L'avvento e la rapida diffusione degli smartphone hanno rivoluzionato ogni aspetto della vita quotidiana, dalla comunicazione al lavoro, dall'intrattenimento all'accesso all'informazione. Da quando, nel 1983, vennero messi sul mercato i primi telefoni cellulari, siamo passati a un'era in cui questi dispositivi sono diventati un'estensione quasi indispensabile dell'individuo. Questo successo commerciale dei telefoni mobili è stato accompagnato, tuttavia, da preoccupazioni riguardo ad effetti negativi sulla salute eventualmente associati al loro utilizzo. Un dibattito acceso all'interno della comunità scientifica continua a esplorare il potenziale impatto delle onde elettromagnetiche, in particolare in relazione alla fertilità maschile e al rischio oncologico.
Il Campo Elettromagnetico e le Radiofrequenze (RF): Fondamenti e Fonti di Esposizione
Quando si parla di telefoni cellulari, si deve parlare anche di radiofrequenze (RF), una forma di energia che si trova nello spettro elettromagnetico e si posiziona tra le onde radio FM e le microonde. Si tratta di onde con una radiazione non ionizzante. Questa è una distinzione fondamentale, poiché, a differenza di quelle ionizzanti (per esempio i raggi X), le RF non hanno l'energia sufficiente per danneggiare direttamente il DNA delle cellule. Le RF ad alta intensità hanno comunque la capacità di riscaldare i tessuti corporei. Tuttavia, in linea generale, l’energia emessa dai telefoni cellulari e dalle torri di trasmissione, chiamate anche “antenne”, non sono sufficienti per aumentare significativamente la temperatura corporea.
Oltre ai telefoni cellulari stessi, anche le torri (antenne) di telefonia mobile, i dispositivi wi-fi e Bluetooth rappresentano fonti di onde RF che arrivano all’uomo. È importante sottolineare che, per quanto riguarda le antenne di telefonia mobile, i dati sono rassicuranti e l’impatto sulla salute delle onde emesse è minimo dal momento che la quantità di energia che raggiunge le persone a livello del terreno è centinaia di volte inferiore ai limiti di sicurezza stabiliti dagli enti regolatori internazionali. Nonostante ciò, l'incremento continuo di questo tipo di inquinamento elettromagnetico causato dalle nuove tecnologie è un aspetto da monitorare con attenzione.

Effetti sulla Fertilità Maschile: Una Questione Aperta e in Crescita
Uno dei campi di ricerca più attivi e che genera maggiori interrogativi riguarda l'influenza delle onde elettromagnetiche sulla fertilità maschile. È stato evidenziato che telefonini e organi riproduttivi maschili hanno un legame a rischio. Una nuova ricerca sul rapporto tra onde elettromagnetiche e spermatozoi conferma quel che già altri studi avevano affermato: meglio che i primi stiano lontani dai secondi. Questa raccomandazione si basa su osservazioni relative alla funzionalità degli spermatozoi, poiché le indagini suggeriscono che calano velocità e mobilità a seguito di esposizione.
Specifici studi hanno approfondito questo legame. Gli scienziati inglesi hanno usato i risultati incrociati di dieci studi diversi svolti in passato e preso in esame i dati rispetto alla velocità e alla mobilità degli spermatozoi di circa 1.500 uomini adulti, oltre a valutare la qualità del liquido seminale e la sua concentrazione. Questi sforzi di ricerca hanno permesso di arrivare a concludere che le radiazioni causate dal campo elettromagnetico del telefono cellulare, se particolarmente vicine all’organo maschile, finiscono per incidere sugli elementi chiave della fertilità, ovvero le caratteristiche di azione degli spermatozoi. Un dato significativo emerso è che, se il gruppo di controllo degli uomini analizzati presenta una percentuale statistica di mobilità degli spermatozoi che va dal 50 all’85 per cento, negli uomini che abitualmente usano tenere il cellulare in tasca questo numero calerebbe dell’8 per cento. Tale diminuzione è stata commentata dalla ricercatrice inglese Fiona Mathews, autrice dello studio, come "un dato particolarmente importante per quella fascia di uomini che già sono in una situazione di confine tra fertilità e infertilità". Questa preoccupazione è amplificata dal fatto che, nel mondo, secondo i dati statistici, il 14 per cento delle coppie che vive in condizioni economiche e di salute buone o medie ha difficoltà di concepimento, con l'Organizzazione Mondiale della Sanità che stima come una coppia su sei sia affetta da problemi di infertilità e circa la metà di essi sia dovuta all’infertilità maschile.
