La storia della musica leggera italiana ha un fulcro preciso, un momento che ha segnato l'inizio di una leggenda vivente: lunedì 25 marzo 1940. In quella data, a Busto Arsizio, nasceva Mina Anna Mazzini. Regina incontrastata della musica, con la sua voce dalle infinite possibilità ha interpretato migliaia di canzoni che hanno fatto la storia del Bel Paese. Figlia di Giacomo "Mino" Mazzini, un industriale cremonese (1914-1997), e di Regina "Gina" Zoni, una casalinga di origini bustocche (1918-2003), Mina ha rappresentato, e rappresenta ancora, un pilastro fondamentale dell'identità culturale italiana.

Le origini tra Busto Arsizio e Cremona
La permanenza nella città lombarda di Busto Arsizio dura poco per la piccola Mina, perché agli inizi del 1943 Mina si trasferisce con la famiglia a Cremona, sua città adottiva. È qui che la cantante trascorre metà della vita, città cui rimane legata per sempre, come dimostra il soprannome "Tigre di Cremona", affibbiatole dalla giornalista Natalia Aspesi. Durante l'adolescenza, quando Mina ha tredici anni, il padre la iscrive alla Canottieri Baldesio, società sportiva frequentata dalla borghesia cremonese. Nonostante fosse una ragazza tranquilla, piuttosto solitaria e al contempo irrequieta, sensibile e piena di un entusiasmo che in realtà sembra celare una profonda timidezza, il suo destino era già tracciato tra le note musicali, passione trasmessa dalla nonna Amelia, cantante lirica.
Il debutto e la nascita della "Tigre"
Il punto di svolta avviene una notte d'estate del 1958, quando con la famiglia si trova in vacanza a Forte dei Marmi. Mina viene sfidata dai suoi amici a salire sul palco del locale "La Bussola" di Marina di Pietrasanta, subito dopo una performance del noto interprete cubano Don Marino Barreto jr. Lei accetta, riceve il microfono dallo stesso Barreto e attacca a cantare "Un'anima pura" senza alcun imbarazzo.
Gli inizi della carriera di Mina si incrociano con un gruppo cremonese: gli Happy Boys, una band fondata nel 1949 da Nino Donzelli. In un pomeriggio di fine agosto 1958, il giorno dopo aver assistito a un'esibizione del gruppo al Circolo Filodrammatici di Cremona, Mina si reca a casa di Nino e Renzo Donzelli, proponendosi come cantante. Il debutto vero e proprio avviene il 23 settembre 1958, a Rivarolo del Re. L'esibizione di Mina è coinvolgente, al punto che il pubblico ne richiede a gran voce il bis, mettendo in imbarazzo gli artisti principali della serata, Natalino Otto e Flo Sandon's.

Il fenomeno "Baby Gate" e l'ascesa discografica
Davide Matalon, discografico della Italdisc-Broadway, viene convinto dal suo consulente musicale Giulio Libano, rimasto colpito dall'esibizione della giovane, a farle incidere i primi brani. Mina incide "Be Bop a Lula" e "When" con l'etichetta Broadway e il nome d'arte di "Baby Gate". Tuttavia, il successo è talmente irrefrenabile che lo pseudonimo viene presto abbandonato. Con "Nessuno" e "Tintarella di luna", canzone scritta da Franco Migliacci e Bruno De Filippi, Mina raggiunge nel 1960 la prima posizione in hit-parade. Il brano diventa un vero e proprio simbolo dell'epoca e viene inserito nei film "Urlatori alla sbarra" e "Juke box - Urli d'amore".
La televisione e le sfide personali
Negli anni ‘60 e ‘70, Mina è la regina incontrastata della musica pop e una star del piccolo schermo. Partecipa a trasmissioni storiche come "Studio Uno" e "Canzonissima". Tuttavia, la sua vita privata finisce sotto la lente di ingrandimento quando, nel 1962, conosce l'attore Corrado Pani. La relazione, avvenuta mentre lui era ancora legalmente sposato seppur separato, causa uno scandalo che porta Mina all'ostracismo della televisione di Stato. Il 18 aprile 1963, alla Clinica Mangiagalli a Milano, Mina dà alla luce il suo primogenito, Massimiliano. Nonostante la censura temporanea della Rai, l'affetto del pubblico rimane immutato: quando riappare alla Bussola nell'agosto del 1963, l'accoglienza è calorosissima.
Storia della Televisione Italiana (Parte 1) - Le origini e gli anni del Monopolio
Il ritiro dalle scene e l'immortalità artistica
Dopo aver condotto programmi leggendari come "Mille luci" (1974) con Raffaella Carrà, Mina prende una decisione drastica: sparisce dalla ribalta mediatica. Dal 1978 non appare più in pubblico, pur continuando ad incidere dischi, a condurre programmi radiofonici e a pubblicare album costantemente. Il 10 gennaio 2006, a Lugano, sposa il compagno, il cardiologo Eugenio Quaini.
I numeri della sua carriera sono strabilianti: oltre 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e più di 1.500 brani interpretati. Dal 2016, con la raccolta di inediti "Le migliori" realizzata insieme ad Adriano Celentano, continua a dominare le classifiche, a dimostrazione che il suo "piccolo meccanismo misterioso" - le canzoni - non ha mai smesso di incantare. Da "Maeba" (2018) a "Ti amo come un pazzo" (2023), Mina rimane l'artista musicale italiana più venduta nel mondo, un'icona che ha scelto la libertà, trasformando la sua voce in un patrimonio collettivo senza tempo.