacolo
Tony Renis, nato il 13 maggio 1938 a Milano, è figlio d’arte: il padre, Orfelio Cesari (1912-2008), era un noto pittore e paroliere, conosciuto anche con lo pseudonimo di Orfelius, mentre la madre, Jone Castagnoli (1905-2005), lavorava come modista. Elio cresce insieme alla sorella minore Fernanda, in un ambiente che incoraggia la creatività, ma è la strada a formare il suo carattere. I suoi primi esordi avvengono ancora fanciullo sul palcoscenico del teatro parrocchiale di San Lorenzo alle colonne, dove si esibisce insieme ai fratelli Rino e Giovanni Gionchetta.
È proprio in questi anni di formazione che stringe un legame indissolubile con l'amico di infanzia Adriano Celentano. La coppia inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica a metà degli anni cinquanta, esibendosi nei locali notturni di Milano e nei teatri di avanspettacolo del circondario milanese. In questo contesto, i due si divertono a imitare i grandi miti americani del momento, in particolare Dean Martin e Jerry Lewis. È da questa fascinazione per il mito hollywoodiano che nasce il nome d'arte "Tony Renis", ottenuto unendo i nomi di Guido Reni e Tony Curtis, un battesimo che sembra quasi predire la sua futura vocazione internazionale. Sempre durante questi anni, Renis trascorre le stagioni estive all'Elba, isola che reputa uno dei più bei posti al mondo, esibendosi in imitazioni degli idoli dell'epoca, come Elvis Presley, e suonando abitualmente all'Hotel Del Golfo di Procchio.
La nascita di un cantautore di successo
Il 1958 segna una tappa fondamentale nella carriera di Renis: ottiene un contratto con la Combo Record, casa discografica di proprietà di Gorni Kramer, e pubblica i suoi primi 45 giri, basati su cover di successi italiani e statunitensi. La transizione artistica avviene nel 1959, quando passa a "La voce del padrone" ed esordisce come cantautore. Il successo non tarda ad arrivare: vince la "Sei giorni della canzone" interpretando Tenerezza, brano che alcuni anni dopo verrà ripreso, con maggior successo commerciale, da Gianni Morandi.
Gli anni sessanta sono un susseguirsi di partecipazioni ai più importanti palcoscenici nazionali. Nel 1961 esordisce al Festival di Sanremo con Pozzanghere (con un testo scritto da suo padre), ma non viene ammesso in finale. Nello stesso anno partecipa allo Zecchino d'Oro con il brano Piccolo indiano, da lui composto su testo di Mogol. È però il 1962 l'anno della svolta definitiva con Quando quando quando, canzone nata dalla collaborazione con Alberto Testa, autore del testo. Il brano non vince il Festival di Sanremo, ma ottiene un successo planetario: arriva prima in classifica per dieci settimane in Italia e nona in Germania, facendo il giro del mondo e venendo reinciso in centinaia di versioni da interpreti di varie nazionalità.
GENESI - IN PRINCIPIO DIO CREÒ IL CIELO E LA TERRA...
Nel 1964, nonostante stia facendo il servizio militare nei paracadutisti, partecipa ancora al Festival di Sanremo con la canzone I sorrisi di sera in coppia con Frankie Avalon. In questo periodo, la sua carriera si intreccia con il cinema e la televisione: partecipa al programma di varietà "Za-bum" e realizza il 45 giri Cara fatina/Lettera a Pinocchio per la CDI, lavorando con Quincy Jones come arrangiatore e Phil Ramone come tecnico del suono. Questo disco viene inciso in sette lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, svedese e giapponese) e pubblicato in molte nazioni, a dimostrazione di una visione artistica che non conosce confini linguistici.
Il legame con Mina e l'espansione internazionale
Il 1966 segna l'inizio di una nuova fase con il contratto con la casa discografica RCA Italiana e il brano Nessun'altra che te. Nel 1967, con Quando dico che ti amo, il successo prosegue, ma il vero capolavoro di Renis in veste di autore deve ancora arrivare. Da tempo custodisce nel cassetto un brano che è sicuro di poter trasformare in un successo internazionale se interpretato dalla voce giusta: il brano è Grande grande grande.
Renis propone la canzone a Mina, sua amica dai tempi degli esordi, e lei ne farà uno dei più grandi successi della sua carriera. Per lei ha scritto anche Tu non credi più. All'estero, con il titolo Never never never, il brano verrà interpretato da Shirley Bassey e, dopo molti anni, ripreso anche da Céline Dion in duetto con Luciano Pavarotti, con il titolo I hate you then I love you. Questo episodio conferma la capacità di Renis di comprendere l'animo delle grandi interpreti e di prevedere il potenziale di una melodia in mercati diversi.