Un altro studio, condotto dal gruppo di ricerca dell’Università di Ginevra (UNIGE) in collaborazione con l’Istituto svizzero di sanità pubblica e tropicale (Swiss TPH), ha esaminato la qualità dello sperma di 2.886 uomini tra i 18 e i 22 anni. Questi dati hanno rivelato un’associazione tra l’uso frequente e una minore concentrazione di spermatozoi. La concentrazione media di spermatozoi era significativamente più alta nel gruppo di uomini che non usavano il telefono più di una volta alla settimana (56,5 milioni/ml) rispetto agli uomini che usavano il telefono più di 20 volte al giorno (44,5 milioni/ml). È stato notato, tuttavia, che non sono stati rilevati collegamenti coerenti tra l’uso del telefono cellulare e la motilità o la morfologia degli spermatozoi in questo specifico contesto. Nonostante ciò, lo studio ha rivelato che gli uomini che usano il telefono più di 20 volte al giorno corrono un rischio maggiore di 21% di avere un basso numero di spermatozoi e un rischio maggiore di 30% di una bassa concentrazione di spermatozoi. Tuttavia, un utilizzo maggiore non influisce sulla motilità e sulla morfologia degli spermatozoi. Per colmare le lacune ancora presenti nella comprensione di questi fenomeni, quest’anno l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha avviato un altro studio.
Queste evidenze si inseriscono in una ricca letteratura sul tema. Un altro allarme per la popolazione maschile è stato lanciato da una ricerca americano-argentina, che indicava come con quattro ore di laptop o di tablet sulle gambe, per via della connessione WiFi, si danneggiava la mobilità degli spermatozoi fino al 25 per cento. Tale fenomeno è ascrivibile alle radiazioni non ionizzanti che possono alterare la fertilità maschile. Sebbene non si conoscano esattamente quali sono i meccanismi per cui i campi elettromagnetici a radiofrequenza danneggiano il sistema riproduttivo maschile, sembra che il tempo di esposizione, la distanza dalla fonte di radiazione, la densità di potenza e la profondità di penetrazione influiscano notevolmente. Senza dubbio, sono necessari ulteriori studi per approfondire il legame tra queste radiazioni e la fertilità, tenendo presente l’incremento continuo di questo tipo di inquinamento elettromagnetico causato dalle nuove tecnologie. Molti studi stanno valutando gli effetti delle radiazioni non ionizzanti come RF-EMF sulla fertilità maschile.
Numerosi studi rivelano che l’esposizione a telefoni cellulari, forni a microonde, laptop o Wi-Fi produce effetti deleteri sui testicoli, che possono influenzare il numero di spermatozoi, la morfologia, la motilità, un aumento del danno al DNA, causando l’instabilità genomica, nonché interruzioni delle funzioni di alcune proteine, ormoni ed enzimi antiossidanti. È stato riscontrato che tali effetti sono responsabili dell’infertilità a causa di un’eccessiva produzione di ROS nelle cellule esposte.

Il danno da esposizione a radiazioni è il risultato dell’innesco di alterazioni del DNA e a carico di anomalie cromosomiche. L’organo più radiosensibile riportato è il testicolo maschile con l’epitelio germinale più sensibile all’esposizione alle radiazioni rispetto ad altre cellule. Poiché l’energia EMF non è sufficiente a danneggiare direttamente il DNA, sono stati proposti meccanismi indiretti, come l’ipotesi dei radicali liberi. Fattori fisici e biologici, che determinano la radio-sensibilità delle cellule, partecipano direttamente o indirettamente alla formazione di radicali liberi aumentando i livelli di ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno), che sono un fattore di danno al DNA per spiegare il danno indotto da EMF. Quando un corpo o un tessuto biologico viene esposto, l’energia RF viene dispersa e attenuata mentre penetra nei tessuti del corpo. I testicoli sono molto sensibili a queste radiazioni a causa dello sviluppo e dei processi di maturazione degli spermatozoi che si svolgono nei testicoli.
Lo stress ossidativo è una condizione in cui il naturale equilibrio tra ossidanti e antiossidanti viene fatto deragliare verso una quantità eccessiva di ossidanti rispetto agli antiossidanti. Gli uomini infertili hanno aumentato significativamente i livelli di ROS seminali, nonché una riduzione della capacità antiossidante rispetto ai controlli fertili. La formazione di ROS può influenzare diversi enzimi come il superossido dismutasi (SOD), la catalasi (CAT) o il glutatione perossidasi (GPx), che si trovano nel liquido seminale e proteggono gli spermatozoi dall’assalto del ROS.
Inoltre, l’esposizione a RF-EMF influisce negativamente anche sul sistema endocrino riproduttivo, può alterare la produzione di steroidi sessuali gonadici, causando cambiamenti nel ciclo riproduttivo, può influenzare il rilascio di ormone adrenocorticotropo, ormone della crescita, ormone stimolante la tiroide, FSH e LH nell’ipofisi. Pertanto, qualsiasi diminuzione del livello di FSH può influire negativamente sulla spermatogenesi. D’altra parte, l’LH stimola le cellule di Leydig a produrre testosterone; pertanto una diminuzione del livello di testosterone può influenzare la differenziazione sessuale nel feto e la spermatogenesi nell’adulto. L’FSH stimola le cellule di Sertoli, in tal modo attiva i tubuli seminiferi, determinando la produzione di spermatozoi e la conversione del testosterone in estradiolo. L’inquinamento da elettrosmog è in costante aumento e ci si potrebbe quindi aspettare ancora più problemi di salute tra cui un aumento dei tassi di infertilità maschile a causa di questo tipo di radiazioni. Gli effetti sulla riproduzione destano sempre più preoccupazione perché il numero di persone esposte alle radiazioni ambientali sta aumentando in modo esponenziale.
Carmine Bruno | Fertilità maschile e ambiente
Il Legame tra Smartphone e Tumori: Evidenze e Classificazioni
Oltre alle implicazioni sulla fertilità, una delle preoccupazioni più diffuse riguarda il potenziale legame tra l'uso dei telefoni cellulari e il rischio di sviluppo di tumori. Già nel 2011, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato le onde RF come “possibilmente cancerogene per l’uomo” (Gruppo 2B). Questa classificazione si basa in particolare su prove limitate di un possibile aumento del rischio di tumori cerebrali (gliomi) tra gli utilizzatori di cellulari e prove inadeguate per altri tipi di cancro. La maggior parte degli studi finora condotti sulle persone si è concentrata sul rischio di tumori cerebrali e della regione testa-collo, ovvero le aree del corpo più probabilmente esposte alle radiazioni emesse dai telefonini.
Nonostante questa classificazione precauzionale, le ricerche successive hanno cercato di fornire un quadro più chiaro. In sintesi, non è stato riscontrato un chiaro legame tra l’uso del cellulare e lo sviluppo di tumori. Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 sulla rivista Environment International da Ken Karipidis, della Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency, e colleghi ha provato a fare il punto sull’esposizione a campi elettromagnetici di RF e rischio oncologico esaminando 63 studi sull’uomo pubblicati tra il 1994 e il 2022. I ricercatori hanno concluso che le prove attuali non mostrano un legame tra l’uso dei telefoni cellulari e il cancro al cervello o altri tumori della regione testa-collo. In particolare, non sono emerse associazioni tra uso prolungato o intensità di utilizzo e rischio di cancro. A sostegno di queste conclusioni c’è anche il fatto che nonostante il forte aumento dell’uso dei cellulari, i tassi di tumori cerebrali non sono aumentati allo stesso ritmo. Una seconda revisione della letteratura guidata dallo stesso autore e pubblicata nel 2025 ha invece incluso 26 studi pubblicati tra il 1988 e il 2019 concentrandosi su tumori meno studiati in questo senso (tumori del sistema linfoematopoietico, tumore alla tiroide e tumore del cavo orale/faringe).
Per quanto riguarda nello specifico, gli effetti sulla salute sessuale, non vi siano ancora dati che indichino con certezza il telefonino come causa di tumore testicolare. È comunque doveroso dire che sempre più studi attribuiscono al telefonino un effetto dannoso sugli spermatozoi; le onde elettromagnetiche sembrano provocare un effetto ossidativo con formazione di radicali liberi e conseguente danno degli spermatozoi e rischio per la fertilità maschile (Agarwal et al.). Oggi ancora nessuno studio scientifico ha dimostrato con certezza che tenere il cellulare in tasca possa essere causa certa di tumore ai testicoli. Tuttavia l’effetto ossidativo delle onde elettromagnetiche aumenta la possibilità di danni agli spermatozoi e alla fertilità.
L'Esposizione dei Giovanissimi e i Rischi Multidimensionali
L'attenzione sui potenziali effetti per la salute è particolarmente acuta per le fasce più giovani della popolazione, data la crescente popolarità dell'uso del telefono cellulare tra bambini e adolescenti. In Italia nel 2017 sono state calcolate 140 sottoscrizioni di telefono cellulare per 100 abitanti, con una media di 1,4 cellulari a testa. Questo risulta essere ancora più preoccupante tenendo conto della crescente popolarità dell'uso del telefono cellulare tra i giovani; secondo dati Istat riferiti al 2018, circa il 19% dei bambini nella fascia di età 6-10 anni e l’85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente il telefonino, e il 72% naviga su internet tutti i giorni.