L'esperienza americana e il mito di "Mister Quando"
All'inizio degli anni settanta, Tony Renis si trasferisce negli Stati Uniti d'America, prima a New York e poi a Los Angeles. Qui ritrova Quincy Jones e conosce, tra gli altri, Stevie Wonder e Frank Sinatra. La sua permanenza negli Stati Uniti non si limita al ruolo di cantante: si esibisce a Las Vegas, diventa produttore discografico e scrive colonne sonore. La sua fama cresce a tal punto che viene soprannominato "Mister Quando Quando Quando".
La vita americana di Renis è un mosaico di incontri di alto livello: frequenta Gregory Peck, Charlton Heston, Kirk Douglas e conosce personalmente Ronald Reagan e la moglie Nancy. In veste di produttore, scrive e produce canzoni per artisti del calibro di Diana Ross, Julio Iglesias e Lionel Richie. Lancia inoltre Nikka Costa, la bambina-prodigio figlia del celebre direttore d'orchestra Don Costa, riuscendo a portarla al numero uno delle classifiche italiane e internazionali. Nel 1978 la Warner Bros. gli propone di cavalcare l'onda della disco music ed esce Disco Quando, una reincisione con un nuovo arrangiamento del suo cavallo di battaglia.
Riconoscimenti e impegno per la musica italiana
Nel 1992, Renis sposa Elettra Morini, Prima ballerina étoile del Teatro alla Scala, con matrimonio celebrato a Milano. La sua carriera continua a mietere successi: nel febbraio 1999 vince il Golden Globe e ottiene una candidatura all'Oscar con The Prayer dal cartone animato Quest for Camelot (La spada magica), cantata da Céline Dion e Andrea Bocelli.
Il nuovo millennio si apre con importanti tributi istituzionali. Nel 2000, in occasione del 50º anniversario del Festival della canzone italiana, gli viene conferito il Premio Speciale alla Carriera - San Remo 2000, tributo per il suo impegno nel far conoscere la musica italiana nel mondo. Nello stesso anno si cimenta nel teatro interpretando Mercurio in Adriana Lecouvreur al Teatro Verdi di Trieste. Nel 2001 scrive con Massimo Guantini la canzone dei titoli di coda della miniserie televisiva Cuore, Se la gente usasse il cuore, con la quale nel 2002 riceve il premio Telegatto.
Il 2002 è l'anno dei grandi riconoscimenti internazionali: il Ministero per gli affari esteri lo nomina Ambasciatore della Canzone Italiana nel Mondo. A questo seguono il titolo di Accademico della Musica Italiana, conferitogli dall'Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, e la nomina ad Accademico tiberino da parte dell'Accademia Pontificia Tiberina.
Direzione artistica e nuovi successi cinematografici
Nel 2004, la Rai nomina Tony Renis direttore artistico della 54ª edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Terminata l'esperienza sanremese, Renis torna alla composizione realizzando il tema della pellicola Christmas in Love. La canzone, Merry Christmas in Love, viene premiata nel 2005 con il David di Donatello, la Grolla d'oro, il premio Saint-Vincent per il cinema e il Globo d'oro. Dopo aver ricevuto il Premio alla carriera Federico Fellini al Festival del Cinema di Roma, Renis torna negli USA per concentrarsi nuovamente sulla produzione.
Nel 2006 realizza un progetto che inseguiva da molti anni: Amore, realizzato e coprodotto con David Foster e Humberto Gatica e interpretato da Andrea Bocelli. Amore diventa in breve tempo un grande successo internazionale, arricchito dalle partecipazioni di Stevie Wonder e Christina Aguilera. La costante presenza di Renis al fianco di Bocelli prosegue nel 2007, quando, sempre con la collaborazione di Foster e Gatica, produce cinque brani del cd The Best of Vivere.

Una vita dedicata all'eccellenza musicale
La figura di Tony Renis rimane un punto di riferimento non solo per la storia della canzone italiana, ma per l'intera industria musicale globale. Dalla composizione del primo inno ufficiale del Milan, Milan Milan (1988), scritto con Massimo Guantini, fino ai successi nelle classifiche internazionali, il suo contributo è stato quello di un ambasciatore capace di tradurre l'emotività italiana in un linguaggio universale. La sua capacità di reinventarsi - da imitatore nei locali milanesi a produttore di star mondiali - testimonia una resilienza e una visione artistica fuori dal comune, che continua a influenzare nuove generazioni di musicisti e produttori. La sua discografia, che include titoli come Romanzo d'amore e le svariate interpretazioni del suo classico intramontabile, resta un archivio vivo di un'epoca irripetibile.