La Società Italiana di Pediatria, riconoscendo questa tendenza, si esprime sull’argomento con un documento ufficiale sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc ecc.) nei bambini da 0 a 8 anni di età, fornendo linee guida per un utilizzo appropriato e consapevole. È fondamentale, infatti, considerare che per contro i rischi a cui i ragazzi sono esposti utilizzando gli smartphone non sono solo legati all’esposizione a radiofrequenze, ma comprendono anche quelli correlati all’accesso a Internet: il cyberbullismo o l’esposizione accidentale a immagini o testi violenti o offensivi soprattutto attraverso i siti con contenuti negativi cosiddetti “user-generated”.

Strategie di Prevenzione e Uso Consapevole
Considerando i margini di incertezza ancora presenti su questi argomenti, con un dibattito molto acceso all’interno della comunità scientifica, gli organismi sanitari internazionali consigliano un uso prudente di cellulari, smartphone e cordless per limitare l’esposizione. Queste raccomandazioni si traducono in pratiche semplici ma efficaci, volte a ridurre il contatto diretto e prolungato con la fonte di radiazioni.
Tra i consigli pratici per un utilizzo più sicuro e consapevole rientrano:
- Uso del vivavoce o dispositivi “a mani libere” (hands-free), come auricolari con cavo o wireless (Bluetooth). Questo permette di mantenere il telefono lontano dalla testa e dal corpo durante le chiamate, riducendo l'esposizione diretta.
- Proteggere i più piccoli: Limitarne l'uso da parte dei bambini e degli adolescenti, in considerazione della loro maggiore vulnerabilità e delle specificità del loro sviluppo.
- Evitare dispositivi inutili: Ridurre l'accumulo di dispositivi che emettono campi elettromagnetici negli ambienti di vita e di lavoro quando il loro utilizzo non è strettamente necessario.
- Mantenere le distanze: Specialmente per quanto riguarda la fertilità maschile, è opportuno evitare di tenere per molte ore il cellulare in prossimità degli organi genitali. Alla luce di questi dati, anche se alcuni ancora da approfondire, è sconsigliato mantenere il cellulare in tasca per periodi prolungati.
Inoltre, la ricerca sta esplorando anche il ruolo di fattori protettivi. Ad esempio, il tè verde è una ricca fonte di composti polifenolici, mostra promettenti effetti antiossidanti, ha proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti, migliora la qualità dei gameti maschili e femminili, ha inoltre proprietà antiproliferative, anti-mutagene, anti-batteriche. Questi polifenoli sono potenzialmente potenti per inibire la formazione di ROS e hanno un ruolo preventivo contro le radiazioni RF, suggerendo possibili piste per future strategie preventive o complementari.
Oltre le Onde Elettromagnetiche: Sicurezza e Normative
È importante riconoscere che l’argomento è tuttavia di più vasta portata. Ulteriori considerazioni vanno fatte anche su gli aspetti che non riguardano le esposizioni ai campi elettromagnetici ma la sicurezza in generale. Un esempio lampante è l’uso dei telefoni cellulari è proibito sugli aerei, poiché i segnali a radiofrequenza possono interferire con determinati sistemi di navigazione, una misura adottata per garantire la sicurezza del volo e dei passeggeri.
Anche in ambienti specifici, le normative sull'uso dei telefoni cellulari sono state implementate per ragioni di sicurezza e protezione. L’Azienda USL di Bologna ha affrontato l’argomento della gestione del telefono cellulare in ambito ospedaliero nel reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Dall’anno 2019 è stato vietato l’uso dei cellulari negli spazi di degenza sia ai caregiver che ai professionisti sanitari, consentendolo invece in spazi specifici quali studi del personale, aree di lavoro amministrativo e zone relax (aree codificate da apposita segnaletica). Queste disposizioni evidenziano una consapevolezza crescente non solo dei potenziali effetti biologici, ma anche delle implicazioni generali sulla sicurezza e sul corretto funzionamento di apparecchiature sensibili in contesti critici.
Questi esempi sottolineano la complessità del rapporto tra tecnologia mobile e salute. Man mano che la scienza progredisce, la comprensione di questi fenomeni si affina, fornendo indicazioni sempre più precise per un utilizzo che massimizzi i benefici degli smartphone minimizzando al contempo i potenziali rischi.